{"id":54336,"date":"2018-03-01T20:24:56","date_gmt":"2018-03-01T19:24:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54336"},"modified":"2018-03-04T17:50:22","modified_gmt":"2018-03-04T16:50:22","slug":"la-bellezza-nicholas-konstantinovic-roerich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54336","title":{"rendered":"LA BELLEZZA  &#8211; Nicholas Konstantinovic Roerich"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=54355\" rel=\"attachment wp-att-54355\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-54355\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-arte-672-greca-dea-bellezza-archeologia-Grecia-.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-arte-672-greca-dea-bellezza-archeologia-Grecia-.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-arte-672-greca-dea-bellezza-archeologia-Grecia--300x187.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-arte-672-greca-dea-bellezza-archeologia-Grecia--481x300.jpg 481w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=54321\" rel=\"attachment wp-att-54321\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-54321\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-672-Bellezza-dea-grecia-immortalit\u00e0-plastica-estetica-arte.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-672-Bellezza-dea-grecia-immortalit\u00e0-plastica-estetica-arte.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-672-Bellezza-dea-grecia-immortalit\u00e0-plastica-estetica-arte-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Donna-672-Bellezza-dea-grecia-immortalit\u00e0-plastica-estetica-arte-488x300.jpg 488w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Di bellezza e della sua tutela, se ne occup\u00f2, prima dellUNESCO,\u00a0Nicholas Roerich<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNESCO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura ( UNESCO )ufficialmente il 16 novembre del 1945 a Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;agenzia ha il compito specifico di favorire la pace tra i popoli attraverso la tutela dei beni culturali e del paesaggio.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Nicholas Konstantinovic Roerich<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un personaggio che meriterebbe una grande attenzione; se vi interessano \u00a0l&#8217;arte e la bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli fu: archeologo, antropologo, pittore, disegnatore, costumista, scrittore, viaggiatore, diplomatico, conferenziere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a San Pietroburgo nel 1874, incoraggiato dal pittore Mikhail O. Mikhesine, aveva incominciato a dipingere, iscrivendosi poi all&#8217; Accademia di Belle Arti.<\/p>\n<p>Nel 1898 ottenne una cattedra nell\u2019Istituto Imperiale Archeologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio del Novecento, Roerich era una figura di spicco nel mondo culturale di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si occupava di diverse discipline, tra le tante; \u00a0l\u2019archeologia, la pittura, la scenografia.<\/p>\n<p>Membro, dal 1909, dell\u2019Accademia imperiale russa di Belle Arti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un breve momento, fu anche \u00a0presidente del Comitato di artisti creato dallo scrittore <strong>Maksim Gorki;\u00a0<\/strong>insieme si riunivano nello <strong>storico Palazzo d\u2019Inverno a San Pietroburgo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la Rivoluzione di Ottobre, Roerich si spost\u00f2 con la \u00a0famiglia in Finlandia e, nel 1920 accett\u00f2 l&#8217;incarico di \u00a0direttore dell\u2019Istituto d\u2019Arte di Chicago; dove si trasfer\u00ec definitivamente fuori dalla Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1923 alcuni suoi ammiratori fondarono il Roerich Museum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inatanto lui partiva con la moglie per un lungo viaggio:\u00a0 un lungo viaggio nelle regioni pi\u00f9 interne e meno conosciute dell\u2019Asia Centrale, visitando l\u2019India, il Sikkim, il Tibet, la Cina e la Mongolia.<\/p>\n<p>Nel viaggio\u00a0continuava a dipingere; arrivando a circa 7.000 opere totali, \u00a0realizzate nel corso della sua intera vita.<\/p>\n<p>Tornato negli USA, nel 1928 Roerich fond\u00f2 un Centro di ricerca per gli studi himalaiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Nella sua vita si adoper\u00f2, con grande impegni, perch\u00e9 \u00a0le nazioni giungessero a un trattato internazionale<\/span><\/strong> che, in caso di guerra, garantisse la protezione dei musei, delle biblioteche, delle cattedrali e delle universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il suo impegno si arriv\u00f2 alla stipulazione, nel 1935, del cosiddetto patto Roerich, sottoscritto a Washington.<\/p>\n<p>Nicholas Roerich si \u00e8 spento nel dicembre del 1947.<\/p>\n<p>Un personaggio non suffcientemente conosciuto.<\/p>\n<p>DA LEGGERE:<\/p>\n<p><a title=\"Bestie, uomini, dei\" href=\"http:\/\/www.libriefilm.com\/bestie-uomini-dei\/767\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Nicholas Roerich ,Bestie, uomini, dei<\/em><\/a>.Ed. Mediterranea, 18,50 euro.<\/p>\n<p>Nicholas Roerich in <em><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788885385580\/roerich-nicholas-zzz99-muggia\/shambhala-la-risplendente-vol.html?shop=2317\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Shambala, la risplendente<\/a>\u00a0;\u00a0<\/em>titolo originale: <em>Shambala: in Search of the New Era<\/em>, 1930; \u00a0Edizioni Amrita, Torino, 1997.<\/p>\n<p>DA LEGGERE:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; In ogni citt\u00e0, in ogni accampamenti dell\u2019Asia ho cercato di scoprire quali ricordi la memoria popolare custodiva con pi\u00f9 ardore. Attraverso questi racconti conservati e preservati, si pu\u00f2 riconoscere la realt\u00e0 del passato (\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le innumerevoli leggende e fiabe di vari paesi si possono trovare storie che raccontano di trib\u00f9 perdute e di popoli che vivono all\u2019interno della Terra. Da tutte le parti, e in luoghi diversi e molto lontano gli uni dagli altri, la gente parla di fatti identici. Ma correlandoli fra loro ci si accorge immediatamente che non sono altro che capitoli di un\u2019unica storia. All\u2019inizio sembra impossibile che possa esistere un legame scientifico fra questi mormorii distorti, raccontati alla luce dei fuochi di bivacchi del deserto. Ma in seguito, si comincia a cogliere la bizzarra coincidenza di queste molte leggende, raccontate da popoli che non si conoscono neppure di nome (\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Kashmir si racconta della trib\u00f9 perduta di Israele, certi eruditi rabbini potrebbero spiegarvi che Israele \u00e8 il nome di coloro che cercano, e che non sta ad indicare una nazione, ma il carattere di un popolo. In rapporto con queste credenze, vi mostreranno, a Srinagar la tomba del grande Issa, Ges\u00f9. Potrete sentire la storia dettagliata di come il salvatore fu crocifisso, ma non mor\u00ec, e di come i suoi discepoli portarono via il corpo dal sepolcro e scomparvero. Si dice che in seguito Issa si sia ripreso, e abbia passato il resto della vita in Kashmir a predicare il Vangelo. Si dice che, da questa tomba sotterranea, emergano vari profumi. A Kashgar, dove la santa madre di Issa si rifugi\u00f2 dopo la crudele persecuzione subita da suo figlio, vi mostreranno la tomba della Vergine Maria. Ovunque trovate storie diverse di viaggi e spostamenti molto significativi; e a mano a mano che avanzate con la vostra carovana, questo vi procura il massimo piacere e una grande cultura (\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni imboccatura di grotta suggerisce che qualcuno vi sia gi\u00e0 penetrato. Ogni corso d\u2019acqua, soprattutto quelli sotterranei, volge l\u2019immaginazione verso i passaggi sotterranei. In diversi punti dell\u2019Asia Centrale si parla degli Agharti, il popolo dell\u2019interno della Terra. Molte leggende delineano essenzialmente la stessa storia, che racconta come i migliori abbandonarono la terra traditrice, cercando salvezza in contrade nascoste in cui acquisire nuove forze e conquistare potenti energie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sui monti Altai, nella bella valle di Uimon, sulle alte terre, un venerabile vecchio credente (Starover) mi disse: \u00abVi proverr\u00f2 che la storia dei Chiud, il popolo che vive all\u2019interno della Terra, non \u00e8 solo frutti dell\u2019immaginazione! Vi condurr\u00f2 all\u2019ingresso di questo regno sotterraneo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla strada che attraversa la valle circondata da montagne innevate, il mio ospite ci raccont\u00f2 molte leggende sui Chud. \u00c8 notevole che la parola \u201cchud\u201d, in russo, abbia la stessa origine della parola \u201cmeraviglia\u201d. Allora, forse potremmo considerare i Chud come una trib\u00f9 meravigliosa. La mia barbuta guida spieg\u00f2:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUna volta, in questa valle, viveva la potente e fiorente trib\u00f9 dei Chud. I Chud erano in grado di fare prospezioni minerarie e di ottenere i migliori raccolti. Davvero pacifica e industriosa era questa trib\u00f9. Ma un giorno venne uno Zar Bianco, con innumerevoli orde di crudeli guerrieri. I pacifici e industriosi Chud non erano in gradi di opporre resistenza agli assalti dei conquistatori, e siccome non volevano perdere la libert\u00e0, rimasero quali servitori dello Zar Bianco. Allora, per la prima volta, crebbe in quella regione una betulla bianca e, secondo le antiche profezie, i Chud capirono che era giunta l\u2019ora di partire. E i Chud, non volendo rimanere sotto il giogo dello Zar Bianco, se ne andarono sottoterra. Solo qualche volta potete udire cantare il sacro popolo; ora le loro campane risuonano nei templi sotterranei. Ma verr\u00e0 il giorno glorioso della purificazione umana, e, in quei giorni, i grandi Chud riappariranno in tutta la loro gloria\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec concluse il vecchio credente. Ci avvicinammo a una piccola collina pietrosa e, orgoglioso, egli mi indic\u00f2:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abEccoci: qui c\u2019\u00e8 l\u2019ingresso del grande regno sotterraneo. Quando i Chud penetrarono dai passaggi sotterranei chiusero l\u2019entrata con le pietre. In questo momento siamo proprio accanto alla sacra entrata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci trovavamo di fronte a un\u2019enorme tomba circondata da grosse pietre, tipica del periodo delle grandi migrazioni. Di tombe di questo genere, con vestigia di reliquie gotiche, ne abbiamo viste nelle steppe della Russia meridionale sui contrafforti del Caucaso settentrionale; e, studiando questa collina, mi ricordai che, attraversando il colle del Karakorum, il mio sais, un ladakhi, mi aveva chiesto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSapete perch\u00e9 le alte terre hanno un aspetto cos\u00ec particolare, da queste parti? Sapete che molti tesori sono nascosti nelle grotte sotterranee e che in esse vive una trib\u00f9 meravigliosa, che ha orrore dei peccati della terra?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ci avvicinavamo a Khotan, inoltre, gli zoccoli dei nostri cavalli risuonavano a vuoto, come se stessimo cavalcando sopra alle grotte o a delle cavit\u00e0. La gente della nostra carovana attir\u00f2 la nostra attenzione su questo fenomeno, dicendo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSentite che stiamo attraversando un passaggio sotterraneo cavo? Chi conosce bene questi passaggi, pu\u00f2 servirsene per raggiungere paesi lontani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando vedevamo l\u2019entrata di una grotta, ci dicevano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMolto tempo fa, qui viveva un popolo. Ora, costoro si sono rifugiati nell\u2019interno, hanno trovato un passaggio verso un regno sotterraneo. \u00c8 ben raro che uno di essi ricompaia sulla terra. Questi personaggi vengono nei nostri bazar con una strana moneta antichissima, tanto che nessuno si ricorda neppure pi\u00f9 del tempo in cui questa moneta era in uso dalle nostre parti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiesi loro se ci era possibile vedere questa gente, ed essi risposero:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abS\u00ec, se i vostri pensieri sono in armonia con quelli di questo santo popolo, e se sono altrettanto elevati, perch\u00e9 sulla terra vivono soltanto peccatori, e i pi\u00f9 puri e coraggiosi passano a qualcosa di meglio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grande \u00e8 la credenza in questo Regno del popolo che vive all\u2019interno della terra. In tutta l\u2019Asia, attraverso vasti deserti, dal Pacifico agli Urali, potete ascoltare le stesse leggende di un popolo santo, scomparso. E anche pi\u00f9 lontano, al di l\u00e0 degli Urali, l\u2019eco di questa stessa storia vi raggiunger\u00e0. Spesso si sente parlare di trib\u00f9 all\u2019interno della terra: a volte si dice che un popolo sacro e invisibile viva dietro una montagna, a volte gas velenosi o rigeneranti si spandono sulla terra, per proteggere qualcuno; a volte si sente dire che le sabbie dei grandi deserti si spostano e, per un attimo, lasciano vedere i tesori negli ingressi dei regni sotterranei. Ma nessuno oserebbe toccarli. Sentirete dire che nelle rocce, nelle catene montuose pi\u00f9 deserte, si possono vedere le aperture che portano a questi passaggi sotterranei, e che, un tempo, belle principesse abitavano in questi castelli naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da lontano si potrebbero scambiare queste aperture per nidi d\u2019aquila, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che fa parte del popolo sotterraneo \u00e8 nascosto. Talvolta la Citt\u00e0 Santa \u00e8 sommersa, come nel folclore dei Paesi Bassi e della Svizzera. E questo folclore coincide con vere scoperte nei laghi, e sulle sponde degli oceani e dei mari. In Siberia, Russia, Lituania e Polonia troverete numerose leggende e fiabe sui giganti che vivevano un tempo vivevano in questi paesi ma che, in seguito, non amando i nuovi usi e costumi scomparvero. In queste leggende si possono riconoscere le basi tipiche degli antichi clan: i giganti sono fratelli, e molto spesso le sorelle dei giganti vivono su altre rive dei laghi o dall\u2019altra parte delle montagne; molto spesso essi non desiderano abbandonare il luogo, ma un evento speciale li spinge lontano dalla dimora. Gli uccelli e gli animali sono sempre accanto a questi giganti, e come testimoni li seguono e annunciano la partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le storie delle citt\u00e0 sommerse, quella della citt\u00e0 di Kerjenetz, nella regione di Ninji Novgorod, \u00e8 davvero magnifica: questa leggenda ha una tale influenza sulla gente che anche ora, una volta all\u2019anno, molti credenti si raccolgono in processione attorno al lago in cui la citt\u00e0 santa fu sommersa. \u00c8 toccante vedere quanto siano vitali le leggende, vitali quanto i fuochi di bivacco e le torce della stessa processione che echeggia dei santi canti dedicati alla citt\u00e0. Poi, in assoluto silenzio, la gente attende intorno al fuoco di bivacco, e ascolta le campane a festa di chiese invisibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa processione ricorda la festa sacra del lago Manasarowar nell\u2019Himalaia. La leggenda russa di Kerjenetz risale al periodo del dominio tartaro: sai racconta che quando le orde mongole vittoriose si avvicinarono, l\u2019antica citt\u00e0 di Kerjenetz fosse incapace di difendersi; allora tutto il santo popolo di questa citt\u00e0 si rec\u00f2 al tempio e preg\u00f2 per la salvezza. Davanti agli occhi stessi degli impietosi conquistatori, la citt\u00e0 sprofond\u00f2 solennemente nel lago che da allora \u00e8 considerato sacro. Anche se la citt\u00e0 si riferisce all\u2019epoca del giogo tartaro, \u00e8 possibile distinguere in essa basi molto pi\u00f9 antiche, e le tracce dei tipici effetti delle migrazioni.. Questa leggenda non soltanto diede luogo a numerose varianti, ma ispir\u00f2 anche numerosi compositori e artisti moderni. Tutti si ricordano dalla bella opera di Rimsky-Korsakoff <em>La citt\u00e0 di Kitege<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli innumerevoli kurgan delle steppe meridionali sono circondati da molte storie che parlano dell\u2019apparizione di un guerriero conosciuto di cui nessuno conserva la provenienza. I monti Carpazi, in Ungheria, conservano storie simili di sconosciute trib\u00f9, guerrieri giganti e citt\u00e0 misteriose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, liberi da pregiudizi, segnerete con pazienza su un mappamondi tutte le leggende e i racconti di questo tipo, sarete sorpresi del risultato. Quando raccogliete tutte le storie di trib\u00f9 perdute e che vivono all\u2019interno della Terra, non ottenete forse la mappa completa delle grandi migrazioni? Un vecchio missionario cattolico, un giorno ci disse casualmente che il luogo dove sorge Lhassa era un tempo chiamato Gotha. Nella regione transhimalaiana, a un\u2019altitudine tra i quindicimila e i sedicimila piedi, abbiamo trovato parecchi gruppi di menhir. Nessuno sa di questi menhir in Tibet. Una volta, dopo un intero giorno di viaggio attraverso le nude colline e le rocce transhimalaiane, vedemmo di lontano le nere tende che erano state preparate per accogliere il nostro accampamento. Contemporaneamente notammo, non lontano e nella stessa direzione, quelle lunghe pietre che sono cos\u00ec significative per qualsiasi archeologo. Anche da lontano potevamo distinguere la forma particolare di quella costrizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCosa sono quelle pietre, su quel pendio?\u00bb, chiedemmo alla nostra guida tibetana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abOh \u2013 rispose \u2013 sono dei doring, delle pietre lunghe: \u00e8 un antico luogo sacro. \u00c8 molto utile mettere del grasso in cima alle pietre, cos\u00ec le deit\u00e0 locali aiutano i viaggiatori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChi mise qui queste pietre?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNessuno lo sa. Ma, dai tempi antichi, questo distretto si \u00e8 sempre chiamato Doring, \u2018le pietre lunghe\u2019. La gente dice che, molto tempo fa, da qui pass\u00f2 un popolo sconosciuto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sui rilievi transhimalaiani abbiamo visto distintamente lunghe file di pietre verticali. Questi viali terminavamo in cerchio con tre altre pietre nel centro &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8221; Gli Hsinhg Nu non erano certo contraddistinti da un alto livello civile, ma, per molti versi, le testimonianze indirettamente pervenuteci sui loro monumenti c\u2019indurrebbero a pensare il contrario: ci troviamo di fronte, insomma, ad uno dei tanti inspiegabili contrasti propri alle antiche culture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Hsing Nu abitavano una regione del Tibet settentrionale, a sud della grandiosa catena del Kun Lun, una zona ora desertica, in gran parte inesplorata. Non erano d\u2019origine cinese: si pensa fossero arrivati laggi\u00f9 dalla Persia o dalla Siria; i rinvenimenti effettuati, infatti, ci riportano ad Ugarit e, in particolare, alle raffigurazioni del dio Baal, dal lungo elmo conico e dal corpo ricoperto d\u2019argento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, nel 1725, l\u2019esploratore francese padre Duparc scopr\u00ec le rovine della capitale degli Hsing Nu, quel popolo, annientato dai Cinesi, apparteneva gi\u00e0 da secoli alla leggenda. Il monaco pot\u00e9 ammirare i ruderi d\u2019una costruzione nel cui interno s\u2019ergevano pi\u00f9 di mille monoliti che dovevano un tempo essere rivestiti con lamine d\u2019argento (qualcuna, dimenticata, dai predatori, era ancora visibile), una piramide a tre piani, la base d\u2019una torre di porcellana azzurra ed il palazzo reale, i seggi del quale erano sormontati dalle immagini del Sole e della Luna. Duparc vide ancora la \u2018pietra lunare\u2019, un masso d\u2019un bianco irreale, circondata da bassorilievi raffiguranti animali e fiori sconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1854 un altro francese, Latour, esplor\u00f2 la zona, rinvenendo alcune tombe, armi, corazze, vasellame di rame e monili d\u2019oro e d\u2019argento ornati con svastiche e spirali. Le missioni scientifiche che, pi\u00f9 tardi, si spinsero laggi\u00f9, reperirono soltanto qualche lastra scolpita, avendo la sabbia, nel frattempo, seppellito i resti della grande citt\u00e0. Fu nel 1952 che una spedizione sovietica tent\u00f2 di portare alla luce almeno una parte dei ruderi. Gli avventurieri della scienza si sottoposero a un lungo, massacrante lavoro, senza poter contare su strumenti adeguati, il cui trasporto in quelle regioni appariva impossibile; purtroppo essi riuscirono soltanto a strappare al deserto l\u2019estremit\u00e0 d\u2019uno strano monolite aguzzo, che sembrava la copia identica di quello della citt\u00e0 morta africana di Simbabwe, con alcuni graffiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai monaci tibetani, per\u00f2, gli studiosi russi appresero vita, morte e miracoli degli Hsing Nu. Furono loro mostrati antichissimi documenti in cui la piramide a tre piani era descritta sin nei minimi particolari. Dal baso all\u2019alto, le piattaforme avrebbero rappresentato \u00abla Terra Antica, quando gli uomini salirono alle stelle; la terra di Mezzo, quando gli uomini vennero dalle stelle; e la Terra Nuova, il mondo delle stelle lontane\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima d\u2019un \u00abcataclisma di fuoco\u00bb, gli Hsing Nu sarebbero stati civilissimi ed avrebbero coltivato diverse straordinarie scienze, le stesse che sono ancor oggi vive fra i Tibetani: essi sarebbero stati non solo in grado di \u00abparlarsi a distanza\u00bb, ma addirittura di comunicare con il pensiero attraverso lo spazio. Gli individui sopravvissuti alla catastrofe sarebbero precipitati nella barbarie, non conservando dell\u2019antica grandezza che il ricordo deformati dalla superstizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa significano queste parole sibilline? Vogliono forse dirci che gli uomini raggiunsero chiss\u00e0 quale pianeta in un passato senza ricordo, che tornarono poi al loro globo d\u2019origine e che, alfine, non ebbero pi\u00f9 modo di comunicare attraverso lo spazio? Non lo sapremo probabilmente mai, ma i Tibetani pensano che sia in effetti cos\u00ec, affermando che quel popolo cerc\u00f2 nella <a title=\"religione\" href=\"http:\/\/www.centrostudilaruna.it\/sezioni\/temi\/religione\">religione<\/a> il proseguimento dei viaggi cosmici, cullandosi nella credenza che le anime dei defunti salgano in cielo per trasformarsi in astri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessantissima \u00e8 la descrizione dell\u2019interno del tempio, che collima in parecchi punti con quella resa da padre Duparc. Su un altare \u2013 rivelano le vecchie cronache tibetane \u2013 era posta la \u00abpietra portata dalla Luna\u00bb (\u00abportata\u00bb, non \u00abvenuta\u00bb; non si sarebbe trattato, quindi, d\u2019una meteorite), un frammento di roccia d\u2019un bianco latteo, circondato da magnifici disegni rappresentanti la fauna e la flora della \u00abstella degli dei\u00bb. E dei monoliti a forma di fusi sottili, rivestiti d\u2019argento. Sono animali e piante d\u2019un pianeta colonizzato da cosmonauti preistorici, monumenti eretti a simboleggiare le loro astronavi?&#8221;&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di bellezza e della sua tutela, se ne occup\u00f2, prima dellUNESCO,\u00a0Nicholas Roerich UNESCO: Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura (<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":54354,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,14,9411,2730],"tags":[14093],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54336"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54336"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54358,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54336\/revisions\/54358"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}