{"id":54571,"date":"2018-03-10T18:30:06","date_gmt":"2018-03-10T17:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54571"},"modified":"2018-03-11T20:02:53","modified_gmt":"2018-03-11T19:02:53","slug":"arte-contemporanea-a-bologna-zhang-dali-meta-morphosis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54571","title":{"rendered":"Arte contemporanea a Bologna &#8211; Zhang Dali &#8211; Meta-Morphosis"},"content":{"rendered":"<div class=\"date_default\">\n<figure id=\"attachment_54575\" aria-describedby=\"caption-attachment-54575\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=54575\" rel=\"attachment wp-att-54575\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-54575\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Arte-672-Zhang-Dali-Pigenons-2014-particolare.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"393\" 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contemporanei<\/span><\/strong> sulla scena internazionale, che inaugura il <strong>23 marzo a Palazzo Fava- Bologna Meta-Morphosis,<\/strong> la <strong>prima grande antologica italiana<\/strong> a lui dedicata: un omaggio che Fondazione Carisbo e Genus Bononiae.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Musei nella Citt\u00e0 tributano al<strong>l\u2019artista che a Bologna arriv\u00f2 nel 1989, dopo i drammatici fatti di<span style=\"color: #ff00ff;\"> Piazza Tienanmen,<\/span> rimanendovi fino al 1995.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pittore, scultore, performer, fotografo, padre della graffiti art in Cina,<\/strong> anche se la definizione che meglio lo inquadra \u00e8 quella di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">street artist,<\/span><\/strong> per l\u2019irriducibile volont\u00e0 della sua arte di cercare un dialogo con tutti gli elementi \u2013 umani ed architettonici, corporei ed incorporei &#8211; che permeano lo spazio urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I lavori di Zhang Dali, esposti nelle pi\u00f9 importanti gallerie e musei di tutto il mondo<\/strong> \u2013 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">dal MoMa di New York alla Saatchi Gallery di Londra allo Smart Museum di Chicago<\/span><\/strong> &#8211; sono frutto di uno sguardo profondamente umano e partecipe sulla Cina contemporanea e le sue <strong>drammatiche contraddizioni, sui rapidissimi cambiamenti<\/strong> che la crescita esplosiva del capitalismo ha portato con s\u00e9 negli ultimi trent\u2019anni, dalle drammatiche condizioni di vita dei lavoratori ridotti alla serialit\u00e0, all\u2019urbanizzazione selvaggia che cementifica e cancella la tradizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo \u00e8 un esplicito riferimento all\u2019essenza stessa dell\u2019arte di Zhang Dali, un segno di riconoscimento che lo distingue da tutti gli altri artisti cinesi suoi contemporanei:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>arte che tenta di rappresentare i cambiamenti della Cina<\/strong>, facendone emergere le <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">laceranti contraddizioni,<\/span> <\/strong>i traumi e le ripercussioni che si riverberano <strong>soprattutto sugli anelli deboli della catena sociale, sui lavoratori<\/strong> che hanno pagato il prezzo pi\u00f9 alto della transizione al capitalismo, sulla popolazione investita dalla rapidit\u00e0 di una trasformazione che tutto sovverte e cancella a ritmi vertiginosi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cRealismo estremo\u201d, quello di Zhang Dali<\/span> <\/strong>&#8211; secondo la fortunata espressione di Yu Ke, Caporedattore del mensile Contemporary Artist e Professore alla Sichuan Academy of Fine Arts \u2013 in quanto artista che<strong> \u201csi fa interprete del dovere dell\u2019arte contemporanea di esprimere il dubbio sulla brutalit\u00e0 che permea la vita\u201d.<\/strong><\/li>\n<li><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nove le sezioni in cui sono raggruppate le <strong>220 opere selezionate, tra sculture, dipinti, fotografie e installazioni<\/strong>, che spaziano nell\u2019imponente produzione artistica di Zhang Dali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione, <strong>ospitata nelle splendide sale di Palazzo Fava, affrescate dai Carracci,<\/strong> si apre con la serie di dipinti Human World, che Zhang Dali dipinge negli anni Ottanta, sul finire del periodo di studi all\u2019Accademia Centrale di Arte e Design di Pechino:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>-dipinti ad olio su carta in rosso, nero e bianco in cui dettagli figurativi si mescolano a una rappresentazione onirica<\/strong>, frutto del desidero di sperimentazione dell\u2019artista in un\u2019ottica di contaminazione tra arte orientale ed occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rapidit\u00e0 dei cambiamenti urbanistici della Cina contemporanea, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">le macerie che fanno spazio alla modernit\u00e0 cancellando il passato<\/span> <\/strong>sono al centro del ciclo di fotografie Dialogue and Demolition: sulle rovine delle costruzioni <strong>abbattute dalla furia della crescita urbana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zhang Dali traccia per anni, a partire dal 1995, il profilo del suo volto,<strong> utilizzando l\u2019arma clandestina dei graffiti appresa a Bologna:<\/strong> un tracciato che, demolito, diventa finestra, rivelando il disturbante contrasto tra la Cina tradizionale e l\u2019epoca contemporanea, e i costi della modernizzazione sul patrimonio storico e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mostra anche il ciclo One Hundred Chinese, realizzato tra il 2001 e il 2002, documentario veritiero sulla condizione del popolo cinese nel nuovo millennio, con la rapida globalizzazione del paese: le sculture, calchi di persone reali, <strong>diventano specchio di esistenze solo apparentemente ricche e privilegiate, in realt\u00e0 <span style=\"color: #ff00ff;\">stritolate<\/span> dai ritmi della modernizzazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora i grandi dipinti della serie AK-47 e Slogan:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">nei primi la sigla del kalashnikov, simbolo universale di guerra e sopraffazione,<\/span><\/strong> compone i ritratti di uomini e donne, <strong>svelando impietosamente la violenza quale elemento integrante e tessuto connettivo delle esistenze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei secondi gli ideogrammi che compongono gli slogan della Repubblica Popolare rivelano, grazie alle variazioni di scale cromatiche, <strong>le foto-segnaletiche di uomini e donne dai volti impassibili, privi di qualsiasi segno di gioia<\/strong> <span style=\"color: #ff00ff;\">o dolore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Volti anonimi quanto gli slogan, appiattiti in una massa umana indistinta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La violenza lascia spazio al silenzio<\/strong> e alla pace quasi metafisica nella serie World\u2019s Shadows, realizzata con <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">l\u2019antico processo fotografico della cianotipia,<\/span> <\/strong>che <strong>disegna su tela di cotone o carta di riso<\/strong> delicate <span style=\"color: #ff00ff;\">ombre umane, animali e vegetali;<\/span> una scintilla di eterno che si ritrova nelle grandi <strong>statue antropomorfe in marmo bianco (hanbaiyu) a grandezza naturale della serie Permanence, in cui corpi di persone comuni, lavoratori, migranti, scolpiti nel materiale delle statue degli dei<\/strong> e degli eroi, attingono al sublime che esiste in ogni singola esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia torna prepotentemente nei <strong>100 pannelli della grandiosa serie A Second History,<\/strong> nei quali attraverso materiali d\u2019archivio collezionati in sette anni Zhang Dali <strong>rivela impietosamente la sistematica manipolazione delle immagini operata dal regime a fini propagandistici degli anni dal 1950 al 1980.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso si chiude con la <strong>monumentale installazione Chinese Offspring, serie di sculture colate in vetroresina dei mingong,<\/strong> <span style=\"color: #ff00ff;\">i lavoratori strappati dalle campagne per diventare parte del fagocitante meccanismo produttivo<\/span> della Cina post-maoista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una selva di <strong>sculture appese a testa in gi\u00f9, a significare la mancanza di controllo che queste persone hanno sulla propria vita:<\/strong> una riflessione di devastante impatto sulla presente condizione di un popolo diventato ingranaggio di una macchina sulla quale non ha controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019arte di Zhang Dali, pur confrontandosi con un orizzonte spazialmente e temporalmente circoscritto, diventa inevitabilmente una riflessione sulla condizione umana tout court: una dimensione in cui corporeit\u00e0 e spiritualit\u00e0 sono profondamente intrecciate e che, indipendentemente dalle differenze religiose, politiche, sociali rivelano l\u2019appartenenza di ciascuno di noi ad un&#8217;unica comunit\u00e0 umana.\u201d dichiara il Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Citt\u00e0 Fabio Roversi Monaco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione dell\u2019inaugurazione della mostra Meta-Morphosis, il 23 marzo Genus Bononiae e MAMbo organizzano il convegno internazionale \u201cContemporary art in Museums between economy and society: the role of museums for the dissemination of contemporary art in society\u201d con<strong> l\u2019obiettivo di indagare la relazione tra i musei e il mercato dell\u2019arte contemporanea, ruoli e influenze.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 23 Marzo 2018 al 24 Giugno 2018<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"loc_default\">\n<p><strong>BOLOGNA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">LUOGO:<\/span> Palazzo Fava<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">CURATORI:<\/span> Genus Bononiae. Musei nella citt\u00e0<\/p>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">ENTI PROMOTORI:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<div>Comune di Bologna<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Citt\u00e0 Metropolitana di Bologna<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div>Alma Mater Studiorum<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"mostra-cnt-par\"><span class=\"lato\">SITO UFFICIALE:<\/span> <a href=\"http:\/\/https\/\/genusbononiae.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/https:\/\/genusbononiae.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTutte le mie opere hanno una stretta relazione con la realt\u00e0 che mi circonda\u201d Zhang Dali &#8211; uno dei pi\u00f9 importanti artisti cinesi contemporanei Si<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":54559,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[14184,14185],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54571"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54571"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54582,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54571\/revisions\/54582"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}