{"id":43502,"date":"2017-03-26T16:00:36","date_gmt":"2017-03-26T14:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43502"},"modified":"2017-03-25T22:06:48","modified_gmt":"2017-03-25T21:06:48","slug":"arte-alla-reggia-di-caserta-jose-molina-paesaggio-dopo-la-battaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43502","title":{"rendered":"Arte alla REGGIA DI CASERTA &#8211; Jos\u00e9 Molina Paesaggio dopo la battaglia"},"content":{"rendered":"<p><strong>REGGIA DI CASERTA<\/strong><br \/>\nCaserta, via Douhet 2\/A<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Jos\u00e9 Molina<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> Paesaggio dopo la battaglia<\/span><\/strong><br \/>\na cura di Lorenzo Canova<\/p>\n<p>4 maggio &#8211; 3 giugno 2017<br \/>\n<strong>inaugurazione mercoled\u00ec 3 maggio, ore 18<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Foto di copertina<\/strong> (particolare) Jos\u00e9 Molina, Grande Fratello, 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La splendida cornice della Reggia di Caserta<\/strong> ospita d<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">al 4 maggio al 3 giugno<\/span> <\/strong>la grande personale <strong>dell&#8217;artista madrileno Jos\u00e9 Molina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">&#8220;Paesaggio dopo la battaglia&#8221;<\/span><\/strong> <strong>curata da Lorenzo Canova. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u00e8 <strong>organizzata da Deodato Arte di Milano,<\/strong> coordinata da <strong>Augusto Ozzella, condivisa e ospitata dalla Reggia di Caserta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione offre al visitatore <strong>un corpus di oltre 50 opere &#8211; dipinti, disegni e sculture -, che descrive minuziosamente i linguaggi e i temi cari all&#8217;artista<\/strong> e comprende un nucleo di lavori inediti,il ciclo Paesaggio dopo la battaglia, da cui la mostra prende il titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto della serie \u00e8 l&#8217;uomo con il b<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">agaglio di sentimenti, tensioni, inquietudini<\/span> <\/strong>che lo caratterizzano e in ogni opera assume sembianze diverse, divenendo la personificazione di uno stato d&#8217;animo o di un particolare momento della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una narrazione trasparente, dove convivono ed emerge un senso di speranza e di rinascita,<\/strong> come si osserva nelle opere Grande Fratello e La bont\u00e0 \u00e8 una caramella di cui <strong>tutti vogliono mangiarne un pezzo, due ritratti in cui le espressivit\u00e0 dei visi deformi descrivono i moti interiori rintracciabili non solo nella totalit\u00e0 dell&#8217;opera, ma anche nei dettagli degli occhi, delle rughe, nella luce che illumina i volti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Molina, estremamente attento alla ricerca psicologica e antropologica, sonda l&#8217;inconscio<\/span> <\/strong>e attraverso un personalissimo codice simbolico traduce le pulsioni, gli istinti e compie un viaggio senza tempo che connette passato e presente. I suoi lavori popolati da uomini, demoni, animali, personaggi mitici ed eroi svelano l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;uomo, ci\u00f2 che si tende a mostrare e ci\u00f2 che si \u00e8 spinti a nascondere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma il curatore della mostra Lorenzo Canova: &#8220;<strong>L&#8217;artista, come un grande romanziere, lavora pertanto componendo grandi cicli, con una lunga e paziente azione che sembra voler costruire una nuova, grande<\/strong> &#8216;Commedia Umana&#8217; composta attraverso capitoli serrati e analitici che attraversano la metamorfica e sfaccettata natura dell&#8217;animo umano, i suoi vizi e le sue virt\u00f9, in bilico perenne tra peccato e redenzione, tra misericordia e crudelt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo si evince nelle opere inedite, cos\u00ec come nei cicli storici i Predatores, Los Olvidados, Peccati e Virt\u00f9, esposti in mostra. In essi la stretta connessione con l&#8217;attualit\u00e0, la politica, il potere sono un passaggio obbligato, rappresentato da un linguaggio metaforico, come nell&#8217;opera Serpenti (serie Predatores) che incarna la figura del politico o nella tela intitolata Potere (LosOlvidados).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui la testa di un uomo cieco \u00e8 trasportato da altri uomini nella medesima condizione, una scena simbolica e di forte impatto in cui chi ha occhi per vedere viene penalizzato a favore della cieca ignoranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Los Olvidados si sofferma infatti su figure sconosciute, dimenticate, esseri umani sconfitti, vinti e messi a tacere<\/strong>, inseriti in un contesto dove si privilegiano i peggiori anzich\u00e9 i meritevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nello sguardo di Molina sul genere umano non manca l&#8217;analisi dei peccati e delle virt\u00f9,<\/span> <\/strong>rivisitati in chiave personale e attuale, rappresentati con esasperazioni di gesti o elementi allegorici che riconducono ai vizi capitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec l&#8217;Ira \u00e8 un volto aggrottato con due braccia alzate a pugni chiusi, la Gola diviene il ritratto di un uomo nell&#8217;atto di divorare un arto<\/strong> e la Lussuria \u00e8 rappresentata da numerose lingue che lambiscono il corpo di una donna sdoppiata e coperta da veli leggeri.<br \/>\nAd essi, nella serie Peccati e Virt\u00f9, si aggiungono &#8220;nuovi vizi&#8221; legati alla societ\u00e0 contemporanea fra cui l&#8217;incapacit\u00e0 di ascoltare nell&#8217;opera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo parole, l&#8217;indifferenza nei confronti delle responsabilit\u00e0 ben riprodotta nel volto di Un altro giorno in paradiso e l&#8217;avidit\u00e0 di potere ritratta in Una sola lacrima di memoria spiccatamente orwelliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un&#8217;ulteriore approfondimento di queste tematiche \u00e8 ripreso nelle sculture, realizzate in resina e legno acidificati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella serie Morsi l&#8217;artista si sofferma nuovamente sul potere inteso come manipolazione e oppressione, in contrapposizione al dialogo e alla comunicazione, quindi bocche, denti e le mandibole assumono un ruolo centrale e forte impatto visivo, ne sono esempio Bunker, Bucefalo e Il Sopravvissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gruppo di sculture inediteInsidie, caratterizzata da lavori simili a grandi tazze labirintiche con una caratterizzazione umana all&#8217;esterno e a spirale all&#8217;interno, presenta invece come spunto di riflessione la Paura e il Dubbio come sentimenti paralizzanti ed estremamente rappresentativi dell&#8217;attuale periodo storico dominato da un&#8217;incertezza dilagante.<br \/>\nViene cos\u00ec ricomposto un universo fatto da frammenti enigmatici e contrastanti, da universi mostruosi e talvolta grotteschi, che ritraggono le innumerevoli sfaccettature dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cenni biografici. Nato a Madrid nel 1965, Jos\u00e9 Molina dall&#8217;et\u00e0 di undici anni frequenta diverse scuole d&#8217;arte e in seguito, parallelamente agli studi presso l&#8217;Universit\u00e0 delle Belle Arti di Madrid, lavora nella pubblicit\u00e0 fino all&#8217;et\u00e0 di trentacinque anni, quando decide di dedicarsi totalmente alla pittura. La prima mostra \u00e8 nel 2004 presso la Galleria Rubin di Milano; tra il 2005 e il 2010 tiene una personale al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano a cura di Vittorio Sgarbi e espone in altre sedi tra cui la Fondazione Mudima. Il 2013 \u00e8 per Molina un anno di grandi mostre personali e collettive, le sue opere sono infatti esposte a Milano presso il Museo Poldi Pezzoli, lo Spazio Oberdan e la Triennale. Nel 2014 a Roma alla Real Academia de Espa\u00f1a ha luogo la sua prima antologica, nel 2015 presenta &#8220;Humanitas&#8221; il volume che raccoglie la produzione dell&#8217;artista dal 2002 ad oggi e nel 2016 espone con una personale presso il Museo del Mare di Genova la Galleria Deodato Arte di Milano.<br \/>\nAttualmente vive e lavora a Gravedona, sul lago di Como.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Coordinate mostra<\/span><\/strong><br \/>\nTitolo Jos\u00e9 Molina. Paesaggio dopo la battaglia<br \/>\nA cura di Lorenzo Canova<br \/>\nSede Retrostanze del &#8216;700, Reggia di Caserta, via Douhet 2\/A &#8211; 81100 Caserta<br \/>\nDate 4 maggio &#8211; 3 giugno 2017<br \/>\nInaugurazione mercoled\u00ec 3 maggio, ore 18<br \/>\nOrari Appartamenti storici:tutti i giornidalle8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19 &#8211; uscita dal museo 19.25)<br \/>\nParco dalle 8.30 a dalle 8.30 alle 19 (ultimo ingresso ore 18)<br \/>\nGiardino Inglese: dalle 8.30 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">MARTED\u00cc CHIUSURA SETTIMANALE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Info pubblico Opera Laboratori Fiorentini 0823 277468 &#8211; 0823 448084<br \/>\ncaserta@operalaboratori.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIA DI CASERTA Caserta, via Douhet 2\/A Jos\u00e9 Molina Paesaggio dopo la battaglia a cura di Lorenzo Canova 4 maggio &#8211; 3 giugno 2017 inaugurazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43504,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11668],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43502"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43502"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43502\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43505,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43502\/revisions\/43505"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}