{"id":55392,"date":"2018-04-10T07:16:24","date_gmt":"2018-04-10T05:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55392"},"modified":"2018-04-11T21:49:30","modified_gmt":"2018-04-11T19:49:30","slug":"salute-bambini-e-loro-cevello-in-pericolo-per-videogiochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55392","title":{"rendered":"Salute &#8211; Bambini &#8211; Il loro cevello in pericolo per videogiochi"},"content":{"rendered":"<div class=\"field field-name-field-fonte field-type-text field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>I videogiochi violenti alterano l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>inibiscono l&#8217;autocontrollo<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>capaci di fomentare atti di bullismo<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>riducono la concentrazione e le capacit\u00e0 razionali e funzionali<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>IL CERVELLO SOFFRE E SI DANNEGGIA<\/strong><\/div>\n<div class=\"field-item even\" style=\"text-align: center;\">I DANNI NON RIGUARDANO SOLO I BAMBINI<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Fenomeno mondiale che preoccupa gli esperti<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>I videogiochi violenti sono sempre pi\u00f9 spesso oggetto di preoccupazione da parte di psicologi, genitori, istituzioni.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>RIPORTIAMO STUDI DI:<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Radiological Society of North America (RSNA) da Vincent Mathews, della Indiana University School of Medicine ad Indianapolis.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"field field-name-field-fonte field-type-text field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div><strong>Universit\u00e0 di Amsterdam e di New York pubblicato su Science<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Universit\u00e0 di Amsterdam e di New York pubblicato su Science<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Ogni volta che il nostro cervello vede <strong><span style=\"color: #ff0000;\">un&#8217;immagine di sangue, bombe (anche quelle dei piccoli videogiochi del telefonino), fucili ecc..<\/span><\/strong>. fa scattare un allarme in una zona detta amigdala, questo segnale, viene immediatamente dopo viene contrastato da altre scariche elettriche che indicano che si tratta solo di immagini.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Poi interviene anche la corteccia cerebrale, ma intanto si \u00e8 creato una specie di <strong>cortocircuito che danneggia, \u00a0a lungo andare, il <span style=\"color: #ff0000;\">normale funzionamento del cervello;<\/span> con conseguenti gravi effetti. <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tra i pi\u00f9 semplici; <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il sonno viene danneggiato<\/span><\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"field-item even\">Riferiamo da Ansa, 29 novembre 2006;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.documentazione.info\/videogiochi-violenti-effetti-negativi-sul-cervello\">https:\/\/www.documentazione.info\/videogiochi-violenti-effetti-negativi-sul-cervello<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Riferito al meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA) da Vincent Mathews, della Indiana University School of Medicine ad Indianapolis.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"node-article-full-group-teaser\" class=\"teaser-content group-teaser field-group-div\">\n<div class=\"field field-name-field-corpo field-type-text-long field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u00a0<strong><span style=\"color: #ff0000;\">I videogiochi violenti alterano l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale<\/span><\/strong>, provocando uno stato emotivo sovraeccitato e <strong>inibiscono l&#8217;autocontrollo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;effetto \u00e8 anche quello di <span style=\"color: #ff0000;\">ridurre la concentrazione<\/span> e le capacit\u00e0 razionali e funzionali,<\/strong> cosa che <span style=\"color: #000000;\"><strong>potrebbe lasciare il segno anche a <span style=\"color: #ff0000;\">lungo termine sui giovan<\/span><\/strong><\/span><span style=\"color: #ff0000;\">i<\/span> che amano questo passatempo sempre pi\u00f9 popolare e altrettanto discusso.<\/p>\n<p>E&#8217; quanto <strong>riferito al meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA) da Vincent Mathews, della Indiana University School of Medicine ad Indianapolis.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un fenomeno mondiale che preoccupa gli esperti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;effetto della violenza virtuale propinata dai videogame \u00e8 di <strong>aumentare l&#8217;attivit\u00e0 del centro delle emozioni <span style=\"color: #ff0000;\">(amigdala)<\/span><\/strong> e <strong>viceversa sopire quella dei centri funzionali ed esecutivi del cervello<\/strong>, spiega Mathews, con potenziali effetti sui comportamenti di giovani e giovanissimi.<\/p>\n<p>I videogiochi hanno conquistato il mercato dei giocattoli con un <strong>fatturato solo negli Usa pari a <span style=\"color: #ff0000;\">10 miliardi<\/span> di dollari per lo scorso anno.<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia <strong>i videogiochi, per la violenza che tendono a proporre molti di loro, sono sempre pi\u00f9 spesso oggetto di preoccupazione da parte di psicologi, genitori, istituzioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alcuni sono stati messi di recente sotto accusa perch\u00e9 potenzialmente capaci di fomentare atti di bullismo<\/strong> sempre pi\u00f9 frequenti anche nelle scuole italiane.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i neurologi hanno voluto vedere l&#8217;effetto della violenza di alcuni videogiochi sul cervello dei teenager, per cui <strong>hanno coinvolto 44 ragazzini dividendoli in due gruppi.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un esperimento<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Uno doveva giocare con videogiochi violenti, l&#8217;altro con videogame altrettanto eccitanti e divertenti ma non violenti.<\/p>\n<p>Successivamente ai giochi <strong>gli esperti hanno &#8216;filmato&#8217; il cervello dei ragazzi mentre i giovani si cimentavano in una serie di test per misurare la loro concentrazione<\/strong>, il loro autocontrollo e le loro performance cognitive.<\/p>\n<p>E&#8217; emerso che rispetto a quelli che avevano giocato coi videogiochi non violenti,<strong> i giovani che avevano giocato con i videogame violenti <span style=\"color: #ff0000;\">presentavano un maggior grado di attivazione del centro delle emozioni,<\/span> l&#8217;amigdala, e invece <span style=\"color: #ff0000;\">un minor grado di attivazione dei centri che governano la nostra concentrazione,<\/span><\/strong> <strong>la capacit\u00e0 di autocontrollo e di ragionamento, ovvero la corteccia prefrontale.<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene servano ulteriori ricerche per dimostrare che a queste differenze di attivazione neurale indotte dalla violenza dei videogame corrispondano alterazioni della capacit\u00e0 di autocontrollo e di concentrazione e quindi modifiche concrete dei comportamenti, questo studio sembra suggerire che la violenza proposta da certi videogame abbia un effetto deleterio anche a lungo termine sui giovani fruitori dei giochi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field-label\" style=\"text-align: center;\">:::::::::<\/div>\n<div class=\"field-label\" style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>Anche il \u00a0<strong>CORRIERE DELLA SERA<\/strong> ne ha parlato<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Riferiamo le frasi pi\u00f9 indicative:<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&#8220;Da tempo ci si chiede se l\u2019eccessiva frequentazione del mondo virtuale dei video-games, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">soprattutto di quelli violenti, possa procurare danni cerebrali<\/span><\/strong>: <strong>adesso \u00e8 arrivata la dimostrazione concreta<\/strong> che quelle paure non erano poi del tutto infondate perch\u00e9 <strong>in effetti cambiamenti della materia grigia si verificano &#8230; &#8220;<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8221; &#8230;\u00a0bastano 10 ore di videogames violenti nell\u2019arco di una settimana perch\u00e9 le aree cerebrali che tengono sotto controllo i comportamenti aggressivi riducano la loro attivit\u00e0: l\u2019ha dimostrato con la risonanza magnetica funzionale uno studio dell<strong>\u2019Universit\u00e0 di Indianapolis presentato al congresso della Societ\u00e0 di Radiologia di Chicago. &#8230; &#8220;<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8221; &#8230;\u00a0La differenza \u00e8 stata netta sia confrontando la settimana di gioco con quella di astinenza, sia facendo una confronto con soggetti di controllo che non avevano mai giocato. Il fatto che dopo l\u2019astinenza l\u2019attivit\u00e0 cerebrale tornava a essere normale indica che esistono buone potenzialit\u00e0 di recupero, ma quello che ancora non sappiamo, dicono gli autori dello studio, \u00e8 cosa pu\u00f2 succedere al cervello con anni di sollecitazioni continue.&#8221;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">&#8221; &#8230;\u00a0Un altro studio delle <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Universit\u00e0 di Amsterdam e di New York pubblicato su Science<\/span><\/strong> ha peraltro scoperto che i video violenti fanno riconfigurare il tipo di neuroni del cervello: esaminandolo con la BOLD-fMRI (una particolare risonanza che rintraccia eventuali variazioni biochimiche cerebrali, pi\u00f9 o meno come fa la PET) si \u00e8 visto infatti che aumentano i neuroni pi\u00f9 adatti ad affrontare situazioni di attacco o fuga, come nella vita reale pu\u00f2 accadere ad esempio in guerra. Aumentano anche le connessioni fra quei centri cerebrali superiori (corteccia frontoinsulare, cingolare dorsale anteriore, inferotemporale e temporoparietale) e inferiori (amigdala, talamo, ipotalamo e mesencefalo) che costituiscono la rete nervosa che controlla il sistema autonomico neuroendocrino e la vigilanza. \u00c8 stata anche esaminata la saliva di soggetti mentre guardavano alternativamente clip molto violente e clip che non lo erano affatto. Solo in chi guardava clip violente \u00e8 aumentata la noradrenalina, il neurotrasmettitore che caratterizza proprio i neuroni cerebrali di cui era stata osservata la fioritura con la BOLD-fMRI. La noradrenalina \u00e8 fondamentale nella risposta generale allo stress perch\u00e9 incrementa l&#8217;attenzione e le reazioni di attacco o fuga (fight or flight) favorendo l\u2019attivazione del sistema nervoso simpatico con aumento del battito cardiaco, rilascio di energia sotto forma di glucosio dai depositi corporei di glicogeno e aumento del tono muscolare. In sostanza anche dal punto di vista biochimico \u00e8 un po\u2019 come se il giocatore si trovasse davvero a combattere di persona nel videogame.<\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/12_gennaio_09\/videogames-cambiamenti-cerebrali-peccarisi_498f170e-2b12-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/salute\/12_gennaio_09\/videogames-cambiamenti-cerebrali-peccarisi_498f170e-2b12-11e1-b7ec-2e901a360d49.shtml<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Oggi, 2017, questi dati sono stati confermati da eminenti studiosi del settore.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I videogiochi violenti alterano l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale inibiscono l&#8217;autocontrollo capaci di fomentare atti di bullismo riducono la concentrazione e le capacit\u00e0 razionali e funzionali IL CERVELLO<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":23980,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411,3288,29,26],"tags":[14459,14458,14457,14465,14460,14461,14462,14463,14464],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55392"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55403,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392\/revisions\/55403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/23980"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}