{"id":50988,"date":"2017-10-27T19:33:06","date_gmt":"2017-10-27T17:33:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50988"},"modified":"2017-10-27T19:33:06","modified_gmt":"2017-10-27T17:33:06","slug":"arte-fotografica-a-milano-fondazione-prada-osservatorio-questioning-pictures","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=50988","title":{"rendered":"Arte fotografica a Milano &#8211; FONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO \u201cQUESTIONING PICTURES\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=50990\" rel=\"attachment wp-att-50990\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-50990 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/image001-copia.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/image001-copia.png 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/image001-copia-246x300.png 246w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA PRESENTA ALL\u2019OSSERVATORIO LA MOSTRA <strong>\u201cQUESTIONING PICTURES\u201d<\/strong> DI STEFANO GRAZIANI <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">DAL 9 NOVEMBRE 2017<\/span><\/strong> AL 26 FEBBRAIO 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u2013 Fondazione Prada presenta \u201cQuestioning Pictures\u201d, un nuovo progetto espositivo di Stefano Graziani, <strong>all\u2019Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II<\/strong> a Milano dal 9 novembre 2017 al 26 febbraio 2018 (anteprima stampa gioved\u00ec 9 novembre, dalle 10 alle 14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, curata da <strong>Francesco Zanot<\/strong>, include un nuovo corpus di opere commissionate dalla Fondazione che esplorano la fotografia come strumento di narrazione, catalogazione e reinterpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graziani indaga sistemi di archiviazione e conservazione di musei come il Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal, il Sir John Soane\u2019s Museum di Londra, il Kunstmuseum Basel, il Museum Insel Hombroich di Neuss, il Museo di Castelvecchio a Verona e la gipsoteca del Museo Canova a Possagno, concentrandosi sul rapporto ambivalente tra fotografia e oggetto museale. Il fotografo si muove su un territorio ambiguo: da una parte svolge un lavoro di documentazione di materiali diversi come disegni e modelli architettonici, libri, fotografie e dipinti, dall\u2019altra intraprende un percorso di interpretazione attraverso un uso attento delle luci e degli angoli di ripresa e l\u2019inclusione nei suoi scatti di elementi di disturbo. Le sue fotografie non solo rivelano raccolte museali e archivi a cui solitamente il pubblico non ha accesso, ma li riattivano secondo logiche e prospettive del tutto soggettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sostiene Francesco Zanot, \u201cQuestioning Pictures\u201d \u00e8 \u201cuna sorta di crash-test progettato per verificare la capacit\u00e0 del museo di resistere agli attacchi esterni e aumentarne proporzionalmente la porosit\u00e0. Trasforma l\u2019invisibile in visibile scongiurando l\u2019eventualit\u00e0 di una successiva inversione di questi termini, e mettendo cos\u00ec in luce uno dei principali meccanismi attraverso cui i musei generano e controllano il proprio potere. Anche le norme imposte dai musei per la riproduzione dei materiali in collezione svolgono la medesima funzione. Graziani le elude sistematicamente compiendo un atto di resistenza. \u00c8 un gesto di disobbedienza civile esercitato attraverso l\u2019adozione di un rigore etico e formale che ricorda le fotografie di Walker Evans e Lewis Baltz. Si confronta con un dato indiscutibile: \u2018Poich\u00e9 la macchina fotografica \u00e8 letteralmente un apparecchio per archiviare, ogni fotografia \u00e8&#8230; a priori un oggetto d\u2019archivio\u2019, come sostiene Okwui Enwezor. E si impegna nella fabbricazione di un anti-archivio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un dispositivo allestitivo, concepito dallo studio OFFICE Kersten Geers David Van Severen come un sistema di paraventi colorati e modulabili, disposti sui due livelli dell\u2019Osservatorio, si creano degli accostamenti visivi e semantici inaspettati tra le fotografie e tra gli oggetti rappresentati. Il modello di un edificio di Aldo Rossi \u00e8 collegato a un disegno di Gordon Matta-Clark, un album fotografico di fine Ottocento su Pompei \u00e8 accostato a un plastico del Pantheon in mostra al Sir John Soane\u2019s Museum di Londra, un gesso di Antonio Canova conservato a Possagno dialoga con le Tre Grazie di Lucas Cranach esposte al Kunstmuseum Basel e ancora una maquette di un progetto utopico di Cedric Price \u00e8<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>associata a un prototipo di tavolo disegnato da Mies van der Rohe. Ci\u00f2 che unisce questo insieme eterogeneo di oggetti e opere d\u2019arte \u00e8 il pensiero di Graziani, la cui visione li trasforma in nature morte, disorientanti e inattese. \u201cEnigmatiche proprio come la natura della fotografia che emerge qui in maniera lampante: documento-non-documento\u201d, come osserva Zanot.<\/p>\n<p>In questo progetto, la fotografia funziona inoltre come un nastro trasportatore, un collettore, un veicolo di trasmissione in grado di ricollocare e accostare opere lontane nello spazio e nel tempo e spesso impossibili da trasferire concretamente da un luogo all\u2019altro. Inoltre opera come uno strumento che, attraverso sottili deviazioni, minime alterazioni e interpretazioni personali, scardina i sistemi di archiviazione e catalogazione tradizionali per conferire una nuova visibilit\u00e0, e quindi una nuova vita, a documenti, materiali e opere d\u2019arte conservati in raccolte museali. All\u2019interno di questi archivi Graziani introduce dei \u201cvirus visivi e intrepretativi\u201d e compie un\u2019azione di \u201chackeraggio\u201d che innesca una catena potenzialmente infinita di nuove analisi ed enigmi.<\/p>\n<p>La mostra \u201cQuestioning Pictures\u201d sar\u00e0 accompagnata da una pubblicazione della serie dei Quaderni della Fondazione, che include un testo critico di Francesco Zanot e un\u2019intervista a Stefano Graziani di Giovanna Borasi, curatrice del Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal.<\/p>\n<p>fondazioneprada.org<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Graziani \u2013 note biografiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Graziani (1971), fotografo, ha pubblicato: Nature Morte, Fictions and Excerpts, con testi di Nanni Cagnone e Pierpaolo Tamburelli, Galleria Mazzoli, Modena 2016, Neon Palladio, con un testo di Guido Beltramini, Architecture without Content, form epfl, 2016, Fruits and Fireworks, con un testo di Francesco Garutti, a+mbookstore, Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2016, Caraibi, with Matteo Campagnoli, Humboldt Books, Milano 2015, Salto Grande Estasi, con un testo di Ilaria Speri, Skinnerboox, 2015, It seemed as Though the Mist Itself Had Screamed, con testi di Nanni Cagnone, Kersten Geers, Francesco Zanot, Galleria Mazzoli, Modena 2014, Conversazioni notturne, testi di Alessandro Dandini de Sylva, Quodlibet 2014, Some of these Paces Have Been Observed in Greater Depth, con un testo di Francesco Zanot, Neo, Udine 2013, Memory Talks, a+mbookstore, testi di Elena Turetti, Milano 2012, Under the Volcano and other stories, Galleria Mazzoli, Modena 2009. Testi di Anselm Franke, Rene Gabri, Arturo Carlo Quintavalle, Gianluigi Ricuperati, L\u2019isola, Galleria Mazzoli, Modena 2009. Con una nota dell\u2019autore e alcune citazioni tratte da Scritti, di Roberto Bazlen, Adelphi, Milano 1984, Taxonomies, a+mbookstore, Milano 2007. Con una nota dell\u2019autore e testi di Stefano Boeri, Antonello Frongia, Rene Gabri, ha curato il\u00a0volume, Jeff Wall, Gestus, Scritti sulla fotografia e sull\u2019arte. Quodlibet 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha\u00a0pubblicato Proofs of Relevance, in AP164: Abalos Herreros, a cura di Giovanna Borasi, CCA Park Books Zurigo, 2016, l\u2019introduzione a The Diluition of Architecture, di Yona Friedman e Manuel Orazi, Park Books, Zurigo 2017, More than a Hundred Year, with Crist&amp;Gantenbein, Venezia\/Basel 2016, How Things meet, with Falma Fshazi and 51n4e, Art Paper, editions, 2016, Casa della Memoria con Baukuh, a+mbookstore, Milano, Kunstmuseum Basel, New Building, con Christ&amp;Gantenbein, Hatje Cantz 2016. In corso di pubblicazione un nuovo progetto su Superstudio con Gabriele Mastrigli. \u00c8 co-fondatore della rivista San Rocco e di Genda. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all\u2019estero e sono parte di collezioni private e pubbliche (CCA Montreal, Maxxi Roma, Fondazione Fotografia di Modena). Nel 2017 ha realizzato Through your Eyes, introduzione ai lavori di Go Hasegawa e Kersten Geers David Van Severen, all\u2019interno della mostra curata da Giovanna Borasi al CCA, Montreal. Collabora con diversi studi di architettura tra i quali Baukuh, Christ&amp;Gantenbein, Office KGDVS, PioveneFabi, Studio Mumbai, 51N4E. Vive a Trieste, insegna al Master in Photography allo IUAV di Venezia, e alla NABA di Milano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE PRADA PRESENTA ALL\u2019OSSERVATORIO LA MOSTRA \u201cQUESTIONING PICTURES\u201d DI STEFANO GRAZIANI DAL 9 NOVEMBRE 2017 AL 26 FEBBRAIO 2018 \u00a0\u2013 Fondazione Prada presenta \u201cQuestioning Pictures\u201d,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50991,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[13177],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50988"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=50988"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50992,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/50988\/revisions\/50992"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=50988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=50988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=50988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}