{"id":50847,"date":"2017-10-24T19:29:56","date_gmt":"2017-10-24T17:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50847"},"modified":"2017-10-26T18:26:59","modified_gmt":"2017-10-26T16:26:59","slug":"arte-a-rovigo-secessioni-europee-londa-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50847","title":{"rendered":"Arte a  Rovigo &#8211; Secessioni europee L&#8217;onda della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli ultimi anni in Italia il te<\/strong>ma delle Secessioni \u00e8 stato indagato e presentato in rassegne prevalentemente dedicate al singolo episodio viennese e a quello romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cSecessione. Monaco Vienna Praga Roma. L\u2019onda della modernit\u00e0\u201d, <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la mostra a cura di <strong>Francesco Parisi<\/strong> in programma a Rovigo, in Palazzo Roverella, <strong>dal 23 settembre \u201817 al 21 gennaio \u201918<\/strong>, propone per la prima volta un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Monaco, Vienna, Praga e Roma.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidenziando differenze, affinit\u00e0 e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo, basti pensare a Gustav Klimt e a Egon Schiele che esposero alle mostre della Secessione Romana o a Segantini che partecip\u00f2 alle annuali mostre viennesi.<br \/>\n<a title=\"FOTO: Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L\u2019onda della modernit\u00e0\" href=\"http:\/\/arte.it\/foto\/skyline-secessionisti--ovvero-le-capitali-storiche-del-modern-style-929\/1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.arte.it\/foto\/orig\/d6\/68531-Secessione.jpg\" alt=\" FOTO: Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L\u2019onda della modernit\u00e0 \" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\nNella rassegna vengono messi in evidenza gli esiti modernisti della secessione monacense, il trionfo del decorativismo della secessione viennese, il visionario espressionismo del gruppo Sursum praghese fino al crocevia romano e alla sua continua ricerca di una via altra e diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, si avvale della prestigiosa collaborazione delle principali istituzioni museali europee, dall\u2019Albertina di Vienna alla Klimt Foundation, dal Museo Villa Stuck di Monaco alla Narodni Galerie di Praga e di altre importanti collezioni museali europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scandita per sezioni tematiche dedicate alle singole citt\u00e0 europee, la mostra si apre, cronologicamente, con la Secessione di Monaco.<br \/>\nQuando, nel 1892, apparve sulla scena, non presentava una fisionomia ben definita e specifica, ma presto avrebbe assunto quel taglio modernista che sar\u00e0 definito Jugendstil, titolo derivato dalla rivista \u00abJugend\u00bb che ospit\u00f2 le illustrazioni della giovane boh\u00e8me monacense e non solo, arrivando ad includere nel corso degli anni anche artisti italiani. Al movimento aderirono Franz von Stuck, Anders Zorn, Max Klinger, Max Liebermann, Ludwig von Hofmann. Il focus dell\u2019intera sezione della mostra dedicata alla Secessione di Monaco sar\u00e0 incentrato principalmente su gruppi di opere prodotte tra il 1898 e il 1910.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Secessione di Vienna si form\u00f2 nel 1897 e rappresent\u00f2, sin dal suo esordio, l\u2019evoluzione e il superamento di tutte le formule allora esistenti, incluso il simbolismo. Sostenuto dallo scrittore Ludwig Hevesi e dal pittore Gustav Klimt, al volgere del secolo il movimento inizi\u00f2 a rappresentare con i suoi compiacimenti astratto-razionalisti e bizantineggianti una visione diversa dell\u2019arte rispetto al Modernismo europeo, estendendo la sua influenza, come la consorella monacense, verso l\u2019area italiana e slava. Nonostante la Secessione di Vienna sia stata quella con un respiro pi\u00f9 internazionale l\u2019attenzione in mostra \u00e8 posta in particolare sull\u2019aspetto autoctono degli artisti esposti, con particolare rilievo alla pittura, alla grafica e alle arti decorative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Secessione di Praga prese forma in una serie di gruppi di artisti pi\u00f9 o meno organizzati, che a partire dal 1890 si ritrovarono a manifestare le loro idee in aperto contrasto con l\u2019arte ufficiale boema. Tra i primi movimenti modernisti sicuramente il ruolo di apripista lo ebbe il gruppo Manes, sorto singolarmente nell\u2019accademia di Monaco, ma presto trasferitosi a Praga nel tentativo di riformare l\u2019arte nazionale Ceca. Attorno al 1910 si form\u00f2 invece il pi\u00f9 celebre gruppo Sursum, che manteneva al suo interno diverse anime, da quella pi\u00f9 espressionista e Nabis di Josef Vachal a quella pi\u00f9 finemente tardo simbolista di Frantisek Kobliha fino allo scultore Frantisek Bilek. Dato il grande sviluppo dell\u2019illustrazione, del disegno e dell\u2019incisione, circa un terzo dell\u2019intera sezione sar\u00e0 costituito da opere su carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza delle secessioni europee, che mostravano tutte una predisposizione all\u2019estetica simbolista, la Secessione di Roma (1913-1916) aveva una formula diversa, quella dell\u2019esposizione libera e \u201cgiovane\u201d che permetteva al suo interno, seppur con alcune limitazioni, lo svilupparsi di linguaggi differenti.<br \/>\nBen distinta dalle avanguardie futuriste la Secessione romana era legata piuttosto a criteri che appartenevano ancora ad un ambito di \u201caristocrazia dell\u2019arte\u201d che ne limitava le sperimentazioni pi\u00f9 ardite, ma altres\u00ec aperta a suggestioni internazionali: la Prima Esposizione Internazionale della Secessione fu l\u2019occasione per vedere in mostra per la prima volta opere di Matisse e dei post-impressionisti, mentre l\u2019anno successivo, alla II Esposizione, accanto a C\u00e9zanne e Matisse, furono presenti Klimt e Schiele.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nDal 23 Settembre 2017 al 21 Gennaio 2018<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>ROVIGO<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Palazzo Roverella<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Francesco Parisi<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>In collaborazione con Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">TELEFONO PER INFORMAZIONI:<\/span> +39 049 8234800<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/www.palazzoroverella.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.palazzoroverella.com\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni in Italia il tema delle Secessioni \u00e8 stato indagato e presentato in rassegne prevalentemente dedicate al singolo episodio viennese e a quello<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50849,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[13145],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50847"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50847"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50847\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50859,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50847\/revisions\/50859"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}