{"id":43858,"date":"2017-04-02T06:00:15","date_gmt":"2017-04-02T04:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43858"},"modified":"2017-04-02T17:40:48","modified_gmt":"2017-04-02T15:40:48","slug":"arte-a-roma-maxxi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=43858","title":{"rendered":"Arte a Roma &#8211; MAXXI &#8211; PLEASE COME BACK"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Il MAXXI \u00a0Museo nazionale delle arti del XXI secolo, \u00e8 interamente dedicato all&#8217;arte contemporanea<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Prima istituzione italiana rivolta alla creativit\u00e0\u00a0dei contemporanei<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">27.000 mq\u00a0per un&#8217;opera architettonica progettata dall&#8217;architetto Zaha Hadid nel quartiere Flaminio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MOSTRA CHE SEGNALIAMO:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">PLEASE COME BACK<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>sino al\u00a021 maggio 2017<\/strong> www.fondazionemaxxi.it | #PleaseComeBack<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La guerra \u00e8 pace. La libert\u00e0 \u00e8 schiavit\u00f9. L&#8217;ignoranza \u00e8 forza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>(George Orwell, 1984)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Oggi che la comunicazione globale vuol dire anche <strong>controllo globale,<\/strong> che la condivisione figlia di i<strong>nternet e dei social network smantella la nostra privacy,<\/strong> la parola prigione assume significati decisamente nuovi: con la <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">mostra PLEASE COME BACK.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Il mondo come prigione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> a cura di Hou Hanru e Luigia Lonardelli<\/strong> al MAXXI dal 9 febbraio al 21 maggio 2017, <strong>26 artisti attraverso 50 opere mettono in luce le problematiche relative al controllo tipiche della societ\u00e0 contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <strong>sviluppo esponenziale delle tecnologie digitali, l\u2019avvento dei social network, l\u2019utilizzo dei Big Data, hanno progressivamente e inesorabilmente cambiato la nostra societ\u00e0<\/strong> che assiste al <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">crollo delle filosofie di condivisione sociale e urbana<\/span> <\/strong>e all\u2019instaurarsi di nuovi regimi che, in nome della sicurezza, <strong>ci spogliano, con il nostro consenso, di ogni spazio intimo e personale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PLEASE COME BACK parte da queste considerazioni, e cerca una risposta alla domanda: <strong>che cosa vogliamo torni indietro nelle nostre vite dal paradiso perduto dell\u2019et\u00e0 moderna?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allestita nella Galleria 5 del MAXXI, l\u2019esposizione prende il titolo dall\u2019opera omonima del collettivo Claire Fontaine, nata da una riflessione degli autori sulla societ\u00e0 come spazio di reclusione e il modo inquietante in cui ne facciamo parte. Partendo da queste considerazioni PLEASE COME BACK assume come centro d\u2019indagine la societ\u00e0 contemporanea sotto il controllo di un sistema di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si compone di tre sezioni: Dietro le mura, Fuori dalle mura e Oltre i muri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Della prima sezione<\/span> <\/strong>\u2013 Dietro le mura &#8211; sono protagonisti artisti che hanno fatto una esperienza diretta della prigione, sia perch\u00e9 sono stati reclusi, sia perch\u00e9 ne hanno fatto il soggetto del proprio lavoro, sia perch\u00e9 sono cresciuti in ambienti caratterizzati da questa presenza ingombrante. Tra questi Berna Reale con un video che racconta la luce della torcia olimpica all\u2019interno delle carceri brasiliane, Harun Farocki che utilizza i filmati delle videocamere di sorveglianza del carcere di massima sicurezza di Corcoran in California e le interviste di Gianfranco Baruchello ai detenuti delle carceri di Rebibbia e Civitavecchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Fuori dalle mura troviamo le opere di quegli artisti che hanno compiuto una riflessione sulle prigioni che non possiamo vedere, sui regimi di sorveglianza, capaci di trasformare le citt\u00e0 contemporanee in vere e proprie \u201cprigioni a cielo aperto\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi Superstudio che con il suo Monumento Continuo aveva profeticamente immaginato un modello di urbanizzazione globale alternativo alla Natura, Mikhael Subotzky che presenta <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">materiali video forniti dalla polizia di Johannesburg;<\/span><\/strong> Lin Yilin con la sua performance che riproduce una scena di privazione della libert\u00e0 per testare le reazioni dei cittadini della citt\u00e0 cinese di Haikou e di Parigi, o R\u00e4 Di Martino che trasforma Bolzano nel fondale di una messa in scena con finti carri armati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nella terza sezione<\/span> <\/strong>&#8211; Oltre i muri \u2013 protagonista \u00e8 il tema della sorveglianza come<strong> \u201cpratica organizzativa dominante\u201d, fenomeno omnipervasivo nella nostra societ\u00e0 dopo l\u201911 settembre 2001.<\/strong> Ecco allora, tra le opere presenti in quest\u2019area, la pratica della \u201cguerra al terrore\u201d che diventa protagonista del lavoro di Jenny Holzer,<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>il progetto di Simon Denny che si ispira alle rivelazioni di Snowden, Jananne Al-Ani che riproduce la prospettiva del<span style=\"color: #ff00ff;\"> drone<\/span> investigando<\/strong> diversi siti in Medio Oriente, mentre Zhang Yue con un lavoro visionario prefigura future guerre o un piano per la distruzione degli Stati Uniti.<br \/>\nTra le opere esposte anche due acquerelli su seta di Shen Ruijun, Lake e Abuse del 2009, che verranno acquisiti nella collezione del MAXXI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PLEASE COME BACK. Il mondo come prigione? nel presentare lo sguardo di questi artisti sul complesso intreccio di temi che caratterizza la riflessione sulla societ\u00e0 odierna, ci mette di fronte a una visione critica di quest\u2019ultima, che evidenzia l\u2019allarme e nello stesso tempo propone come soluzione un ritorno ai valori fondamentali e inalienabili dell\u2019individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">APPUNTAMENTI<br \/>\nLa mostra \u00e8 accompagnata da una serie di incontri, eventi, appuntamenti, che ne approfondiscono i temi. Una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA, in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, presenta 4 film che raccontano come il controllo sull\u2019uomo si sia fatto nel corso degli anni sempre pi\u00f9 stringente a causa della nuova comunicazione globale. Lo scorso 5 febbraio \u00e8 stato proiettato Pezzi di Luca Ferrari (2012). Seguiranno L\u2019ora d\u2019amore di Andrea Appetito e Christian Carmosino (2008) l\u201911 febbraio, Citizenfour di Laura Poitras (2014) il 19 febbraio e Milleunanotte di Marco Santarelli (2012) il 26 febbraio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OLTRE IL MURO \u00e8 invece un workshop dedicato ai ragazzi della scuola secondaria che avvia una riflessione sulle prigioni fisiche e virtuali e sulle restrizioni della libert\u00e0 a partire dai temi e dalle opere in mostra, tra cui il video Temps Mort dell\u2019artista algerino Mohamed Bourouissa che sar\u00e0 coinvolto direttamente. Durante il workshop i ragazzi realizzeranno un cortometraggio sulla propria quotidianit\u00e0 e su quanto questa sia influenzata dall\u2019uso di internet e dei social media, che verr\u00e0 proiettato in occasione del finissage della mostra (febbraio \u2013 maggio).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>MAXXI &#8211; Museo nazionale delle arti del XXI secolo<\/p>\n<p>www.fondazionemaxxi.it &#8211; info: 06.320.19.54; info@fondazionemaxxi.it<br \/>\norario di apertura: 11.00 \u2013 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 \u2013 22.00 (sabato) | chiuso il luned\u00ec, Ingresso gratuito per studenti di arte e architettura dal marted\u00ec al venerd\u00ec<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Indirizzo:<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Guido Reni, 4\/A, 00196 Roma<br \/>\nData di apertura del museo: 2010.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il MAXXI \u00a0Museo nazionale delle arti del XXI secolo, \u00e8 interamente dedicato all&#8217;arte contemporanea Prima istituzione italiana rivolta alla creativit\u00e0\u00a0dei contemporanei 27.000 mq\u00a0per un&#8217;opera architettonica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":43802,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11747],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=43858"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":43863,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/43858\/revisions\/43863"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/43802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=43858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=43858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=43858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}