{"id":48009,"date":"2017-07-29T08:15:54","date_gmt":"2017-07-29T06:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=48009"},"modified":"2017-07-29T08:58:43","modified_gmt":"2017-07-29T06:58:43","slug":"arte-in-canton-ticino-pinacoteca-cantonale-giovanni-zust-rancate-mendrisio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=48009","title":{"rendered":"Arte in Canton Ticino &#8211; PINACOTECA CANTONALE GIOVANNI Z\u00dcST   Rancate &#8211; Mendrisio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Mostra a di: Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini<br \/>\nCoordinamento scientifico e organizzativo: Alessandra Brambilla<br \/>\n<\/b><b><br \/>\n<\/b><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Sessanta sculture e dipinti assolutamente affascinanti. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per corredo, una sequenza di ventagli d\u0092autore \u0096 dipinti cio\u00e8 da grandi artisti, spesso i medesimi che ritraevano le \u0093belle Signore\u0094 \u0096 e un nucleo di preziosi abiti d\u0092epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u0092&#8217; quanto Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora, Marialuisa Rizzini, con il coordinamento di Alessandra Brambilla e il contributo di diversi studiosi, hanno selezionato da Musei e collezioni private per questa mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u0092&#8217;obiettivo di ricreare e testimoniare, nelle sale espositive della Pinacoteca Z\u00fcst, a Rancate nel vicino Ticino, quello che \u00e8 stato un vero e proprio cambio di paradigma nella storia del costume femminino in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il tutto si volesse proprio ancorare ad una data, si potrebbe individuarla nel 1858, l\u0092anno in cui a Parigi esplose l&#8217;\u0092Haute Couture di Worth, subito amplificata e diffusa dai primi Grand Magasins che spopolano nelle principali metropoli europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veicolano offerte molto differenziate per il pubblico femminile e fanno si che l\u0092\u0094essere alla moda\u0094 diventi l\u0092imperativo condiviso nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento dalle donne di pressoch\u00e9 tutti i ceti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolazione di figurini e di molte riviste illustrate, tra cui la celebre \u0093Margherita\u0094, l&#8217;\u0092irrompere della fotografia, specie nel formato <i>carte de visite<\/i>, i celebri <i>affiches<\/i> di Sartorie e Grandi Magazzini, portano a diffondere la moda, in modo molto capillare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono anni in cui si consolida il ruolo della donna, ora anche protagonista al di fuori delle pareti domestiche. Attentissima al proprio ruolo sociale e alla immagine che contribuiva a veicolarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur presentando alcuni favolosi abiti d\u0092epoca e un nucleo di ventagli firmati da Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani e Pietro Fragiacomo, la Pinacoteca Z\u00fcst sceglie di illustrare questo felice momento storico ricorrendo alle testimonianze che i grandi artisti ci tramandano attraverso le loro magnifiche opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 soprattutto attraverso il ritratto su commissione che \u00e8 possibile seguire le rapide e sorprendenti evoluzioni dell&#8217;abbigliamento femminile:<strong> i personaggi effigiati, sia che appartengano all&#8217;aristocrazia, ancora assai influente anche come esempio di gusto, o alla borghesia<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">posano per i pittori e gli scultori vestiti e acconciati con attenzione<\/span> <\/strong>nei confronti dei dettami imposti dalla moda ma anche, <strong>assecondando sottili strategie comportamentali,<\/strong> in modo da mostrarsi in sintonia con il proprio preciso ruolo sociale.<\/p>\n<p>Spesso i modelli sono rappresentati da donne simbolo, <strong>a cominciare dalla regina d&#8217;Italia, Margherita di Savoia, o da figure appartenenti all&#8217;aristocrazia internazionale<\/strong> distinte grazie alla propria eleganza, come, per restare nel Cantone Ticino, la contessa Carolina Maraini Sommaruga (1869-1959).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla sua personalit\u00e0 emblematica verr\u00e0 dedicata una sezione apposita, ponendo un\u0092attenzione particolare alle <strong>attivit\u00e0 filantropiche della contessa<\/strong>, che la portarono ad esempio a donare la sua villa romana alla Confederazione, oggi sede dell\u0092Istituto Svizzero, che prester\u00e0 il suo ritratto realizzato da Vittorio Corcos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u0092 la prima volta che <strong>la figura di Carolina Maraini viene ampiamente trattata e presentata in una mostra:<\/strong> in questa occasione si ricostruir\u00e0 anche nei dettagli l\u0092ambiente in cui viveva (<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">abiti, accessori, mobilio,<\/span><\/strong> ma anche opere di celebri artisti che la ritrassero come Marino Marini e Giovanni Boldini).<\/p>\n<p>Negli anni del realismo, accanto a Bertini &#8211; caposcuola il cui ruolo appare oggi non ancora pienamente riconosciuto &#8211;<strong> tra i ritrattisti pi\u00f9 significativi in tal senso si ricordano almeno Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mos\u00e8 Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana<\/strong>, in una mappa che attraversa le regioni d&#8217;Italia e travalica il confine elvetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni che scivolano verso la fine del secolo non si parla ormai pi\u00f9 di fenomeno di moda solo attraverso l&#8217;abbigliamento, <strong>ma anche attraverso la gestualit\u00e0, le movenze, la dizione, in una parola<\/strong>: <span style=\"color: #ff00ff;\">lo stile<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono interpreti di questo rinnovato ritratto mondano maestri celebrati anche Oltralpe, come<strong> Giovanni Boldini, Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, oltre ai ticinesi Pietro Chiesa, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto al ritratto, negli anni del realismo \u00e8 la pittura di genere a documentare con efficacia iconografica ed esemplare obbiettivit\u00e0 l&#8217;evoluzione della moda femminile, ma anche le pi\u00f9 diffuse tipizzazioni dei ruoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1860 in pittura si moltiplicano le scene di ambientazione quotidiana e borghese, ispirate a momenti di vita familiare in cui \u00e8 protagonista, come si diceva, la donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di composizioni che sullo sfondo di interni domestici o di strade cittadine o di paese rappresentano figure femminili impegnate nei lavori ad ago, nella lettura, nella conversazione, nel passeggio, in riposo, con i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di ciascuna, molto spesso, gli artisti restituiscono l&#8217;abbigliamento con dettagliata cura perfino negli accessori, in modo da permettere allo spettatore di seguire, di anno in anno, le minime mutazioni di gusto, trasformando la moda in uno degli elementi che determinano la modernit\u00e0 dell&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo filone, che si ispira alla pittura internazionale lanciata dalla Casa d&#8217;Arte Goupil e che trova i suoi vertici in maestri quali Ernest Meissonier e Mariano Fortuny, accomuna la sperimentazione degli artisti di tutte le scuole regionalistiche italiane e di quella del Cantone, dai Macchiaioli \u0096 tra cui Antonio Puccinelli e Odoardo Borrani \u0096 ai cosiddetti italiani a Parigi come Giovanni Boldini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come detto, sar\u00e0 per la prima volta studiato e proposto un genere specifico, quello dei ventagli eseguiti da artisti: accessori femminili di primissimo piano per tutto il diciannovesimo secolo, alcuni dei quali portano firme illustri.<\/p>\n<p>Info: <strong>PINACOTECA CANTONALE GIOVANNI Z\u00dcST <\/strong><br \/>\n<strong>CH 6862 Rancate (Mendrisio<\/strong>), Cantone Ticino, Svizzera<br \/>\nTel. +41 (0)91 816.47.91<br \/>\nE-mail: decs-pinacoteca.zuest@ti.ch<br \/>\nWeb: www.ti.ch\/zuest<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra a di: Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini Coordinamento scientifico e organizzativo: Alessandra Brambilla Sessanta sculture e dipinti assolutamente affascinanti. 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