{"id":49537,"date":"2017-09-14T14:19:02","date_gmt":"2017-09-14T12:19:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=49537"},"modified":"2017-09-14T14:19:02","modified_gmt":"2017-09-14T12:19:02","slug":"performance-a-milano-ingresso-libero-museo-del-novecento-e-fondazione-furla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=49537","title":{"rendered":"Performance a Milano- Ingresso libero &#8211; Museo del Novecento e Fondazione Furla"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingresso libero fino a esaurimento posti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo del Novecento e Fondazione Furla<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>presentano\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<em><strong>SIMONE FORTI<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>To Play the Flute\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21, 22 e 23 settembre 2017 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sala Fontana, Museo del Novecento, Milano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Primo appuntamento di FURLA SERIES #01<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Time after Time, Space after Space\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A cura di Bruna Roccasalva e Vincenzo de Bellis<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Museo del Novecento<\/strong> e <strong>Fondazione Furla<\/strong> presentano <em>Simone Forti. To Play the Flute<\/em>, una selezione di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">performance dell\u2019artista, coreografa e performer italoamericana<\/span><\/strong> che per tre giorni animer\u00e0 la Sala Fontana del Museo del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Simone Forti. To Play the Flute<\/em> \u00e8 il primo appuntamento di <strong><em>Furla Series #01 &#8211; Time after Time, Space after Space<\/em><\/strong>, un programma dedicato alla performance che, attraverso cinque focus su altrettanti artisti di generazioni e provenienze differenti, presenter\u00e0 una pluralit\u00e0 di approcci a questa forma espressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Forti \u00e8 da oltre cinquant\u2019anni una delle figure di riferimento della danza postmoderna. Dai movimenti minimali e prosaici dei suoi primi lavori, alle improvvisazioni che coniugano parola e movimento, la sua ricerca ha profondamente influenzato la danza e le pratiche performative contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>To Play the Flute<\/em> consiste nel <em>reenactment<\/em> di quattro performance storiche che rappresentano tappe fondamentali nel percorso artistico di Simone Forti: da <em>Huddle<\/em> e <em>Censor<\/em> (entrambe del 1961) fino a <em>Cloths<\/em> (1967) e <em>Sleepwalkers<\/em> (1968), la selezione restituisce alcuni degli elementi chiave che contraddistinguono il suo approccio alla performance, come la combinazione di azioni e oggetti e il ruolo fondamentale del suono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in particolare con le celebri <em>Dance Constructions<\/em> \u2013 oggi parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York \u2013 che Simone Forti si afferma sulla scena artistica degli anni Sessanta come innovatrice e sperimentatrice del linguaggio del corpo. Presentate per la prima volta nel 1961 come parte delle <em>Five Dance Constructions and Some Other Things<\/em> durante una serie di eventi organizzati da La Monte Young nello studio di Yoko Ono a New York, queste performance ripensano la relazione tra corpo e oggetto, movimento e scultura, rispetto delle regole e improvvisazione. Si tratta di azioni costituite da movimenti semplici o dall\u2019interazione con oggetti, in cui l\u2019espressione personale e l\u2019improvvisazione vengono sempre precluse dagli sforzi richiesti per svolgere determinati movimenti o seguire delle regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavoro tra i pi\u00f9 noti di questa serie, <strong><em>Huddle<\/em><\/strong> consiste nel gesto collettivo di un gruppo di persone che, strette le une alle altre, creano una sola entit\u00e0 strutturale. Un insieme disuniforme di braccia, gambe, busti e teste prende forma sotto gli occhi degli spettatori, diventando una scultura fatta di corpi che ad uno ad uno scalano questa massa per poi rientrare a farne parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presentato nel 1961 all\u2019interno dello stesso contesto, <strong><em>Censor<\/em><\/strong> \u00e8 invece uno scontro tra suoni: una pentola piena di chiodi viene scossa vigorosamente mentre una canzone \u00e8 intonata ad alta voce, un\u2019estenuante competizione acustica che all\u2019interno di <em>To Play the Flute <\/em>viene ripetuta pi\u00f9 volte fungendo da intermezzo tra una performance e l\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <strong><em>Cloths<\/em><\/strong>, realizzata per la prima volta nel 1967 alla School of Visual Arts di New York, tre tele nere occupano lo spazio celando altrettanti performer che rovesciano su di esse una serie di drappi a formare una stratificazione di superfici colorate, mentre cantano sovrapponendo le loro voci a brani preregistrati di altre canzoni. Il corpo scompare per lasciare completamente la scena a due elementi fondamentali nella ricerca dell\u2019artista: il movimento \u2013 in questo caso quello dei tessuti \u2013 e la musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine <em><strong>Sleepwalkers<\/strong><\/em>, a Milano interpretato dalla performer e danzatrice Claire Filmon, \u00e8 uno dei lavori pi\u00f9 noti di Simone Forti ed \u00e8 legato alla sua esperienza in Italia negli anni Sessanta. La performance fu infatti eseguita per la prima volta alla Galleria L\u2019Attico di Roma nel 1968, dopo che l\u2019artista trascorse giorni a osservare e disegnare la fauna dello zoo della citt\u00e0. Il risultato \u00e8 un lavoro meditativo, basato sui comportamenti abituali che gli animali sviluppano in risposta all\u2019ambiente confinato in cui si trovano, restituiti nell\u2019azione performativa tramite movimenti minimi che indagano il complicato equilibrio tra restrizione e libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Performer: Claire Filmon con Barbara Boiocchi, Rossana Bossini, Martina Brembati, Camilla De Siati, Diego Giannettoni, Leonardo Maietto, Carolina Mancini, Jacopo Martinotti, Luna Paese, Marco Resta, Floida Skraqi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La programmazione di <em>Time after Time, Space after Space<\/em> include altri quattro appuntamenti con artisti internazionali che si alterneranno a cadenza bimestrale: Alexandra Bachzetsis (novembre 2017), Adelita Husni-Bey (gennaio 2018), Paulina Olowska (marzo 2018) e Christian Marclay (aprile 2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto prevede inoltre, a partire dal mese di settembre, un ricco calendario di workshop, laboratori, conferenze e visite guidate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Simone Forti. To Play the Flute<\/em><\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">21-22-23 settembre 2017<\/span><\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sala Fontana, Museo del Novecento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari: primo ingresso ore 18.30, con inizio performance ore 19.00; secondo ingresso ore 20.00 con inizio performance ore 20.30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ingresso libero fino a esaurimento posti<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ingresso libero fino a esaurimento posti Museo del Novecento e Fondazione Furla presentano\u00a0 \u00a0 SIMONE FORTI To Play the Flute\u00a0 21, 22 e 23 settembre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":49538,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,9411,2730],"tags":[12848],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49537"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49539,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49537\/revisions\/49539"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/49538"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}