{"id":50516,"date":"2017-10-16T08:02:51","date_gmt":"2017-10-16T06:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50516"},"modified":"2017-10-17T22:16:21","modified_gmt":"2017-10-17T20:16:21","slug":"arte-al-femmminile-a-rancate-divina-creatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50516","title":{"rendered":"Arte al femmminile a Rancate &#8211; DIVINA CREATURA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=50521\" rel=\"attachment wp-att-50521\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-50521 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/DIVINA-CREATURA-350-donne-moda-1b.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"593\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/DIVINA-CREATURA-350-donne-moda-1b.jpg 350w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/DIVINA-CREATURA-350-donne-moda-1b-177x300.jpg 177w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">DIVINA CREATURA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sede: <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<\/span><\/strong>, Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera; <strong>piccolo museo-gioiello, famoso per le sue mostre, sempre raffinate e sorprendenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Date: 15 ottobre 2017 \u2013 28 gennaio 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di: Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sessanta sculture e dipinti<\/strong> assolutamente affascinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per corredo, una <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">sequenza di ventagli d\u2019autore<\/span><\/strong> \u2013 <strong>dipinti cio\u00e8 da grandi artisti<\/strong>, spesso i medesimi che ritraevano le \u201cbelle Signore\u201d \u2013 e un <strong>nucleo di preziosi abiti d\u2019epoca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il tutto si volesse proprio ancorare ad <strong>una data, si potrebbe individuarla nel <span style=\"color: #ff00ff;\">1858<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">,<\/span> l\u2019anno in cui a Parigi esplose <strong>l\u2019Haute Couture di Worth,<\/strong> subito amplificata e diffusa dai primi <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Grand Magasins<\/span> <\/strong>che spopolano nelle principali metropoli europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veicolano offerte molto differenziate per il pubblico femminile e fanno si che l\u2019<strong>\u201dessere alla moda\u201d<\/strong> diventi l<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u2019imperativo <span style=\"color: #000000;\">condiviso nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento<\/span><\/span> <\/strong>dalle donne di <strong>pressoch\u00e9 tutti i ceti<\/strong> sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolazione di figurini e di molte riviste illustrate, tra cui la celebre <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cMargherita\u201d, l\u2019irrompere della fotografia,<\/span> <\/strong>specie nel formato carte de visite, i celebri affiches di <strong>Sartorie e Grandi Magazzini,<\/strong> portano a diffondere la moda, in modo molto capillare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono anni in cui <strong>si consolida il ruolo della donna, ora anche protagonista al di <span style=\"color: #ff00ff;\">fuori delle pareti domestiche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attentissima al proprio ruolo sociale e alla immagine che contribuiva a veicolarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur presentando <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">alcuni favolosi <span style=\"color: #000000;\">abiti d\u2019epoca<\/span><\/span> <\/strong>e un nucleo di <strong>ventagli firmati da <span style=\"color: #ff00ff;\">Giovanni Segantini,<\/span> Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi, <span style=\"color: #ff00ff;\">Giuseppe De Nittis,<\/span> Pompeo Mariani e Pietro Fragiacomo,<\/strong> la Pinacoteca Z\u00fcst sceglie di illustrare questo felice momento storico ricorrendo alle testimonianze che i grandi artisti ci tramandano attraverso le loro magnifiche opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 soprattutto attraverso<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> il ritratto su commissione<\/span><\/strong> che \u00e8 possibile seguire le rapide e sorprendenti evoluzioni dell&#8217;abbigliamento femminile: <strong>i personaggi effigiati, sia che appartengano all&#8217;aristocrazia,<\/strong> ancora assai influente anche come esempio di gusto, o alla borghesia, posano per i pittori e gli scultori vestiti e acconciati con attenzione nei confronti dei dettami imposti dalla moda ma anche, assecondando sottili strategie comportamentali, in modo da mostrarsi in sintonia con il proprio preciso ruolo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso <strong>i modelli sono rappresentati da donne simbolo, a cominciare dalla regina d&#8217;Italia, Margherita di Savoia, o da figure appartenenti all&#8217;aristocrazia internazionale<\/strong> distinte grazie alla propria eleganza, come, per restare nel Cantone Ticino, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">la contessa Carolina Maraini Sommaruga<\/span> <\/strong>(1869-1959). Alla sua personalit\u00e0 emblematica verr\u00e0 <strong>dedicata una sezione apposita,<\/strong> ponendo un\u2019attenzione particolare alle attivit\u00e0 filantropiche della contessa, che la portarono ad esempio a donare la sua villa romana alla Confederazione, oggi sede dell\u2019Istituto Svizzero, che prester\u00e0 il suo ritratto realizzato da Vittorio Corcos.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la prima volta che la<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> figura di Carolina Maraini <span style=\"color: #000000;\">viene ampiamente trattata<\/span><\/span><\/strong> e presentata in una mostra: in questa occasione si ricostruir\u00e0 anche nei <strong>dettagli l\u2019ambiente in cui viveva (abiti, accessori, mobilio,<\/strong> ma anche opere di celebri artisti che la ritrassero come Marino Marini e Giovanni Boldini).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni del realismo, accanto a Bertini &#8211; caposcuola il cui ruolo appare oggi non ancora pienamente riconosciuto &#8211; tra i ritrattisti pi\u00f9 significativi in tal senso si ricordano almeno Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mos\u00e8 Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana, in una mappa che attraversa le regioni d&#8217;Italia e travalica il confine elvetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli anni che scivolano verso la fine del secolo non si parla ormai pi\u00f9 di fenomeno di moda solo attraverso l&#8217;abbigliamento, ma anche attraverso la gestualit\u00e0<\/strong>, le <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">movenze, la dizione, in una parola: lo stile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono interpreti di questo rinnovato <strong>ritratto mondano maestri celebrati anche Oltralpe, come Giovanni Boldini,<\/strong> Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, oltre ai ticinesi Pietro Chiesa, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto al ritratto, negli anni del realismo \u00e8 <strong>la pittura di genere a documentare<\/strong> con efficacia iconografica ed esemplare obbiettivit\u00e0 l&#8217;evoluzione della moda femminile, ma anche le pi\u00f9 diffuse tipizzazioni dei ruoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo il 1860 in pittura si moltiplicano le scene di ambientazione quotidiana e borghese<\/strong>, ispirate a momenti di vita familiare in cui \u00e8 protagonista, come si diceva, la donna. Si tratta di composizioni che sullo sfondo di interni domestici o di strade cittadine o di paese rappresentano figure femminili impegnate nei lavori ad ago, nella lettura, nella conversazione, nel passeggio, in riposo, con i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di ciascuna, molto spesso, <strong>gli artisti restituiscono l&#8217;abbigliamento con dettagliata cura perfino negli accessori<\/strong>, in modo da permettere allo spettatore di seguire, di anno in anno, le minime mutazioni di gusto, trasformando la moda in uno degli elementi che determinano la modernit\u00e0 dell&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo filone, che si ispira alla pittura internazionale lanciata dalla Casa d&#8217;Arte Goupil e che trova i suoi vertici in maestri quali Ernest Meissonier e Mariano Fortuny, accomuna la sperimentazione degli artisti di tutte le <strong>scuole regionalistiche italiane e di quella del Cantone, dai Macchiaioli \u2013 tra cui <span style=\"color: #ff00ff;\">Antonio Puccinelli<\/span> e Odoardo Borrani \u2013 ai cosiddetti italiani a Parigi come <span style=\"color: #ff00ff;\">Giovanni Boldini.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come detto, sar\u00e0 per la prima volta studiato e proposto un genere specifico, quello dei ventagli eseguiti da artisti: accessori femminili di primissimo piano per tutto il diciannovesimo secolo, alcuni dei quali portano firme illustri.<br \/>\n___________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informazioni:<br \/>\nPinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ENTRATA 10 franchi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiuso il luned\u00ec; \u00a0nel giorni di apertura sempre chiuso dalle ore 12 alle 14.<br \/>\nCH-6862 Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera<br \/>\nTel. +41 (0)91 816 47 91; decs-pinacoteca.zuest@ti.ch; www.ti.ch\/zuest<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Divina creatura, &#8230; grazie al suo <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">focus sulla contessa di origini ticinesi,<\/span><\/strong> si aggiunge un nuovo tassello al tema trasversale, quasi un <strong>fil rouge, che caratterizza negli anni il programma espositivo della Pinacoteca: la donna nell\u2019arte,<\/strong> presentata o come soggetto o essa stessa artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo La donna ticinese nel ritratto, Doni d\u2019amore. Donne e rituali nel Rinascimento e Leggere, leggere, leggere!, dove molte erano le figure femminili ritratte, anche da Albert Anker nella sezione a lui dedicata, mentre, per le donne artiste, possiamo citare le mostre sulla pittrice Rosetta Leins e sulla ceramista Raffaella Columberg, o la recente donazione di opere di Valeria Pasta Morelli, che confluiranno in una mostra nel 2018.<br \/>\nUn contributo essenziale, quello della Pinacoteca Z\u00fcst, sulle presenze femminili nel mondo dell\u2019arte, ancora oggi purtroppo poco rappresentate&#8221;.<strong>\u00a0RAFFAELLA CASTAGNOLA ROSSINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">PRESENTAZIONE DI RAFFAELLA CASTAGNOLA ROSSINI<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>Direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari (DCSU)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritratti femminili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 2016 \u00e8 stato un anno indubbiamente significativo per la Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<\/strong>, caratterizzato dalle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della donazione al Cantone Ticino della collezione di dipinti da parte del mecenate basilese, che ha portato alla nascita dell\u2019istituto museale cantonale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricorrenza ha offerto <strong>lo spunto per valorizzare relazioni e scambi con altri due musei elvetici (l\u2019Antikenmuseum und Sammlung Ludwig di Basilea e l\u2019Historisches und V\u00f6lkerkundemuseum di San Gallo),<\/strong> anch\u2019essi beneficiari di un lascito di Giovanni Z\u00fcst.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato un momento importante per il Dipartimento dell\u2019educazione, della cultura e dello sport, che ha voluto promuovere la ricerca sulla figura del donatore e sostenerne il giubileo con un volume monografico e una giornata di studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gi\u00e0 da tempo l\u2019attivit\u00e0 espositiva della Pinacoteca si \u00e8 distinta per l\u2019affermarsi di interessanti collaborazioni al di l\u00e0 dei confini cantonali<\/strong> e per la contestualizzazione delle ricerche e delle mostre in un pi\u00f9 ampio raggio territoriale: la costante e intelligente volont\u00e0 di ampliare lo sguardo oltre la cultura locale \u2013 a partire dal prezioso nucleo della sua collezione \u2013 ha fatto dell\u2019ubicazione della Pinacoteca nel Mendrisiotto il punto di forza per i contatti con l\u2019Italia, senza trascurare di tessere anche quelli a settentrione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Pinacoteca ha sovente presentato tematiche regionali quale aggancio per far conoscere e approfondire quelle internazionali. Viceversa, prendendo spunto da correnti e vicende artistiche internazionali, o dal settore del collezionismo, ha permesso di scoprire o rileggere artisti e creazioni del territorio ticinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale caratteristica apertura dal Ticino lungo i tracciati europei \u00e8 confermata, anzi, addirittura estesa con originalit\u00e0, nella mostra Divina creatura, dove nel contesto pi\u00f9 ampio del tema della moda nell\u2019Ottocento lo sguardo si spinge nella Roma novecentesca, seguendo il percorso di una nobildonna ticinese, Carolina Maraini-Sommaruga. L\u2019esposizione avvicina indirettamente il pubblico alla storia di un\u2019altra istituzione elvetica, internazionale e di grande importanza per il Ticino: l\u2019Istituto Svizzero di Roma con sede a villa Maraini, donata alla Confederazione proprio dalla contessa, che con la sua attivit\u00e0 l\u2019aveva gi\u00e0 resa un centro intellettuale e sociale. L\u2019Istituto figura anche tra i prestatori di opere, con il ritratto di Carolina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante pensare che, parallelamente ai ritratti d\u2019artista ancora molto richiesti nell\u2019Ottocento, soprattutto in ambito pittorico, nello stesso periodo nasceva la fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova arte, utilizzata in funzione rappresentativa, avr\u00e0 uno sviluppo e una diffusione capillare fra tutti i ceti sociali, anche meno abbienti di quelli in mostra a Rancate. A differenza del ritratto pittorico, in declino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Nel Ticino si conservano alcuni archivi fotografici a testimonianza di questa evoluzione.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo, ad esempio, il recupero e la valorizzazione dell\u2019Archivio Donetta di Corzoneso, che in altre occasioni ha gi\u00e0 collaborato con la Z\u00fcst ed \u00e8 stato ospitato nel 2015-2016 dall\u2019allora Museo cantonale d\u2019arte: anche in queste fotografie, l\u2019abito e l\u2019accessorio, ancorch\u00e9 di pi\u00f9 modesta fattura rispetto a quelli in mostra, assurgono a protagonisti e testimoni di un\u2019epoca, quasi pi\u00f9 eloquenti e disinvolti degli stessi soggetti ritratti.<br \/>\nPer la mostra Divina creatura \u00e8 stato invece coinvolto un altro archivio ticinese: l\u2019approfondimento della figura della contessa Carolina Maraini-Sommaruga \u00e8 stato infatti possibile grazie al lavoro dell\u2019Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino (AADRT), che raccoglie, cataloga e promuove i documenti riguardanti personalit\u00e0 femminili ticinesi, attive in diversi settori (culturali, sociali, pedagogici, politici).<br \/>\nSempre nell\u2019ambito della promozione di fondi d\u2019archivio, la Divisione della cultura e degli studi universitari, tramite il Sistema per la valorizzazione del patrimonio culturale, ha realizzato nel 2015 il portale \u201cS\u00e0mara\u201d, una piattaforma online di ricerca unificata nelle banche dati di istituti culturali. Dopo una prima fase di collaborazione con il Sistema bibliotecario ticinese, nel 2016 vi hanno aderito la Pinacoteca Z\u00fcst con il catalogo della sua collezione, la Fonoteca nazionale svizzera, il Dizionario storico svizzero e l\u2019Archivio di Stato con i suoi fondi fotografici. Altri istituti sono ormai pronti per condividere la propria documentazione.<br \/>\nTornando alla mostra Divina creatura, \u00e8 utile sottolineare come, anche grazie al suo focus sulla contessa di origini ticinesi, si aggiunge un nuovo tassello al tema trasversale, quasi un fil rouge, che caratterizza negli anni il programma espositivo della Pinacoteca: la donna nell\u2019arte, presentata o come soggetto o essa stessa artista. Ricordiamo La donna ticinese nel ritratto, Doni d\u2019amore. Donne e rituali nel Rinascimento e Leggere, leggere, leggere!, dove molte erano le figure femminili ritratte, anche da Albert Anker nella sezione a lui dedicata, mentre, per le donne artiste, possiamo citare le mostre sulla pittrice Rosetta Leins e sulla ceramista Raffaella Columberg, o la recente donazione di opere di Valeria Pasta Morelli, che confluiranno in una mostra nel 2018.<br \/>\nUn contributo essenziale, quello della Pinacoteca Z\u00fcst, sulle presenze femminili nel mondo dell\u2019arte, ancora oggi purtroppo poco rappresentate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIVINA CREATURA La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento Sede: Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst, Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera; piccolo museo-gioiello, famoso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50504,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[13063],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50516"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50516"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50516\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50523,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50516\/revisions\/50523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50516"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50516"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50516"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}