{"id":4530,"date":"2016-07-09T18:00:18","date_gmt":"2016-07-09T16:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=4530"},"modified":"2016-07-10T21:20:08","modified_gmt":"2016-07-10T19:20:08","slug":"clima-e-suoi-cambiamenti-studiosi-al-polo-sud-e-alle-isole-svalbard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=4530","title":{"rendered":"CLIMA  E SUOI CAMBIAMENTI. STUDIOSI AL POLO SUD E ALLE ISOLE SVALBARD."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">COSA ABBIAMO FATTO NEGLI ULTIMI ANNI ??<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ABBIAMO AUMENTATO LE NOSTRE &#8220;CAPACITA&#8217; DI INQUINAMENTO&#8221; SENZA RISOLVERE QUASI NESSUNO DEI PROBLEMI EVIDENZIATI DAGLI SCIENZIATI&#8230;.!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Tobago-mare-G-GOPR0294.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-5908\" src=\"http:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Tobago-mare-G-GOPR0294.jpg\" alt=\"DCIM100GOPRO\" width=\"450\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Tobago-mare-G-GOPR0294.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Tobago-mare-G-GOPR0294-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Tobago-mare-G-GOPR0294-399x300.jpg 399w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Tobago, dove 21 anni fa esisteva una barriera corallina ben viva e colorata, oggi tutto \u00e8 distrutto: inquinamento, turismo sconsiderato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Foto di Grazia Seregni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volgiamo ringraziare tutti gli scienziati del centro ENEA e del CNR che ci hanno aiutato nell\u2019affrontare un argomento tanto complesso ed importante per il futuro dell\u2019uomo. In particolare un grazie ai dottori: Federica G. Pannacciulli, Silvia Cocito, Meloni e Carlo Papucci .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per dare una risposta seria e scientifica ai nostri lettori,<\/strong> siamo andati a Levanto presso il Centro Ricerche Ambiente Marino dell\u2019ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, l\u2019Energia e l\u2019Ambiente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A Levanto tecnici e ricercatori lavorano interdisciplinarmente,<\/strong> caso unico in Italia, per affrontare i problemi del mare da ogni punto di vista. Al centro, nato come laboratorio per lo studio della contaminazione radioattiva del mare, sono presenti: biologi, chimici, informatici, fisici ed altri specialisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-Tra le tante branche della scienza che studia il mare una delle pi\u00f9 recenti \u00e8 certamente l\u2019ecologia-molecolare, disciplina nata da soli dieci anni, che risponde a domande di ecologia utilizzando dei marker genetici.<\/strong> A questo proposito al centro ENEA di Levanto (Santa Teresa) si sta studiando come risolvere il problema dei cirripedi che si attaccano alla chiglia delle navi diminuendone enormemente la velocit\u00e0, con conseguenze di costi di manutenzione enormi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-I vari studiosi oggi sono in contatto con altri laboratori europei e <strong>si occupano anche di radioattivit\u00e0 nell\u2019Artico<\/strong>. Inoltre il dott. Roberto Meloni con altri colleghi, ogni anno si reca nella<strong> base Antartica<\/strong> italiana dove, tra l\u2019altro,<strong> si controllano le grandi correnti che determinano il clima anche alle latitudini opposte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0-Il cambiamento in atto \u00a0potrebbe indicare un aumento di temperature del mare, da uno a tre gradi nei prossimi cinquanta anni,<\/strong>\u00a0e\u00a0 l\u2019innalzamento consistente delle acque; a meno che la natura o l&#8217;uomo non intervengano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le attuali fluttuazioni termiche si discostano dal trend del passato<\/strong> e questo potrebbe dimostrare un\u2019influenza anche delle attuali pi\u00f9 alte temperature dei mari e del clima;\u00a0 dopo aver preso in considerazione anche un trend legato alle macchie solari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>In ogni caso vi \u00e8 un trend, negli ultimi cinquanta anni, a vantaggio delle specie temperate rispetto alle boreali e questo \u00e8 un innegabile segno di CAMBIAMENTO CLIMATICO.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema pi\u00f9 complesso che gli scienziati\u00a0 devono affrontare, riguardo al clima,<strong> \u00e8\u00a0 stabilire quanto ci sia di ciclico e quanto di definitivo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>La diversa interpretazione dei dati a disposizione degli scienziati spiega le differenti, ed a volte contrastanti, opinioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un fatto incontestabile che dal\u00a0\u201999 si sia registrato un anomalo riscaldamento nel mar ligure (Italia) e nel sud della Francia con conseguenti morie di gorgonie, spugne ed altri invertebrati molto sensibili alle variazioni ambientali. A detta degli studiosi <strong>il legnale pi\u00f9 inquietante \u00e8 che queste variazioni di temperatura sono riscontrabili anche in profondit\u00e0 e per un tempo anormalmente lungo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso va anche precisato che non si pu\u00f2 affermare categoricamente che la temperatura sia stata determinate in questa moria, ma <strong>potrebbe, per esempio, avere favorito la proliferazione di agenti patogeni ( alghe tossiche, virus, batteri\u2026) che vengono moltiplicati dalle temperature pi\u00f9 alte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-Non dobbiamo dimenticare che nel \u201998, il passaggio del famoso \u201cNi\u00f1o\u201d, l\u2019importantissima corrente che proviene dalle coste del sud-America e DETERMINATE PER UN EVENTUALE CATASTROFICO CAMBIAMENTO CLIMATICO, aveva ucciso, nell\u2019Oceano Indiano (Maldive), tutte le madrepore della barriera corallina sino ad una\u00a0 profondit\u00e0 DI 15 METRI,<\/strong> senza la possibilit\u00e0 di conoscere quando potr\u00e0 tornare come prima, anche se non mancano piccolissimi segni di ripresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Comunque la crescita delle madrepore (dette volgarmente corallo) necessita di centinaia di anni per essere consistente.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo riguardo la dott.ssa Pannacciulli ha precisato:\u00a0 \u201c<strong>La teoria che hanno sostenuto, per anni, gli USA \u00e8 che i costi per l\u2019osservanza delle regole stabilite a Kyoto, per il contenimento dell\u2019inquinamento, siano troppo elevati rispetto alla attuale non certezza che questi ultimi cambiamenti climatici siano proprio dovuti ad un reale mutamento climatico. Purtroppo tra gli stessi scienziati vi \u00e8 una notevole contrapposizione di vedute sull\u2019argomento.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OGGI OBAMA E&#8217; RIUSCITO A STRAPPARE UN ACCORDO, SUL CONTROLLO DELLE EMISSIONI DANNOSE, ALLA CINA; SPERIAMO CHE VENGA CONFERMATO DAI DATI FUTURI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ci consola sapere che negli ultimi anni anche negli USA si comincia, lentamente, a prendere pi\u00f9 coscienza del cambiamento climatico<\/strong> in atto, ma esiste sempre uno zoccolo duro che continua a sostenere lo status quo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 in ogni caso incontestabile che la storia geologica ci mostra grandi cambiamenti anche quando non vi era alcun &#8220;effetto inquinante\u201d, MA TUTTO AVVENIVA CON UNA LENTEZZA CHE SI DIFFERENZIA ENORMEMENTE DALLA SITUAZIONE ATTUALE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-Questo non deve distoglierci dal fatto che <strong>mai nella storia del pianeta la popolazione \u00e8 stata tanto numerosa, distruttiva nei confronti della natura e pericolosamente inquinante (vedi concimi chimici, distruzione delle foreste vergini a ritmi vertiginosi, radioattivit\u00e0, inquinamenti dovuti alle varie estrazioni di minerali di vario genere, rifiuti di plastiche varie\u2026).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo accennato sopra, la complessit\u00e0 e la necessaria ampiezza di questo genere di studi ha portato, e porta tutt\u2019oggi, alcuni dei nostri ricercatori anche ai punti pi\u00f9 estremi del globo, grazie alla base permanente che l\u2019Italia ha in Antartide e alle spedizioni scientifiche in Artide ed alle isole Svalbard in particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel XXI secolo dal centro ENEA di Levanto parte, ogni anno, una missione scientifica che dispone in Antartide, oltre alla base italiana, anche di una nave attrezzata per i necessari rilevamenti scientifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua posizione e le sue caratteristiche fisiche fanno del Polo Sud\u00a0 un luogo privilegiato per l\u2019approfondimento di ricerche scientifiche in vari settori: l\u2019inquinamento<\/strong>, lo studio delle correnti che determinano il clima su tutta la Terra, oltre alle ricerche cosmologiche ed esperimenti spaziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>AL POLO SUD: Atlantico, Pacifico ed Indiano raggiungono le latitudini pi\u00f9 meridionali e si fondono in un\u2019unica massa d\u2019acqua,\u00a0 l\u2019Oceano Australe, l\u2019unico oceano la cui estensione, sia ad est che ad ovest, non \u00e8 limitata da masse di terra continentale. Ne consegue che la corrente circumpolare permette un progressivo scambio di calore, di sostanze nutritive, di ossigeno ed anidride carbonica con i tre grandi oceani<\/strong> con i quali viene a contatto. Gli studi relativi alle correnti ed allo scambio di calore sono di fondamentale importanza per la conoscenza e la determinazione dei cambiamenti climatici sino al Polo Nord poich\u00e9 \u00e8 qui che si formano le grandi correnti che determinano il clima del globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La variet\u00e0 di vegetali\u00a0 e microrganismi alla base della catena alimentare, \u00e8 favorita dalle basse temperature dell\u2019Oceano Australe che aumentano la solubilit\u00e0 dell\u2019anidride carbonica e dell\u2019ossigeno nell\u2019acqua e<\/strong> ne facilitano il loro utilizzo da parte dei vegetali per la fotosintesi e degli animali marini per la respirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-Agli antipodi, ed in particolare alle isole Svalbard (800 Km. dal Polo Nord), gli scienziati controllano il punto di formazione delle cos\u00ec dette acque dense (perch\u00e9 qui trovano il freddo e sprofondano) responsabili del ricambio delle acque nell\u2019Atlantico e causa della formazione dell\u2019importante Corrente del Golfo. Gli scienziati definiscono questo punto \u201cmotore attivo\u201d<\/strong> in quanto determinate per la corrente oceanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019 altra importante motivazione che spinge<strong> scienziati di tutto il mondo alle Svalbard \u00e8 l\u2019inquinamento radioattivo<\/strong>. Nella penisola di Kola sono presenti e continuamente monitorati: otto sommergibili con reattore nucleare, 240 sommergibili dismessi\u00a0 e mantenuti a cielo aperto (tutti appartenenti all\u2019ex-Unione Sovietica; secondo fonti NATO).<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha realizzato due programmi per lo studio dei processi di inquinamento nel lungo periodo. <strong>Il rilascio massimo di radioattivit\u00e0, per i reattori nucleari, \u00e8 previsto per il 2050<\/strong> e non dovrebbe essere pericoloso a livello mondiale in quanto il mare ha pi\u00f9 resistenza dell\u2019aria ai processi di conservazione dell\u2019inquinante rispetto all\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dott. Carlo Papucci, dell\u2019ENEA, <strong>ci ha spiegato che i rifiuti radioattivi in mare sono inertizzati e trattati, a differenza di quelli che si trovano nell\u2019aria che si spostano a grande velocit\u00e0. Quindi la dispersione in mare \u00e8 molto lenta,<\/strong> nonostante ci\u00f2 sono state prese diverse misure di protezione, come l\u2019isolamento con plastica dura dei reattori (furfurolo). Il mare smorza, in ogni caso, la dispersione di radioattivit\u00e0, mentre, come si diceva sopra, l\u2019aria la trasmette velocemente e direttamente. A questo proposito il dott. Papucci precisa che: \u201cI tassi di radioattivit\u00e0 in questo mare sono molto bassi, ma utili per le valutazioni scientifiche.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">-Lo scopo dei nostri studi \u00e8 quello di\u00a0<span style=\"color: #0000ff;\">lavorare per i nostri figli e nipoti,<\/span>\u00a0qui cerchiamo di mettere a punto<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">previsioni e modelli che permetteranno ai governi di intervenire in tempo in caso di futuri rilasci di<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\">radioattivit\u00e0\u201d.<\/h3>\n<p><b>Informazioni turistiche sulle isole Svalbard:<\/b><\/p>\n<p><b>Ente Norvegese per il Turismo, C.so XXII Marzo 4, 20135 Milano; tel. 02. 55 19 48 87;\u00a0<\/b><a href=\"http:\/\/www.norvegia.org\/\"><b>www.norvegia.org<\/b><\/a><b>\u00a0 ;\u00a0<\/b><a href=\"mailto:italy@ntr.no\"><b>italy@ntr.no<\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.svalbard.com\/\"><b>www.svalbard.com<\/b><\/a><b>\u00a0\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Sito della guida artica Stefano Poli:\u00a0<a href=\"http:\/\/Informazioni turistiche sulle isole Svalbard:  Ente Norvegese per il Turismo, C.so XXII Marzo 4, 20135 Milano; tel. 02. 55 19 48 87; www.norvegia.org  ; italy@ntr.no  www.svalbard.com  ; sito della guida artica Stefano Poli: www.poliactici.com\">www.poliactici.com<\/a><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Isole SVALBARD anche una meta turistica.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con un volo diretto oltre visitare la fauna e la flora locali si gode di un clima mitigato dalla Corrente del Golfo, che permette in estate un clima non diverso da Livigno, sulle nostre Alpi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>Infatti nella stagione estiva la media \u00e8 di 5 gradi<\/strong>, ma arriva anche a 18-20! Mentre in inverno si abbassa a \u201315, ma raggiunge anche i \u201356. Scoperte dall\u2019olandese Willem Barents, queste isole furono la base stagionale per i cacciatori di balene e pellicce, sino a che nel 1899 vi si individuarono ricche miniere di carbone, ancora estratto a Bartentsburg, localit\u00e0 abitata solo dai russi. In localit\u00e0 Kongsfjiord (Baia dei Re), dal 1968 centro scientifico internazionale, sorge anche la base del CNR \u201cDirigibile Italia\u201d, cos\u00ec denominata in memoria della sfortunatissima spedizione in dirigibile da parte di Umberto Nobile, che nel 1928 part\u00ec da qui nel tentativo di raggiungere il Polo Nord.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSA ABBIAMO FATTO NEGLI ULTIMI ANNI ?? ABBIAMO AUMENTATO LE NOSTRE &#8220;CAPACITA&#8217; DI INQUINAMENTO&#8221; SENZA RISOLVERE QUASI NESSUNO DEI PROBLEMI EVIDENZIATI DAGLI SCIENZIATI&#8230;.! Tobago, dove<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19799,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,61,327,64],"tags":[1735,1745,1736,148,1743,1731,1734,1730,973,1738,1729,1732,1733,1744,1737,1739,1742,1740,1741],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4530"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4530"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24961,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4530\/revisions\/24961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}