{"id":44734,"date":"2017-04-25T13:42:28","date_gmt":"2017-04-25T11:42:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44734"},"modified":"2017-04-25T13:42:28","modified_gmt":"2017-04-25T11:42:28","slug":"arte-a-milano-museo-novecento-amalia-del-ponte-onde-lunghe-e-brevissime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44734","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Museo Novecento &#8211; AMALIA DEL PONTE   ONDE LUNGHE E BREVISSIME"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>AMALIA DEL PONTE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ONDE LUNGHE E BREVISSIME<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0a cura di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Iolanda Ratti e Eleonora Fiorani<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid two-up\">\n<div>\n<div class=\"col num6\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>MUSEO DEL NOVECENTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>MILANO<\/strong><\/p>\n<p>21 aprile &#8211; \u00a01 ottobre 2017<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col num6\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>STUDIO MUSEO FRANCESCO MESSINA<br \/>\nMILANO<\/strong><\/p>\n<p>21 aprile &#8211; \u00a028 maggio 2017<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong><em>Onde lunghe e brevissime<\/em><\/strong> \u00e8 il titolo della mostra personale di <strong>Amalia Del Ponte<\/strong> in due sedi, al <strong>Museo del Novecento<\/strong> a cura di <strong>Iolanda Ratti<\/strong> e allo <strong>Studio Museo Francesco Messina<\/strong> a cura di <strong>Eleonora Fiorani<\/strong>.<\/p>\n<p>Con questo progetto espositivo <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Milano rende omaggio agli oltre cinquant\u2019anni di attivit\u00e0 dell\u2019artista,<\/span><\/strong> con un\u2019importante collaborazione tra due istituzioni civiche, che ne sottolinea la vocazione diversa ma complementare; mentre<strong> al Museo del Novecento si traccia un percorso storico-critico<\/strong> a partire dalla presenza in collezione di uno dei pi\u00f9 importanti lavori dell\u2019artista,<strong> il Museo Messina propone un\u2019inedita installazione site specific che verr\u00e0 attivata da una performance live<\/strong>. Due focus che hanno il comune obiettivo di tracciare un collegamento tra due fasi differenti e sinergiche del ricco e articolato percorso di Amalia Del Ponte: gli anni \u201860 e \u201870 e gli anni \u201880 e \u201890, evidenziando il carattere visionario e anticipatore della sua ricerca sulla luce e sul suono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio a questa fa riferimento il titolo: <strong>onde lunghe e brevissime <span style=\"color: #ff00ff;\">per disegnare il suono e la luce. \u201cLe onde sonore condividono la natura ondulatoria della luce<\/span> <\/strong>\u2013 dice l\u2019artista \u2013 ma mentre le onde sonore udibili variano da 17 mm a 17 metri, l<strong>e onde luminose visibili variano da 400 a 700 miliardesimi di metro e il nostro cervello le interpreta come colori<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esposizione al <strong>Museo del Novecento<\/strong>, a <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">cura di Iolanda Ratti,<\/span> <\/strong>introduce il tema della <strong>luce<\/strong> attraverso la ricostruzione del percorso legato alle ricerche sul plexiglas.<\/p>\n<p>Dal 1964, anno in cui l\u2019artista realizza le prime sculture trasparenti, si passa alla serie dei Tropi (cos\u00ec battezzati da Vittorio Fagone nel 1967), e si chiude con la realizzazione, nel 1973, dell\u2019Area Percettiva per la XII Biennale Internazionale d\u2019Arte di San Paolo, dove Amalia Del Ponte \u2013 invitata da Bruno Munari e Umbro Apollonio \u2013 vinse il Premio Internazionale per la Scultura. In quest\u2019occasione venne esposta l\u2019opera monumentale How do you feel? del 1971, donata al Museo del Novecento nel 2014 e oggi presentata al pubblico per la prima volta. In mostra circa dieci sculture, i disegni di studio sugli indici di rifrazione e riflessione della luce, oltre a una selezione di documenti storici e fotografie dell\u2019epoca, scattate tra gli altri da Ugo Mulas, Mario Carreri e Arno Hammacher.<br \/>\nLa mostra allo <strong>Studio Museo Francesco Messina<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">a cura di Eleonora Fiorani,<\/span><\/strong> sar\u00e0 invece focalizzata sulla ricerca sul <strong>suono<\/strong> <strong>e sulle pietre sonore,<\/strong> condotta tra 1985 e il 1995 attraverso la realizzazione dei Litofoni, <strong>sottili lastre di pietra intonate al fine di essere suonate a percussione.<\/strong><\/p>\n<p>I Litofoni rappresentano delle \u201cforme-suono che \u2013 come ha scritto Eleonora Fiorani \u2013 rimandano oltre il visibile: ricreano le invisibili corrispondenze tra le forme geometriche, le scale musicali e quelle dei colori\u201d. Al centro dell\u2019allestimento spicca l\u2019opera Aria della freccia, del 1994, composta da tre litofoni, che rappresenta una riflessione dell\u2019artista sulle corrispondenze tra la finitezza della forma visibile e la risonante armonia della vibrazione sonora. Durante la serata inaugurale, Aria della freccia sar\u00e0 protagonista di una <strong>performance<\/strong> inedita e appositamente composta dal percussionista <strong>Elio Marchesini<\/strong>. Saranno inoltre presentate altre sculture sonore, una selezione di disegni e studi confluiti nel libro La forma del suono (ed. Semar, Roma 1993) e una rassegna di fotografie e video delle performance, eseguite tra gli altri da Davide Mosconi, Gabin Dabir\u00e9, Gianluca Ruggeri e David Ryder.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra <em><strong>Onde lunghe e brevissime<\/strong><\/em> sar\u00e0 accompagnata da un catalogo edito da Editrice Quinlan.<\/p>\n<p>In occasione della mostra il <strong>18 maggio alle ore 18<\/strong> si terr\u00e0 presso il Museo del Novecento<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> una tavola rotonda<\/span> <\/strong>nella quale si presenter\u00e0 il lavoro di Amalia Del ponte dagli esordi fino ad oggi. Parteciperanno, oltre alle curatrici e all\u2019artista, <strong>Francesco Tedeschi<\/strong>, docente di storia dell\u2019arte contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica e i critici <strong>Tommaso Trini<\/strong> e <strong>Lea Vergine<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>Comune di Milano<\/strong><br \/>\nElena Maria Conenna<br \/>\nE. elenamaria.conenna@comune.milano.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"block-grid two-up\">\n<div>\n<div class=\"col num6\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo del Novecento <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Marconi 1, Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.museodelnovecento.org<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AMALIA DEL PONTE\u00a0 ONDE LUNGHE E BREVISSIME \u00a0a cura di Iolanda Ratti e Eleonora Fiorani MUSEO DEL NOVECENTO MILANO 21 aprile &#8211; \u00a01 ottobre 2017<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":44736,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[11913],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44734"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44734"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44737,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44734\/revisions\/44737"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}