{"id":43513,"date":"2017-03-26T20:01:38","date_gmt":"2017-03-26T18:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43513"},"modified":"2017-03-26T20:01:38","modified_gmt":"2017-03-26T18:01:38","slug":"arte-a-milano-alla-m77-gallery-flavio-de-marco-planetarium","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43513","title":{"rendered":"Arte a Milano alla M77 Gallery &#8211; FLAVIO DE MARCO &#8220;PLANETARIUM&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=43515\" rel=\"attachment wp-att-43515\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-43515\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-F-De-Marco-Galleria-Mi-marzo-17-672.jpg\" alt=\"\" width=\"671\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-F-De-Marco-Galleria-Mi-marzo-17-672.jpg 671w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-F-De-Marco-Galleria-Mi-marzo-17-672-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-F-De-Marco-Galleria-Mi-marzo-17-672-511x300.jpg 511w\" sizes=\"(max-width: 671px) 100vw, 671px\" \/><\/a>M77 Gallery<\/p>\n<p>presenta<\/p>\n<p>FLAVIO DE MARCO<br \/>\n&#8220;PLANETARIUM&#8221;<\/p>\n<p><strong>Da marted\u00ec 28 marzo 2017 a sabato 27 maggio 2017<\/strong><\/p>\n<p><strong>M77 Gallery \u00e8 lieta di presentare in anteprima luned\u00ec 27 marzo \u201cPlanetarium\u201d,<\/strong> il nuovo progetto dell\u2019artista Flavio de Marco (Lecce, 1975).<\/p>\n<p>De Marco, da sempre sensibile al tema della rappresentazione dello spazio, promuove una nuova indagine sul linguaggio pittorico a <strong>partire dal paesaggio extraterrestre, per arrivare infine ad una rappresentazione della realt\u00e0 in cui la pittura figurativa si mescola a elementi astratti<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto si genera a partire dal r<strong>egistro cromatico appartenente ai sette pianeti del sistema solare (esclusa la Terra, indagata nel precedente progetto \u201cStella\u201d): protagonisti sono Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Con \u201cPlanetarium\u201dFlavio de Marco si addentra nell\u2019inesplorato extraterrestre, per poi riapprodare nella dimensione dell\u2019ignoto domestico:<\/span> <\/strong>i pianeti rappresentano il punto di partenza di un viaggio che conduce l\u2019artista dallo spazio siderale al proprio quotidiano, affiancando paesaggi alieni a nature morte monocrome provenienti dal suo atelier per spingersi infine all\u2019esplorazione del proprio corpo e di quello altrui con una serie di ritratti realizzati attraverso una rilettura di celebri autoritratti di artisti del passato, da Tiziano a Malevich.<\/p>\n<p>L<strong>\u2019allestimento conduce il visitatore lungo i due piani della galleria in un percorso che vede i pianeti allinearsi l\u2019uno dopo l\u2019altro su ogni singolo muro come nella propria orbita.<\/strong><\/p>\n<p>Al piano terra il visitatore potr\u00e0 viaggiare su Mercurio, Venere, Marte e Giove, dal registro pi\u00f9 astratto, mentre al piano superiore Saturno, Urano e Nettuno sono i testimoni di una ritrovata figurazione. L\u2019intera mostra \u00e8 un contrappunto di iconografie, tecniche, materiali e dimensioni che rispecchiano le diverse fasi di ricerca dell\u2019artista.<\/p>\n<p>\u201cPlanetarium\u201d disegna un percorso intenso, registrando l\u2019evoluzione della poetica dell\u2019artista e portando con s\u00e9 i segni delle varie trasformazioni che de Marco ha vissuto in fase di realizzazione. La mostra raccoglie i frutti di un lavoro avviato dall\u2019artista nel 2014, dopo l\u2019esperienza del progetto espositivo \u201cStella\u201d presso la GNAM di Roma, che indagava la rappresentazione del paesaggio terrestre attraverso la raffigurazione di un\u2019isola immaginaria. Rispetto a \u201cStella\u201d, l\u2019artista elimina la necessit\u00e0 di un modello concreto su cui basarsi e concepisce una nuova serie di opere nate principalmente nel suo immaginario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019arte di Flavio de Marco si interroga sulla percezione del mondo individuando nello schermo del computer il mezzo conoscitivo oramai imprescindibile attraverso cui entrare in contatto con la realt\u00e0, l\u2019orizzonte entro il quale muovere la sua indagine sulla dimensione dello spazio umano. Lo schermo, privato di icone e scritte, diventa in questo modo paesaggio, allo stesso tempo cornice e soggetto dei suoi lavori, in cui lo spazio virtuale del computer si trasforma in una superficie fisica e tangibile.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u201cPlanetarium\u201d presentata alla M77 Gallery sar\u00e0 accompagnata da un catalogo con testi di Michele Bonuomo e Jonny Costantino, e sar\u00e0 aperta al pubblico da marted\u00ec 28 marzo sino a sabato 27 maggio 2017.<\/p>\n<p>FLAVIO DE MARCO<\/p>\n<p>Nel quindicesimo secolo, l\u2019artista Leon Battista Alberti pubblic\u00f2 un libro fondamentale per la storia della pittura occidentale: il quadro, teorizz\u00f2, \u00e8 una finestra aperta sul mondo. Il pittore italiano Flavio de Marco (Lecce, 1975) riflette su qual \u00e8 la finestra attraverso cui gli artisti guardano il mondo oggi e su che cosa pu\u00f2 essere visto. Lo schermo del computer \u00e8 per lui la \u201cfinestra\u201d dell\u2019epoca contemporanea e diventa il soggetto della sua investigazione pittorica. Nel 1999 de Marco dipinge la sua prima risposta a questa riflessione attraverso una serie di schermate di software in grigio e nero, uno scheletro geometrico di cornici vuote dipinte su tela. Privata di testo e icone, ogni schermata diventa in questo modo qualcosa da guardare piuttosto che da usare: un paesaggio.<br \/>\nDa allora, de Marco ha trasformato lo schermo virtuale attraverso la pittura: da immagine sul punto di scomparire, spazio dal quale si pu\u00f2 uscire con un click del mouse, diventa una superficie fisica, a ricordare la precariet\u00e0 di un mondo spesso ridotto all\u2019esistenza digitale. Lo spazio diventa un piatto orizzonte di schermi; le finestre si aprono l\u2019una sull\u2019altra, gli strati si moltiplicano come lo sguardo, facendo perdere il senso di profondit\u00e0 creato nel tradizionale sistema prospettico con un unico punto di fuga fondato in epoca rinascimentale.<br \/>\nNell\u2019arco degli anni, cominciano ad apparire all\u2019interno dei suoi paesaggi composti da schermate di computer immagini di vedute pi\u00f9 \u201cclassiche\u201d, ispirate in principio dalle immagini della storia dell\u2019arte, poi dalle rappresentazioni schematiche dei poster pubblicitari, brochure turistiche o cartoline. La cornice del computer apre su \u201cpaesaggi istantanei\u201d la visione semplificata sul nostro pianeta, raggiungibile in tutte le sue parti in una frazione di secondo attraverso un sistema operativo. La finestra attraverso cui Flavio de Marco guarda il mondo \u00e8 dunque un promemoria della nostra capacit\u00e0 perduta di relazionarci con la natura e di confrontarci con ci\u00f2 che abbiamo di fronte a noi, interrogandoci su che cosa significa essere umani.<br \/>\nLa pittura dell\u2019artista richiama la variet\u00e0 di tecniche e motivi utilizzati nella tradizione pittorica. Allo stesso tempo, ogni lavoro ha una striscia grigia nella parte alta della tela \u2013 la barra di comando di un computer \u2013 per ricordare allo spettatore che i paesaggi standardizzati che sta osservando sono parte di una esperienza proiettiva ed evanescente del mondo.<br \/>\nTra le sue mostre personali pi\u00f9 recenti: \u201cTiergarten\u201d, Galerie Christian Ehrentraut, Berlino, 2015; \u201cMarina\u201d, Galleria Studio G7, Bologna, 2015; \u201cAsterismo\u201d, Galleria Ex Elettrofonica, Roma, 2015; \u201cStella\u201d, Galleria nazionale d\u2019arte moderna, Roma, 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nM77 GALLERY<\/p>\n<p>La Galleria M77 ha inaugurato nel maggio 2014 a Milano in uno spazio di mille metri quadrati, nella zona strategica della \u201cnuova\u201d Milano, via Mecenate, proprio di fronte alla futura citt\u00e0 della moda. Nata dalla volont\u00e0 di Giuseppe Lezzi, la M77 Gallery vuole porsi come un punto di riferimento per un collezionismo attento e informato, ma anche curioso e aperto alla migliore ricerca artistica contemporanea.<br \/>\nIn particolare, la galleria sostiene la pittura e quei pittori che, in un continuo confronto con la tradizione, si affacciano al moderno in modo spettacolare e pieno di senso.<br \/>\nM77 Gallery \u00e8 quindi innanzitutto un progetto culturale dove la visione del futuro e le radici del passato si compenetrano nello sforzo di interpretare il presente. Quel presente che gli artisti incarnano con la loro sensibilit\u00e0, intelligenza e con opere che incontrano sempre pi\u00f9 il favore dei critici e dei collezionisti.<br \/>\nM77 ha avviato una serie di importanti collaborazioni con partner di prestigio internazionale, soprattutto stringendo alleanze con le gallerie che, nel mondo, stanno scandagliando le nuove frontiere del contemporaneo.<\/p>\n<p>INFORMAZIONI PRATICHE<\/p>\n<p>Mostra<br \/>\nPlanetarium<br \/>\ndi Flavio de Marco<br \/>\nDa marted\u00ec 28 marzo a sabato 27 maggio 2017<br \/>\nInaugurazione: luned\u00ec 27 marzo ore 19.00<\/p>\n<p>M77 Gallery<br \/>\nVia Mecenate 77 &#8211; \u202820138 Milano<br \/>\ninfo@m77gallery.com<br \/>\nwww.m77gallery.com<br \/>\ntel. 02 84571243<br \/>\nOrari: marted\u00ec \u2013 sabato | \u202811.00 \u2013 19.00 | Chiusura: luned\u00ec<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>M77 Gallery presenta FLAVIO DE MARCO &#8220;PLANETARIUM&#8221; Da marted\u00ec 28 marzo 2017 a sabato 27 maggio 2017 M77 Gallery \u00e8 lieta di presentare in anteprima<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43514,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11671],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43516,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43513\/revisions\/43516"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}