{"id":54826,"date":"2018-03-19T22:10:05","date_gmt":"2018-03-19T21:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54826"},"modified":"2018-03-19T22:38:59","modified_gmt":"2018-03-19T21:38:59","slug":"conquisteremo-la-vostra-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54826","title":{"rendered":"\u201c CONQUISTEREMO LA VOSTRA ROMA \u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I RIFERIMENTI ALL\u2019ITALIA E AL VATICANO NELLA PROPAGANDA DELLO STATO ISLAMICO<\/strong><br \/>\ndi Francesco Marone, Marco Olimpio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Marone<\/strong> \u00e8 Research Fellow presso l&#8217;Osservatorio sulla Radicalizzazione e il Terrorismo Internazionale dell&#8217;ISPI. \u00c8 anche docente presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Pavia e Associate Fellow dell&#8217;International Centre for Counter-Terrorism &#8211; The Hague (ICCT).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Olimpio<\/strong> \u00e8 Research Trainee presso l&#8217;Osservatorio sulla Radicalizzazione e il Terrorismo Internazionale dell&#8217;ISPI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni,<span style=\"color: #ff0000;\"> l\u2019Italia non \u00e8 stata colpita da attacchi terroristici di matrice jihadista,<\/span> <strong>n\u00e9 ha sperimentato gli elevati livelli di radicalizzazione di alcuni dei suoi vicini europei.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativamente, il numero di foreign fighters che hanno abbandonato il territorio italiano per unirsi allo Stato Islamico o ad altri gruppi jihadisti \u2013 circa 130 individui \u2013 \u00e8 molto pi\u00f9 basso se comparato ai numeri della Francia, della Germania, del Regno Unito, ma anche di paesi pi\u00f9 piccoli come l\u2019Austria o il Belgio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo quadro di relativa quiete, tuttavia, presenta un\u2019importante eccezione<\/strong>, riguardante <span style=\"color: #ff0000;\">la propaganda dello Stato Islamico, che menziona l\u2019Italia e, in particolare,<\/span> <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Roma<\/span> con una frequenza che pu\u00f2 apparire sproporzionata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando i contenuti ufficiali in lingua inglese pubblicati dallo Stato Islamico a partire dalla proclamazione del \u201cCaliffato\u201d (nel giugno del 2014), il presente studio di carattere esplorativo<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> ha contato 432 riferimenti all\u2019Italia, al Vaticano e a Roma<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 \u00e8 frequentemente citata, con diverse accezioni, anche nella propaganda in lingua araba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dei riferimenti individuati mostra che, a parte alcune eccezioni significative, <strong>lo Stato Islamico riserva particolare attenzione all\u2019Italia perch\u00e9 si riferisce a Roma come simbolo dell\u2019Occidente e della Cristianit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La maggior parte delle menzioni, infatti, riprende fonti islamiche secondari<\/strong>e che <span style=\"color: #ff0000;\">affermano che il Giorno del Giudizio giunger\u00e0 soltanto quando i musulmani combatteranno i \u201cRomani\u201d, e profetizzano la loro conquista di \u201cRoma\u201d<\/span> (originariamente sulla base di un riferimento storico al confronto secolare tra le forze musulmane e i \u201cRomani\u201d d\u2019Oriente &#8211; ovvero i Bizantini &#8211; in epoca medievale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ogni modo,<strong> la posizione centrale che la capitale italiana occupa nei messaggi jihadisti \u2013 anche in senso figurato \u2013 \u00e8 un fenomeno allarmante,<\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\">poich\u00e9 pu\u00f2 essere interpretata dai seguaci dello Stato Islamico come un\u2019esortazione a compiere attacchi nella Citt\u00e0 Eterna o, pi\u00f9 in generale, in Italia.<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u201cNon fermeremo il nostro\u00a0jihad\u00a0fino a quando non saremo\u00a0sotto gli ulivi di\u00a0Roma\u201d\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di molti altri paesi europei, negli ultimi anni l\u2019Italia non \u00e8 stata colpita da attacchi terroristici di matrice jihadista.. Se,, da un lato,, le autorit\u00e0 italiane hanno sventato i piani di attacco di qualche soggetto radicalizzato \u2013 poco pi\u00f9 che progetti improbabili e velleitari,, nella maggior parte dei casi \u2013 , d\u2019altro canto non pare che la leadership centrale dello Stato Islamic o abbia pianificato attentati sul suolo italiano..<\/p>\n<p>Inoltre,\u00a0secondo vari indicatori,la radicalizzazione\u00a0interna\u00a0si attesta su livelli\u00a0relativamente\u00a0contenuti<\/p>\n<p>Per esempio,, il numero dei\u00a0foreign fighters\u00a0legati\u00a0all\u2019Italia\u00a0che si sono uniti a gruppi\u00a0jihadisti in Siria e Iraq (circa 130, secondo\u00a0le\u00a0ultime\u00a0stime\u00a0ufficiali)) \u00e8 decisamente inferiore a quello di altri\u00a0paesi europei come\u00a0la Francia\u00a0(11\u00a0700))\u00a0, la Germania(9900))\u00a0e il Regno Unito\u00a0(9900)), ma anche di\u00a0quelli\u00a0pi\u00f9 piccoli\u00a0come il Belgio (5550)) e\u00a0l\u2019Austria (3300).<\/p>\n<p>Bench\u00e9 ci\u00f2\u00a0non\u00a0significhi\u00a0che\u00a0l\u2019\u2019Italia sia\u00a0immune da rischi,\u00a0si pu\u00f2 affermare che<strong>\u00a0l\u2019entit\u00e0 della minaccia con cui\u00a0il\u00a0paese\u00a0si\u00a0\u00e8 dovuto confrontare\u00a0non \u00e8 paragonabile a quella\u00a0di\u00a0molti altri\u00a0paesi\u00a0europei.<\/strong>.<\/p>\n<p>A\u00a0ogni modo,, in questo quadro\u00a0di <strong>relativa\u00a0quiete\u00a0spicca un\u2019importante eccezione,<\/strong>\u00a0<strong>rappresentata dalla propaganda\u00a0del\u00a0cosiddetto\u00a0Stato Islamico\u00a0, che\u00a0menziona l\u2019Italia\u00a0e la citt\u00e0 di Roma con una frequenza\u00a0che\u00a0pu\u00f2\u00a0apparire\u00a0sproporzionata.<\/strong><\/p>\n<p>Finora, <span style=\"color: #ff0000;\">il\u00a0gruppo\u00a0pur impiegando spesso lingue europee come l\u2019inglese,, il francese o lo\u00a0spagnolo,\u00a0non ha pubblicato materiale propagandistico\u00a0di rilievo\u00a0in italiano.<\/span><\/p>\n<p>Pertanto,, anche se la sua rivista ufficiale evoca\u201cRoma\u201dsin dal titolo\u00a0stesso(Rumiyah, in arabo), <strong>la mancanza di\u00a0un\u2019edizione in italiano\u00a0indica\u00a0che non si tratta\u00a0di un prodotto\u00a0destinato a un\u00a0pubblico\u00a0di lingua italiana.<\/strong><\/p>\n<p>Analogamente,, n<strong>on vi\u00a0sono video o pubblicazioni\u00a0distribuiti\u00a0ufficialmente dallo Stato Islamico in cui\u00a0compaiono militanti\u00a0di lingua\u00a0italiana.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>VEDI PDF COMPLETO :\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ispionline.it\/sites\/default\/files\/pubblicazioni\/propaganda_is_finale_23.02.18.pdf\">http:\/\/www.ispionline.it\/sites\/default\/files\/pubblicazioni\/propaganda_is_finale_23.02.18.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivedi l\u2019evento del 27 febbraio<br \/>\nLa propaganda dello Stato Islamico<br \/>\ncontro l\u2019Italia e il Vaticano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Clerici, 5 \u2013 20121 Milan<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I RIFERIMENTI ALL\u2019ITALIA E AL VATICANO NELLA PROPAGANDA DELLO STATO ISLAMICO di Francesco Marone, Marco Olimpio Francesco Marone \u00e8 Research Fellow presso l&#8217;Osservatorio sulla 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