{"id":44759,"date":"2017-04-26T05:58:19","date_gmt":"2017-04-26T03:58:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44759"},"modified":"2017-04-27T15:46:12","modified_gmt":"2017-04-27T13:46:12","slug":"balena-in-senato-giallo-ocra-il-mistero-del-fossile-di-matera-fossile-di-balenottera-risalente-al-pleistocene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44759","title":{"rendered":"BALENA IN SENATO &#8211; \u201cGiallo ocra. Il mistero del fossile di Matera\u201d &#8211; Fossile di balenottera risalente al Pleistocene"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1391\" aria-describedby=\"caption-attachment-1391\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=1391\" rel=\"attachment wp-att-1391\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1391\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Parigi-Museo-Scienze-Naturali-balena.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1391\" class=\"wp-caption-text\">Parigi. Museo di Scienze Naturali; scheletro di balena.<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=15600\" rel=\"attachment wp-att-15600\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15600\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/PANAMA-balena-megattera-IMG_0071.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/PANAMA-balena-megattera-IMG_0071.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/PANAMA-balena-megattera-IMG_0071-300x192.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il pi\u00f9 grande animale ad aver mai nuotato nel Mediterraneo<\/span><\/strong><\/h3>\n<p><strong>Documentario scientifico <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una balena in Senato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Approda in Parlamento \u201cGiallo ocra. Il mistero del fossile di Matera\u201d, <strong>documentario scientifico che racconta la storia di Giuliana, il fossile di balenottera risalente al Pleistocene <span style=\"color: #ff00ff;\">pi\u00f9 grande scoperto al mondo.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rinvenuta a Matera l&#8217;8 agosto del 2006,<\/strong> \u00e8 ritenuta dagli scienziati il <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">pi\u00f9 grande animale ad aver mai nuotato nel Mediterraneo<\/span><\/strong>. Ma \u00e8 ancora chiusa nelle casse&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00c8 lunga pi\u00f9 di 25 metri,<\/strong> misura stimata grazie al ritrovamento del <strong>cranio, largo da zigomo a zigomo ben 2,88 metri.<\/strong> Misure raggiunte oggi soltanto dalla balenottera azzurra (Balaenoptera musculus) e la balenottera comune (Balaenoptera physalus) che con i loro 33 e 26 metri circa sono i pi\u00f9 grandi animali che vivono sul nostro pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuliana, cos\u00ec chiamata per via della diga di San Giuliano a Matera (Basilicata) in cui fu scoperta l&#8217;8 agosto del 2006, <strong>\u00e8 la balenottera fossile risalente al Pleistocene (circa 1 milione di anni fa) pi\u00f9 grande rinvenuta al mondo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A 10 anni dalla sua scoperta, per\u00f2, questo bene culturale, importante per le implicazioni sulla conoscenza dell&#8217;evoluzione di questa specie e<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> per comprendere anche alcuni aspetti dei cambiamenti climatici, prezioso anche in ambito turistico-economico<\/span><\/strong>, non \u00e8 stato ancora studiato, restaurato ed esposto in un museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa storia, sconosciuta e dimenticata dalle istituzioni, venne consegnata all&#8217;opinione pubblica l&#8217;8 ottobre 2016,<\/strong> con la proiezione in anteprima nazionale a Futuro Remoto, festival delle Scienze di Napoli, del documentario di divulgazione scientifica \u201cGiallo ocra \u2013 Il mistero del fossile di Matera\u201d. Scritto e diretto dal giornalista scientifico, divulgatore e filmaker Renato Sartini, dallo stesso co-prodotto con la Video Eikon di Giovanni Bruno,\u00a0\u00e8 stato\u00a0<strong>proiettato in Senato il 26 aprile p.v. presso la Sala Caduti di Nassirya, inizio ore 12:00.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per approfondimenti sulla balenottera di Matera: <a href=\"http:\/\/www.renatosartini.it\">www.renatosartini.it<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evento \u00e8 un&#8217;iniziativa del Senatore Giovanni Barozzino che, a seguito della prima del documentario, si \u00e8 da subito impegnato affinch\u00e9 questa storia finisse sotto i riflettori del Parlamento con Interrogazione parlamentare con risposta scritta fatta al Ministro Franceschini (Seduta n.693 del 5\/10\/2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A oggi il documentario sulla balenottera sembra aver \u201csmosso le acque\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">L&#8217;importanza di Giuliana<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Per il valore scientifico<\/strong> e lo storytelling il documentario ha ricevuto il <strong>patrocinato non oneroso delle pi\u00f9 importanti Istituzioni scientifiche pubbliche e private italiane<\/strong>: Cnr, Enea, Ingv, Ispra, Societ\u00e0 Geografica Italiana, Societ\u00e0 Geologica Italiana, Societ\u00e0 Paleontologica Italiana. E del Mibact (patrocinio alla presentazione), Regione Basilicata, Comune di Matera, Museo di Storia Naturale di Pisa, Universit\u00e0 della Basilicata e Associazione Culturale Divulgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Giuliana \u00e8 una di quelle innumerevoli e ambiti pezzi seminati da madre natura<\/span><\/strong> che ogni ricercatore spera di trovare per poterlo aggiungere al complicato mosaico della storia del nostro pianeta\u00bb racconta Renato Sartini, \u00abma \u00e8 ancora chiusa nelle casse in cui \u00e8 stata conservata nel corso delle tre campagne di recupero. Fatte a cavallo tra il 2007 e il 2011. Eppure le premesse, basate sulla misurazione delle dimensioni e valutazione delle caratteristiche e tipo di dei resti fossili ritrovati, gi\u00e0 facevano presagire dal primo sopralluogo dei paleontologi &#8216;una scoperta eccezionale&#8217;\u00bb, come sottolinea nel corso del documentario uno dei protagonisti, il professor Walter Landini, ordinario di paleontologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, che insieme ai paleontologi Angelo Varola dell&#8217;Universit\u00e0 del Salento e Giovanni Bianucci dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa si sono occupati del cetaceo <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">fin dall&#8217;estate del 2006<\/span><\/strong>, dopo che<strong> l&#8217;8 agosto fu ritrovata da Vincenzo Ventricelli, un anziano agricoltore del posto.<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Cos&#8217;\u00e8 stato trovato della balenottera<\/span><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDella balenottera di San Giuliano sono r<strong>itrovate 12 vertebre toraciche con un diametro superiore ai 20 centimetri\u00bb<\/strong> spiega Bianucci, \u00abdiverse <strong>costole, di cui una lunga oltre 3 metri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche la pinna pettorale costituita da scapola, omero, radio, ulna e diverse falangi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del cranio, che \u00e8 la parte scientificamente pi\u00f9 importante dello scheletro, \u00e8 stata ritrovata la porzione posteriore, cio\u00e8 quella parte che includeva il cervello, e una parte del rostro: mandibola e mascella, cio\u00e8 quella porzione del cranio che sosteneva nella bocca i fanoni. Che sono una caratteristica tipica di un misticeto, cio\u00e8 di un cetaceo che <strong>al posto dei denti \u00e8 dotato di lamine costituite da tessuto di cheratina. <span style=\"color: #ff00ff;\">A forma ti pettine, servono all&#8217;animale come setaccio<\/span><\/strong> per espellere l&#8217;acqua dalla grande bocca cos\u00ec da poter trattenere i piccoli animali di cui si nutre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro elemento che \u00e8 stato ritrovato nel 2008 e che rappresenta una rarit\u00e0 in paleontologia \u00e8 la bulla timpanica, un elemento molto importante che ha da subito permesso di attribuire questo scheletro al genere balenottera.<br \/>\n\u00ab<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il cranio \u00e8 molto importante\u00bb<\/span><\/strong> sottolinea Varola, l&#8217;unico dei tre paleontologi ad aver partecipato anche al recupero del cranio nel 2011. \u00abPer comprendere il tipo di cetaceo \u00e8 stato importante trovare l&#8217;occipite, la parte dei mascellari e pre mascellari e le ossa zigomatiche. Ma soprattutto le bulle timpaniche. Queste si trovano anatomicamente sotto al cranio e sono difficili da trovare perch\u00e9 sono tenute attaccate al cranio da tessuti molli. Motivo per il quale, dopo un certo periodo dalla morte dell&#8217;individuo si staccano, ed essendo di struttura molto pesante, un tessuto di tipo pacheostotico, tendono a rotolare verso il basso e ad allontanarsi dallo scheletro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Individuato nel corso dello scavo del 2008 ma recuperato soltanto nel 2011, il cranio, al fine della sua conservazione, \u00e8 stato cosparso di materiali particolari per preservarlo dagli agenti atmosferici.<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> \u00c8 stato incamiciato con delle resine speciali e del gesso, cos\u00ec come si fa per bloccare una frattura.<\/span> <\/strong>Tutto quello che \u00e8 stato utilizzato \u00e8 materiale reversibile, che potr\u00e0 poi essere asportato quando verr\u00e0 studiato il fossile, senza dannegger\u00e0 le parti ossee. Dopo di ci\u00f2 \u00e8 stato chiuso in cassa di legno riempite di materiali resistenti come argilla espansa e poliuretano, imbragato e trasportato nell&#8217;area industriale di Matera, presso i magazzini della Soprintendenza. <strong>Oggi si trovano presso il Museo Archeologico Nazionale \u201cDomenico Ridola\u201d della citt\u00e0.<\/strong> E non sono state mai aperte per studiare, restaurare e rendere fruibile al pubblico i resti della balenottera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Cosa ci racconta del nostro pianeta la balenottera di San Giuliano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalle sole dimensioni di alcune parti, l<\/strong>a balenottera, nonostante non sia ancora stata studiata a fondo,<strong> ci d\u00e0 importanti informazioni sull&#8217;evoluzione di questi cetacei e sui cambiamenti climatici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 il pi\u00f9 grande fossile di balenottera ritrovata al mondo risalente al Calabriano, cio\u00e8 a quell&#8217;arco di tempo dell&#8217;epoca del Pleistocene compreso tra 1.8 milioni e 781mila anni fa. Forse la pi\u00f9 grande ad aver mai nuotato nel Mediterraneo\u00bb spiega nel documentario Bianucci. <strong>\u00abIl recupero del cranio ha permesso di stimare in 25 metri la lunghezza della balenottera, misure raggiunte oggi soltanto dalla balenottera azzurra e dalla balenottera comune<\/strong> che, con i loro 33 e 26 metri circa, sono i pi\u00f9 grandi animali che vivono sul pianeta. E poich\u00e9 quanto pi\u00f9 grande \u00e8 la massa di un corpo tanto pi\u00f9 lenta \u00e8 la sua perdita di calore in acque fredde,<strong> il ritrovamento di questo fossile confermerebbe la teoria secondo la quale l&#8217;aumento delle dimensioni di questi cetacei sarebbe, dal punto di vista evolutivo, una risposta alle glaciazioni registrate sulla Terra negli ultimi 2 milioni di anni\u00bb. Che rappresenta un importante tassello per comprendere meglio anche l&#8217;evoluzione dei cambiamenti climatici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il rapporto tra il recente terremoto distruttivo del Centro Italia e la balenottera<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre importanti informazioni ci vengono da una parziale ricostruzione, da approfondire aprendo le casse in cui \u00e8 conservata, dell&#8217;antico ambiente in cui \u00e8 morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che <strong>ci raccontano anche dei movimenti della crosta terrestre. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stessi che sono <strong>alla base dei terremoti lungo tutta la catena appenninica italiana, la spina dorsale di montagne che segna il centro di quasi tutta la penisola.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>La presenza di flora e di fauna fossile presenti nel terreno scavato che avvolgevano la balenottera \u00e8 risultata significativa per la definizione dell&#8217;antico ambiente in cui \u00e8 morta,<\/strong> e per la ricostruzione del fondale in cui si \u00e8 adagiata e che \u00e8 diventato il suo sarcofago d&#8217;argilla\u00bb spiega Landini. \u00abIn particolare abbiamo trovato <strong>pesci lanterna, che vivono a qualche centinaio di metri di profondit\u00e0, zoopycus, che sono resti di organismi limivori che si nutrono di detrito organico sui fondali, anch&#8217;essi che vivono ad alcune centinaia di metri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ma anche molluschi che vivono, invece, in acque aperte, oceaniche, fresche, e sono gli pteropodi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo indica un <strong>ambiente complessivo intorno ai 500, 600 metri di profondit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro elemento estremamente utile per ricostruire l&#8217;intera forma dell&#8217;antico bacino in cui \u00e8 morta \u00e8 risultato dalla presenza di posidonie: <strong>sono resti d&#8217;origine vegetali che vivono tra zero e 50, 60 metri di profondit\u00e0.<\/strong> Questa grande presenza pu\u00f2 essere spiegata con l&#8217;esistenza di un<strong> fondale molto molto ripido, quindi che scendeva quasi in verticale dalla parte emersa fino all&#8217;ambiente in cui abbiamo trovato il reperto\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che quindi si trovava in un <strong>fondale profondo, cosa che spiega la presenza di argille che si formano per pressioni elevate.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cos&#8217;\u00e8 successo allora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E <strong>come ha fatto ad arrivare una balenottera sulle colline della Basilicata, a 100 metri sul livello del mare e a circa 40 chilometri dalla costa del Mar Jonio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato a<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> causa di un&#8217;<span style=\"color: #000000;\">antico maremoto con relativo tsunami,<\/span> o per un passato<span style=\"color: #000000;\"> global warming i<\/span>n grado di <span style=\"color: #000000;\">sciogliere le riserve d&#8217;acqua congelate nelle calotte polari<\/span><\/span> <\/strong>o sui ghiacciai alzando il livello del mare fino a 100 metri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documentario spiega proprio questo aspetto al profano che, abituato a sentir parlare sempre di climate change e scioglimenti, non riesce a pensare a una causa diversa. Perch\u00e9 la soluzione del mistero e \u201csotto i piedi di tutti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed \u00e8 legata a stretto giro con il recente terremoto che ha colpito il Centro Italia. La balenottera di San Giuliano, infatti, \u00e8 un \u201cregalo\u201d di quelle stesse forze che il 24 agosto hanno scosso il centro Italia con un sisma di grado 6 della scala Richter. <span style=\"color: #ff00ff;\">Distruggendo i paesini di Accumuli, Amatrice e Arquata del Tronto.<\/span><\/strong> Causando quasi 300 morti e mettendo fuori uso, come ha comunicato la Protezione Civile italiana, 1486 edifici e rendendone temporaneamente o parzialmente inagibili altri 713. Sono state proprio loro in milioni di anni a sollevare di circa 600 metri il fondale su cui si adagi\u00f2 la balenottera. Diventata, poi, la sua tomba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La Fossa Bradanica<\/span><\/strong><br \/>\nPer scoprire questo incredibile sollevamento di un territorio basta andare a Miglionico, un paese a circa 500 metri d&#8217;altitudine. Da dove si vede oltre che la piana dove si trova la diga di San Giuliano la citt\u00e0 di Matera. Ai tempi della balenottera tutto il territorio che da questo paesino si vede, che fa parte della cosiddetta Fossa Bradanica, era completamente sommerso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a quelle altezze in mare non ci \u00e8 mai arrivato. In molti credono di si: chi credendo alla storia dell&#8217;Arca di No\u00e8,<strong> chi pensando a uno tsunami o allo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pochi, invece, riescono a immaginare che immense forze interne alla Terra, in milioni di anni, siano state capaci di sollevare al di sopra delle acque un vasto fondale marino profondo centinaia di metri:<span style=\"color: #ff00ff;\"> quello su quale si deposit\u00f2 la balenottera dopo la sua morte.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI resti della balena sono stati ritrovati nella valle del fiume Bardano a circa 100 metri sul livello del mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come ci sono finiti lass\u00f9, e proprio in quei sedimenti?\u00bb racconta Federico Boenzi, gi\u00e0 Ordinario di Geomorfologia Universit\u00e0 degli Studi di Bari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei protagonisti del documentario. \u00abL&#8217;area appenninica, in particolare l&#8217;Appennino Meridionale, pu\u00f2 essere distinta, dal punto di vista della struttura geologica, in tre parti: l&#8217;Appennino propriamente detto, l&#8217;Avanfossa Bradanica, e poi l&#8217;Avanpaese pugliese. La balena \u00e8 stata trovata esattamente nei sedimenti della cosiddetta Avanfossa Bradanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultima \u00e8 <strong>una conseguenza del movimento delle placche terrestri. In particolare di quello che \u00e8 il movimento geo dinamico della placca Apula che, muovendosi verso ovest, <span style=\"color: #ff00ff;\">s&#8217;infila (subduzione) sotto la placca europea corrugandola e spingendola verso l&#8217;alto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa corrugazione sono gli Appennini, la spina dorsale della penisola italiana<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La spinta \u00e8, invece, la causa dei terremoti che scuotono questa catena montuosa, quindi, praticamente, tutta l&#8217;Italia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la balenottera \u00e8 morta <strong>l&#8217;attuale Puglia era un arcipelago di isolette e c&#8217;era un ampio canale di mare profondo anche 600 metri<\/strong> che univa quello che oggi \u00e8 il Mar Jonio con il Mare Adriatico. \u00c8 in questa situazione che <strong>la balenottera si \u00e8 depositata sul fondale. In centinaia di migliaia di anni, poi, questo fondale \u00e8 stato sollevato al di sopra del livello del mare dalle dinamiche spiegate prima, mentre i corsi dei fiumi \u201ctagliavano\u201d i depositi accumulatisi nel tempo fino ad arrivare al fondale dove si deposit\u00f2 la balenottera.<\/strong> Dove oggi l&#8217;abbiamo trovata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSembra quasi che la scienza italiana, nonch\u00e9 le Istituzioni nazionali e regionali della Basilicata, abbiano deciso di stringersi tutti in un grande abbraccio simbolico a Giuliana\u00bb conclude Sartini. \u00abCon la speranza che, finalmente, venga studia, restaurata e restituita al mondo in un tempo sufficiente affinch\u00e9 venga esposta quando, nel 2019, Matera sar\u00e0 la capitale europea della cultura\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA STORIA DELLA PRESA DI COSCIENZA DELL&#8217;IMPORTANZA DELLA SCOPERTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della disponibilit\u00e0 della Regione Basilicata nella persona del Presidente Marcello Pittella a trovare dei finanziamenti, la <strong>Soprintendenza di Basilicata ha predisposto una scheda di valutazione sulle prime attivit\u00e0 da svolgere, poi sottoposta alla Regione stessa:<\/strong><br \/>\n\u00ab<strong>Agli inizi di gennaio del 2017\u00bb<\/strong> dichiara l&#8217;Architetto Francesco Canestrini, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata \u00ab<strong>Abbiamo consegnato alla Regione Basilicata una richiesta di budget pari a 30.000 euro per effettuare uno studio preliminare.<\/strong> Questi soldi serviranno per aprire le casse in cui il fossile \u00e8 custodito e comprendere le condizioni in cui si trova. Cos\u00ec da poter valutare una strategia per procedere nel percorso di studio, restauro e musealizzazione. A oggi non sono a conoscenza dei passaggi fatti dalla Regione: se la richiesta sia gi\u00e0 stata inoltrata, quali canali di finanziamento siano stati attivati e i tempi necessari affinch\u00e9 questo finanziamento possa essere effettivamente disponibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l&#8217;impegno preso dalla Regione Basilicata, il canale di finanziamento sembrerebbe quello dei fondi FESR, Piano Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Sulla cifra richiesta, non \u00e8 dato sapere se, oltre al budget iniziale indicato dalla Soprintendenza, sia stato contemplato un finanziamento pi\u00f9 ampio in grado di accompagnare il fossile di Matera dai laboratori fino all&#8217;esposizione. Che sarebbe auspicabile avvenisse in occasione dell&#8217;evento Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Un palcoscenico importante per presentare Giuliana al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Renato Sartini (breve biografia)<br \/>\n\u00c8 di Sant&#8217;Arcangelo in Basilicata (Regione dell&#8217;Italia), classe 1970, giornalista scientifico e divulgatore. \u00c8 esperto in comunicazione della conoscenza scientifica e tecnologica. \u201cGiallo Ocra \u2013 Il mistero del fossile di Matera\u201d \u00e8 la sua prima opera da regista e autore.<br \/>\nVive e lavoro a Roma dove attualmente dirige www.renatosartini.it, blog-magazine innovativo di divulgazione della scienza.<br \/>\nHa firmato, tra gli altri, per La Repubblica, Il Venerd\u00ec di Repubblica, Popular Science, N\u00f2va de Il Sole 24 Ore, Wired, Finmeccanica Magazine. \u00c8 attivo nella divulgazione di frontiera su Social Network quali Twitter e Facebook. Ingegnere gestionale, si \u00e8 occupato di economia della scienza per la rivista di geopolitica ed economia internazionale Il Nodo di Gordio.<br \/>\nIn ambito comunicazione ha supportato la direzione operativa del MARS Center di Napoli e la presidenza del Polo High Tech di Napoli Est.<br \/>\nHa firmato il capitolo Global Warming sulla comunicazione dei cambiamenti climatici del libro \u201cParola di scienziato \u2013 La conoscenza ridotta a opinione\u201d a cura di Marco Ferrazzoli e Francesca Dragotto (Universitalia, 2014).<br \/>\n\u00c8 iscritto all\u2019Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2003 e socio SWIM \u2013 Science Writers in Italy e UGIS \u2013 Unione Giornalisti Italiani Scientifici. \u00c8 Presidente dell\u2019Associazione Culturale Divulgo, per la disseminazione di temi di scienze, natura e tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno dichiarato l&#8217;8 ottobre 2016 in occasione della prima del documentario a Futuro Remoto:<br \/>\nDr. Gerardo Travaglio, Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Basilicata: \u00abIl Presidente della Regione Basilicata, compresa l&#8217;importanza e l&#8217;unicit\u00e0 del reperto fossile ritrovato a Matera, tant&#8217;\u00e8 che ha ritenuto fondamentale dare il patrocinio al documentario stesso, si rende disponibile all&#8217;utilizzo di fondi europei gi\u00e0 individuati al fine di un progetto di studio, restauro e musealizzazione del bene. Quindi a sostenere economicamente un progetto complessivo e completo in grado di consegnare all&#8217;Umanit\u00e0 il bene culturale entro l&#8217;evento Matera Capitale della Cultura 2019. Affinch\u00e9 tutti possano venire a Matera per conoscere una pagina importante della storia del nostro Pianeta. A tal fine la Regione si render\u00e0 promotrice di una serie d&#8217;incontri con le parti interessate, su tutti la Soprintendenza affinch\u00e9 ci fornisca nel pi\u00f9 breve tempo possibile uno studio di fattibilit\u00e0 in cui vengano messi in evidenza i costi dell&#8217;operazione complessiva senza i quali non possiamo attivare le procedure necessarie a rendere disponibili i fondi stessi.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Architetto Francesco Canestrini, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata: \u00abLa Soprintendenza attraverso l&#8217;allora Soprintendente Dr. Antonio De Siena ha svolto un ruolo importante per il recupero, anche se poi, negli anni, per carenza di fondi, non si \u00e8 potuto intervenire sui resti fossili. Si era ottenuto un primo finanziamento di 30.000 euro da destinarsi alla balenottera ma che per fatti burocratici sono ritornati indietro. Ho inoltrato a fine luglio una nuova richiesta di finanziamento di 30.000 euro al MIBACT. Il 7 ottobre, per\u00f2, ho ricevuto dal Ministero una nota di non disponibilit\u00e0 di fondi da destinare alla balenottera\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 da ricordare che il 4 ottobre 2016, il Sindaco di MATERA Dr. Raffaele De Ruggieri, in occasione della diretta al TGBuongiorno Regione del 5 ottobre, che mi ha visto quale protagonista in studio, mi aveva inviato una dichiarazione ufficiale via e-mail:<br \/>\n\u00abVi \u00e8 una concreta possibilit\u00e0 di ottenere risorse per restaurare e valorizzare la balenottera di Matera. La somma disponibile per il Comune di Matera ricade nella scheda 22 (Beni Culturali) del Patto per la Basilicata a suo tempo sottoscritto in Matera tra il Presidente Renzi e il Presidente Pittella. La voce di spesa di euro 100.000 \u00e8 sotto il numero 22.6 e ha come titolo: &#8220;Progetto per la valorizzazione della balena fossile di San Giuliano&#8221;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pi\u00f9 grande animale ad aver mai nuotato nel Mediterraneo Documentario scientifico Una balena in Senato Approda in Parlamento \u201cGiallo ocra. 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