{"id":43334,"date":"2017-03-22T18:36:34","date_gmt":"2017-03-22T17:36:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43334"},"modified":"2017-03-23T19:03:32","modified_gmt":"2017-03-23T18:03:32","slug":"arte-a-milano-mudec-museo-delle-culture-vasilij-kandinskij-15-marzo-9-luglio-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43334","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; MUDEC \u2013 Museo delle Culture &#8211;  Vasilij Kandinskij 15 marzo \u2013 9 luglio 2017"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=43338\" rel=\"attachment wp-att-43338\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-43338\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-500-_Kandinskij_Composizione217.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-500-_Kandinskij_Composizione217.jpg 500w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-500-_Kandinskij_Composizione217-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-500-_Kandinskij_Composizione217-384x300.jpg 384w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto:\u00a0Kandinskij_Composizione217<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=43337\" rel=\"attachment wp-att-43337\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-43337\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-672-_Kandinskij_Mosca-piazza-rossa.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-672-_Kandinskij_Mosca-piazza-rossa.jpg 500w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/mudec-arte-672-_Kandinskij_Mosca-piazza-rossa-294x300.jpg 294w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto: Kandinskij_Mosca-piazza-rossa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano, 15 marzo \u2013 9 luglio 2017<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vasilij Kandinskij<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8230; un vero poeta del colore \u00a0dell&#8217;anima e della musica &#8230;\u00a0sin dalla giovinezza aveva studiato musica, &#8230;\u00a0Dopo aver compiuti gli studi universitari di Giurisprudenza ed essersi specializzato in Economia politica, a circa trent\u2019anni Kandinskij decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura &#8230;\u00a0<strong>Mosca fu\u00a0per lui una perfetta fusione di\u00a0suono e colore<\/strong>, secondo l&#8217;ideale che presegu\u00ec\u00a0per tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Kandinskij amava ripetere<\/span>:<\/strong> \u201cPer anni <strong>ho cercato di ottenere che gli spettatori passeggiassero nei miei quadri:<\/strong> volevo <strong>costringerli a dimenticarsi, a sparire addirittura l\u00ec dentro\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vasilij Kandinskij a<\/strong>rriva in Italia dal 15 marzo 2017 e si ferma al MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano, con una mostraassolutamenteinedita, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ricca di 49 sue opere<\/span><\/strong> che<strong> raccontano il \u201cperiodo del genio\u201d dell\u2019artista russo che porta alla svolta completa verso l\u2019astrazione, e di 85 tra icone, stampe popolaried esempi di arte decorativa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere, <strong>alcune delle quali mai viste prima in Italia,<\/strong> provengono dai pi\u00f9 importanti musei russi, come<strong> l\u2019Ermitage di San Pietroburgo, la Galleria Tret\u2019jakov, il Museo di Belle Arti A.S. Pu\u0161kin e il Museo Panrusso delle Arti Decorative, delle Arti Applicate e dell\u2019Arte Popolare di Mosca.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra rivela il periodo della formazione dell\u2019immaginario visivo dell\u2019artista, <strong>profondamente radicato nella tradizione russa, e il suo percorso di svolta ormai gi\u00e0 compiuta verso l\u2019astrazione,<\/strong> dall\u2019ultimo Ottocento fino al 1921, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">quando si trasfer\u00ec in Germania per non fare pi\u00f9 ritorno in madrepatria<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura \u2013 Gruppo 24 ORE, che ne \u00e8 anche il produttore, e curata da Silvia Burini, professoressa di Storia dell\u2019Arte Russa e direttrice del Centro Studi Sulle arti della Russia CSAR Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia, e Ada Masoero, critico d\u2019arte e giornalista, la mostra accompagner\u00e0 i visitatori in un viaggio immaginario nella Russia dell\u2019artista fino al 9 luglio 2017.<\/p>\n<p>&#8220;Il linguaggio artistico di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Kandinskij si forma nella tradizione culturale russa<\/span><\/strong>, cos\u00ec come mette in luce con grande profondit\u00e0 questa mostra nelle suggestioni, nei modelli, nell\u2019uso dei colori che l&#8217;artista apprende ed elabora &#8211; afferma l&#8217;Assessore alla Cultura Filippo Del Corno &#8211; La nuova concezione della rappresentazione del reale cos\u00ec formata nella <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">poetica di Kandinskij<\/span><\/strong> ne condiziona fortemente tutti gli sviluppi artistici successivi, segnando un autentico punto di non ritorno\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione, che cade nell\u2019anno del centenario della Rivoluzione russa e a ridosso delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita dell\u2019artista,<\/strong> \u00e8 un progetto \u201csite-specific\u201d, legato alla vocazione del <strong>MUDEC-Museo delle Culture: \u00e8, infatti, fondato sul rapporto tra arte ed etnografia e sulla metafora del viaggio come avventura cognitiva.<\/strong> Tutti aspetti sperimentati dal fondatore dell\u2019astrattismo, che <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">rivoluzion\u00f2 buona parte della successiva ricerca espressiva nel mondo,<\/span> <\/strong>e che ha sempre mostrato interesse per un approccio scientifico alla realt\u00e0 e per le esplorazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dipinti, acquerelli, disegni e incisioni di Kandinskij, antiche icone, stampe, tessuti e oggetti<\/strong> di arte applicata consentiranno allo spettatore \u2013 che avr\u00e0 a disposizione, lungo il percorso, anche installazioni multimedialiintegrate,<strong> ideate e curate da Giuseppe Barbieri, professore di Storia dell&#8217;arte moderna all&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari Venezia<\/strong> &#8211; di comprendere l\u2019origine e lo sviluppo del codice simbolico dell\u2019artista, in un viaggio affascinante e totalmente \u201cimmersivo\u201d tra le sue fonti visive russe (la mostra ospita anche <strong>quattro icone, 15 stampe popolari e una sessantina dioggetti d\u2019arte decorativa) cui l\u2019artista attinse costantemente.<\/strong><\/p>\n<p>Il viaggio, cifra riassuntiva dell\u2019esistenza stessa dell\u2019artista,diventa, dunque,anche la cifra del percorso espositivo: un pellegrinaggio attraverso<strong> la Russia, le sue immagini, le sue atmosfere, laboratorio mentale dell\u2019artista, ma anche un itinerario verso l\u2019astrazione e, di conseguenza, un viaggio nelle \u201cvibrazioni dell\u2019anima\u201d di Kandinskij, <span style=\"color: #ff00ff;\">uomo di intensa e profonda spiritualit\u00e0.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PERCORSO ESPOSITIVO.<\/strong><\/p>\n<p>SEZIONE INTRODUTTIVA<br \/>\nLa mostra Kandinskij, il cavaliere errante. In viaggio verso l\u2019astrazione parla di un duplice viaggio: un viaggio reale \u2013 quello compiuto da Vasilij Kandinskij nei suoi anni universitari, nel nordico Governatorato di Vologda \u2013 che fu generatore di emozioni tanto potenti e incancellabili da mutare, di l\u00ec a qualche anno, il corso della sua vita\u2013 e uno ideale, interiore: quell\u2019itinerario che, attraverso tappe progressive e ritorni sui propri passi, improvvise folgorazioni spirituali e profonde riflessioni teoriche, lo avrebbe condotto da una pittura figurativa, posta ancora nel solco della tradizione, a un\u2019assoluta e sovversiva non-oggettivit\u00e0, portandolo a un distacco dal reale (\u00abdall\u2019Oggetto\u00bb, come scrive lui) che avrebbe rivoluzionato l\u2019arte del Novecento.<br \/>\nIn questa mostra il visitatore \u00e8 invitato a compiere un\u2019esperienza di \u201cviaggio\u201d all\u2019interno del laboratorio creativo dell\u2019artista, alla ricerca dei quei segni che dapprima lo hanno avvolto, poi conquistato e infine guidato verso l\u2019astrazione.<br \/>\nGli oggetti esposti (icone, stampe popolari russe o lubki, giocattoli, arredi), che ovviamente non possono essere riferiti autograficamente a Kandinskij, ma da cui l\u2019artista era circondato sin dall\u2019infanzia al pari di quelli che vide nel suo viaggio al Nord, aiutano il visitatore a ricostruire il suo immaginario, nutrito della lezione dell\u2019arte popolare russa e delle icone, e a comprendere come prenda forma il suo linguaggio espressivo, dalle prime opere figurative fino alla totale liberazione dalla schiavit\u00f9 dell\u2019\u00abOggetto\u00bb.<\/p>\n<p>PRIMA SEZIONE<br \/>\nVOLOGDA: IL VIAGGIO \u201cDENTRO IL QUADRO\u201d<br \/>\nDurante gli studi universitari di legge Kandinskij si appassion\u00f2 all\u2019etnografia e al folklore e nel 1889 volle compiereuna spedizione nel lontano Governatorato di Vologda, 500 chilometri a nord di Mosca, per la Societ\u00e0 imperiale di Scienze naturali, Etnografia e Antropologia.<br \/>\nViaggiava solo, felicemente immerso nella natura selvaggia del luogo, ma lo colp\u00ec soprattutto la profusione di colori e di decori che vide sulle vesti dei suoi abitanti Komi-Zirjani (ai suoi occhi \u00abvive immagini dipinte che si muovevano su due gambe\u00bb) e, pi\u00f9 ancora, nelle isbe, con le stanze interamente rivestite da un manto di decorazioni vividamente colorate, e affollate di stampe popolari (lubki). Scriver\u00e0 nell\u2019autobiografia: \u00abRicordo ancora che, entrando per la prima volta nelle sale di un\u2019isba, restai inchiodato di stupore davanti alle pitture sorprendenti che da ogni lato mi circondavano. Quando infine penetrai nella camera, mi trovai circondato da ogni parte dalla Pittura: come se io stesso fossi penetrato nella Pittura\u00bb.<br \/>\nPer anni avrebbe cercato un linguaggio pittorico che coinvolgesse allo stesso modo gli spettatori, fino a farli \u00abpasseggiare\u00bb nei suoi dipinti, dimentichi di tutto: raggiunger\u00e0 questo ambizioso obiettivo quando dar\u00e0 vita all\u2019astrazione.<br \/>\nGli abiti e i tessuti, gli arredi e gli oggetti d\u2019uso, i giocattoli e i lubki esposti in mostra, tutti provenienti dalla regione di Vologda, intendono ricostruire la fantasmagoria di colori e decori che folgor\u00f2 Kandinskij nel suo viaggio.<\/p>\n<p>SECONDA SEZIONE.<br \/>\nIL CAVALIERE ERRANTE<br \/>\nIl tema del cavallo e cavaliere attraversa l\u2019intero percorso artistico di Kandinskij, radicato com\u2019\u00e8 nel suo immaginario infantile. Nell\u2019autobiografia l\u2019artista rammenta quando con la zia giocava con un cavallino di stagno, che lui, bambino, tent\u00f2 di ritrarre in un acquarello.<br \/>\nCome per molti altri artisti del tempo, desiderosi quanto lui di affrancarsi dalle convenzioni accademiche, il linguaggio visivo dell\u2019infanzia rappresentava un mezzo privilegiato, insieme alle arti folkloriche, per guardare il mondo con uno sguardo pi\u00f9 libero e autonomo.<br \/>\nDotato di un occhio prensile (\u00abEro condannato a \u2018guardare\u2019 senza tregua\u00bb, scrive) e di una prodigiosa memoria visiva, Kandinskij accumul\u00f2 una grande quantit\u00e0 d\u2019immagini legate alle fiabe russe e tedesche ascoltate nell\u2019infanzia, agli eroi delle leggende russe, immortalati, come i santi, nei lubki (le stampe popolari) e ai protagonisti delle icone, primo fra tutti san Giorgio, patrono di Mosca, il santo guerriero che, da cavallo, trafigge il drago.<br \/>\nIn questa sezione si susseguono le sue bellissime incisioni ispirate alle fiabe, i lubki raffiguranti indomiti cavalieri combattenti o variopinti uccelli del paradiso, giocattoli e oggetti decorati con il tema pervasivo del cavallo, e una splendida icona di San Giorgio del primo Cinquecento, accostati al pi\u00f9 fiabesco dei dipinti che egli dedic\u00f2 a quel santo e a dipinti e acquarelli gi\u00e0 totalmente astratti, nei quali per\u00f2 torna in filigrana (talora anche nei titoli, come in Improvvisazione 20-Due cavalli) questo tema mai dimenticato.<\/p>\n<p>TERZA SEZIONE.<br \/>\nMOSCA MADRE<br \/>\n\u00abMia madre era nata a Mosca e incarnava tutte le caratteristiche di questa citt\u00e0: una bellezza seria e severa, una semplicit\u00e0 di razza, un\u2019energia naturale, una sensibilit\u00e0 forte e personale, una calma solenne e maestosa, un dominio di s\u00e9 quasi eroico, un misto di convenzioni tradizionali e di vera libert\u00e0 spirituale. In una parola, sotto forma umana: Nostra Madre Mosca dalla pietre bianche e dalle cupole d\u2019oro\u00bb.<br \/>\nKandinskij era profondamente legato alla madre e altrettanto lo era alla sua citt\u00e0 natale, Mosca, con la quale sembra identificarla.<br \/>\nIn questa sezione scorrono i luoghi della sua vita: Odessa, dove visse da bambino, sentendosi \u00abun ospite\u00bb, poi Monaco, con Schwabing, il sobborgo boh\u00e9mien dove viveva, il vicino lago di Kochel, e Murnau, il villaggio bavarese dove villeggiava d\u2019estate e dove cre\u00f2 dipinti dai colori incandescenti. E Mosca, dove rientra dalla Germania nel 1914. Di l\u00ec a poco le dedicher\u00e0 un capolavoro come Piazza Rossa: un dipinto astratto, nel quale tuttavia ancora si riconoscono chiese, campanili, palazzi, colti nella sua ora prediletta, il crepuscolo, quando &#8211; scrive Kandinskij &#8211; \u00abMosca si liquefa, diventa una macchia enorme. Come il \u201cforte\u201d finale di un\u2019immensa orchestra, Mosca risuona vittoriosamente. Il rosa, il lilla, il giallo, il bianco, il turchino, il verde, il rosso fiamma delle case e delle chiese si uniscono al coro [con] la rossa muraglia del Cremlino. E sopra a tutto, come un grido di trionfo, [\u2026] la linea bianca del campanile di Ivan Velikij [\u2026] e la testa d\u2019oro della sua cupola, il vero sole di Mosca\u00bb.<\/p>\n<p>QUARTA SEZIONE.<br \/>\nMUSICA DELL\u2019ASTRAZIONE<br \/>\nLa conquista dell\u2019astrazione fu per Kandinskij la meta di un lungo e tortuoso itinerario, intellettuale prima ancora che pittorico. Fu per\u00f2 una folgorazione improvvisa a illuminarlo: a Monaco, entrando al crepuscolo nello studio, scrive, \u00abvidi un quadro dalla bellezza indescrivibile, imbevuto di un ardore interno. Mi avvicinai a questo quadro misterioso, su cui non vedevo altro che forme e colori e il cui contenuto mi era incomprensibile: trovai subito la chiave del mistero: era un mio quadro, appoggiato alla parete di lato. [\u2026] Seppi allora in modo preciso che l\u2019oggetto nuoce ai miei quadri\u00bb.<br \/>\nCon che cosa sostituire, per\u00f2, l\u2019oggetto, senza cadere in una pittura meramente ornamentale? Dopo molto riflettere cap\u00ec che, in quel tempo dominato dal materialismo, occorreva esplorare nuovamente l\u2019interiorit\u00e0.<br \/>\nPer penetrare nel mondo misterioso dello spirito, Kandinskij si affid\u00f2 al colore e alla forma: dimenticato il dato reale, and\u00f2 in cerca della \u00abvibrazione interiore\u00bb che esso genera nello spirito umano, prendendo a modello la musica, \u00abla pi\u00f9 astratta delle arti\u00bb. Specie quella di Arnold Sch\u00f6nberg, le cui esperienze musicali, scriveva, \u00abnon sono acustiche, ma puramente psichiche [&#8230;]. Con lui comincia la \u201cmusica del futuro\u201d\u00bb.<br \/>\nCon Kandinskij inizier\u00e0 la pittura del futuro. A provarlo, in questa sezione, sono numerosi capolavori non-oggettivi, alcuni mai visti prima in Europa, come il suo primo dipinto astratto, Quadro con cerchio (1911), e Tratto nero (1920), entrambi dal Georgian National Museum di Tbilisi.<\/p>\n<p>LE INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI.<\/p>\n<p>La mostra propone anche degli strumenti di interazione multimediale con le opere di Kandinskij, per consentire al visitatore un\u2019esperienza \u201cimmersiva\u201d nel mondo dell\u2019artista russo. Si tratta di un apparato di Information and Communication Technologies, multimediale e interattivo, progettato e curato da Giuseppe Barbieri, professore di Storia dell&#8217;arte moderna all&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari Venezia, e dagli artisti visivi di camerAnebbia.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u2013 come scrive Giuseppe Barbieri \u2013 \u00e8 quello di \u00abinserire lo spettatore nell\u2019universo visivo che costituisce il background del pittore russo, coinvolgendolo nella dimensione reale e metaforica del viaggio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sala introduttiva una grande proiezione su due pareti presenta una selezione di pagine del diario del viaggio dell&#8217;artista nel Nord della Russia, opportunamente tridimensionalizzate, foto di primo Novecento e pi\u00f9 recenti, nonch\u00e9 una serie di dettagli degli oggetti d\u2019arte applicata che il visitatore ritrover\u00e0 nella prima sezione della rassegna, e che furono fonte d\u2019ispirazione per la ricerca dell&#8217;artista: l\u2019obiettivo \u00e8 quello di far percepire al visitatore un\u2019esperienza sensoriale \u201cavvolgente\u201d simile a quella che dovette affascinare Kandinskij nel suo viaggio a Vologda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda installazione i visitatori vedono proiettati su una parete di ampie dimensioni i particolari di sei opere di Kandinskij presenti in mostra. Toccando queste sei immagini digitali con il palmo della mano iniziano altrettante grandi e coinvolgenti \u201cstorie visive\u201d (Visualtelling,le ha definite Barbieri) che consentono di comprendere, di volta in volta, la ricchezza della tavolozza dell&#8217;artista, le \u201cgrandi forme\u201d sottostanti le sue composizioni, i rapporti simbolici dei diversi colori, la genesi dell&#8217;opera stessa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla fine del percorso, a conclusione della sezione dedicata alla \u201cmusica dell\u2019astrazione\u201d, in una \u201cstanza sonora\u201d interattiva,<\/strong> pur di ridotte dimensioni, i visitatori possono<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> grazie all&#8217;ascolto di brevi frammenti musicali sch\u00f6nberghiani \u2013<\/span> <\/strong>selezionati da un&#8217;esperta musicologa come Giada Viviani \u2013<strong> rivivere e condividere, con i movimenti del loro corpo, una profonda esperienza emozionale<\/strong> e multimediale tra musica e pittura, simile a quella che tanto fortemente ha colpito, in stagioni e momenti diversi, l&#8217;attenzione dell&#8217;artista russo.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff00ff;\">INFO UTILI:<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">SEDE ESPOSITIVA e DATE MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)<br \/>\nDal 15 marzo al 9 luglio 2017.<br \/>\nORARI Lun 14.30 \u201019.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 \u2010 19.30 | Gio, Sab 9.30\u201022.30<br \/>\nIl servizio di biglietteria termina un\u2019ora prima della chiusura<br \/>\nBIGLIETTI Intero \u20ac 12,00 | Ridotto \u20ac 10,00<br \/>\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONIwww.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foto:\u00a0Kandinskij_Composizione217 Foto: Kandinskij_Mosca-piazza-rossa MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano, 15 marzo \u2013 9 luglio 2017 Vasilij Kandinskij &#8230; un vero poeta del colore \u00a0dell&#8217;anima<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43339,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11642],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43334"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43341,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43334\/revisions\/43341"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43339"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}