{"id":43624,"date":"2017-03-28T22:07:56","date_gmt":"2017-03-28T20:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43624"},"modified":"2017-03-29T19:32:45","modified_gmt":"2017-03-29T17:32:45","slug":"arte-a-venezia-fondazione-querini-stampalia-e-krizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43624","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; Fondazione Querini Stampalia e Krizia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=43628\" rel=\"attachment wp-att-43628\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-43628 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-Querini-Mostra-Venezia-17-_Untitled-201501.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-Querini-Mostra-Venezia-17-_Untitled-201501.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Arte-Querini-Mostra-Venezia-17-_Untitled-201501-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fondazione Querini Stampalia e Krizia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 maggio &#8211; 24 settembre 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Querini Stampalia e Krizia sono liete di annunciare le mostre per-sonali di Giovanni Anselmo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Senza titolo, invisibile, dove le stelle si avvi-cinano di una spanna in pi\u00f9,<\/strong> mentre oltremare appare verso Sud-Est, e la luce focalizza&#8230; e di Elisabetta Di Maggio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Natura quasi Trasparente<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le mostre, a cura di Chiara Bertola, si svolgeranno negli spazi della Fondazione Querini Stampalia, rispettivamente all\u2019interno dell\u2019Area Scarpa e del Museo<\/strong>, d<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">al 10 maggio al 24 settembre 2017, in occasione della 57.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le riflessioni dei due artisti invitati alla Querini Stampalia, anche se in modi diversi <span style=\"color: #ff00ff;\">e quasi opposti nelle materie che utilizzan<\/span><\/strong>o, si toccano in quel loro soffermarsi su <strong>concetti quali la caducit\u00e0 e il trascorrere del tempo: geologico, lentissimo e costante per Anselmo; ritmato, fluido e trasformativo in Di Maggio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Le loro opere scandiscono una stessa temporalit\u00e0 ma in modo differente,<\/span><\/strong> mettono <strong>al centro un confronto con il ritmo del tempo, di forza e fragilit\u00e0, di tensione e sospensione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anselmo e Di Maggio <strong>si confrontano inevitabilmente con la storia, gli spazi e le collezioni che costituiscono il patrimonio della Fondazione e rientrano in \u201cConservare il futuro\u201d, <span style=\"color: #ff00ff;\">il programma pluriennale di arte contemporanea della Querini Stampalia<\/span><\/strong> che ha l\u2019obiettivo di proporre sempre sguardi inediti capaci di scardinare le consuete categorie di conservazione, esposizione e fruizione museale dell\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come molto spesso avviene nel lavoro di Giovanni Anselmo, il lungo titolo \u2013 Senza titolo, invisibile, dove le stelle si avvicinano di una spanna in pi\u00f9, men-tre oltremare appare verso Sud-Est, e la luce focalizza&#8230; \u2013<strong> \u00e8 come una formula, quasi un piccolo racconto che descrive vere e proprie installazioni che si possono considerare come dei paesaggi da osservare<\/strong> \u201caffacciati alla finestra della nostra immaginazione\u201d.Il suo lavoro \u00e8 un paradigma che si propone ricomponendosi e dire-zionandosi sempre in modo diverso ogni volta che incontra uno spazio e una dimen-sione nuova: in questo caso, lo spazio di Carlo Scarpa per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia.Giovanni Anselmo ha esordito nell\u2019ambito dell\u2019Arte Povera, impegnandosi in una ricer-ca tesa a esaltare la presenza potenziale dell\u2019invisibile nel visibile, esponendo la stret-ta relazione che esiste tra il finito e l\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha formulato una personale dialettica che spesso implica l\u2019accostamento di materiali di valenza contraria che attraverso le sue opere mettono in luce l\u2019energia insita nella materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun lavoro nasce dalla manifestazione nello spazio e nel tempo delle forze compresse e in divenire che gli elementi predisposti dall\u2019artista producono incontrandosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anselmo ha immaginato per lo spazio di Carlo Scarpa un progetto, come sempre per lui, nato dalla precisione e dal rigore essenziale che il luogo stesso gli ha suggerito. Per questa mostra il percorso che ha ideato si dispone e si sviluppa in quattro elementi-opere: un\u2019opera per ogni ambiente, per dare una direzione e immettere una tensione verso l\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio che Carlo Scarpa ha pensa-to per le esposizioni \u00e8, di fatto, uno spazio chiuso e interamente occupato dal suo dettaglio. L\u2019opera di Anselmo riesce a spingerlo oltre e a staccarlo dalla sua forma iconica. La prima opera del percorso \u00e8 Senza titolo,1967: una lastra in plexiglas viene leg-germente arcuata e mantenuta in questa posizione grazie a un ferro uncinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un\u2019o-pera esemplare della poetica di Anselmo che, con mezzi semplici, crea le condizioni per porre in atto una situazione di tensione: l\u2019opera \u00e8 propriamente l\u2019energia fisica che contiene e vive senza bisogno di connessioni stabili, in una situazione di leggera pre-cariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo di materiali industriali, naturali, umili e minimamente manipolati por-ta lo spettatore a relazionarsi tanto con la fisicit\u00e0 tangibile di elementi concreti, quanto con quelle tensioni invisibili che appartengono comunque all\u2019ambiente e all\u2019esperienza reale, come le forze primordiali della gravitazione o del magnetismo.Molte volte la forza dei lavori che Anselmo espone \u00e8 affidata all\u2019immaginazione: con essa possiamo proiettare la matericit\u00e0 di semplici oggetti oltre lo spazio, oltre il tempo, oltre il visibile. Il percorso della mostra continua <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">con l\u2019opera Invisibile,<\/span><\/strong>1970-1998-2007: <strong>un blocco di granito, con sopra incisa la parola \u201cvisibile\u201d sul lato estremo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, la verit\u00e0 di un fatto si rende manifesta nella concretezza dell\u2019opera. Ci\u00f2 che non \u00e8 visibile non esiste\u00a0concretamente, ma si manifesta come energia possibile, come forza d\u2019immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella grande sala espositiva pensata da Carlo Scarpa, Anselmo ha deciso di esporre Dove le stelle si avvicinano di una spanna in pi\u00f9, 2001-2016, un sentiero di sei blocchi di granito che tracciano la profondit\u00e0 di un pensiero che scavalca i limiti spazio-temporali. Un pensiero che si rintraccia in tutte le opere in cui la gravit\u00e0 gioca un ruolo determinante e che in questo caso trova una combinazione perfetta nello spa-zio scarpiano, preciso e chiuso. Ci si avvicina al cielo di una spanna, quasi a tocca-re le stelle con la mano, se solo salendo su quei massi di granito ci si rende conto del paesaggio pi\u00f9 vasto che ci sovrasta e a cui siamo direttamente collegati. Nel percorso incontriamo Mentre oltremare appare verso Sud-Est,1981-2016. Qui, il cammino della mostra cerca una direzione e l\u2019espansione verso un altrove. Si tratta di due blocchi di pietra rettangolari, uno con l\u2019ago magnetico presente nella bus-sola incastonato sopra come espressione di forze che indicano una direzione, e l\u2019altro, con la parte esterna colorata di pigmento oltremare, a indicare che lo spazio altrove \u00e8 sempre oltremare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come alla ricerca di uno spazio non definito, mentalmente oltre le pareti, l\u2019opera indica un desiderio costante. Il percorso della mostra di Anselmo prosegue al secondo piano con un\u2019unica opera posta nel Museo della Fondazione: Particolare,1972-2017.In un punto dell\u2019infilata delle sale l\u2019artista proietta un suo \u201cParticolare\u201d. In quello spazio dove il tempo si \u00e8 sedimentato nelle opere storiche esposte e dove, attraverso l\u2019inva-sione della natura infestante dell\u2019installazione di Elisabetta Di Maggio, ha fatto un bal-zo nel futuro, Anselmo con il suo raggio luminoso rende visibile un punto preciso che rivela, nel fluire del tempo, il presente, rendendo attivo il farsi dell\u2019opera, senza nulla togliere a ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Semplicemente ricorda che ogni cosa \u00e8 un particolare del tutto e anche noi lo siamo.Sono le sue parole a chiarire e a sintetizzare il senso di quest\u2019opera: \u201cUn particolare di una stanza \u00e8 un particolare;una stanza \u00e8 un particolare di un tempo;noi, gli oggetti e tutto ci\u00f2 su cui punta il proiettore, siamo particolari in un tempo, siamo anche altri par-ticolari in un tempo futuro ed eravamo altri, diversi particolari in un tempo passato\u201d.La mostra che Anselmo ha pensato per la Fondazione Querini Stampalia \u00e8 un percorso di traiettorie e di direzioni, di pesi e di energie che rappresentano cinque momenti in cui ne viene sottinteso un sesto: il visitatore che si rende par-tecipe. L\u2019opera \u00e8 un work in progress perch\u00e9 viene vissuta e vive attraverso lo spettatore. Ripercorrendo la mostra, anche lo spettatore crea una traiettoria nuova. Elisabetta Di Maggio ha trascorso molto tempo nella casa\/museo della Querini Stampalia per realizzare il progetto site specific. Natura quasi Trasparente si articola nello spazio del Museo tra il Portico \u2013 il luogo riservato al pubblico all\u2019interno del palazzo veneziano \u2013 e l\u2019infilata delle stanze private che si snodano oltre il corrido-io d\u2019accesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Portego del Museo, l\u2019intervento dell\u2019artista invade lo spazio e crea una relazione con il tempo passato e quello presente, ponendo lo spet-tatore all\u2019interno di uno straniamento visivo. La natura che ora \u2018occupa\u2019 il museo si presenta come un elemento vivo e germinativo all\u2019interno di uno spazio congelato dalla storia. Come nelle grandi superfici di carta, anche nelle fragili foglie, Elisabetta Di Maggio ripete il rito della vita e del suo diffondersi ineluttabile.Come dice l\u2019artista stessa: \u201cSul concetto di tempo declinato in tutte le sue forme ho basa-to la mia ricerca, tanto da far diventare il tempo stesso la vera materia del mio lavoro.La memoria e le sue stratificazioni sono sempre fonte di ispirazione per la nostra esi-stenza, ci danno delle indicazioni preziose e provocano cortocircuiti mentali da cui nascono le idee&#8230;\u201d. 4<br \/>\nPer Di Maggio il gesto manuale \u00e8 fondativo dell\u2019opera stessa, capace di coniugare insieme la tradizione artigiana che ci \u00e8 stata tramandata e che ha contribuito a rende-re unici i luoghi, con il tempo lungo di realizzazione che per lei diventa una condizio-ne imprescindibile e concettuale.Nel suo intervento all\u2019interno del Museo, Elisabetta Di Maggio ha voluto entrare nella stanza \u201csegreta\u201d dietro il boudoir, oltre la camera da letto, e includere nel proprio progetto lo spazio intimo e privato. Ha voluto aprire una porta e varcare una soglia, svelando un luogo solitamente chiuso al pubblico. Qui ha trovato un vec-chio armadio guardaroba del XVIII sec., parte della collezione di mobili della Querini Stampalia conservati in deposito e non esposti, dove si conservano piccoli oggetti, fra-gili e delicati e non visibili al pubblico: dipinti di piccole dimensioni, monete, cammei, medaglie, sculture di porcellana, gemme, oggetti d\u2019uso quotidiano (sigilli, bussole, manometri, spille, bottoni, tabacchiere) che raccontano la vita della famiglia Querini Stampalia e la storia della loro dimora.L\u2019artista ha colto un\u2019immediata consonanza con questo ambiente segreto, sentendosi \u201ca casa\u201d, con il desiderio di abitarlo, di riempirlo e di lasciare le proprie tracce per tra-sformarlo nel suo studio: allestisce con cura un \u201ccabinet de curiosit\u00e9\u201d dove colleziona i suoi \u201creperti\u201d unici e particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne nasce un display contemporaneo, dove l\u2019archivio dell\u2019artista si fonde con l\u2019archivio storico dell\u2019istituzione e della famiglia, dove il tempo presente serve a mettere in luce il tempo passato. \u201cNon \u00e8 sempre possibile avere uno spazio bianco a disposizione \u2013 prosegue l\u2019artista presentando il suo progetto \u2013 e allora bisogna imparare a procurarselo, bisogna riu-scire a riconoscerlo e ad usarlo.Bisogna cercare il nostro punto fermo e da l\u00ec partire. In ogni luogo c\u2019\u00e8 uno spazio bianco indefinito e quello spazio siamo noi.Il restauro della stanza \u201csegreta\u201d del museo della Fondazione Querini Stampalia \u00e8 sta-to possibile grazie al sostegno di T Fondaco dei Tedeschi \u2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">GLI ARTISTI <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">GIOVANNI \u00a0ANSELMO <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cA ogni modo di pensare o di essere, deve corrispondere un modo di agire. I miei lavori sono la fisicizzazione della forza di un\u2019azione, dell\u2019energia di una situazione o di un evento, non l\u2019esperienza di ci\u00f2 a livello di annotazione, di segno, o di natura morta soltanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che l\u2019energia di una torsione viva con la sua vera forza. Non vivrebbe certo con la sola sua forma\u201d.Giovanni Anselmo \u00e8 nato a Borgofranco d\u2019Ivrea nel 1934. Vive e lavora a Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esponente dell\u2019Arte Povera, \u00e8 uno degli artisti che dalla met\u00e0 degli anni \u201860 hanno radicalmente rinnovato l\u2019arte staccandosi dalle forme tradizionali e dedicandosi all\u2019u-tilizzo di materiali nuovi e naturali. Nella sua arte \u2013 che fonde natura, percezione, filosofia e l\u2019essere umano \u2013 \u00e8 protagoni-sta il concetto di energia, che si rivela nelle leggi fisiche che regolano l\u2019universo, come la gravit\u00e0, il magnetismo, &#8230;Giovanni Anselmo ha avuto la sua prima mostra personale nel 1967, seguita da nume-rose esposizioni in musei ed istituzioni di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pi\u00f9 recenti sono: Castello di Rivoli Museo d\u2019Arte Contemporanea (2016), Mus\u00e9e d\u2019art moderne et contemporain de Saint-\u00c9tienne (2015), Kunstmuseum Winterthur (2013), MAMBO, Bologna (2006), Ikon Gallery, Birmingham (2005), Museum Kurhaus Kleve (2004) and the Renaissance Society, Chicago (1997).Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1978, 1980, 1990 e 2007 e a Documenta V (1972) e VII (1982).E\u2019 stato insignito del Leone d\u2019Oro per la pittura alla 44\u00b0 Biennale di Venezia nel 1990.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ELISABETTA DI MAGGIO <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Elisabetta Di Maggio<\/span><\/strong> \u00e8 nata nel 1964 a Milano, da vent\u2019anni vive e lavora a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il diploma dell\u2019Accademia delle Belle Arti di Venezia, approfondisce lo studio delle arti visive alla Fondazione A. Ratti di Como con Haim Steinbach. Nel 2000 \u00e8 nella selezione italiana per l\u2019International Studio Program del MoMA PS1 di New York.Molte sono le sue mostre personali, a partire dagli anni Novanta, cos\u00ec come si moltipli-cano le sue partecipazioni a collettive in Italia e all\u2019estero. Alcune delle sue installazio-ni permanenti si trovano a Venezia, presso la Fondazione Bevilacqua La Masa (2004) e presso la Fondazione Querini Stampalia (2005), a Milano al PAC, Padiglione di Arte Contemporanea (2005).Da molti anni porta avanti una ricerca che cerca di mettere in luce quelli che per lei sono i due elementi salienti della vita: le reti di comunicazioni necessarie a trasmettere informazioni e il tempo necessario perch\u00e9 questo passaggio abbia luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidenzia le strette connessioni esistenti tra le trame, i circuiti, le griglie, le strutture e i reticoli che appartengono a differenti mondi ma che fanno parte della nostra esistenza e in cui spendiamo il nostro tempo e la nostra quotidianit\u00e0. Il metodo di lavoro \u00e8 sempre lo stesso da anni, taglia differenti materiali usando affilati bisturi da chirurgo, e come spiega lei stessa \u201csono partita da fogli di carta velina, per arrivare a foglie di vegetali piccoli o enormi, saponi, porcellana e altre superfici, inclu-so l\u2019intonaco dei muri. Passo ore a sezionare questi materiali e il risultato sono lavori che possono essere accomunati da un tema unitario: quali forme assume la natura nel suo dilatarsi e organizzarsi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">INFORMAZIONI TECNICHE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due progetti promossi da Fondazione Querini Stampalia e Krizia a cura di Chiara BertolaGiovanni AnselmoSenza titolo, invisibile, dove le stelle si avvicinano di una spanna in pi\u00f9, mentre oltremare appare verso Sud-Est,e la luce focalizza&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Querini Stampalia | Area Carlo Scarpain collaborazione con Tucci Russo Studio per l\u2019Arte Contemporaneacon il sostegno di Vistamare Benedetta Spalletti e Lia RummaElisabetta Di Maggio Natura quasi TrasparenteFondazione Querini Stampalia | Museo Querini Stampaliain collaborazione con T Fondaco dei Tedeschi \u2014 DFS e Laura Bulian Galleryluogo: Fondazione Querini StampaliaCampo Santa Maria Formosa, Castello 5252, Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Luogo: <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Querini Stampalia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252, Veneziamostre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10 maggio &#8211; 24 settembre 2017<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">orario: <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da marted\u00ec a domenica, dalle 10 alle 18<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">biglietti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visita alle mostre \u00e8 inclusa nel biglietto d\u2019ingresso alla Fondazione Querini Stampalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intero \u20ac10; ridotto \u20ac 8<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">PER INFORMAZIONI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Querini Stampalia Santa Maria Formosa Castello 5252, 30122 Venezia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel. + 3 9 0 41 2 7 11411<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fax. +39 041 2711445www.querinistampalia.orgUfficio stampaLara Facco T. +39 02 36565133 \/ M. +39 349 2529989\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">press@larafacco.comUfficio stampa Fondazione Querini StampaliaSaraBossi,T. +390 412 7 11411\/ M. +39 339 8046499\/s.bossi@querinistampalia.or<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Querini Stampalia e Krizia 10 maggio &#8211; 24 settembre 2017 Fondazione Querini Stampalia e Krizia sono liete di annunciare le mostre per-sonali di Giovanni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43627,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11702],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43624"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43624"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43629,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43624\/revisions\/43629"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}