{"id":46018,"date":"2017-05-22T18:28:32","date_gmt":"2017-05-22T16:28:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=46018"},"modified":"2017-05-24T19:32:28","modified_gmt":"2017-05-24T17:32:28","slug":"la-bellezza-italiana-vale-il-165-del-pil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=46018","title":{"rendered":"LA \u201cBELLEZZA ITALIANA\u201d VALE  IL 16,5% DEL PIL"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">ECONOMIA: LA \u201cBELLEZZA ITALIANA\u201d VALE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL 16,5% DEL PIL E PU\u00d2 ANCORA CRESCERE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Beni di consumo, tecnologie d\u2019ingegno, creativit\u00e0 e turismo valgono 240 miliardi di euro. Il margine di crescita potenziale \u00e8 di ulteriori 130 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio della Fondazione Italia Patria della Bellezza, in collaborazione con Prometeia, per la prima volta definisce la Bellezza come una dimensione concreta e misurabile della nostra economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; In Italia \u201cl\u2019economia della bellezza\u201d vale 240 miliardi di euro, equivalenti al 16,5% del nostro prodotto interno lordo annuo. Una cifra importante che potrebbe crescere ulteriormente di circa 130 miliardi di euro se le aziende italiane raggiungessero le prestazioni delle migliori aziende europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo rivela una ricerca di Fondazione Italia Patria della Bellezza, realizzata in collaborazione con Prometeia e presentata a Milano presso la sede di Assolombarda, con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL\u2019impegno della nostra Fondazione \u2013 e l\u2019obiettivo di questo studio &#8211; \u00e8 dimostrare che la Bellezza del nostro Paese non \u00e8 un valore effimero, ma una risorsa solida e strategica su cui costruire crescita, sviluppo e benessere: in una parola futuro. Questa ricerca trasforma per la prima volta la bellezza in una dimensione concreta e misurabile, ne valuta la forza e la definisce quale nuova categoria economica in grado di contribuire in modo significativo al PIL del Paese.\u201d <\/em>Afferma <strong>Maurizio di Robilant<\/strong>, presidente della <strong>Fondazione Italia Patria della Bellezza<\/strong>, committente della ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">QUANTO VALE LA BELLEZZA ITALIANA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima fase dell\u2019indagine si \u00e8 concentrata sull\u2019individuazione di quelle variabili che fanno della Bellezza una dimensione economica misurabile, identificando nello specifico i comparti produttivi che la sostanziano e il valore da questi generato. Beni di consumo di qualit\u00e0; beni tecnologici di ingegno; industria creativa e turismo sono i protagonisti di questa nuova categoria del PIL. Vista la specificit\u00e0 strutturale di ogni comparto, per ciascuno \u00e8 stato definito un criterio ad hoc che ha consentito di isolare, settore per settore, la produzione a maggior valore aggiunto. Nel caso specifico del turismo si \u00e8 considerato l\u2019intero flusso del leisure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comparto dei <strong>beni di consumo di qualit\u00e0<\/strong>, che include categorie come moda, alimentari e sistema casa, vale 44 miliardi di euro. Il settore dei <strong>beni tecnologici di ingegno<\/strong> (es. elettronica, meccanica, mezzi di trasporto) produce ricchezza per un valore pari a 32 miliardi. Si rivela notevole il contributo dell\u2019<strong>industria creativa<\/strong> (es. design, editoria, musei spettacoli) con 61 miliardi. Infine, il comparto del <strong>turismo<\/strong> produce bellezza per 39 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concorrono, inoltre, al calcolo del valore economico della bellezza due fattori influenti il cui potenziamento incide in modo rilevante sui comparti produttivi citati: <strong>investimenti pubblici<\/strong>, con una quota stimata in 60 miliardi, insieme a \u201c<strong>altruismo e mecenatismo<\/strong>\u201d che, con le attivit\u00e0 di volontariato e le donazioni, generano un valore pari a 3 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">QUAL \u00c8 IL POTENZIALE DI SVILUPPO DELLA BELLEZZA ITALIANA?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo da questi dati, una seconda fase dello studio ha voluto fornire un\u2019idea del potenziale di sviluppo dell\u2019economia della bellezza confrontando il nostro Paese con le migliori esperienze europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due gli scenari di crescita disegnati dall\u2019indagine<\/strong>: la prima \u00e8 un\u2019ipotesi di crescita <strong>coraggiosa<\/strong>, in cui tutte <em>le imprese del settore si allineano alle migliori aziende italiane<\/em>; la seconda \u00e8 un\u2019ipotesi di crescita ancora maggiore, che abbiamo definito <strong>ambiziosa<\/strong> ma comunque verosimile, in cui tutte l<em>e aziende italiane di ciascun settore raggiungono le prestazioni delle migliori aziende europee<\/em>. L\u2019analisi condotta ha portato a stimare il <strong>potenziale di crescita tra i 52 miliardi nel primo scenario e i 130 miliardi di euro nel secondo<\/strong>, arrivando dunque a un valore totale stimato tra i 292 e i 370 miliardi: rispettivamente il 19,5% e il 25,4% del PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista metodologico per ciascun comparto si \u00e8 inizialmente individuato il Paese benchmark, analizzandone i punti di forza. Isolate le azioni chiave che hanno determinato il successo del Paese modello, \u00e8 stata dunque valutata la compatibilit\u00e0 di tali misure con il nostro sistema-Paese e individuate le azioni possibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nel dettaglio dei singoli comparti, per quanto riguarda i <strong>beni di consumo di qualit\u00e0<\/strong> si rileva un potenziale di crescita <strong>tra i 4,6 e i 7,5 miliardi<\/strong>. Seguendo l\u2019esempio della Francia, tra le azioni da intraprendere appaiono fondamentali uno <em>sviluppo significativo dell\u2019e-commerce e la diffusione di una maggiore cultura del brand, sia a livello di singola impresa sia a livello Paese. \u00c8 auspicabile, inoltre, l\u2019istituzione di una trading company nazionale che favorisca l\u2019accesso ai mercati esteri delle piccole e medie imprese italiane di qualit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Altissimo il margine di crescita per i <strong>beni tecnologici (20\/61 miliardi)<\/strong>, complice una certa arretratezza del Paese in questo campo. <em>Una maggior qualificazione dei percorsi tecnico-scientifici e la promozione di una cultura politecnica, la riorganizzazione del sistema dei centri di ricerca pubblici in favore della loro concentrazione in hub di eccellenza specializzati e un potenziamento degli strumenti di fintech e degli incentivi ai brevetti<\/em>, avvicinerebbero l\u2019Italia al modello tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ampia crescita possibile anche per l\u2019<strong>industria creativa<\/strong>, dove azioni ispirate al modello britannico come la <em>digitalizzazione dei mestieri creativi, la creazione di hub multidisciplinari della creativit\u00e0 e la costruzione di un sistema di rating per la valutazione delle idee e dei business plan delle giovani imprese<\/em>, porterebbe al comparto <strong>tra i 15 e i 42 miliardi in pi\u00f9<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo chiave nella crescita dell\u2019Italia lo gioca, infine, il<strong> turismo<\/strong>. La valorizzazione delle bellezze nascoste del nostro Paese con lo <em>sviluppo di percorsi turistici verso mete meno note; il rafforzamento del brand Paese attraverso lo storytelling; la definizione di eventi attrattivi in grado di valorizzare il patrimonio storico e naturale diffuso sul territorio<\/em> sono alcuni degli elementi che consentirebbero all\u2019Italia di aumentare il proprio fatturato di altri <strong>20 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cMiglioramento dell\u2019istruzione, cultura del brand e pi\u00f9 tecnologia. Questi, dunque, i capisaldi rilevanti evidenziati dalla ricerca<\/em> &#8211; afferma <strong>Alessandra Lanza<\/strong>, Partner di <strong>Prometeia<\/strong>, Responsabile dell\u2019area Strategie industriali e territoriali, a capo del progetto di ricerca. &#8211; <em>A partire da questi elementi la bellezza del nostro Paese pu\u00f2 davvero trasformarsi da patrimonio storico in motore per il futuro\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ECONOMIA: LA \u201cBELLEZZA ITALIANA\u201d VALE IL 16,5% DEL PIL E PU\u00d2 ANCORA CRESCERE Beni di consumo, tecnologie d\u2019ingegno, creativit\u00e0 e turismo valgono 240 miliardi di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":42159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[696],"tags":[12103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46018"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46019,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46018\/revisions\/46019"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/42159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}