{"id":48945,"date":"2017-08-30T18:17:39","date_gmt":"2017-08-30T16:17:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=48945"},"modified":"2017-08-30T18:17:39","modified_gmt":"2017-08-30T16:17:39","slug":"arte-a-milano-inaugurazione-19-settembre-ramak-fazel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=48945","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; Inaugurazione 19 settembre &#8211; Ramak Fazel"},"content":{"rendered":"<div>\n<hr \/>\n<p><b>Milan Unit<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Un\u2019opera aperta di Ramak Fazel<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Da mercoled\u00ec 20 settembre 2017 a venerd\u00ec 14 Settembre 2018<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Inaugurazione:<\/b><b>marted\u00ec 19 settembre 2017, dalle 18.00 alle 21.00<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Un anno di apertura:<\/b> dal luned\u00ec al venerd\u00ec, dalle 12 alle 19. Mattine e sabato su appuntamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Dove:<\/b> <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">VIASATERNA,<\/span> <\/strong>Via Giacomo Leopardi 32, Milano, 02.36725378<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.viasaterna.com\/\">www.viasaterna.com<\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/img.paolamanfredi-mail.com\/tubm_MILANUNITUnoperaapertaRamakFazel.jpg\" width=\"591\" height=\"591\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Con <i>Milan Unit,<\/i> Viasaterna presenta per la prima volta al pubblico un progetto <i>in itinere<\/i> , ospitando per un anno l\u2018intero archivio che l\u2019artista Ramak Fazel (Tehran, 1965) ha <strong>costruito ed assemblato lungo un arco temporale che va dal 1994, anno in cui si \u00e8 trasferito a Milano, sino al 2009<\/strong> quando ha fatto ritorno negli Stati Uniti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Attraverso una mostra ed una serie di incontri e approfondimenti che si svolgeranno nel corso di tutto l\u2019anno fino a settembre 2018, e con la volont\u00e0 di offrire un <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">nuovo spazio \u2013 fisico, temporale, ma anche e soprattutto di discussione<\/span> <\/strong>\u2013<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong>Viasaterna si propone come il luogo in cui far rivivere uno straordinario corpus di stampe, negativi, originali e <i>personal ephemera <\/i>che Ramak Fazel ha collezionato<\/strong> e con dedizione scelto di conservare per oltre vent\u2019anni, sotto il nome di <i>Milan Unit<\/i> .<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff00ff;\">Un archivio, appunto,<\/span> che non \u00e8 solo la somma dei suoi contenuti ma che \u00e8 \u201calso about more\u201d, e si presenta piuttosto come una raccolta multiforme di materiali in cui l\u2019<strong>esperienza professionale dell\u2019artista<\/strong> hanno finito per mescolarsi a tutta una serie di documenti, oggetti e collezioni appartenenti alla sua vita privata, dando vita ad un racconto che \u00e8 s\u00ec unitario e personale, ma anche al tempo stesso estremamente espanso, frammentato, capace di includere approcci e toni estremamente diversi tra loro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nato a cavallo del Duemila, negli anni di spartiacque che hanno segnato il passaggio dall\u2019analogico al digitale,<strong> <i>Milan Unit <\/i>incarna nelle parole di Fazel<\/strong> la volont\u00e0 di \u201c<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">experimenting with photography and finding a way forward, exploring and preserving the material culture<\/span><\/strong> of a particular practice, on the cusp of an epochal change\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><i>Milan Unit<\/i> \u201cdoesn\u2019t make assumptions or assign value\u201d, ma rappresenta piuttosto un tentativo di rispondere alla crisi di senso, offrendosi quale \u201csurvival strategy\u201d rispetto al progressivo avvento del digitale ed alla conseguente smaterializzazione dei corpi, a favore del virtuale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Presenza fisica all\u2019interno dello spazio, l\u2019opera di Fazel si offre quindi allo spettatore esattamente per quello che \u00e8: materia viva e pulsante, testimonianza reale e tangibile di un passato che, per quanto vicino, risulta al tempo stesso ormai lontanissimo; immagine anticipatrice di un mondo in cui il solido si \u00e8 trasformato in liquido, il peso in gigabyte, lo spazio in cloud. Sfuggente di fronte a qualsiasi tipo di definizione e fedele a s\u00e9 stesso senza mai restare identico, <i>Milan Unit<\/i> si presenta come una sorta di grande romanzo corale, un <i>chaosmos<\/i> di rimandi e analogie in cui diversi livelli di senso coesistono, ed in cui anche l\u2019errore e il non-a-fuoco, hanno finito per trovare il proprio posto grazie all\u2019elaborazione di un metodo creato apposta per accoglierli.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Niente in <i>Milan Unit<\/i> sembra essere stato affidato al caso. Al tempo s\u00ec, ma non al caso. Esistono un ordine e una regola, sistematicamente applicati. Uno schema di etichette, colori e parole chiave che da una parte funzionano come cardini per una strategia di orientamento, categorie pre-individuali messe a disposizione di chi guarda ed \u00e8 chiamato a farsi parte attiva del progetto, e dall\u2019altra sembrano ricostruire gli stessi processi di pensiero che hanno guidato l\u2019attivit\u00e0 di catalogazione e conservazione di Fazel.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Da qui <i>Milan Unit <\/i>come opera aperta e <i>da-aprire<\/i>, con la volont\u00e0 di<strong> riattivare un rapporto tra soggetto e oggetto che sia partecipato ed anche partecipativo<\/strong>, con la consapevolezza che \u201cdi fronte a un\u2019immagine, infine, dobbiamo riconoscere con umilt\u00e0 che essa probabilmente ci sopravvivr\u00e0, che siamo noi l\u2019elemento fragile, passeggero, e che \u00e8 l\u2019immagine l\u2019elemento futuro, l\u2019elemento della durata. L\u2019immagine ha spesso pi\u00f9 memoria e pi\u00f9 avvenire di colui che la guarda<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>RAMAK FAZEL (Abadan, Iran, 1965. Vive e lavora a Claremont, California).<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Cresciuto tra Utah, Indiana e Tehran, dopo la laurea in Ingegneria Meccanica presso la Purdue University dell\u2019Indiana, si trasferisce a New York per studiare fotografia e graphic design.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Assistente di alcuni importanti fotografi tra cui Mark Seliger e Bruce Davidson, dal 1994 al 2009 vive a Milano, dove lavora insieme ad alcune importanti riviste di moda, design e architettura, e collabora con clienti internazionali quali Flos, Vitra e Desalto. Contemporaneamente si dedica alla propria ricerca artistica superando a volte i confini della fotografia e l\u2019installazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Le problematiche connesse all\u2019appartenenza geografica, politica e culturale dell\u2019individuo, cos\u00ec come le contraddizioni inerenti al concetto di identit\u00e0, sono temi centrali nella produzione di Ramak Fazel.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tra le mostre si ricordano <i>49 Capitols <\/i>presso Storefront for Art and Architecture (New York, 2008), <i>Analog Blast<\/i> presso la Casa degli Atellani (Milano, 2013) e <i>The businness of people <\/i>all\u2019interno di <i>Monditalia <\/i>durante la XV Biennale di Architettura (Venezia, 2014).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo aver conseguito un Master in Fine Arts presso CalArts (Santa Clarita, California), attualmente Ramak Fazel insegna fotografia presso il San Francisco Art Institute.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milan Unit Un\u2019opera aperta di Ramak Fazel \u00a0 Da mercoled\u00ec 20 settembre 2017 a venerd\u00ec 14 Settembre 2018 Inaugurazione:marted\u00ec 19 settembre 2017, dalle 18.00 alle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":42268,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[12711],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48945"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48945"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48945\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48946,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48945\/revisions\/48946"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/42268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}