{"id":54901,"date":"2018-03-22T20:48:26","date_gmt":"2018-03-22T19:48:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54901"},"modified":"2018-03-22T21:48:21","modified_gmt":"2018-03-22T20:48:21","slug":"fondazione-calzolari-announces-the-first-major-exhibition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=54901","title":{"rendered":"Fondazione Calzolari announces the first major exhibition"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Calzolari annuncia<br \/>\n<strong>la prima grande mostra di opere di Pier Paolo Calzolari nel Regno Unito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Calzolari<br \/>\nCUBO BIANCO<br \/>\nMason&#8217;s Yard &#8211; Londra<br \/>\norganizzato da Mathieu Paris<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">21 marzo &#8211; 12 maggio 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Calzolari, Gesti [Variazione I], 1968 (Dettaglio) \/ Propriet\u00e0: Fondo Calzolari Fiducia \/ Cortesia Archivio Fondazione Calzolari \/ Foto: Michele Alberto Sereni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Calzolari \u00e8 lieta di annunciare <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>la prima grande mostra di opere di Pier Paolo Calzolari nel Regno Unito.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra personale, organizzata da Mathieu Paris, si svolger\u00e0 presso la White Cube Gallery Mason&#8217;s Yard a Londra, dal 21 marzo al 12 maggio 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con opere tratte dall&#8217;intera carriera dell&#8217;artista, la mostra includer\u00e0 diverse importanti installazioni dalla fine degli anni &#8217;60 fino alla fine degli anni 2000, con una forte attenzione alla produzione di Calzolari degli anni &#8217;70 e &#8217;80.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dai primi lavori che risalgono al 1965 fino ai giorni nostri, Calzolari ha sviluppato un complesso processo di ricerca basato sul pluralismo,<\/strong> tenendosi lontano da tutte le forme di ripetizione se non legate alle esigenze della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua capacit\u00e0 di<strong> reinventarsi costantemente durante i suoi oltre cinquant&#8217;anni di carriera<\/strong> significa che ora \u00e8 considerato uno dei pi\u00f9 fantasiosi e vivaci artisti della sua generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica di Calzolari si concentra <strong>sull&#8217;attivazione dello spazio, indagando le nozioni del sublime attraverso processi trasformativi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Materiali di bilanciamento in diversi stati, come piombo e ghiaccio o fuoco e neon in installazioni o tableaux vivants,<\/strong> il suo lavoro si impegna in una sorta di alchimia, collegandola con le precedenti tradizioni artistiche, in particolare la pittura rinascimentale e il lavoro di artisti italiani dal Movimenti di Valori Plastici e Pittura Metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato nel 1943 a Bologna, Calzolari \u00e8 cresciuto a Venezia,<\/strong> dove la straordinaria luce e le riflessioni della citt\u00e0 lo hanno portato ad esplorare la luminosit\u00e0 attraverso il suo materiale ormai originale, il gelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Creato con piccole unit\u00e0 di refrigerazione e tubi in rame,<\/span> <\/strong>questo materiale sensoriale con la sua superficie tattile e polverosa viene usato nelle sue opere per trasmettere un candore &#8220;puro&#8221;, qualcosa che non pu\u00f2 essere trovato nel pigmento prodotto e esiste solo in natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formatosi come pittore, <strong>Calzolari ha iniziato a esporre nel 1966-67 con l&#8217;opera-performance<\/strong> Il filtro e benvenuto all&#8217;angelo creata nel suo studio nel Palazzo Bentivoglio di Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c8 stato tra gli artisti in mostra al Deposito d&#8217;Arte Presente di Torino come parte di uno dei primi eventi dell&#8217;Arte Povera<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1969 partecipa alla mostra When Attitudes become Form in Berne. Le sue prime sculture di glassa risalgono a quel periodo, cos\u00ec come l&#8217;opera intitolata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casa ideale (1968), che riunisce diversi tipi di opere che l&#8217;artista ha effettivamente costruito attorno a qualcosa che ha scritto, che pu\u00f2 essere preso come un manifesto. La sua iniziale vicinanza ad altri artisti dell&#8217;Arte Povera \u00e8 rivelata nella ricerca di una orizzontalit\u00e0 francescana ispirata da Calzolari che ha portato alla sua rielaborazione dei rapporti tra arte, realt\u00e0 e natura. Nel 1972 Calzolari decise di seguire il suo percorso pi\u00f9 personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;uso non convenzionale di materiali poveri &#8211; tra cui foglie di tabacco, margarina, petali di albero di Judah, muschio, piombo, ghiaccio, luci al neon evanescenti<\/strong> &#8211; conferma il desiderio dell&#8217;artista di flessibilit\u00e0 non convenzionale, la cui purezza espressiva e formale \u00e8 sempre legata al passare del tempo e trasformazione della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Calzolari \u00e8 democratico nella sua portata e tutto pu\u00f2 diventare parte di un linguaggio artistico composito in cui i materiali vengono riscoperti e ridefiniti. Le sue sculture e installazioni tentano di creare &#8216;una democrazia di scambio e linguaggio tra cose diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Calzolari<br \/>\ninfo@fondazionecalzolari.org<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Calzolari \u00e8 nato a Bologna, in Italia, nel 1943 e ora vive e lavora a Lisbona, in Portogallo. Ha esposto a livello internazionale tra cui mostre collettive al Centre Pompidou, Parigi (2016); MoMa, New York (2014); Fondazione Prada, Venezia (2013); Kunstmuseum, Basel (2012); Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (2011); MAXXI, Roma (2010); Tate Modern, London (2001) e il Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1994). Il suo lavoro \u00e8 esposto in numerose collezioni pubbliche internazionali, tra cui il MoMa, New York; Solomon R. Guggenheim, New York; Museo delle Belle Arti, Boston; Documenta, Kassel; Museo Stedelijk, Amsterdam; Palazzo Grassi, Fondazione Pinault, Venezia; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda, Madrid e il Museo di Arte Contemporanea, Sydney.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">English version<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondazione Calzolari announces<br \/>\nthe first major exhibition of works by Pier Paolo Calzolari in UK<\/p>\n<p>Pier Paolo Calzolari<br \/>\nWHITE CUBE<br \/>\nMason&#8217;s Yard \u2013 London<br \/>\norganized by Mathieu Paris<\/p>\n<p>21\u00a0March \u2013 12 May 2018<br \/>\nPreview: Tuesday 20 March, 6\u20138pm<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Calzolari, Gesti [Variazione I], 1968 (Detail) \/ Property: Fondo Calzolari Trust \/ Courtesy Archivio Fondazione Calzolari \/ Photo: Michele Alberto Sereni<\/p>\n<p>The Fondazione Calzolari is pleased to announce the first major exhibition of works by Pier Paolo Calzolari in UK. The solo show, organized by Mathieu Paris, will take place at White Cube Gallery Mason&#8217;s Yard in London, from 21 March until 12 May 2018.<br \/>\nFeaturing works drawn from across the artist&#8217;s extensive career, the exhibition will include several major installations from the late 1960s until the late 2000s, with a strong focus on Calzolari\u2019s production from the 1970s and \u201980s.<\/p>\n<p>From the first works dating back to 1965 to the present day, Calzolari has developed a complex research process based on pluralism, keeping away from all forms of repetition unless related to the requirements of reality. His ability to constantly reinvent himself throughout his over fifty-year career means he is now considered one of the most inventive and liveliest artists of his generation.<br \/>\nCalzolari\u2019s practice focuses on the activation of space, investigating notions of the sublime through transformative processes. Balancing materials in different states, such as lead and ice or fire and neon in installations or tableaux vivants, his work engages in a kind of alchemy, linking it with earlier traditions in art, in particular Renaissance painting and the work of Italian artists from the Valori Plastici and Pittura Metafisica movements.<\/p>\n<p>Born in 1943 in Bologna, Calzolari grew up in Venice, where the city\u2019s striking light and reflections led him to explore luminosity through his now signature material, frost. Created using small refrigeration units and copper tubing, this sensory material with its tactile, powdery surface is used in his works to convey \u2018pure\u2019 whiteness, something that cannot be found in manufactured pigment and only exists in nature.<br \/>\nTrained as a painter, Calzolari started exhibiting in 1966-67 with the work-performance Il filtro e benvenuto all&#8217;angelo created in his studio in Palazzo Bentivoglio in Bologna. He was among the artists on show at the Deposito d&#8217;Arte Presente in Turin as part of one of the first Arte Povera events. In 1969 he took part in the exhibition When Attitudes become Form in Berne. His first icing sculptures date back to that period, as well as the artwork titled Casa ideale (1968), which brings together different types of works the artist actually constructed around something he wrote, which may be taken as a manifesto. His initial closeness to other Arte Povera artists is revealed in Calzolari\u2019s quest for a Franciscan-inspired horizontality that resulted in his own reworking of the relationships between art, reality, and nature. In 1972 Calzolari decided to follow his own more individual path.<\/p>\n<p>The unconventional employment of poor materials \u2013 including tobacco leaves, margarine, Judah&#8217;s tree petals, moss, lead, ice, evanescent neon lights \u2013 confirms the artist\u2019s desire for unconventional flexibility, whose expressive and formal purity is always linked to the passing of time and the transformation of matter. Calzolari\u2019s work is democratic in its scope and anything can become part of a composite artistic language in which materials are rediscovered and redefined. His sculptures and installations attempt to create \u2018a democracy of exchange and language between different things.<\/p>\n<p>More info about the exhibition<\/p>\n<p>Fondazione Calzolari<br \/>\ninfo@fondazionecalzolari.org<\/p>\n<p>Pier Paolo Calzolari was born in Bologna, Italy, in 1943 and now lives and works in Lisbon, Portugal. He has exhibited internationally including group exhibitions at the Centre Pompidou, Paris (2016); MoMa, New York (2014); Fondazione Prada, Venice (2013); Kunstmuseum, Basel (2012); Peggy Guggenheim Collection, Venice (2011); MAXXI, Rome (2010); Tate Modern, London (2001) and the Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1994). His work is displayed in numerous international public collections, including the MoMa, New York; Solomon R. Guggenheim, New York; Fine Art Museum, Boston; Documenta, Kassel; Stedelijk Museum, Amsterdam; Palazzo Grassi, Pinault Foundation, Venice; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda, Madrid and the Museum of Contemporary Art, Sydney.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fondazione Calzolari annuncia la prima grande mostra di opere di Pier Paolo Calzolari nel Regno Unito Pier Paolo Calzolari CUBO BIANCO Mason&#8217;s Yard &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11844,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[14293],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54901"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54901"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54903,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54901\/revisions\/54903"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}