{"id":4382,"date":"2016-05-23T16:46:55","date_gmt":"2016-05-23T14:46:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=4382"},"modified":"2016-05-24T18:42:23","modified_gmt":"2016-05-24T16:42:23","slug":"la-donna-nella-storia-societa-matriarcali-dei-nostri-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=4382","title":{"rendered":"LA DONNA NEL MONDO &#8211;  Violenze sulle donne &#8211; RITORNO AL MEDIOEVO ?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/COVER-DONNE-ALESSANDRIA-DEGITTO-MUSSULMANA-mette-la-mano-davnti-al-viso-del-bimbo-grigio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4383\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/COVER-DONNE-ALESSANDRIA-DEGITTO-MUSSULMANA-mette-la-mano-davnti-al-viso-del-bimbo-grigio.jpg\" alt=\"COVER DONNE  ALESSANDRIA D'EGITTO MUSSULMANA mette la mano davnti al viso del bimbo grigio\" width=\"450\" height=\"140\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai nostri giorni, purtroppo, il numero delle societ\u00e0\u00a0che riconoscono, non solo sulla carta, la parit\u00e0 tra uomo e donna sono limitatissime e tutte al nord del mondo; Finlandia, Svezia, Canada &#8230; qui\u00a0le donne hanno gli stessi stipendi degli uomini e sono concretamente e abbondantemente\u00a0\u00a0aiutate in caso di maternit\u00e0 (anche la Francia ha una politica molto favorevole alla donna che lavora con figli).<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff00ff;\">Parliamo di modi di vestire, anche come metafora che si amplifica nel modo di vivere<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al contrario stanno aumentando i paesi dove alle donne si impone anche come vestire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Non possiamo credere che in paesi dove il caldo \u00e8 sempre pi\u00f9 soffocante, sia nell&#8217;interesse della donna vestire abiti neri, spesso in tessuti sintetici ! <strong>Non andare a scuola, non guidare l&#8217;auto, non poter uscire di casa sole, non poter avere un lavoro ecc..<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Comunque ci piacerebbe poter ascoltare, al riguardo,\u00a0<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">le suffragette, che diedero anche al vita, \u00a0per la libert\u00e0 della donna nelle societ\u00e0 future.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">QUESTO E&#8217; QUANTO SOSTIENE\u00a0<b>FRAN\u00c7OISE H\u00c9RITIER\u00a0<\/b>ANTROPOLOGA FRANCESE, \u00a0ALLIEVA ED EREDE\u00a0DELL&#8217;ANTROPOLOGO\u00a0<b>CLAUDE L\u00c9WI-STRAUSS:<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li><b>-ABBIATE FIDUCIA IN VOI STESSE<\/b><\/li>\n<li><b>-PARTECIPATE AD AZIONI COLLETTIVE<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<b>DONNE NON SI NASCE SI DIVENTA. E LA REGOLA VALE NON SOLO PER L&#8217;OCCIDENTE, MA RISALE ALLA NOTTE DEI TEMPI<\/b>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-&#8220;Uomini si diventa? &#8220;: &#8220;Lo si diventa\u00a0<b>ATTRAVERSO IL DOMINIO SUL CORPO DELLA DONNA<\/b>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212; LE BASI\u00a0 DELLA DIFFERENZA CULTURALE UOMO-DONNA<\/p>\n<ul>\n<li>&#8211;<b>INCULCARE ALLA DONNA CHE IL SUO SCOPO NELLA VITA E&#8217; FARE FIGLI<\/b><\/li>\n<li>&#8211;<b>IMPOSSIBILITA&#8217; DI STUDIARE E DI SVILUPPARE SPIRITO CRITICO<\/b><\/li>\n<li>&#8211;<b>DIVIETO DI SVOLGERE MANSIONI DI POTERE<\/b><\/li>\n<li><b>-LE ARMI UTILIZZATE [contro la donna] ERANO [e sono in parte ancora oggi] IL DISPREZZO E L&#8217;OSTRACISMO<\/b><\/li>\n<li><\/li>\n<li><b>QUESTI PUNTI SONO IL MODELLO DI OGNI DOMINIO<\/b><\/li>\n<li><\/li>\n<li><b><\/b><b>\u00a0il velo?<\/b><\/li>\n<li><b>-&#8220;E&#8217; UN MODO PER OCCULTARE LA DONNA, E&#8217; COME CHIUDERLA DENTRO CASA;\u00a0<\/b><b>ci sono cose che non si dovrebbero poter\u00a0imporre per legge&#8221;.<\/b><\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: center;\">FEMEN, LE FEMMINISTE UCRAINE CHE SI BATTONO PER LA LIBERTA&#8217;.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia si parla veramente poco delle FEMEN, le donne ucraine che hanno visto in faccia la morte per 24 ore quando furono sequestrate e torturate all&#8217;inizio della loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo che<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> in un Pese, come l&#8217;Italia, che sino a 50 anni fa riconosceva ancora il &#8220;delitto d&#8217;onore&#8221; e oggi assiste a un terribile incremento di violenza contro le donne, non \u00e8 \u00a0nel sentire comune<\/span><\/strong> parlare di donne che si battono coraggiosamente per la libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Probabilmente <strong>siamo molto pi\u00f9 retrogradi di quanto crediamo di essere!<\/strong> E lo sono sicuramente una buona parte dei nostri uomini, anche\u00a0direttori di giornali, telegiornali ecc..visto che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-nessun telegiornale ha riferito, nel 2013, che le FEMEN, in una loro recente manifestazione a Parigi, erano accompagnate anche da \u00a0suor Veronique, la quale evidentemente non si \u00e8 sentita scandalizzata dal loro modo, svestito, di provocare,<\/strong> ma <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ha considerato pi\u00f9 importante l&#8217;obbiettivo che le giovani donne si sono prefigurate: la libert\u00e0 in tutte le sue accezioni,<\/span><\/strong> ma \u00a0la loro protesta si concentra soprattutto contro il turismo sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/ARTE-G-il-mago-di-Otz-copy.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4388\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/ARTE-G-il-mago-di-Otz-copy.jpg\" alt=\"ARTE G il mago di Otz copy\" width=\"450\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/ARTE-G-il-mago-di-Otz-copy.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/ARTE-G-il-mago-di-Otz-copy-300x154.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">STORIA DEL MOVIMENTO FEMEN.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento ucraino <i>Femen<\/i> nacque a Kiev nel 2008.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le radici del movimento affondano nell&#8217;\u00a0<i>humus<\/i> delle aule universitarie ed, \u00a0infatti, il suo nucleo \u00e8 composto da giovani studentesse ucraine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondatrice di questa organizzazione \u00e8<b>\u00a0Anna Hutsol<\/b>, classe 1984, convinta che in Ucraina solo attraverso manifestazioni in topples sia possibile dare \u00a0voce ai diritti femminili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-\u00ab<i>Ho fondato FEMEN perch\u00e9 ho capito che nella nostra societ\u00e0 mancavano donne attiviste, l\u2019Ucraina \u00e8 maschilista e le donne hanno un ruolo passivo<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-La caratteristica di questa protesta \u00e8 nel fatto che le ragazze manifestano in topless, con scritte e slogan dipinti sulla pelle, \u00a0sfruttando il potere \u00a0di messe in scena provocatorie. Un modo efficace per attirare l\u2019attenzione dei media (Tv, giornali ecc. ..) sulla loro protesta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-L\u2019idea \u00e8 \u00a0di sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sui temi fondamentali che riguardano la condizione femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-La protesta ha come bersaglio principale il turismo sessuale, fenomeno molto diffuso in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Altri obiettivi sono: la necessit\u00e0 di una maggiore partecipazione femminile al dibattito sociale e politico, \u00a0una considerazione maggiore del ruolo della donna nella societ\u00e0 odierna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Il movimento delle <i>Femen<\/i>\u00a0si \u00e8 diffuso a macchia d\u2019olio in tutta Europa; in Italia vi \u00e8 un gruppo nutrito di simpatizzanti ed attiviste delle quali si parla assi poco. Il loro motto \u00e8:\u00a0\u00ab<i>Queste non sono tette ma un messaggio politico<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Le<i> Femen<\/i> hanno all\u2019attivo numerose iniziative in tutta Europa; a Parigi fecero una manifestazione che le ha viste sfilare davanti alla moschea, a Milano, di fronte al consolato tunisino, dove hanno ideato la protesta\u00a0al fine di intercedere per la liberazione di Amina Tyler, la ragazza tunisina che pubblic\u00f2, per protesta, una sua foto a seno scoperto su facebook e che ha \u00a0rischiato la lapidazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;-<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">TRA OTTOCENTO E NOVECENTO: LE DONNE NELLA NASCENTE SOCIETA&#8217; DI<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">MASSA.<\/h2>\n<p>-Il fenomeno pi\u00f9 vistoso del periodo qui considerato consiste in una complessiva massificazione della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono individuare schematicamente tre ambiti fondamentali in cui questo fenomeno si manifest\u00f2: l&#8217;ambito sociale ed economico, l&#8217;ambito politico e l&#8217;ambito culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Per rispondere alla crisi di sovrapproduzione industriale si avvi\u00f2 una<strong> razionalizzazione e una maccanizzazione del lavoro, si cerc\u00f2 di attenuare il selvaggio sfruttamento dei lavoratori e nacquero le prime legislazioni sociali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-In Italia la prima legge adottata per la <b>tutela sul lavoro delle donne<\/b> <b>e dei minori<\/b> \u00e8 del 1902, su iniziativa del Partito Socialista\u00a0Le masse popolari chiesero maggiore e migliore rappresentanza politica: nacquero cosi i <b>partiti di massa\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Fu proprio all&#8217;interno di questi partiti che le donne ottennero di far sentire per la prima volta la loro voce nella politica, settore tradizionalmente riservato agli uomini.<\/p>\n<ul>\n<li>-Si organizzarono i primi veri <b>movimenti femministi <\/b>che animarono<b> la battaglia per il diritto al voto:<\/b><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>&#8211;<\/b>in Inghilterra le donne ottennero il diritto di voto municipale nel 1869 e il diritto di farsi eleggere nel 1894.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">-Nel 1903 l\u2019Unione politica e sociale delle donne pass\u00f2 a vere e proprie forme di lotta e di disturbo contro tutti i partiti istituzionali, condotte dalle cosiddette <b><span style=\"color: #ff00ff;\">suffragette<\/span> <\/b>e<b> <\/b><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">represse con violenza.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>-Finalmente nel 1917 fu concesso il suffragio alle donne sopra ai trent&#8217;anni<\/strong> e nel 1928 a tutte le donne maggiorenni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">-Il primo stato del mondo a concedere il suffragio alle donne fu il Wyoming (Stati Uniti) nel 1869;\u00a0 diritto esteso a tutte le donne statunitensi solo nel 1920.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">-In Germania il suffragio femminile risale al 1919, in Francia al 1945<\/li>\n<li style=\"text-align: center;\">\n<h2>IN ITALIA:<\/h2>\n<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">-In Italia le lotte per l&#8217;emancipazione femminile furono guidate a <strong>fine Ottocento da figure come quella di Anna Matia Mozzoni,<\/strong> dapprima mazziniana e poi socialista, e della socialista Anna Kuliscioff.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">-Il quadro sociale italiano era <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">complessivamente molto arretrato,<\/span> <\/strong>anche per il forte<b> influsso conservatore della chiesa cattolica: <\/b><strong>basti pensare che alle donne venivano sconsigliate le attivit\u00e0 fuori casa, la letture libere, l&#8217;istruzione superiore e universitaria<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Tra le principali conquiste del movimento femminista italiano ci furono nel <strong>1908 l&#8217;introduzione del primo Congresso delle donne italiane<\/strong> e, <strong>nel 1919 si ottenne l&#8217;emancipazione giuridica,<\/strong> con l&#8217;ampliamento delle funzioni di tutela, il riconoscimento del facolt\u00e0 commerciale e l&#8217;abolizione dell&#8217;obbligo dell&#8217;autorizzazione maritale, sia sulla gestione dei propri beni, sia per rendere testimonianza in giudizio.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1922 le donne italiane ottennero il diritto di voto alle elezioni amministrative,<\/strong> anche se <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">il fascismo abol\u00ec poi le elezioni.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Solo nel <b>1945 <\/b>si ottenne il <b>suffragio universale attivo maschile e femminile<\/b> e nel 1946 anche quello <b>passivo<\/b>.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">La diffusione dei giornali quotidiani, del cinema e infine delle trasmissioni radiofoniche f<strong>avorirono la nascita di una cultura di massa che proponeva <span style=\"color: #ff00ff;\">un&#8217;immagine della donna pi\u00f9 omogenea, ma spesso lontana dalla quotidianit\u00e0 della massa perch\u00e9 scritta da giornaliste che vivevano comunque una situazione assai privilegiata, non solo economicamente parlando.<\/span><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall&#8217;America giunse attraverso la stampa e il cinema l&#8217;immagine di una donna pi\u00f9 libera nelle sue scelte, concentrata sulla realizzazione della propria personalit\u00e0 e delle proprie aspirazioni,<\/strong> bench\u00e9\u00a0 solitamente queste rimanessero ristrette all&#8217;ambito tradizionale della famiglia e della casa.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">LA DONNA SCRITTRICE:<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Carolina Invernizio(1858 \u2013 1916), ebbe un grandissimo successo in un settore :\u00a0<b>la letteratura rosa,\u00a0<\/b>specificamente indirizzata alle donne, alle quali la Invernizio<strong> propose per\u00f2 un&#8217;immagine di donna tradizionale e quietamente sottomessa.<\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sibilla Aleramo (1876 \u2013 1960), invent\u00f2, con altre scrittrici, una vera e propria<b>\u00a0letteratura femminista<\/b>, in cui si rifletteva sulla condizione di oppressione delle donne e la si \u00a0denunciava.<br \/>\nAltre ancora, come Matilde Serao (1856 \u2013 1927), si dividevano tra letteratura e giornalismo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Grazia Deledda(1871 \u2013 1936) vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1926; Cristina Trivulzio di Belgioioso (1808 \u2013 1871) fu singolare figura di viaggiatrice intellettuale;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">le scrittrici e poetesse Neera (pseudonimo di Anna Radius Zuccari, 1846 \u2013 1918 ) e Ada Negri (1870 \u2013 1945) contribuirono alla formazione di una nuova cultura al femminile.<\/li>\n<\/ul>\n<h1 style=\"text-align: center;\">\u00a0SONO POCHISSIME LE SOCIETA&#8217; MATRIARCALI ANCORA<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\">ESISTENTI.<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nella Cina sud-occidentale, non lontano dal Tibet a 2.650 metri, \u00a0si incontrano ancora le donne del popolo Mosu.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui il bel lago Lugu, che significa<strong> &#8220;lago madre&#8221;, \u00e8 circondato da foreste, camelie e azalee.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">-Uomini e donne Mosu passano la loro vita nella casa materna.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando una donna raggiunge la maggiore et\u00e0 ha diritto ad una propria camera dove dove l&#8217;uomo scelto appender\u00e0, all&#8217;ingresso, \u00a0il proprio cappello per far sapere che nessuno deve disturbare. Ma l&#8217;uomo pu\u00f2 restare solo la notte e andarsene di prima mattina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questi costumi sono documentati nel libro del fotografie scrittore \u00a0argentino Ricardo Coler: &#8220;Il regno delle donne&#8221;, editore Nottetempo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i Mosu conta solo la maternit\u00e0, la paternit\u00e0 non \u00e8 contemplata; \u00a0nella loro lingua le parole padre e marito semplicemente non esistono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">I Mosu non conoscono divorzi o separazioni, tutto \u00e8 posseduto dalla matriarca;<\/span> <\/strong>la Dabu, la quale decide come distribuire equamente tutto quello che serve alle varie famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le coppie non vivono insieme e non ci sono violenze sulle donne.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel Vietnam sugli altopiani della provincia di Dak Lak vive la popolazione degli Ede,<\/strong> minoranza etnica di sole 285 mila persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Qui case e terreni sono posseduti solo dalle donne che li tramandano alle figlie.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il matrimonio <strong>gli uomini vanno a vivere nella casa della famiglia della moglie.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nella Black Mesa, in Arizona, vivono gli indiani Hopi; le donne possiedono case e terreni,<\/span><\/strong> mentre gli uomini possono avere la propriet\u00e0 degli animali che allevano. \u00a0Anche qui il marito vive nella casa della moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">societ\u00e0 matriarcali sono i Bemba, in Africa Centrale, e i Mangkabu, in Indonesia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il viaggiatore inglese Johon Hawkins, alla fine del diciottesimo secolo, riporta<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> esempi di matrilinearit\u00e0 su alcune isole greche: Naxos, santorini, Lasbo,Lemno.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Superiori agli uomini, anche fisicamente, le pescatrici <em>ama<\/em>, sono rispettate ed hanno la fama di donne brusche e libere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Pensate che le<em> ama<\/em> pescano perle anche a ottant&#8217;anni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>ama<\/em> sono,<strong> in Giappone, un esempio di vita libera dai vincoli e costrizioni della societ\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nina Poppe, fotografa tedesca ha documentato la vita delle donne<em> ama<\/em> nel libro &#8220;Ama&#8221; dell&#8217;editore Kehrer Verlag; 48 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai nostri giorni, purtroppo, il numero delle societ\u00e0\u00a0che riconoscono, non solo sulla carta, la parit\u00e0 tra uomo e donna sono limitatissime e tutte al nord<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,24],"tags":[858,857,653,9281,9282,11167,654,430],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4382"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4382"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33290,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4382\/revisions\/33290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}