{"id":50661,"date":"2017-10-20T18:29:15","date_gmt":"2017-10-20T16:29:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50661"},"modified":"2017-10-22T22:24:26","modified_gmt":"2017-10-22T20:24:26","slug":"arte-a-cremona-genovesino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50661","title":{"rendered":"Arte a Cremona &#8211; GENOVESINO"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=50665\" rel=\"attachment wp-att-50665\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-50665\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-672-Genovesino_Molti_DAC8DC-6857-800-600-80.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-672-Genovesino_Molti_DAC8DC-6857-800-600-80.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-672-Genovesino_Molti_DAC8DC-6857-800-600-80-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-672-Genovesino_Molti_DAC8DC-6857-800-600-80-518x300.jpg 518w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\"><strong>6 Ottobre 2017 &#8211; 6 Gennaio 2018<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GENOVESINO<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=50664\" rel=\"attachment wp-att-50664\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-50664\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-genovesino__natura_e_invenzione_nella_pittura_del_seicento_a_cremona.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"672\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-genovesino__natura_e_invenzione_nella_pittura_del_seicento_a_cremona.jpg 470w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Arte-genovesino__natura_e_invenzione_nella_pittura_del_seicento_a_cremona-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Luigi Miradori detto il Genovesino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Genovesino, visse nella prima met\u00e0 del diciassettesimo secolo tra Genova e Cremona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, il pittore viene ricordato all\u2019interno delle Celebrazioni Monteverdiane.<\/p>\n<p>Presso il Museo Civico Ala Ponzone<\/p>\n<div>\n<p class=\"lobster blue single-title\">Tema: invenzione nella pittura del Seicento a Cremona<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"date_default\">\n<div><\/div>\n<div class=\"mostra-cnt-par\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Proseguono nel secondo semestre dell\u2019<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">anno monteverdiano<\/span><\/strong> le celebrazioni per<strong> l\u2019anniversario della nascita del divino compositore cremonese,<\/strong> e la luce che questa ricorrenza ha puntato sulla citt\u00e0 diviene occasione di riscoperta di altri artisti del passato che ne hanno reso grande il nome.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Tra questi spicca il nome del Genovesino,<\/span><\/strong> al secolo Luigi Miradori (c.1605 \u2013 1656), che <strong>da Genova emigra a Piacenza e poi a Cremona, diventando in breve tempo uno dei pittori pi\u00f9 richiesti<\/strong> del suo tempo <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">sia dall\u2019aristocrazia spagnola e locale<\/span><\/strong> \u2013 il governatore e castellano don \u00c1lvaro de Qui\u00f1ones \u00e8 il suo principale committente oltre che amico e protettore, la nobile famiglia Ponzone gli commissiona diverse opere \u2013 sia da diversi ordini e istituzioni religiose.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019esigenza, avvertita come una necessit\u00e0 dalla comunit\u00e0 cremonese tutta, di una <strong>mostra monografica mai realizzata sino ad ora, che restituisca lustro al pittore ricollocandolo nel posto di eccellenza che merita:<\/strong> alla Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona va in scena dal 6 ottobre 2017 al 6 gennaio 2018 la splendida mostra Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">vero tributo al valore di un pittore<\/span> <\/strong>che, se d\u00e0 prova di essere <strong>l\u2019indiscusso protagonista della scena artistica cittadina seicentesca<\/strong>, si conferma anche come <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">esponente di spicco <span style=\"color: #000000;\">nel panorama pittorico dell\u2019Italia settentrionale intera<\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Curata da Francesco Frangi<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, Valerio Guazzoni, storico dell\u2019arte e Marco Tanzi dell\u2019Universit\u00e0 del Salento. Saranno presentate <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">oltre cinquanta opere,<\/span><\/strong> in alcuni casi <strong>restaurate per l\u2019occasione,<\/strong> provenienti dalle chiese del territorio lombardo al pari di importanti musei italiani \u2013 tra cui Milano, Roma, Genova, Parma, Piacenza \u2013 e <strong>prestigiose collezioni private italiane ed estere.<\/strong><\/p>\n<p>Il Genovesino lavora nel corso della sua lunga carriera artistica, con un\u2019<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">eterogeneit\u00e0 di stili e temi che testimonia la principale cifra stilistica della sua opera:<\/span><\/strong> mosso da una curiosit\u00e0 che lo porta a captare suggestioni non solo gurative, ma anche letterarie, religiose e musicali (fu un apprezzato suonatore di \u201ccolascione\u201d),<strong> il pittore d\u00e0 prova di uno sperimentalismo sempre sospeso fra possibilit\u00e0 diverse,<\/strong> come a tentare di rincorrere con la pittura l\u2019estro irrequieto che ne marca l\u2019esistenza.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra si apre <span style=\"color: #000000;\">con la misteriosa<\/span> Suonatrice di Liuto<\/span> <\/strong>(<strong>Genova, Palazzo Rosso<\/strong>) e si snoda attraverso <strong>magnifci dipinti di argomento religioso, tra cui spiccano la Nascita della Vergine<\/strong> di propriet\u00e0 dello stesso Museo Civico Ala Ponzone, l\u2019Adorazione dei Magi (Parma, Galleria Nazionale), la Sacra Famiglia (Piacenza, Istituto Gazzola), Lot e le figlie (Roma, BNL Gruppo BNP Paribas) e <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ultima cena (collezione privata) quest\u2019ultima inedita e mai esposta al pubblico<\/span><\/strong> come altre nove opere, tra cui il <strong>Sacrifcio di Isacco (New York, collezione privata)<\/strong>, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina, Cremona Museo Berenziano, sino al suo capolavoro: il Riposo nella fuga in Egitto (Cremona, Chiesa di Sant\u2019Imerio) con la Sacra Famiglia sul proscenio oggetto di un\u2019attenzione a ettuosa e arguta, mentre sullo sfondo si consuma l\u2019e erato spettacolo della strage degli innocenti.<\/p>\n<p>La rassegna continua tra le <strong>suggestive immagini realizzate dal Genovesino per il collezionismo privato<\/strong> come le <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">numerose allegorie della Vanitas,<\/span><\/strong> accomunate dalla ra gurazione di un putto addormentato accanto a teschi e altri simboli del passare del tempo:<\/p>\n<p><strong>il tema della caducit\u00e0 umana e della mortalit\u00e0 infantile,<\/strong> alimentato dai<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> ricordi della epidemia di peste<\/span> <\/strong>e declinato in <strong>termini sempre pi\u00f9 espliciti e grotteschi,<\/strong> \u00e8 infatti costante in tutta la sua carriera.<\/p>\n<p>L\u2019itinerario espositivo \u00e8 completato da un nucleo di ritratti, capeggiati dal Ritratto di Sigismondo Ponzone con il cane, di propriet\u00e0 del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, tra gli esemplari pi\u00f9 signi cativi della ritrattistica infantile del Seicento, dal magnifco Ritratto Trivulzio, proveniente da New York e considerato disperso dal 1932, e dal Ritratto di monaco della famiglia Pueroni (collezione privata), <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">a lungo <span style=\"color: #000000;\">ritenuto un capolavoro del grande pittore spagnolo<\/span> Francisco de Zurbar\u00e1n. <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Grazie ad un accordo tra i Comuni di Cremona e Mantova, arriva <strong>in mostra anche lo splendido Ritratto di gentiluomo,<\/strong> capolavoro della ritrattistica lombarda della met\u00e0 del Seicento conservato al Museo del Palazzo D\u2019Arco di Mantova.<\/p>\n<p>A uniformare questo disinvolto passare dall\u2019osservazione curiosa della quotidianit\u00e0, ricca di notazioni di costume e non priva degli scon namenti nel fantastico tipici della tradizione barocca, ai soggetti che si rifanno alla pi\u00f9 canonica iconogra a religiosa, interviene un uso del chiaroscuro che ammicca al luminismo caravaggesco.<\/p>\n<p>Altre opere straordinarie del Genovesino possono in ne essere ammirate in chiese e palazzi a Cremona, come la vasta tela con la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, eseguita nel 1647 per il presbiterio della Chiesa di San Francesco e oggi nel Salone dei quadri del Palazzo Comunale, dove l\u2019artista esalta l\u2019attualit\u00e0 del racconto evangelico riversandolo in un contesto familiare con ritratti vivacemente caratterizzati di contemporanei cos\u00ec da favorire l\u2019identi cazione del pubblico e alimentarne la ducia nella provvidenza celeste. Come osservava Mina Gregori, questa rappresentazione ha anche un risvolto comico con i tanti dettagli di sapore picaresco che l\u2019artista sparge nel dipinto. Lo sperimentalismo di Genovesino, sempre sospeso fra diverse possibilit\u00e0 \u2013 il tragico o il macabro da un lato e il comico dall\u2019altro, le evasioni nel fantastico e gli a ondi nella realt\u00e0 \u2013 sembra d\u2019altronde il tratto distintivo pi\u00f9 singolare della sua pittura estrosa e imprevedibile.<\/p>\n<p>Sono inoltre state<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> restaurate appositamente per la mostra<\/span><\/strong>, grazie al Comune e alla Diocesi di Cremona, <strong>sette importanti opere di propriet\u00e0 ecclesiastica<\/strong> che hanno ritrovato i colori e la qualit\u00e0 pittorica originari.<\/p>\n<p>Promossa dal Comitato nato nel 2015 e composto da Comune di Cremona, Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, Fondazione Museo del Violino, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, Fondazione Stau er, Archivio di Stato, Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo, Regione Lombardia e Comune di Mantova, e realizzata grazie al contributo di numerosi enti \u2013 tra i quali Governo, Regione Lombardia, Comune di Cremona, Fondazione Cariplo, Fondazione Stau er e Camera di Commercio di Cremona \u2013 la mostra si presenta come un percorso espositivo affascinante e trasversale ma soprattutto necessario, che <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">apre nuovi squarci e prospettive di <span style=\"color: #000000;\">ricerca sul Genovesino<\/span><\/span><\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra si avvale di un prestigioso Comitato scientifico composto da<\/span> <\/strong>\u2013 Gabriele Barucca, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, Francesca Cappelletti dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Ferrara, Don Andrea Foglia, gi\u00e0 direttore dell\u2019Archivio Storico Diocesano di Cremona, Don Gianluca Gaiardi dell\u2019U cio Beni Culturali della Diocesi di Cremona, Stefano L\u2019Occaso, direttore del Polo Museale della Lombardia, Angelo Loda della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Mario Marubbi, conservatore presso la Pinacoteca Ala Ponzone, Xavier F. Salomon, curatore capo della Frick Collection di New York, Letizia Treves, curatrice del Dipartimento di pittura italiana e spagnola 1600-1800 e capo del Dipartimento di curatela della National Gallery di Londra e Monica Visioli dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dal 06 Ottobre 2017 al 06 Gennaio 2018<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>CREMONA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Museo Civico Ala Ponzone<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Francesco Frangi, Valerio Guazzoni, Marco Tanzi<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">COSTO DEL BIGLIETTO:<\/span><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> 10 \u20ac intero<\/span><\/strong>, 8 \u20ac ridotto e gruppi, 3 \u20ac per chi ha diritto all\u2019ingresso gratuito alla pinacoteca.<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\">Il biglietto d\u2019ingresso alla mostra d\u00e0 diritto a visitare anche la Pinacoteca e la collezione \u201cLe stanze per la Musica\u201d. La prima domenica del mese ingresso gratuito alla Pinacoteca con 3 euro per accesso alla mostra<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.mostragenovesino.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.mostragenovesino.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>6 Ottobre 2017 &#8211; 6 Gennaio 2018 &nbsp; GENOVESINO Luigi Miradori detto il Genovesino Il Genovesino, visse nella prima met\u00e0 del diciassettesimo secolo tra Genova<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[13097],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50661"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50661"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50667,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50661\/revisions\/50667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}