{"id":42469,"date":"2017-02-21T16:25:46","date_gmt":"2017-02-21T15:25:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=42469"},"modified":"2017-02-21T18:16:19","modified_gmt":"2017-02-21T17:16:19","slug":"il-primo-sistema-di-soccorso-alpino-che-lega-uomo-e-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=42469","title":{"rendered":"Il primo sistema di soccorso alpino che lega uomo e robot"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Localizzazione esatta in pochissimo tempo di una persona sepolta fino a 3 metri sotto la neve<\/span><\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: center;\">SHERPA \u00e8 rapidissimo e invia in pochi minuti informazioni che normalmente richiedono ore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Droni, robot e soccorritori insieme in una nuova tecnologia europea nata per i salvataggi ad alte quote: il suo nome \u00e8 SHERPA<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il primo sistema di soccorso alpino che lega uomo e robot,<\/strong> nato grazie ai <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">finanziamenti dell&#8217;Ue<\/span> <\/strong>sotto l&#8217;egida dell&#8217;Alma Mater Studiorum di Bologna:\u00a0adesso, dopo quattro anni di sviluppo, \u00e8 arrivato a compimento.<\/p>\n<p>&#8211; Per la prima volta,<strong> uomo e robot collaborano per il soccorso degli individui dispersi ad alta quota grazie<\/strong> ad un progetto coordinato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Bologna e finanziato dall&#8217;Unione europea: si chiama SHERPA<\/strong> (Smart collaboration between Humans and ground-aErial Robots for imProving rescuing activities in Alpine environments) ed \u00e8 un sistema a servizio dei soccorritori basato sull&#8217;uso di droni, robot, aereomodelli ad ala fissa.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff00ff;\">Obiettivo di SHERPA \u00e8 raggiungere luoghi oggetto di slavine in pochi minuti e localizzare i dispersi<\/span> travolti dalla neve, mentre sistemi alternativi impiegano ore o sono addirittura inagibili in alcune situazioni. Il tutto salvaguardando anche i soccorritori stessi, grazie all&#8217;uso di robot nominati come animali: \u201cfalchi\u201d (aeromodelli), \u201casini intelligenti\u201d (rover) e \u201cvespe\u201d (droni). Elementi che compongono il progetto SHERPA, ideato da giovanissimi ricercatori europei guidati dal DEI (Dipartimento di Ingegneria dell&#8217;Energia Elettrica e dell&#8217;Informazione) dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;innovazione sociale nata da un progetto partecipato a livello europeo<\/strong> che mette la tecnologia al servizio dei soccorritori e che infatti ha trovato la collaborazione e l&#8217;interesse del Soccorso Alpino del CAI (Club Alpino Italiano) e dei Carabinieri. Un progetto scientifico mai cos\u00ec attuale e opportuno visto il grande numero di incidenti in alta quota causati dalla neve.<\/p>\n<p><strong>Adesso, dopo quattro anni di sviluppo, il progetto SHERPA \u00e8 stato testato nella sua interezza durante l&#8217;Integration Week appena conclusa a Davos<\/strong> che ha visto la presenza di tutti i soggetti operativi guidati dal DEI di Bologna: l&#8217;Eth di Zurigo, l&#8217;Universit\u00e0 di Leuven in Belgio, l\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II, l&#8217;Universit\u00e0 di Linkopings in Svezia, l&#8217;Universit\u00e0 di Twente in Svizzera, l&#8217;Universit\u00e0 di Bremen in Germania, quindi due aziende (la Bluebotics di Losanna, specializzata in robotica, e l&#8217;Asla Tech di Bologna, specializzata in droni) e il Club Alpino Italiano come \u201cend user\u201d del progetto. Questo network di eccellenze europee ha creato contaminazione tra settori diversi per creare un prodotto originale e unico.<\/p>\n<p><strong>Innovazione tecnologica: l&#8217;integrazione adattativa tra uomo e robot per il soccorso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SHERPA \u00e8 un sistema di droni da cielo e da terra <strong>in grado di lavorare in condizioni estreme: il suo obiettivo primario \u00e8 la <span style=\"color: #ff00ff;\">localizzazione esatta in pochissimo tempo di una persona sepolta fino a 3 metri sotto la nev<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">e<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo sistema si articola sull&#8217;uso di <strong>tre elementi robotici: i \u201cpatrolling hawks\u201d (falchi di pattuglia), gli aeromodelli che fanno il primo screening della zona colpita; gli \u201cintelligent donkeys\u201d (asini intelligenti), i rover che trasportano su terra i \u201ctrained wasps\u201d (vespe allenate), ovvero i droni in grado di fotografare le aree colpite,<\/strong> riportare dati utili anche in condizioni avverse grazie alle telecamere ad infrarossi e registrare i segnali radio ARVA, cio\u00e8 gli impulsi del segnalatore che ogni scalatore o sciatore esperto porta con s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c8 la prima volta che si combina un sistema di droni a supporto del soccorritore alpino<\/span><\/strong>,<strong> che rimane sempre il leader dell&#8217;azione:<\/strong> \u00e8 lui quello che in SHERPA \u00e8 chiamato il \u201cBusy Genius\u201d (genio occupato), ovvero colui che riceve un supporto tecnologico dalle macchine ma che rimane sempre il leader delle operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL&#8217;integrazione uomo-robot in SHERPA \u00e8 adattativa \u2013 spiega il prof. Lorenzo Marconi del DEI di Bologna, coordinatore del progetto SHERPA e del corso di studi in Ingegneria dell\u2019Automazione dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna \u2013 cio\u00e8 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">quando l&#8217;uomo \u00e8 presente, le macchine sono al suo servizio,<\/span> viceversa quando il soccorritore \u00e8 impegnato i robot agiscono in maniera autonoma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In che modo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Selezionando informazioni utili e quindi cercando di semplificare il lavoro dell&#8217;operatore:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-infatti, la guida dei droni viene fatta attraverso comandi gestuali e vocali e il sistema SHERPA \u00e8 in grado di capire dal tono di voce e dal comportamento umano se in quel momento l&#8217;uomo \u00e8 troppo impegnato o emotivamente stressato per guidare al meglio le operazioni. Qualora cos\u00ec fosse, SHERPA si regola di conseguenza, cercando di semplificare il lavoro umano.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00c8 importante infatti ricordare che il soccorritore \u00e8 il \u201cgenio\u201d e pu\u00f2 sempre bypassare i robot: in SHERPA, l&#8217;uomo \u00e8 sempre pi\u00f9 in alto nella scala gerarchica\u00bb.<\/strong><\/h4>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Innovazione sociale: la risposta alla crescita degli incidenti in montagna<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto SHERPA nasce come risposta all&#8217;esigenza sociale di intervenire in modo pi\u00f9 efficace nei soccorsi in alta quota. Infatti, la situazione dei dispersi per valanghe nell&#8217;arco alpino \u00e8 sempre pi\u00f9 drammatica:<strong> secondo il CAI, si \u00e8 passati dai 1300 del 1955 ai circa 8mila del 2014. \u00abSono aumentati i frequentatori della montagna, soprattutto sciatori ed escursionisti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">aumentano anche le persone a rischio,<\/span><\/strong> senza togliere il fatto che alcune calamit\u00e0 siano dovute al surriscaldamento globale\u00bb, spiega Adriano Favre, Direttore del Soccorso Alpino Valdostano.<\/p>\n<p>Come alpinista, Favre ha scalato gran parte delle principali montagne al mondo e da oltre quarant&#8217;anni si occupa di soccorso: era presente con il suo team anche nelle recenti operazioni di ricerca dei superstiti all&#8217;Hotel Rigopiano in Abruzzo. \u00abIl progetto SHERPA \u2013 continua \u2013 \u00e8 un aiuto validissimo per la risoluzione ad un problema che nasce dalla domanda dei soccorritori: ottimizzare le ricerche dei dispersi. Siamo cos\u00ec pi\u00f9 efficienti con meno persone: e i sistemi di localizzazione di SHERPA arrivano anche laddove non c\u2019\u00e8 copertura gps\u00bb.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff00ff;\">I<\/span><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">noltre, SHERPA \u00e8 rapidissimo e invia in pochi minuti informazioni che normalmente richiedono ore:<\/span><\/strong> cos\u00ec, chi di solito morirebbe, vive. Perch\u00e9 una persona sepolta dalla neve pu\u00f2 essere recuperata ancora in vita entro 30 minuti dal fatto ed entro 90 pu\u00f2 presentare ancora funzioni vitali: ma \u00e8 il reperimento entro i primi 15-20 minuti ad essere il pi\u00f9 rilevante in termini di sopravvivenza. Per questo SHERPA fa la differenza in termini di efficacia rispetto alle tecnologie esistenti comparabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Localizzazione esatta in pochissimo tempo di una persona sepolta fino a 3 metri sotto la neve SHERPA \u00e8 rapidissimo e invia in pochi minuti informazioni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":24284,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411,64,3683],"tags":[11463],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42469"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42469"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42471,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42469\/revisions\/42471"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/24284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}