{"id":45244,"date":"2017-05-02T17:41:09","date_gmt":"2017-05-02T15:41:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=45244"},"modified":"2017-05-03T19:41:47","modified_gmt":"2017-05-03T17:41:47","slug":"puglia-salviamo-il-turismo-in-italia-lunica-fonte-sicura-di-denaro-per-il-futuro-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=45244","title":{"rendered":"Puglia &#8211; Salviamo il turismo in Italia; l\u2019unica fonte sicura di denaro per il futuro o NO ?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong>TAP E XYLELLA DISTRUGGERANNO UN TERRITORIO TRA I PIU\u2019 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>BELLI D\u2019ITALIA ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non avrete la pazienza di leggere tutto quanto riportato, vi suggeriamo <strong>dopo avere letto i preamboli iniziali, di leggere almeno l\u2019ultima parte, ovvero la dichiarazione di un giornalista che ha seguito il problema sin dall\u2019inizio; da Bruxelles.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Puglia, Salento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>Tap (Trans Adriatic Pipeline), gasdotto che da Kipoi (Grecia), arriver\u00e0 sulla costa incontaminata di San Foca e non lontano dalla famosa Melendugno<\/strong> (Lecce, caratterizzata da spiaggette, insenature, dune e calette, piatti isolotti e faraglioni; con presenza di grandi aree pinetate e macchia mediterranea).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-Xyllela: batterio che sta uccidendo i secolari ulivi di alcune zone della Puglia e che i POTERI FORTI (EUROPA COMPRESA) vorrebbero uccidere; per sostituirli con altri superproduttivi<\/strong> (ma forse, con minori valori nutritivi e organolettici ?) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ecco le origini del gasdotto \u201cincriminato\u201d:<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-al principio vi erano due gasdotti in competizione: il TAP (sponsorizzato da Tony Blair e voluto dall\u2019Unione Europea e USA) e il South Stream (voluto dall\u2019agenzia energetica russa Gazprom e sospeso per i problemi creati dalla situazione in Ucraina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il Tap viene definito, ufficialmente, come: progetto fondamentale per garantire la sicurezza e la diversificazione dell&#8217;approvvigionamento energetico in Europa e quindi anche di importanza strategica per l\u2019Italia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo della costruzione del Tap sarebbe, secondo i suoi costruttori, <strong>acquisire indipendenza dalle forniture di gas dalla GAZPROM: il colosso russo dei gasdotti.<\/strong> L\u2019alternativo e precedente progetto della Gazprom \u00e8 un\u2019 opera, bloccata a causa dei contrasti tra Europa e Russia per la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Tap ha la sede centrale a Baar, in Svizzera<\/strong>. Gli azionisti attuali sono: l\u2019italiana Snam (20%), l&#8217;inglese Bp (20%) l&#8217;azera Socar (20%), la belga Fluxys (19%), la spagnola Enag\u00e1s (16%) e la svizzera Axpo (5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il proprietario di questa risorsa di gas \u00e8 il <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Consorzio Shah Deniz II, che gestisce il giacimento offshore azerbaigiano<\/span> <\/strong>(i giacimenti offshore sono quelli in mare aperto), situato nel Mar Caspio a sud di Baku.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Ministero dell\u2019Ambiente, nel settembre del 2014, firm\u00f2 il decreto di compatibilit\u00e0 ambientale contro il parere negativo della Regione Puglia e del ministero dei Beni culturali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il TAP porter\u00e0 ogni anno in Europa, per 50 anni, 10 miliardi di metri cubi di gas<\/strong> (raddoppiabili in caso di nuove infrastrutture) e tariffe pi\u00f9 basse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019Italia ha un consumo di gas di circa 70 miliardi di metri cubi ogni anno,<\/span><\/strong> che proviene per quasi la sua totalit\u00e0 <strong>da Russia e Algeria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il sito del Tap promette l\u2019utilizzo di una tecnologia che: \u201c\u2026 permette di evitare lavori di scavo sulla spiaggia e la tutela di tutta la fascia costiera,<\/strong> in particolare delle praterie di posidonia in mare e della macchia mediterranea a terra. <strong>Il gasdotto sar\u00e0 sempre interrato e quindi non sar\u00e0 visibile dalla costa e per l\u2019intero percorso del tracciato\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">I promotori della TAP, in sostanza, garantiscono che l\u2019impatto su turismo e agricoltura non solo sar\u00e0 nullo<\/span><\/strong>, ma la regione Puglia ricever\u00e0 in cambio un notevole aiuto economico e di sviluppo. <strong>Ma molti pugliesi non sembrano d\u2019accordo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">PERCHE\u2019 GLI AMBIENTALISTI SONO CONTRO?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi tutto per <strong><span style=\"color: #ff0000;\">la salvaguardia della posidonia oceanica<\/span> <\/strong>(importante alga per la difesa delle coste dall&#8217;erosione e controllo dell\u2019ecosistema).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo motivo:<br \/>\n&#8211;<span style=\"color: #ff0000;\">l<\/span><strong><span style=\"color: #ff0000;\">a salute dei cittadini nella zona terminale di ricezione del gas<\/span>, tra i comuni di Vernole e Meledugno<\/strong> (dove si dovrebbe agire tecnicamente per \u201cfrenare\u201d la velocit\u00e0 del gas); con conseguenti dispersioni di velenosi cancerogeni nell\u2019ambiente. L\u2019introduzione della direttiva di Seveso, salvaguarderebbe la salute dei cittadini e l&#8217;ambiente da possibili rischi industriali (perdite, inquinamento e altro ancora) e di conseguenza impedirebbe la realizzazione finale del gasdotto. Questa ultima richiesta non ha avuto risposta da parte del Ministero dell\u2019Ambiente perch\u00e9 il gas non viene n\u00e9 manipolato, n\u00e9 stoccato, ma solo depressurizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione in rivolta per difendere gli ulivi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-gli abitanti della zona e molti altri, hanno manifestato per salvare i 215 ulivi secolari che dovrebbero essere rimossi, ma sarebbero ripiantati nel medesimo luogo<\/strong>.<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> Questi ulivi impediscono la partenza dei lavori della tratta italiana del gasdotto Tap.<\/span><\/strong> I comitati di protesta bloccano la rimozione degli alberi dal comune di Melendugno, in provincia di Lecce. <strong>Ovviamente, non sarebbero solo 215 gli ultimi da rimuovere per l\u2019intero tracciato, ma alcuni dicono migliaia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">:::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Cerchiamo di riportare i fatti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019E\u2019 UNA RELAZIONE TRA TAP E XYLELLA ?<\/strong><br \/>\nOvviamente <strong>i pareri sono discordanti.<\/strong> Noi riportiamo alcune opinioni. Al lettore la sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sostengono che <strong><span style=\"color: #ff0000;\">per realizzare il tracciato del gasdotto si dovranno estirpare migliaia di ulivi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa estirpazione, richiederebbe autorizzazioni complicate, in contrasto con gli interessi e i tempi del business internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Potrebbe essere proprio la Xylella ad aiutare a superare ogni autorizzazione, lasciando campo libero al TAP ?<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Xylella<\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>COSA E\u2019 LA XILELLA &#8211; COSA FA AMMALARE GLI ULIVI ?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il batterio si chiama Xylella ed \u00e8 un insetto, la \u201c sputacchina \u201d, che trasporta il batterio che infetta gli ulivi della Puglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Philenus spumarius, \u00e8 il nome dell\u2019insetto chiamato localmente \u201csputacchina\u201d, responsabile principale del trasporto e della diffusione del batterio Xylella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">COSA DICONO GLI SCIENZIATI ?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dallo studio pubblicato il 6 marzo su \u201c Scientific Reports \u201d, di Giovanni Strona e Pieter Beck del Joint Research Centre della Commissione Europea (sede a Ispra-Varese), in collaborazione con Corrie Jacobien Carstens, matematica dell\u2019Universit\u00e0 di Melbourne; Australia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conclusioni: \u201c <strong>Per quanto ormai sia assodato che non \u00e8 pi\u00f9 possibile eliminare il batterio dal territorio e che, in qualche modo, bisogner\u00e0 trovare il modo di conviverci, \u00e8 \u201cindispensabile evitare che il batterio si diffonda ad altre regioni italiane o a Paesi del Mediterraneo<\/strong>\u201d e studi come questo possono essere uno strumento utile per \u201cper chiarire le opportunit\u00e0, le sfide e le priorit\u00e0 per le azioni di contenimento \u201d. Da Le scienze: http:\/\/www.lescienze.it\/news\/2017\/03\/10\/news\/xylella_nuovo_modello_paesaggio_puglia-3453787\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">QUALI SONO GLI ESPERIMENTI CHE SEMBRANO RIUSCIRE MEGLIO:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche se: alcuni agricoltori non sono interessati a curare gli alberi malati, perch\u00e9 preferiscono SOSTITUIRE LE PIANTA AMMALATE CON CULTIVAR \u201c RESISTENTI \u201d; CHE BEN SI ADATTANO ALLA CULTURA INTENSIVA E SUPERINTENSIVA<\/strong> \u2026 ma la qualit\u00e0 dell\u2019olio con queste nuove culture??? Anche la frutta californiana era pi\u00f9 resistente, bella e grande di quella europea, ma senza sapore e con principi attivi DILUITI ! Oggi abbiamo questo tipo di frutta anche in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando agli ulivi. <strong>Moltissime sono le soluzioni proposte, dalle pi\u00f9 diverse fonti anche autorevoli<\/strong>, per guarire gli alberi di ulivo ammalati, ma una sembra pi\u00f9 semplice e sicura di altre:<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">endoterapia<\/span><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Cura di zinco e rame \u00abUn farmaco israeliano per contrastare la Xylella\u00bb: da La Gazzetta del mezzogiorno.it<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Gli alberi cos\u00ec curati da due anni, a oggi 2017, mostrano evidenti segni di ripresa vegetativa e produttiva.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da: http:\/\/www.tagpress.it\/ambiente\/ulivi-positivo-a-xylella-rinascono-grazie-alla-cura-scortichini-20160412<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12 aprie 2016<br \/>\n\u201c <strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019endoterapia consiste in una leggera e mirata potatura unita alla somministrazione\u00a0di un prodotto brevettato\u00a0in Israele\u00a0a\u00a0base di zinco, rame e acido citrico,\u00a0utilizzabile anche in agricoltura biologica.\u00a0<\/span><\/strong>Questo prodotto \u00e8 stato sottoposto su 110 alberi d\u2019ulivo compresi nei territori di Veglie, Galatina e Galatone e colpiti da\u00a0CoDiRO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha reso noto il progresso della terapia e gli ottimi risultati.<\/strong> Prima di affermare con certezza di avere la cura contro il CoDiRO occorrer\u00e0 aspettare un altro anno. Ma intanto tutti gli alberi sottoposti a trattamento hanno dimostrato chiari segni di miglioramento\u2026 \u201d.<br \/>\n::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">A circa un anno di distanza, dall\u2019inizio della sperimentazione:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c \u2026<strong> La loro sopravvivenza starebbe dimostrando che l\u2019abbattimento degli alberi malati non rappresenta la soluzione e che gli ulivi possono sopravvivere all\u2019attacco dei patogeni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 proprio il professor Scortichini ad affermare che le evidenze finora disponibili dimostrano che si pu\u00f2 convivere con la malattia evitando i tagli. \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre per\u00f2 trattare adeguatamente queste piante e aiutarle con il ripristino delle buone pratiche agricole, con recupero fertilit\u00e0 del suolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sperimentazione \u00e8 iniziata due anni fa e al momento manca l\u2019ufficialit\u00e0 sull\u2019efficacia di questa cura. Per questo occorrer\u00e0 attendere qualche mese. <strong>Ma gli alberi mostrano evidenti segni di ripresa vegetativa e produttiva.<\/strong><br \/>\n<strong>La cura Scortichini non \u00e8 per\u00f2 l\u2019unica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 24 gennaio 2017, a Nociglia, sono stati presentati i risultati preliminari della cura sperimentale con\u00a0Micosat F\u00ae Olivo, un brevetto della\u00a0CCS-Aosta), condotta su\u00a0alberi di olivo\u00a0affetti da\u00a0disseccamento,\u00a0presumibilmente\u00a0infetti da Xylella fastidiosa.<br \/>\nIl\u00a0progetto, denominato Bi.C.C. \u2013 Bio-Contrasto al CoDiro, si basa sull\u2019agricoltura simbiotica ed in particolare sull\u2019impiego delle micorrize, ossia delle relazione simbiotiche tra microorganismi e la pianta, dove i primi difendono la seconda dall\u2019attacco di insetti e altri microorganismi nocivi.<br \/>\nSono 41 le aziende coinvolte in 23 Comuni della provincia di Lecce.\u00a0Anche qui i risultati sono molto incoraggianti.<br \/>\nDa: http:\/\/www.tagpress.it\/ambiente\/xylella-codiro-le-cure-promettono-bene-ce-preferisce-reimpianto-20170127<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">:::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Dice la stampa:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c Continua ad avanzare il batterio Xylella fastidiosa in Puglia: dalla provincia di Lecce si sta spostando nel Brindisino. Ad Oria, in pochi mesi si \u00e8 passati da un piccolo focolaio ad un problema preoccupante. \u201d.<br \/>\n\u201c La mancata attuazione del piano Siletti &#8211; che prevedeva l&#8217;estirpazione di oltre tremila piante infette per abbassare il livello dell&#8217;inoculo presente nelle campagne pugliesi &#8211; \u00e8 stata la causa principale [del problema diffusione Xylella]\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frasi tra virgolette da: http:\/\/www.italiafruit.net\/DettaglioNews\/39258\/lapprofondimento\/xylella-avanza-allarme-in-puglia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">COME SI EVITA, UFFICIALMENTE, LA DIFFUSIONE DELLA XILELLA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dipartimento Agricoltura, Sezione Osservatorio Fitosanitario: \u201c Dalla prima decade di\u00a0 marzo al 30 aprile sono obbligatori gli interventi di lotta agli stadi giovanili del vettore della xylella (sputacchina) nella zona infetta, di contenimento e cuscinetto. \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026 <strong>controllo meccanico degli stadi giovanili del vettore \u00e8 obbligatorio nei terreni agricoli, extra-agricoli, aree urbane sia privati che pubblici, attraverso lavorazioni superficiali del terreno o trinciatura e successivo interramento della vegetazione spontanea.<\/strong> \u201d.<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">OVVERO: tenere puliti i terreno sotto gli ulivi,<\/span><\/strong> dove si annida l\u2019insetto portatore della Xylella; un lavoro che pu\u00f2 essere molto costoso su terreni sconnessi e sassosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza sta studiando anche molte altre soluzioni; alcune sono gi\u00e0 date come praticamente gi\u00e0 utilizzabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">:::::::::::::::::::<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">QUELLO CHE DICONO I CONTRARI ALLA TAP:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione del TAP, contrariamente al South Stream russo che sarebbe passato tutto via terra, prevede la posa in opera di tubi sotto l&#8217;Adriatico e l&#8217;arrivo in Puglia, sotto numerosi terreni agricoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo le lamentele degli agricoltori pugliesi per il prospettato spostamento degli ulivi per i lavori del gasdotto:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8211; si diffonde, nello medesimo anno, un nuovo batterio: la Xylella fastidiosa,<\/strong> che contamina un&#8217;ampia zona di uliveti nella parte sud della Puglia.<br \/>\n&#8211;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Per frenare il contagio, l\u2019Unione Europea, ordina il totale abbattimento delle piante infette,<\/span><\/strong> nella medesima zona dove si prevede il passaggio del gasdotto TAP (parte sud della Puglia).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">:::::::::::::::::<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Conclusione<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">L\u2019OPINIONE di un professionista che segue il problema dall\u2019inizio:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-scrive il giornalista italiano, che lavora a Bruxelles, Lorenzo Consoli, e ha seguito dal primo momento la questione dell\u2019infezione Xylella:<br \/>\n\u201c \u2026<strong>nella vicenda Xylella ci sono cos\u00ec tanti punti oscuri, ambiguit\u00e0 e interessi inconfessati\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero difficile non credere che qualcuno abbia effettivamente, se non creato l\u2019emergenza con azioni proditorie (la diffusione deliberata di agenti fitopatogeni), <strong><span style=\"color: #ff0000;\">almeno cercato di trarre vantaggio dalla situazione, drammatizzandola, quando poteva invece essere gestita in modo da minimizzare il danno e trovare soluzioni efficaci<\/span><\/strong>\u2026 Non credo, ad esempio, alla teoria delle piante Ogm gi\u00e0 pronte per sostituire i nostri ulivi, un complotto dietro cui ci sarebbero Monsanto e altre oscure forze basate in Israele\u2026 Questo <strong>non vuol dire che Monsanto non c\u2019entri nulla: il suo erbicida Roundup (il famigerato Glifosato) \u00e8 uno dei pesticidi di cui \u00e8 previsto un uso massiccio nel piano contro la Xylella per pulire i campi dalle erbe in cui si annida la Sputacchina<\/strong>, vettore del batterio. <strong>Qualche interesse, tutto da provare, la multinazionale americana o i suoi agenti locali potrebbero anche averlo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo neanche alla teoria che lega la Xyella al gasdotto che dovrebbe passare per il Salento: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">un gasdotto \u00e8 solo un tubo di circa un metro di diametro, non vedo sfracelli agricoli, turistici e ambientali legati a questo progetto, anche se \u00e8 scandaloso che lo si voglia far arrivare a San Foca\u2026<\/span> Si pu\u00f2 discutere, invece, degli altri interessi che sono venuti fuori in modo pi\u00f9 o meno esplicito<\/strong> durante la vicenda: innanzi tutto gli ulivicoltori \u2013 a volte poveracci, a volte figli di vecchi latifondisti che sono molto meno legati dei padri alla terra, all\u2019agricoltura e alle tradizioni \u2013 che <strong><span style=\"color: #ff0000;\">preferiscono avere i soldi pubblici del cosiddetto \u201cristoro\u201d per l\u2019espianto, pochi maledetti e subito, piuttosto che salvare i loro alberi<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi gli interessi di chi non vede l\u2019ora di radere al suolo gli ulivi per fare speculazione edilizia e impianti turistici<\/strong> (edifici e villaggi, discoteche, campi da golf, o anche strade) o impianti fotovoltaici (che per\u00f2 sono ormai vietati sui terreni agricoli, che io sappia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 certamente <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sospetta l\u2019insistenza di certi esponenti di organizzazioni agricole nel promuovere gli impianti \u201cinnovativi\u201d (paroletta magica) di uliveti intensivi ad alto rendimento:<\/span> sostituirebbero i nostri patriarchi che, poverini, producono troppo poco e sono visti come un peso del passato di cui bisognerebbe sbarazzarsi al pi\u00f9 presto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c\u2019\u00e8 una cosa che mi ha sempre lasciato perplesso pi\u00f9 di ogni altra considerazione, da quando mi occupo di questa vicenda: <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il fatto che i ricercatori \u201cufficiali\u201d<\/span> di Bari, Valenzano e Locorotondo \u2013 quelli che hanno scoperto la Xylellla e si stanno sbattendo da anni per trovare le prove scientifiche della sua patogenicit\u00e0 e del legame causa-effetto fra la sua presenza e la sindrome del disseccamento rapido degli ulivi, senza ancora riuscire a farlo in modo convincente e definitivo \u2013 siano cos\u00ec apodittici, determinati e sicuri nelle loro conclusioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Conclusioni secondo cui: 1) gli alberi in cui c\u2019\u00e8 la Xylella sono irrimediabilmente condannati a morire<\/span> perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 modo di resistere al batterio;<\/strong> 2) diverse migliaia di ulivi (se non decine di migliaia) dovranno comunque essere estirpati e distrutti per eradicare il batterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Questa troppa fretta nel condannare\u00a0 a morte alberi plurisecolari, che bisognerebbe salvare e curare prima di tutto, non mi convince.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E non convince, visibilmente, neanche i magistrati inquirenti di Lecce, che stanno indagando. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro delle indagini ci sono proprio i ricercatori e gli amministratori coinvolti nelle decisioni che hanno portato al Piano Silletti. Un piano che \u00e8 la risposta logica e conseguente a quelle conclusioni poco convincenti dei ricercatori, dopo che sono state trasmesse all\u2019Ue (Efsa, Commissione, Comitato fitosanitario permanente) e dall\u2019Ue accettate e legittimate.<br \/>\nSono giunto alla fine. Per i miei pochi lettori che hanno avuto la pazienza di arrivare fin qui, concludo con un dubbio, un sospetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una domanda che non ha (ancora) risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I ricercatori<\/strong> cercano prove, dovrebbero cercare la verit\u00e0 e spesso lo fanno onestamente e obiettivamente, per quanto \u00e8 possibile. Ma a volte si innamorano delle proprie teorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">A volte hanno interesse a promuovere dei progetti di ricerca che promettono finanziamenti e successo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo pu\u00f2 portarli molto lontano dalla ricerca disinteressata della verit\u00e0 e dall\u2019azione a favore dell\u2019interesse pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ad esempio, questo progetto sulle nanoparticelle \u201cper fermare la peste degli ulivi\u201d che ruolo ha svolto nella vicenda Xylella? \u201d.<\/strong><br \/>\nDA: http:\/\/www.eunews.it\/2015\/12\/22\/vicenda-xylella-tra-punti-oscuri-ambiguita-interessi-inconfessati\/47376<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0TAP E XYLELLA DISTRUGGERANNO UN TERRITORIO TRA I PIU\u2019 BELLI D\u2019ITALIA ? 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