{"id":50506,"date":"2017-10-15T19:42:54","date_gmt":"2017-10-15T17:42:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50506"},"modified":"2017-10-16T08:04:23","modified_gmt":"2017-10-16T06:04:23","slug":"arte-a-pisa-escher","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50506","title":{"rendered":"Arte a Pisa &#8211; ESCHER"},"content":{"rendered":"<p><strong>ESCHER<\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Oltre il possibile<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 ottobre 2017 \u2013 28 gennaio 2018<br \/>\nPALAZZO BLU di Pisa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 13 ottobre 2017 fino al 28 gennaio 2018, \u00a0BLU | Palazzo d\u2019arte e cultura\u00a0ospita la mostra \u201cEscher\u201d, realizzata da MondoMostre e\u00a0Fondazione Palazzo Blu, con il\u00a0contributo della Fondazione Pisa, e la collaborazione del Gemeentemuseum Den Haag, Arthemisia e M.C. Escher Foundation, a cura del professor Stefano Zuffi, storico dell\u2019arte e grande conoscitore di M.C. Escher.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra presenter\u00e0 una completa rassegna di tutti gli ipnotici, sorprendenti e spiazzanti capolavori del grande olandese, con il contributo di alcune curiose soluzioni espositive progettate dall\u2019architetto Cesare Mari e grazie all\u2019uso delle tecnologie e della multimedialit\u00e0, una delle caratteristiche delle esposizioni organizzate a Palazzo Blu. Insieme al fascino coinvolgente del mondo di Escher, la mostra \u00e8 l\u2019occasione per ripercorrere le tappe della creativit\u00e0 dell\u2019artista, soffermandosi in modo particolare sui lunghi e decisivi soggiorni in Italia, tra scenari naturali e memorie artistiche che segnarono in modo profondo il suo stile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane Escher studia a Delft e ad Haarlem, storiche citt\u00e0 d\u2019arte dell\u2019Olanda: il suo maestro \u00e8 un incisore ebreo sefardita, Samuel Jessurun de Mesquita, che incontrer\u00e0 un triste destino ad Auschwitz. Su suo consiglio, Escher comincia ad apprezzare l\u2019arte matematica-razionale della tradizione ebraica e islamica, confrontandola con i movimenti dell\u2019avanguardia europea. Nel corso degli anni Venti e Trenta intraprende numerosi viaggi in Italia, in particolare visita diverse citt\u00e0 della Toscana. Organizzare una mostra di Escher a Pisa, la cui Universit\u00e0 \u00e8 da secoli un punto di riferimento internazionale nelle ricerche matematiche e scientifiche, \u00e8 dunque anche un\u2019occasione per interrogarsi sulle possibili fonti d\u2019ispirazione della sua creativit\u00e0.<br \/>\nPur rimanendo a lungo un attento interprete del paesaggio, Escher esplora sempre pi\u00f9 a fondo gli orizzonti dell\u2019illusione visiva, attraverso composizioni di carattere geometrico o con la creazione di architetture \u201cimpossibili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme a una selezione straordinaria di oltre cento opere di Escher, i visitatori troveranno alcune testimonianze dei secoli precedenti, in larga parte provenienti da Pisa stessa: frammenti marmorei con decorazioni in stile cosmatesco, tarsie lignee con la rappresentazione di solidi geometrici, le incisioni di G.B. Piranesi con architetture fantastiche e prospettive suggestive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra sar\u00e0 anche il contesto ideale per gli incontri di approfondimento culturale e scientifico del progetto \u201cAnelli, ghirlande e scale: l\u2019illusione e il paradosso di G\u00f6del, Escher, Bach\u201d, che prende il nome da uno dei libri cardine del pensiero computazionale scritto dal filosofo e matematico statunitense Douglas Hofstadter. Il progetto, a cura del Dipartimento di Informatica dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa e di Fondazione Sistema Toscana, nell&#8217;ambito delle iniziative previste per Internet Festival 2017, intende apportare un contributo speciale alla mostra dell\u2019artista olandese, mettendo in risalto, attraverso incontri ed eventi con matematici, informatici, musicisti e storici dell\u2019arte, la complessit\u00e0 e la ricchezza culturale e scientifica in cui si collocano le esplorazioni infinite e le geometrie paradossali di Escher. Gli eventi in programma avranno luogo presso il Teatro Verdi durante l&#8217;evento Internet Festival e presso l\u2019Auditorium del Palazzo d\u2019Arte e Cultura di Pisa e saranno ad ingresso libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra si articola in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L\u2019artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1- Volti<br \/>\nLa prima sezione presenta alcune delle pi\u00f9 precoci prove espressive di Escher: sono le incisioni su linoleum eseguite tra i diciannove e i vent\u2019anni, prima ancora di entrare nella Scuola di Architettura e di Arti Decorative ad Haarlem. Il giovanissimo artista, evidentemente ancora alle prime armi, si esercita sul tema del volto umano, con profili semplificati e sagome ben definite. Nel ritratto femminile di profilo utilizza uno sfondo a righe verticali che ricorda da vicino le geometrie essenziali proposte in Olanda dal gruppo \u201cde Stijl\u201d. L\u2019opera-chiave di questa sezione \u00e8 la grande xilografia del 1922, nella quale Escher, utilizzando una tecnica complessa, combina ritmicamente otto volti diversi, dal sapore vagamente Art Nouveau, per ottenere un incastro geometrico. \u00c8 uno dei pi\u00f9 precoci esempi della soluzione espressiva che caratterizzer\u00e0 decisamente lo stile maturo di Escher.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2- Animali<br \/>\nQuesta sezione \u00e8 dominata da un\u2019opera monumentale: Metamorfosi II (1939), il cui sviluppo di quasi quattro metri di lunghezza \u00e8 prodotto dall\u2019accostamento di venti diversi fogli di stampa. Evoluzione di una prima versione (anch\u2019essa in mostra), la lunga striscia combina diversi soggetti attraverso una serie di passaggi inaspettati e di impressionante virtuosismo tecnico e creativo. Escher introduce anche un\u2019insolita nota di colore: partendo da un\u2019essenziale geometria, arriva fino a un complesso paesaggio ispirato alla costiera amalfitana. Le altre opere di questa sezione mostrano una variet\u00e0 di osservazioni verso la vita animale, fino alla lucida analisi raccapricciante della rana mummificata, in cui pare di cogliere l\u2019eco delle incisioni di D\u00fcrer sugli esseri \u201cmostruosi\u201d. Le stampe realizzate intorno ai vent\u2019anni mostrano un artista ancora acerbo ma con uno sguardo divertito e partecipe. Questo gusto ironico si ritrova anche in opere successive: una mantide religiosa sembra raccogliersi in preghiera davanti alla tomba di un vescovo tra le arcate di una chiesa surreale, mentre nella Marcia dei rettili le lucertole prendono vita direttamente tra gli oggetti dello studio dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3- Oggetti e riflessi<br \/>\nSono raccolte in questa sezione alcune esemplari incisioni che appartengono a momenti diversi della carriera di Escher, e che sono accomunate dall\u2019appartenenza al genere classico della \u201cnatura morta\u201d. Proprio per la loro sequenza cronologica, permettono di conoscere varie fasi della creativit\u00e0 dell\u2019artista. La pi\u00f9 antica, realizzata nel 1917 con la tecnica dell\u2019incisione su linoleum, appartiene alla fase della formazione ma mostra subito di Escher l\u2019interesse per le superfici riflettenti. La xilografia con il liuto appartiene alla serie dei 24 Emblemata, accompagnati da motti in latino e in neerlandese realizzate a Roma. Il lavoro appartiene alla tradizione olandese seicentesca dei \u201cSinnepoppen\u201d, le immagini simboliche moraleggianti. In questo caso, forse, si pu\u00f2 cogliere un vago richiamo politico alla crescente pressione del fascismo. Il liuto \u00e8 appoggiato contro un angolo, e la scritta in latino allude alle voci che tacciono quando sono oppresse. Le altre due opere sono celebri esempi del virtuosismo tecnico di Escher. La Natura morta con specchio mostra il riflesso di uno scorcio di Siena, citt\u00e0 amatissima dall\u2019artista, mentre la Goccia ripropone il tema della superficie riflettente convessa, che Escher riprende consapevolmente da Van Eyck e da Parmigianino, ma che spinge a nuovi orizzonti espressivi.<br \/>\n4- Geometrie e ritmi<br \/>\nEscher ha sempre affermato di non sentirsi un matematico, ma un artista, rivendicando giustamente una dimensione creativa e poetica anche nelle opere che appaiono pi\u00f9 razionali: \u201cVedere due mondi diversi nello stesso identico luogo e nello stesso tempo ci fa sentire come se fossimo in bal\u00eca di un incantesimo. Solo un artista ci pu\u00f2 dare questa illusione e suscitare in noi una sensazione eccezionale, un&#8217;esperienza dei sensi del tutto inedita\u201d. Un esempio caratteristico \u00e8 offerto da Stelle, la celebre litografia del 1948, dove nel cielo notturno fluttuano diversi solidi regolari ispirati alle illustrazioni leonardesche della Divina Proportione di Luca Pacioli.<br \/>\nAnche in questa sezione si possono individuare diversi momenti. Le incisioni pi\u00f9 antiche ricordano gli effetti decorativi della tradizione araba e medievale: un utile ponto di confronto pu\u00f2 essere costituito dai motivi a mosaico geometrico dorato nelle transenne marmoree romaiche provenienti dal Museo del Duomo di Pisa. La ricerca di un ipnotico effetto d\u2019infinito \u00e8 ben rappresentata da una delle incisioni pi\u00f9 celebri di Escher, Sempre pi\u00f9 piccolo, del 1956.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5- Paesaggi<br \/>\nEscher prova intensamente il fascino del paesaggio italiano: tra il 1922 e il 1935, durante gli anni trascorsi in Italia, ha compiuto numerosi viaggi, con una forte predilezione per le regioni meridionali, dalla Costiera amalfitana alla Calabria, dall\u2019Abruzzo alla Toscana, dalla Sicilia alla Corsica. Frutto di questi viaggi, spesso avventurosi e disagevoli, sono alcune meravigliose incisioni di paesaggio, in cui Escher solo di rado ricorre alle vedute tradizionali, consolidate fin dall\u2019epoca del Grand Tour, e sceglie invece scorci del tutto personali. Pur nell\u2019aderenza alla realt\u00e0, Escher coglie gli aspetti dell\u2019inscindibile fusione tra natura e architettura. \u00c8 significativo che nei suoi paesaggi non compaia mai nessuna figura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6- L\u2019Artista<br \/>\nIn questa sezione della mostra, da intendere come un omaggio alla dimensione squisitamente artistica di Escher, sono esposte alcune immagini-simbolo della sua produzione: una serie di dodici piccole litografie del 1921 (proprio il periodo del giudizio negativo dei professori), che appare quasi come un repertorio di modelli su cui esercitarsi; il grande occhio che osserva e trasforma la realt\u00e0; le mani che disegnano s\u00e9 stesse, in un\u2019ipnotica celebrazione dell\u2019abilit\u00e0 tecnica. Va notato che le due mani sono una destra e una sinistra, e sono state probabilmente eseguite da Escher (che era mancino) utilizzando uno specchio. Per usare le stesse parole dell\u2019artista, \u201cLa mano \u00e8 uno strumento miracolosamente raffinato, l\u2019intermediario tra lo spirito e il soggetto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7- Architetture fantastiche<br \/>\nLe straordinarie architetture di Escher sfidano le regole della prospettiva classica, e talvolta sono modulate con le deformazioni della visione curva, come nel caso della celebre Balconata del 1945. Anche se Escher non le cita esplicitamente mai, \u00e8 molto probabile che una fonte d\u2019ispirazione siano le settecentesche Carceri d\u2019invenzione di Giovan Battista Piranesi, la serie di sedici visioni architettoniche di drammatici ambienti con scale, pilastri, volte che si intersecano in modo cupo e suggestivo: in mostra ne vengono proposti alcuni esempi, in confronto con opere come Sopra e sotto e Relativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8- Nature<br \/>\nIn questa sezione sono raccolte prevalentemente incisioni di soggetto botanico, realizzate lungo un arco di tempo di oltre trent\u2019anni. La sequenza comprende anche uno degli Emblemata, la serie di ventiquattro soggetti simbolici realizzati nel 1931, commentati da motti in latino e in olandese.<br \/>\nL\u2019ultima incisione di questa sezione, Tre mondi, realizzata nel dicembre del 1955, \u00e8 un capolavoro che illustra ancora una volta il tema del fluire continuo della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9- Autoritratti<br \/>\nNegli anni della maturit\u00e0 e del successo, Escher afferma che \u201cl\u2019ideale del vero artista consiste nel produrre una riflessione cristallina di s\u00e9 stesso\u201d. Presente in mostra la Mano che sorregge una sfera specchiante (o Autoritratto in uno specchio sferico), una delle ultime opere eseguite dall\u2019artista prima di lasciare l\u2019Italia nel 1935, \u00e8 una delle immagini pi\u00f9 celebri di Escher, quasi il simbolo della sua intera attivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ESCHER Oltre il possibile 13 ottobre 2017 \u2013 28 gennaio 2018 PALAZZO BLU di Pisa Dal 13 ottobre 2017 fino al 28 gennaio 2018, \u00a0BLU<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34727,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[19,1916],"tags":[13060],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50507,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50506\/revisions\/50507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}