{"id":44962,"date":"2017-04-28T17:29:09","date_gmt":"2017-04-28T15:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44962"},"modified":"2017-04-28T17:29:09","modified_gmt":"2017-04-28T15:29:09","slug":"arte-a-venezia-fondazione-querini-stampalia-e-bonotto-maria-morganti-svolgimento-di-un-quadro-progetto-per-la-caffetteria-di-mario-botta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=44962","title":{"rendered":"Arte a Venezia &#8211; Fondazione Querini Stampalia e Bonotto &#8211; Maria Morganti  Svolgimento di un quadro  Progetto per la Caffetteria di Mario Botta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=44965\" rel=\"attachment wp-att-44965\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-44965\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Arte-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia-2017-biennale-.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Arte-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia-2017-biennale-.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Arte-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia-2017-biennale--300x190.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Arte-Fondazione-Querini-Stampalia-Venezia-2017-biennale--473x300.jpg 473w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a>Fondazione Querini Stampalia e Bonotto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in occasione della <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">57. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>sono liete di annunciare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Maria Morganti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Svolgimento di un quadro<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetto per la Caffetteria di Mario Botta <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>alla Fondazione Querini Stampalia<\/strong><br \/>\n<strong>Gli Arazzi di Bonotto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0a cura di<strong> Chiara Bertola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondazione Querini Stampalia | Caffetteria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondazione Querini Stampalia<\/strong> e <strong>Bonotto<\/strong> sono liete di presentare <em>Svolgimento di un quadro<\/em> di Maria Morganti, l&#8217;installazione permanente realizzata per la Caffette- ria della Fondazione Querini Stampalia, <strong>a cura di Chiara Bertola<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I progetti di arte contemporanea della Querini Stampalia si sviluppano <em>nel<\/em> e <em>per<\/em> lo spazio della Fondazione, perch\u00e9 si considera prima di tutto il <em>luogo<\/em> come materia e soggetto, capace di esprimere il ruolo di un\u2019istituzione che vuole agire in relazione con il proprio tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La vocazione del <em>luogo<\/em> \u00e8 quella di lasciarsi permeare da altri sguardi, senza cristallizzarsi in un\u2019unica forma<\/span><\/strong>, per testimoniare il dialogo tra i linguaggi dell\u2019arte e il pubblico. Molti gli artisti che nel tempo si sono misurati con la memoria del Museo, con lo spazio contemporaneo e sperimentale ridisegnato da Carlo Scarpa, ma anche con la facciata cinquecentesca del Palazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato quindi naturale, seguendo il pensiero critico e curatoriale entro cui la Fondazione ha costruito il suo sguardo fiducioso nel contemporaneo, invitare <strong>Maria Morganti<\/strong> a mettersi<strong> in relazione con la Caffetteria <span style=\"color: #ff00ff;\">progettata dall\u2019architetto Mario Botta<\/span><\/strong> con il quale l&#8217;artista si \u00e8 confrontata per il progetto <em>Svolgimento di un quadro<\/em>. L&#8217;installazione permanente vede coinvolte le pareti di questo spazio, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">rivestite da arazzi creati<\/span> <\/strong>e sviluppati in stretta collaborazione con <strong>Bonotto, una delle manifatture tessili pi\u00f9 creative al mondo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019idea ha origine dal<em> Quadro per la Sala dell\u2019800<\/em> che Maria Morganti ha dipinto nel 2008 durante le visite alle Collezioni del Museo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo spunto dai colori dei dipinti esposti e in particolare dal fiore tra i capelli de <em>La Modella<\/em>, 1910 di Alessandro Milesi, come fosse la tavolozza sulla quale il pittore ha ragionato sui propri colori, l&#8217;artista nel corso di ogni visita, ne ha accolto uno, lo ha portato con s\u00e9 nel suo studio e lo ha materializzato in uno strato di pittura sulla tela. Il suo quadro \u00e8 l\u2019esito della sovrapposizione di queste esperienze. Di queste stesure cromatiche conserva su cartoncino la sequenza. Maria Morganti nel suo lavoro procede cos\u00ec: \u201cIo non faccio il colore, lo trovo. Non lo invento, non lo progetto, non lo produco, non lo riproduco&#8230; tendo verso di esso. Lo ascolto e lo vedo farsi. Lo vedo nascere sulla tela\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando nel 2015 accoglie l\u2019invito di Chiara Bertola a confrontarsi con gli spazi della caffetteria<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Maria Morganti decide di tornare a quel quadro e al suo diario di pennellate<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSono partita dal \u2018grumo\u2019, dal fiore, assumendolo simbolicamente come fosse il punto condensato del pensiero del pittore, per domandarmi come espandere questo gesto intimo e denso. Come allargarlo nello spazio? Come pensare ad un gesto ampio? Come portare verso l\u2019esterno in una scala grande e pubblica questo segno cos\u00ec piccolo? Come passare dall\u2019intimit\u00e0 all\u2019esteriorit\u00e0? Come dare forma al colore che si \u00e8 formato nello studio quotidianamente, che \u00e8 poco e concentrato? Ho immaginato che il dipinto si espandesse, si aprisse, che il colore si distribuisse nello spazio. Ho pensato a una dilatazione del quadro nell\u2019architettura, come se ogni singolo strato si sfoglias- se tridimensionalmente nell\u2019ambiente. Attraverso una prevalenza di verdi, azzurri e una forte presenza del rosso, il quadro si \u00e8 moltiplicato in tanti quadri separati. Ho percepito l\u2019architettura, ho sentito lo spazio di Mario Botta come il luogo che dava la possibilit\u00e0 al mio colore di adagiarsi, di stare, di prendere il suo spazio. Ogni singolo colore \u00e8 espressione di un\u2019emotivit\u00e0 incontrollata e ha bisogno di essere tenuto, compresso, abbracciato, accolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">I due piani grigi e orizzontali, il soffitto e il pavimento, tengono tra di loro tutte le superfici colorate.<\/span><\/strong> Tra di loro stanno i colori distesi in pareti verticali scandite, sezionate, separate le une dalle altre da linee, da cornici di ferro nere che ne disegnano i confini. E cos\u00ec accade che la voce dell\u2019architetto si sovrapponga a quella del pittore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Ci\u00f2 che muove Maria Morganti in questo progetto \u00e8 la relazione, la sintonia, la ricerca di similitudini, uguaglianze e non differenze,<\/strong> la consapevolezza che partendo dai punti di contatto, dall\u2019aderenza con un\u2019altra esperienza possono nascere nuove congiunture. Quando il suo sistema interno converge con un sistema esterno che ha delle similitudini con ci\u00f2 che fa, si crea un cortocircuito e si agisce in un terreno comune dove pi\u00f9 soggetti possono riconoscersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quanto accaduto con la manifattura tessile Bonotto con cui Morganti \u00e8 riuscita a confrontarsi in maniera empatica.<br \/>\nLa sfida era aggiungere un nuovo \u201cstrato\u201d alla collezione della Querini e alla stesso tempo un nuovo \u201cstrato\u201d alla collezione dei tessuti Bonotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cHo immaginato di tradurre il gesto del pittore \u2013 spalmare colore ad olio sulla tela \u2013 nella pratica dell\u2019azienda Bonotto \u2013 formare il tessuto attraverso una trama e un ordito<\/strong> \u2013 e ho traslato cos\u00ec ogni singolo strato di colore in una tela colorata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla tela come supporto della pittura, alla tela come materia-colore essa stessa\u201d, afferma Maria Morganti. \u201cSe ogni singola pennellata di colore \u00e8 costituita da tantissime gra- dazioni, cos\u00ec il tessuto che ho elaborato con Giovanni Bonotto \u00e8 composto da tanti fili diversi che assieme vanno a creare un unico colore. Da lontano appaiono come gran- di campiture monocrome, ma quando ci avviciniamo capiamo che il colore \u00e8 com- posto da tantissime sfumature. Si tratta dell\u2019ingigantimento del gesto pittorico, senza mediazione, senza distanza: costringe ad un rapporto ravvicinato e diretto con il colo- re. L\u2019opera si compie nella sua interezza, quando saliamo al secondo piano e ritornia- mo di fronte al quadro nella Sala dell\u2019800 del Museo. Il cerchio si chiude, il progetto si attua nel momento in cui ricomponiamo, attraverso la nostra percezione, il processo a ritroso nel tempo. L\u2019immaginazione torna dove le cose sono nate.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">INFORMAZIONI TECNICHE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un progetto promosso da Fondazione Querini Stampalia e Bonotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di <strong>Chiara Bertola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maria Morganti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Svolgimento di un quadro<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetto per la Caffetteria di Mario Botta <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>alla Fondazione Querini Stampalia<\/strong><br \/>\n<strong>Gli Arazzi di Bonotto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>luogo<\/strong>: Fondazione Querini Stampalia<br \/>\nCampo Santa Maria Formosa, Castello 5252, Venezia<br \/>\n<strong>anteprima stampa<\/strong>: 9 maggio dalle 10 alle 13;<br \/>\nore 11.30 presentazione ufficiale del progetto, presente anche l&#8217;artista<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>orario<\/strong>: 10, 11, 12, 13, maggio 2017: 10 \u2013 20<br \/>\ndal 14 maggio 2017: 10 \u2013 19<br \/>\nchiuso il luned\u00ec<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PER INFORMAZIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fondazione Querini Stampalia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Santa Maria Formosa<br \/>\nCastello 5252, 30122 Venezia Tel. +39 041 2711411<br \/>\nFax. +39 041 2711445 www.querinistampalia.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Querini Stampalia e Bonotto in occasione della 57. 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