{"id":55330,"date":"2018-04-07T15:59:50","date_gmt":"2018-04-07T13:59:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55330"},"modified":"2018-04-08T23:00:38","modified_gmt":"2018-04-08T21:00:38","slug":"foarte-a-milano-fondazione-prada-osservatorio-torbjorn-rodland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55330","title":{"rendered":"FOArte a Milano &#8211; FONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO \u201cTORBJ\u00d8RN R\u00d8DLAND"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=55332\" rel=\"attachment wp-att-55332\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-55332\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Fondazione-Prada-672-Torbjorn-Rodland-2.jpg\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Fondazione-Prada-672-Torbjorn-Rodland-2.jpg 567w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Fondazione-Prada-672-Torbjorn-Rodland-2-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Fondazione-Prada-672-Torbjorn-Rodland-2-499x300.jpg 499w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a>Particolare di: immagine della mostra \u201cTorbj\u00f8rn R\u00f8dland: The Touch That Made You\u201d. Foto Andrea Rossetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FONDAZIONE PRADA OSSERVATORIO \u201cTORBJ\u00d8RN R\u00d8DLAND: THE TOUCH THAT MADE YOU\u201d DAL 5 APRILE<\/p>\n<p><strong>Spazi di Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211; Fondazione Prada presenta la mostra \u201cTorbj\u00f8rn R\u00f8dland: The Touch That Made You\u201d sino al 20 agosto 2018 <strong>negli spazi di Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concepito e <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">presentato inizialmente da Serpentine Galleries a Londra<\/span><\/strong>, il progetto a cura di Hans Ulrich Obrist e Amira Gad riunisce una selezione di pi\u00f9 di<strong> 40 opere fotografiche e 3 video realizzati tra il 1999 e il 2016 dall\u2019artista norvegese Torbj\u00f8rn R\u00f8dland.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiega Torbj\u00f8rn R\u00f8dland, il titolo \u201cThe Touch That Made You\u201d rimanda \u201cai processi analogici: il tocco della macchina fotografica, <strong>il tocco della luce che colpisce la pellicola, il tocco dei liquidi che scorrono sulla pellicola durante lo sviluppo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 una cosa che collego alla complessit\u00e0 e all\u2019intimit\u00e0 di alcuni soggetti &#8211; gli incontri tra due individui o tra oggetti e corpi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019artista lavora con l<strong>a fotografia analogica creando delle messe in scena costruite e precise<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo processo creativo convivono quindi una <strong>dimensione di controllo che esercita sulle persone e sugli oggetti all\u2019interno del set e una componente di sorpresa e imprevedibilit\u00e0<\/strong>, in quanto il risultato finale dei suoi sforzi \u00e8 visibile solo quando l\u2019immagine \u00e8 sviluppata e stampata su carta fotografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Celebre per i suoi ritratti, le nature morte e i paesaggi, R\u00f8dland <span style=\"color: #ff00ff;\">unisce alla chiarezza formale tipica dell\u2019<span style=\"color: #000000;\">immagine commerciale<\/span><\/span><\/strong> uno sguardo personale e poetico, attraverso il quale trasforma parti anatomiche, oggetti quotidiani ed elementi naturali in feticci ambigui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi lavori provocano nello spettatore una reazione ambivalente di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">repulsione e attrazione<\/span><\/strong>, intimit\u00e0 ed estraneit\u00e0 rispetto ai soggetti ritratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R\u00f8dland sviluppa le sue immagini isolando o producendo dei<strong> conflitti visivi: contrasti tra materiali,<\/strong> come in Frost no. 4 (2001) o The Geller Effect (2014); tra condizioni fisiche come in Pump (2008-2010) o Candles and Cubes (2016); tra aspetti esteriori di due soggetti ritratti, come in Midlife Dilemma (2015) o Comb Over (2015-2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intento non \u00e8 di illustrare una particolare idea o sostenere una posizione teorica, ma di <strong>esplorare il potenziale simbolico del medium fotografico e le modalit\u00e0 con cui lo spettatore pu\u00f2 essere stimolato<\/strong>, se costretto a confrontarsi con queste opposizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei lavori di Torbj\u00f8rn R\u00f8dland si pu\u00f2 individuare una forte componente di autoriflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue nature morte e i ritratti, in particolare, sfidano le convenzioni stilistiche di questi due generi attraverso invenzioni visive che integrano elementi magici, surreali e soggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiega l\u2019artista: \u201csi potrebbero interpretare i miei ritratti coperti da parole o vernice \u2013 quali Hands and Eyes. Portrait no.1 (2008-2010) \u2013 <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">come una violazione dell\u2019individuo,<\/span><\/strong> ma io li considero una sfida alla tradizione della ritrattistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio fare ritratti che rimandino a qualcosa che va oltre l\u2019individuo e quindi s<strong>ono attirato dalle persone che penso mi possano aiutare a ottenere questo risultato\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei due livelli di Osservatorio i lavori fotografici sono esposti su strutture di legno caratterizzate da superfici monocrome e lisce, all\u2019interno, e da pareti grezze e non finite, all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella piccola sala di proiezione che conclude il percorso espositivo sono presentati in successione tre video girati da R\u00f8dland nel decennio scorso: The Exorcism of Mother Teresa (2004), Heart All This &amp; Dogg (2004) e I Am Linkola (2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la prima opera si basa su una sceneggiatura dettagliata, gli altri lavori filmici sono stati per l\u2019artista un mezzo per approfondire le <strong>possibilit\u00e0 creative offerte dall\u2019improvvisazione. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per R\u00f8dland questi lavori rappresentano \u201cuno strumento per esplorare il movimento, l\u2019intervallo e la temporalit\u00e0 \u2013 qualit\u00e0 che non riesco ad approfondire in modo cos\u00ec esplicito con la fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi si tratta ancora di un\u2019indagine del mezzo fotografico, ma con parametri diversi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo progetto \u00e8 stato concepito e presentato per la prima volta da Serpentine Galleries a Londra (29 settembre \u2013 19 novembre 2017).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Particolare di: immagine della mostra \u201cTorbj\u00f8rn R\u00f8dland: The Touch That Made You\u201d. 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