{"id":43308,"date":"2017-03-20T20:27:34","date_gmt":"2017-03-20T19:27:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43308"},"modified":"2017-03-21T20:21:50","modified_gmt":"2017-03-21T19:21:50","slug":"salute-e-cibo-pesticidi-legalmente-ammessi-anche-nel-bio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43308","title":{"rendered":"SALUTE e CIBO &#8211; Pesticidi legalmente ammessi anche nel bio &#8230;. !!!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">MUSE &#8211; Museo delle Scienze di Trento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Uno studio del MUSE<\/span><\/strong> prende in considerazione<br \/>\ni pesticidi ammessi anche in agricoltura biologica:<br \/>\nche effetti hanno sull\u2019ambiente acquatico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra questi il rame e azadiractina sono pesticidi \u201cnaturali\u201d<\/strong> il cui uso \u00e8 autorizzato in agricoltura biologica in Italia e nel resto d\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>\u00c8 di recente pubblicazione sulle prestigiose riviste scientifiche internazionali Chemosphere e Science of the Total Environment<\/strong> della casa editrice Elsevier (il maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico), uno studio condotto dal MUSE-Museo delle Scienze di Trento in collaborazione con il CNR \u2013 Istituto di Biofisica di Povo (Trento) che prende in<strong> considerazione l\u2019effetto di rame e azadiractina &#8211; due pesticidi legalmente ammessi<\/strong> anche nelle coltivazioni biologiche &#8211; sugli insetti che popolano il Rio Gola, un torrente trentino che attraversa una valle coltivata dove i due pesticidi sono regolarmente e legalmente utilizzati secondo il Disciplinare Provinciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi i pesticidi entrano per dilavamento nell\u2019ecosistema acquatico e, a oggi, poco si sa sugli effetti che hanno sugli animali che vivono nei canali e nei torrenti in cui questi pesticidi finiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati raccolti nel corso del lavoro dimostrano che <strong>entrambi sono tossici &#8211; il rame pi\u00f9 dell\u2019azadiractina &#8211;<\/strong> e che <strong><span style=\"color: #ff0000;\">le popolazioni esposte sono sofferenti. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro condotto sar\u00e0 utile alle autorit\u00e0 che si occupano di valutare la qualit\u00e0 delle acque superficiali, per prendere in considerazione l\u2019<strong>opportunit\u00e0 di una revisione del limite di legge di utilizzo di questi pesticidi<\/strong>, nonch\u00e9 ai produttori stessi cui si chiede di valutare sempre un\u2019alternativa o proporre formule pi\u00f9 eco-sostenibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ricerca \u00e8 stata svolta sulle acque del torrente Rio Gola, in Trentino<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come specie modello \u00e8 stato scelto il Dittero Chironomide Chironomus riparius, una specie di insetto molto comune, resistente a basse concentrazioni di ossigeno ed elevato inquinamento organico, naturalmente presente nel torrente e mantenuto in allevamento in laboratorio durante i test sperimentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima parte del lavoro ha valutato gli effetti della presenza di questi pesticidi &#8211; a concentrazioni crescenti &#8211; sulla sopravvivenza delle larve.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dalla concentrazione ambientale (quella rinvenuta nel torrente al momento della raccolta), si \u00e8 stabilita in pi\u00f9 step la concentrazione massima tollerabile dall\u2019animale, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">ovvero quella a cui si registra il 10%, 50% e 100% delle morti<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base dei risultati dei <strong>test di tossicit\u00e0 acuta, il rame sembra essere pi\u00f9 tossico dell\u2019azadiractina<\/strong> per questi animali, che sono rappresentativi dell\u2019intera comunit\u00e0 vivente nel torrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un secondo tempo, il lavoro ha preso in considerazione gli effetti molecolari dei due pesticidi, ovvero gli effetti sull\u2019espressione di cinque geni, appartenenti a due famiglie di proteine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le famiglie di proteine vengono coinvolte in risposte a stress chimico, le prime con azione di \u201cprotezione\u201d verso proteine complesse essenziali &#8211; che altrimenti potrebbero perdere la loro struttura e funzione <strong><span style=\"color: #ff0000;\">compromettendo la vita stessa dell\u2019animale<\/span> <\/strong>&#8211; mentre le seconde come enzimi ossidativi coinvolti nel processo di detossificazione, in grado di agire sia nei confronti di farmaci e tossine di origine esterna, sia su prodotti di scarto dell&#8217;organismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio dimostra che il Dittero Chironomide Chironomus riparius \u00e8 molto resistente a questi due pesticidi, grazie alle due proteine che vengono sintetizzate in risposta all\u2019aumento di concentrazione dei tossici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di queste due proteine in alte concentrazioni nella popolazione selvatica indica per\u00f2 una condizione di stress fisiologico (i due pesticidi stressano le popolazioni animali presenti nel torrente). E se le popolazioni naturali sono stressate, sono anche pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">In conclusione, i due pesticidi naturali non sono innocui,<\/span><\/strong> e lo dimostra lo stato di stress fisiologico in cui gli animali acquatici vivono in acque in cui questi tossici arrivano per dilavamento dei terreni agricoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Diventano letali a concentrazioni da 30 a 500 volte pi\u00f9 elevate<\/span> <\/strong>rispetto a quella che abbiamo misurato in natura, in primavera, prima dell\u2019inizio dei trattamenti intensivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo continuare, quindi, a utilizzarli?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo uno degli autori dello studio, Valeria Lencioni (MUSE) il rame andrebbe sostituito, come suggeriscono le normative europee. Per quanto riguarda l\u2019azadiractina\u201d, invece, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">meglio non abusarne, infatti non \u00e8 innocuo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<br \/>\n<strong>Il rame \u00e8 utilizzato principalmente come fungicida<\/strong> per controllare la peronospera<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> nei vigneti<\/span> <\/strong>causata dall\u2019oomicete Plasmopara viticola (Berk e Curt) Berl. et de Toni, il pi\u00f9 devastante patogeno dell\u2019uva in Nord America e in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inquinamento da rame dei terreni agricoli e delle acque superficiali, dove arriva per drenaggio dei<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> terreni trattati col pesticida o ancora da scarichi industriali,<\/span> sta destando preoccupazione soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove ne viene fatto un uso eccessivo, non regolamentato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se da un lato \u00e8 un metallo indispensabile per alcuni meccanismi biologici delle piante- gioca infatti un ruolo chiave nella fotosintesi e nella sintesi delle proteine &#8211; dall\u2019altro per\u00f2 non ne va sottovaluta la tossicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deposita infatti nei primi strati del terreno, <strong>influenzando negativamente la vita microbica e lo sviluppo di batteri, alghe, funghi e lombrichi. dal terreno, pu\u00f2 raggiungere e inquinare le falde acquifere, determinando<span style=\"color: #ff0000;\"> gravissimi rischi ambientali ed ecotossicologici su un ampio spettro di organismi e microrganismi<\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rame si trova in natura in tutte le acque del mondo e, se <strong>alti livelli di concentrazione possono essere dannosi per gli esseri umani e l\u2019ambiente, i<\/strong>l rame \u00e8 un micronutriente essenziale per la vita e una certa quantit\u00e0 \u00e8 fondamentale per il benessere degli animali, incluso gli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il rame pu\u00f2 divenire altamente tossico in elevate concentrazioni, per esempio influenzando negativamente il consumo di ossigeno<\/span><\/strong> e interferendo negativamente con il trasporto e\/o il metabolismo del ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua sostituzione come fungicida \u00e8 una priorit\u00e0 dichiarata nella legislazione biologica della Comunit\u00e0 Europea (UE, Reg. 473\/2002), ma non sono ancora state trovate alternative (CE,2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019azadiractina (C35H44O16) \u00e8 un bio-insetticida,<\/span><\/strong> ottenuto dai semi e dalle foglie dell&#8217;albero neem indiano Azadirachta indica Juss(Meliaceae).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha un ampio spettro di azione \u2013 <strong><span style=\"color: #ff0000;\">viene utilizzato per tenere sotto controllo l\u2019invasione in frutteti di afidi, insetti e nematodi<\/span><\/strong>. L<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2019azadiractina \u00e8 molto efficace contro l\u2019afide grigio del melo, l\u2019afide del pero e il tripide americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019azadiractina agisce con diversi meccanismi, da un lato funge da repellente e dall\u2019altro arresta lo sviluppo del parassita che si trova a perire nel suo stato larvale senza poter concludere il suo ciclo biologico (quindi, senza potersi riprodurre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente dai pesticidi a base di rame, l\u2019azadiractina soddisfa molti dei criteri di un insetticida \u201csostenibile, ecologico\u201d: ha una tossicit\u00e0 molto bassa per i mammiferi, \u00e8 biodegradabile (si degrada entro 100 h quando esposto alla luce e acqua) anche se \u00e8 stato recentemente stimato che il tempo necessario per dissipare il 90% del residuo di azadiractina in un mesocosmo d\u2019acqua sia di 66 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I riferimenti dello studio<br \/>\nBernab\u00f2 P., Gaglio M., Bellamoli F., Viero G., Lencioni V., 2017 &#8211; DNA damage and translational response rule the detoxification from copper exposure in a wild population of Chironomus riparius. Chemosphere, 173: 235\u2013244.<br \/>\nLencioni V., Grazioli, V., Rossaro B., Bernab\u00f2 P., 2016 &#8211; Gene expression profiling of responses induced by pesticides employed in organic agriculture in a wild population of the midge Chironomus riparius. Science of the Total Environment, 557\u2013558: 183\u2013191.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MUSE &#8211; Museo delle Scienze di Trento Uno studio del MUSE prende in considerazione i pesticidi ammessi anche in agricoltura biologica: che effetti hanno sull\u2019ambiente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411,29,26],"tags":[11634],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43308"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43308"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43308\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43309,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43308\/revisions\/43309"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}