{"id":53398,"date":"2018-01-25T18:32:31","date_gmt":"2018-01-25T17:32:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=53398"},"modified":"2018-01-24T21:37:51","modified_gmt":"2018-01-24T20:37:51","slug":"lavoro-giovani-italiani-sono-i-piu-insoddisfatti-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=53398","title":{"rendered":"Lavoro &#8211; GIOVANI ITALIANI SONO I PI\u00d9 INSODDISFATTI AL MONDO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UNIVERSIT\u00c0, I GIOVANI ITALIANI SONO I PI\u00d9 INSODDISFATTI AL MONDO: APPAGATI SOLO 6 STUDENTI SU 10<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Un sondaggio internazionale condotto da Sodexo su oltre 4mila universitari ha svelato che<span style=\"color: #ff0000;\"> i giovani italiani sono i pi\u00f9 insoddisfatti della propria vita:<\/span> <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>se nel Bel Paese il livello di soddisfazione<span style=\"color: #ff0000;\"> tocca il 62%,<\/span> in India (82%), Cina (76%) e Regno Unito (75%) gli studenti rivelano un maggiore benessere. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La percentuale scende addirittura al 54% in relazione agli studi. Tra le principali preoccupazioni, il carico di lavoro e i troppi impegni.\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paese che vai, insoddisfazione che trovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, come dice un popolare proverbio, <span style=\"color: #ff0000;\">tutto il mondo \u00e8 paese, lo stesso non si pu\u00f2 dire per il<\/span> <strong>livello di benessere degli studenti<\/strong>, che cambia considerevolmente a diverse longitudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, come spesso accade, l\u2019<strong><span style=\"color: #ff0000;\">Italia si configura triste fanalino di coda<\/span> per quanto concerne la felicit\u00e0 dei propri giovani<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #ff0000;\">dato \u00e8 allarmante:<\/span><\/strong> quasi <strong>4 universitari su 10 <\/strong>(<strong>38%<\/strong>)<strong> rivelano di non essere soddisfatti della propria vita<\/strong>, addirittura <strong>quasi uno su 2<\/strong> (<strong>46%<\/strong>) <strong>non \u00e8 contento del proprio percorso accademico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le percentuali sono ancora pi\u00f9 impietose se raffrontate con i colleghi a livello internazionale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">gli studenti di <strong>India<\/strong> (<strong>82%<\/strong>),<strong> Cina <\/strong>(<strong>76%<\/strong>), <strong>Regno Unito <\/strong>(<strong>7 5%<\/strong>), <strong>Stati Uniti <\/strong>(<strong>73%<\/strong>) e <strong>Spagna <\/strong>(<strong>70%<\/strong>) risultano essere<span style=\"color: #ff0000;\"><strong> decisamente pi\u00f9 appagati dalla propria vita studentesca<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 tutto: ben <strong>il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta di abbandonare l\u2019universit\u00e0<\/strong>, contro il 5% dei cinesi e il 20% degli indiani, preceduti solo dai pari et\u00e0 inglesi (37%). I motivi dell\u2019insoddisfazione? Sul podio delle preoccupazioni, l\u2019<strong>eccessivo carico di lavoro <\/strong>(<strong>51%<\/strong>), la <strong>mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro<\/strong> (<strong>44%<\/strong>) e la possibilit\u00e0 di <strong>trovare lavoro dopo la laurea<\/strong> (<strong>43%<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quanto emerge dal recente sondaggio a livello mondiale condotto da <strong><em>Sodexo <\/em><\/strong>intervistando <strong>oltre 4000 <\/strong>studenti provenienti da<strong> Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India<\/strong> relativamente allo stile di vita universitario, per andare a scoprire, tra i diversi aspetti analizzati, qual \u00e8 il livello di soddisfazione degli studenti italiani rispetto a quello dei pari et\u00e0 internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer attrarre le menti pi\u00f9 brillanti e continuare a stimolarle, <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>le universit\u00e0 non devono solo fornire istruzione<\/strong>,<\/span> ma devono anche rivolgere la loro attenzione<strong> alla <span style=\"color: #ff0000;\">qualit\u00e0 della vita degli studenti<\/span><\/strong> e di tutti coloro che lavorano all&#8217;interno dei campus \u2013 spiega <strong>Franco Bruschi<\/strong>, <em>Head of Schools &amp; Universities Segment Med Region<\/em> di <strong><em>Sodexo <\/em><\/strong>\u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ai nostri 50 anni d\u2019esperienza e al feedback continuo da parte degli studenti in <strong>pi\u00f9 di 1600 campus in 32 Paesi<\/strong>, siamo in grado di realizzare <strong>servizi che migliorano la qualit\u00e0 della vita all\u2019interno delle Universit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, la sicurezza e il comfort dell\u2019ambiente in cui gli studenti vivono e studiano sono fattori che influenzano qualit\u00e0 della vita e capacit\u00e0 di apprendimento. La competenza nel ge stire la sorveglianza, un&#8217;illuminazione adeguata o la manutenzione delle aule <strong>contribuisce a mettere gli studenti a proprio agio<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andando nel dettaglio dei motivi che rendono gli studenti italiani i pi\u00f9 insoddisfatti, salta all\u2019occhio <strong>il dato relativo al tempo dell\u2019insegnamento, che appaga il 56% del totale contro il 70% della media<\/strong>. Un altro aspetto con cui gli universitari italiani devono fare i conti \u00e8 quello economico: <strong>oltre 4 su 10 <\/strong>(<strong>43%<\/strong>) si dichiarano<strong> preoccupati dalla gestione delle spese quotidiane<\/strong>, dato poco superiore alla media sovranazionale (40%). Infine, <strong>pi\u00f9 di un terzo degli studenti<\/strong> (<strong>37%<\/strong>) pensa di aver ottenuto un <strong>buon rapporto qualit\u00e0-prezzo dai servizi offerti dal proprio ateneo<\/strong>, valore inferiore a quelli di tutte le altre nazioni, fatta eccezione per il Regno Unito. Gli studenti italiani sono anche tra <strong>i pi\u00f9 pessimisti nel ritenere che l\u2019universit\u00e0 possa aiutarli a risolvere i lo ro problemi<\/strong>, come quelli legati all\u2019alloggio (53%), alla salute (47%), alla vita sociale (46%) e alle finanze (44%), valori sopra la media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Sorprende un poco la scarsa soddisfazione per il rapporto costi-benefici dell\u2019istruzione universitaria<\/strong>. Le universit\u00e0 pubbliche italiane, a dispetto di certi luoghi comuni, presentano costi di accesso fortemente contenuti a fronte di una <strong>qualit\u00e0 media elevata<\/strong> che ci viene internazionalmente riconosciuta\u201d spiega <strong>Paolo Cherubini<\/strong>, Prorettore Vicario dell\u2019<em>Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca<\/em>. Per <strong>Loredana Garlati<\/strong>, Prorettore all\u2019Orientamento e Job Placement dell\u2019<em>Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca<\/em>, invece: &#8220;La preoccupazione del futuro in un societ\u00e0 complessa come quella attuale e in un momento di crisi economica ma anche di valori sembra scoraggiare e condizionare la visione di un percorso universitario, come se si avvertisse <strong>una mancanza di proporzionalit\u00e0 tra l&#8217;impegno di st udio e le possibilit\u00e0 di lavoro<\/strong>. Vista dal lato positivo, lo studente non vede pi\u00f9 l&#8217;universit\u00e0 come un \u201cesamificio\u201d, ma come <strong>una comunit\u00e0 da cui attendere non solo qualit\u00e0 didattica ma anche supporto nella soluzione dei propri problemi<\/strong> attraverso servizi orientamento, counselling, alloggi, luoghi di aggregazione, sport et, oltre a servizi efficienti, ma su questo le universit\u00e0 italiane hanno ancora molto da fare&#8221;. Infine <strong>Michele Rostan<\/strong>, Delegato al Benessere Studentesco presso l\u2019<em>Universit\u00e0 degli Studi di Pavia<\/em>, spiega che: \u201cI risultati dell\u2019indagine ci segnalano che ci\u00f2 che facciamo, soprattutto nei primi mesi del percorso universitario degli studenti, <strong>non sembra sufficiente per rispondere positivamente alle loro domande<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre, quindi, un maggiore impegno nel <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>contrastare la dispersione formativa<\/strong>,<\/span> nell\u2019ac compagnare gli studenti nel loro percorso, una <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>maggiore attenzione alla didattica e l\u2019offerta di maggiori spazi dedicati allo studio<\/strong>,<\/span> soprattutto insieme ad altri studenti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma quali sono le ragioni dell\u2019insoddisfazione dei giovani dello Stivale?<\/strong> Se al primo posto della top 10 si piazza <span style=\"color: #ff0000;\">l\u2019<\/span><strong><span style=\"color: #ff0000;\">eccessivo carico di lavoro<\/span> che devono sopportare<\/strong> (<strong>51%<\/strong>), ben il <strong>44% <\/strong>lamenta la <strong>mancanza di equilibrio tra il tempo da dedicare allo studio<\/strong>, <strong>alla socializzazione e al lavoro<\/strong>, mentre il terzo gradino del podio spetta alle <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>scarse possibilit\u00e0 di trovare un\u2019occupazione dopo la tanto sudata laurea<\/strong> (<strong>43%<\/strong>)<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>39% <span style=\"color: #ff0000;\">non crede di essere in grado di cercare il lavoro dopo il titolo di studio<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">,<\/span> mentre il <strong>31% <span style=\"color: #ff0000;\">non crede di raggiungere una votazione che corrisponda alle proprie aspettative<\/span> <\/strong>dopo aver discusso la tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno gettonate tra le motivazioni d\u2019insoddisfazione completano la classifica le <strong>preoccupazione economiche quotidiane<\/strong> (<strong>30 %<\/strong>), il <strong>senso di solitudine<\/strong> (<strong>19%<\/strong>), la <strong>nostalgia di casa<\/strong> (<strong>10%<\/strong>) e i <strong>debiti accumulati<\/strong> durante il percorso di studio (<strong>8%<\/strong>). Per il 3% le motivazioni sono di altra natura, mentre solo il 2% ha dichiarato di non patire alcuna preoccupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un discorso a parte \u00e8 quello dei motivi che hanno spinto il<span style=\"color: #ff0000;\"><strong> 36% degli studenti italiani a considerare l\u2019abbandono degli studi come soluzione ai propri problemi<\/strong>,<\/span> un dato molto simile a Regno Unito (37%), Stati Uniti (35%), Spagna (33%), ma <strong>lontano da India <\/strong>(<strong>20%<\/strong>) e<strong> Cina <\/strong>(<strong>5%<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i giovani del Bel Paese che hanno pensato di abbandonare l\u2019universit\u00e0 il <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>57% l\u2019ha fatto per problemi legati allo studio<\/strong>, il <strong>28% per problemi economici<\/strong>,<\/span> il <strong>22% per problemi familiari<\/strong>, il <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>21% per l\u2019insoddisfazione legata alla qualit\u00e0 dei servizi in relazione al rapporto qualit\u00e0\/prezzo<\/strong>,<\/span> il 16% per problemi di salute e il 12% per problematiche legate alla vita sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNIVERSIT\u00c0, I GIOVANI ITALIANI SONO I PI\u00d9 INSODDISFATTI AL MONDO: APPAGATI SOLO 6 STUDENTI SU 10 Un sondaggio internazionale condotto da Sodexo su oltre 4mila<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15082,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411],"tags":[13800],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53398"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53398"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53400,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53398\/revisions\/53400"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}