{"id":49103,"date":"2017-09-03T11:00:01","date_gmt":"2017-09-03T09:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=49103"},"modified":"2017-09-04T20:08:02","modified_gmt":"2017-09-04T18:08:02","slug":"per-impedire-lennesima-catastrofe-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=49103","title":{"rendered":"Per impedire l\u2019ennesima catastrofe ambientale"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Per impedire l\u2019ennesima catastrofe ambientale <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 tempo solo fino al 12 settembre per firmare l\u2019appello su <a href=\"http:\/\/newsletter.slowfood.it\/e\/t?q=8%3dGWKdG%26E%3dM%26I%3dEYGY%261%3dVJcJUI%26P6m4p%3dtM9K_4thu_E4_7ves_GA_4thu_D9BR9.LpG84xG5N4G1.B9%269%3d%26uL%3dFdLUK\" rel=\"noopener noreferrer\">salvailsuolo.it<\/a> e <span style=\"color: #ff0000;\">chiedere finalmente all\u2019Europa una legge sul suolo<\/span> che ci protegga da nuove catastrofi e da un futuro incerto. Questa \u00e8 la pi\u00f9 grande iniziativa portata avanti dalle principali associazioni italiane ed europee a tutela di ambiente e cittadini.<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"block-grid \">\n<div>\n<div class=\"col num12\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>L\u2019Italia sta consumando ogni giorno il suo bene pi\u00f9 prezioso: il suolo.<\/div>\n<div>Il bene ambientale da cui tutti noi dipendiamo <strong><span style=\"color: #ff0000;\">per ricavare cibo, salute, protezione<\/span><\/strong>, \u00e8 sotto <strong>continua minaccia a causa dello sfruttamento selvaggio. <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Solo salvando il nostro suolo possiamo <span style=\"color: #ff0000;\">impedire nuovi disastri ecologici, alluvioni, frane, contaminazioni. <\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>E impedire che la cementificazione prosegua come nei decenni passati, senza riguardo per le risorse naturali e mettendo a rischio la sicurezza e la vita delle persone. Serve una legge che tuteli il suolo, subito, non possiamo aspettare ancora.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 si firma:<\/strong><\/p>\n<p><strong>1) Per impedire la cementificazione selvaggia, l\u2019abusivismo e la costruzione di ecomostri<\/strong><br \/>\nNon vogliamo che la ripresa economica porti con s\u00e9 una <span style=\"color: #ff0000;\">nuova corsa al cemento facile e brutto<\/span>, non vogliamo vedere il nostro territorio costellato di<span style=\"color: #ff0000;\"> nuove generazioni di ecomostri, abusivi<\/span> e non, perch\u00e9 sappiamo quanto sia facile vederli spuntare e quanto invece sia difficile farli scomparire, come per fortuna \u00e8 avvenuto per l\u2019albergo di FUENTI a Vietri sul Mare, per Punta Perotti a Bari, per l\u2019albergo dei Mondiali a Milano. Ma per ogni ecomostro demolito ce ne sono decine, centinaia che continuano a deturpare il nostro paesaggio e a rendere la vita delle comunit\u00e0 peggiore e anche pi\u00f9 pericolosa, come Ischia ci ha dolorosamente mostrato: mai pi\u00f9 mostri! mai pi\u00f9 suolo perso per edificazioni eccessive, brutte, pericolose!<\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><strong>Mai pi\u00f9 indulgenza o connivenza con l\u2019abusivismo!<\/strong> Vogliamo che l\u2019Italia tracci la road map per la repressione e prevenzione di ogni abusivismo, che l\u2019industria delle costruzioni sia impegnata nella messa in sicurezza e riqualificazione dell\u2019esistente, ma sappiamo che ci\u00f2 non avverr\u00e0 fintanto che il suolo libero continua ad essere un facile terreno di conquista<\/p>\n<p><strong>2) <span style=\"color: #ff0000;\">Per impedire l\u2019ennesima catastrofe ambientale<\/span> <\/strong><br \/>\nDobbiamo impedire la cementificazione del nostro territorio, perch\u00e9 cementificare equivale a impermeabilizzare il suolo, cio\u00e8 privare il suolo di una delle sue funzioni pi\u00f9 preziose, quella di trattenere le acque, delle piogge come dei nubifragi, sempre pi\u00f9 frequenti anche a causa dei cambiamenti climatici. E soprattutto dobbiamo smettere di costruire a ridosso dei corsi d\u2019acqua. O addirittura sopra i fiumi e i torrenti, come avvenuto Milano, in cui quasi ogni anno il torrente Seveso risorge dai tombini, o a GENOVA, citt\u00e0 che ad ogni evento atmosferico deve fare la conta di danni e, spesso, anche di vittime, come avvenuto per l\u2019alluvione del 2011 e per quelle del 2014. E purtroppo la conta delle vittime in questa citt\u00e0 \u00e8 drammatica: sono quasi 100 le vittime di alluvioni negli ultimi cinquant\u2019anni. Ma \u00e8 assurdo prendersela con Giove Pluvio: non sono vittime del maltempo, ma vittime del cemento.<\/p>\n<p>E se non sono alluvioni, sono frane: l\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo che ne soffre di pi\u00f9, e le cause degli eventi pi\u00f9 funesti anche in questo caso non sono naturali: parliamo di frane che avvengono con modalit\u00e0 tragiche e per nulla naturali, a causa di incuria del territorio, degrado del suolo e insediamenti sorti nei posti sbagliati, come avvenuto per SARNO nel 1998, dove le colate di fango fecero 159 vittime, o per le 37 vittime delle frane di Giampilieri nel 2009. Solo la conoscenza dei suoli e la gestione corretta del territorio pu\u00f2 impedire il ripetersi di eventi come questi. Per non dire dei terremoti, che a scadenze sempre pi\u00f9 ravvicinate ci ricordano il costo in vite umane dell\u2019edilizia di cattiva qualit\u00e0 qual \u00e8 purtroppo quella degli anni della grande colata di cemento sul nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>3) Per impedire l\u2019avvelenamento della terra e la nascita di nuove discariche abusive <\/strong><br \/>\nIn questo momento nel nostro Paese esistono oltre 24.000 siti, con contaminazioni accertate o in via di caratterizzazione. Lo dice il censimento dell\u2019ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale). Non ci sono solo la Caffaro a Brescia, la Valle del Sacco in Lazio, Bagnoli in Campania, Porto Marghera in Veneto o uno degli altri tra i 40 siti di interesse nazionale che, da soli, rappresentano una superficie di suolo avvelenata pari a quasi 100.000 ettari. Ma in ogni regione ci sono altre centinaia, migliaia di altri siti, oggi se ne stimano quasi 25.000 in tutta Italia, anche molto estesi, il cui suolo porta con s\u00e9 pesanti fardelli di veleni, frutto della storia industriale del nostro Paese, ma anche di tante attivit\u00e0 illegali che ancora oggi si consumano, nella TERRA DEI FUOCHI ma non solo. Sono tante, troppe minacce per la nostra salute, spesso del tutto sconosciute e portate alla ribalta della cronaca da attivit\u00e0 investigative o da ritrovamenti casuali. Il suolo \u00e8 lo scrigno della vita, non uno spazio per imboscare veleni! Occorre dare maggior impulso alle attivit\u00e0 di bonifica, che oggi riguardano solo una minoranza dei siti contaminati, perch\u00e9 dobbiamo poterci fidare della terra su cui camminiamo e dei frutti che ci dona.<\/p>\n<p>Oltre ai tanti casi in cui la contaminazione \u00e8 frutto di discariche abusive e abbandoni illegali di rifiuti tossici, il suolo \u00e8 stato a lungo aggredito anche da fenomeni di inquinamento diffuso, molti ancora in corso e molti altri interrotti da molto tempo, arrivati dall\u2019aria o trascinati dall\u2019acqua, come nel caso dell\u2019AREA CAFFARO a Brescia, dove molecole pericolose e non biodegradabili, i PCB-policlorobifenili, hanno avvelenato centinaia di ettari di aree agricole, ben al di fuori dello stabilimento. Ma non \u00e8 il solo caso: pensiamo a tante molecole tossiche che continuano a essere trovate nel nostro ambiente sebbene siano state da tempo messe al bando: dall\u2019insetticida DDT prodotto in Piemonte a Pieve Vergonte alla diossina della nube tossica di Seveso, ai radionuclidi dell\u2019incidente di Chernobyl. E come sta avvenendo ancora, in Veneto, per l\u2019inquinamento da perfluorurati (PFAS). Il suolo conserva ancora molti di questi inquinanti, l\u2019unico modo per metterlo al sicuro \u00e8 smettere di produrre e di impiegare sostanze chimiche tossiche e persistenti.<\/p>\n<p><strong>4) Per impedire disastri economici e sociali globali <\/strong><br \/>\nIl consumo e il degrado del suolo sono problemi di dimensioni globali, le Nazioni Unite stimano che sia il 30%, a livello globale, la quota di suoli agricoli persi o degradati: in un mondo sovrappopolato, non possiamo davvero permetterci di lasciar deperire il suolo. Anche l\u2019Europa ha sue grosse responsabilit\u00e0: infatti i suoli coltivati in Europa, ridottisi a causa del consumo di suolo e dell\u2019abbandono, e minacciati dal degrado, non sono sufficienti a soddisfare la domanda di materie prime richieste dall\u2019agroindustria, l\u2019Europa ha fame di terre coltivate in altre parti del mondo. E per farlo non si limita ad importare prodotti, ma le grandi compagnie europee arrivano ad acquisire terre, spogliando le popolazioni locali, in accordo con governi spesso corrotti, dei loro tradizionali diritti. Ci\u00f2 avviene ad esempio in Africa Subsahariana, dove sono molti milioni gli ettari di terre acquisiti da compagnie estere per trasformarle in coltivazioni intensive per il mercato europeo. Ma attenzione: perch\u00e9 milioni di piccoli contadini e loro familiari, a cui il \u2018land grabbing\u2019 ha sottratto la terra da cui dipendevano, sono altrettanti migranti \u2018economici\u2019, che cercano rifugio altrove, magari in quella stessa Europa la cui agroindustria ha tolto loro la terra da sotto i piedi. Oggi molti Paesi europei dicono di non volere ingressi di migranti economici: ma se si scava nella vita di queste persone e delle loro famiglie, si potrebbe scoprire che all\u2019origine del loro migrare c\u2019\u00e8 una precisa responsabilit\u00e0 di compagnie europee. Fermiamo il degrado del suolo in Europa, per non doverlo contendere a Paesi che ne hanno pi\u00f9 bisogno di noi.<\/p>\n<p><strong>Come si firma la petizione<\/strong><br \/>\nPer firmare l\u2019appello e chiedere all\u2019Europa di dare un diritto al suolo basta visitare il sito <a href=\"http:\/\/newsletter.slowfood.it\/e\/t?q=3%3dAaMYA%26I%3dO%26D%3d9cIT%26u%3dZLXDYK%26K1g8r%3dnQAF_xxjp_98_9qYw_I6_xxjp_8CDM3.PrB28zByR6Bu.FA%264%3d%26oP%3dHYFYM\" rel=\"noopener noreferrer\">salvailsuolo.it<\/a> e inserire i propri dati. IMPORTANTE: tenere pronto un documento di identit\u00e0 per rendere valida la propria firma a livello europeo.<\/p>\n<p><strong>Sostenitori<\/strong><br \/>\nPeople4Soil \u00e8 una rete europea di ONG europee, istituti di ricerca, associazioni di agricoltori e gruppi ambientalisti, nata proprio con l\u2019obiettivo di promuovere una Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per introdurre una legislazione specifica sul suolo in Europa. In Italia la raccolta firme \u00e8 parte della campagna #SALVAILSUOLO, promossa da una task force di associazioni tra cui ACLI, Coldiretti, FAI, Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, LIPU, Slow Food, WWF.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per impedire l\u2019ennesima catastrofe ambientale C\u2019\u00e8 tempo solo fino al 12 settembre per firmare l\u2019appello su salvailsuolo.it e chiedere finalmente all\u2019Europa una legge sul suolo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19078,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,61,9411,327],"tags":[12749],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49103"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49105,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49103\/revisions\/49105"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19078"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}