{"id":55467,"date":"2018-04-11T15:30:19","date_gmt":"2018-04-11T13:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55467"},"modified":"2018-04-12T19:57:38","modified_gmt":"2018-04-12T17:57:38","slug":"siria-armi-chimiche-e-missili-cosa-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55467","title":{"rendered":"Siria &#8211; armi chimiche e missili &#8211; cosa succede ?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INCERTEZZE SURREALI, SE NON FOSSERO VERE !<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU si riunir\u00e0 questa sera per discutere quanto avvenuto negli ultimi giorni in Siri<\/strong>a: un s<span style=\"color: #ff0000;\">ospetto attacco chimico nel sobborgo di Douma e l\u2019attacco missilistico della notte di ieri contro una base militare siriana,<\/span> di cui <strong>ufficiali russi e siriani attribuiscono la responsabilit\u00e0 a Israele.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <span style=\"color: #ff0000;\">ministro degli esteri russo Sergej Lavrov respinge le accus<\/span>e <strong>rivolte al governo siriano di essere il responsabile dell\u2019attacco chimico a Douma<\/strong> e \u2013 mentre <strong>Usa e Francia ribadiscono che \u201ctutte le opzioni sono sul tavolo\u201d \u2013 mette in guardia i governi occidentali dal compiere ulteriori \u201cazioni pericolose\u201d<\/strong> in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa sta succedendo in Siria? Quali i possibili scenari?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO &#8211; Il commento di Paolo Magri \u2192<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/&lt;iframe width=&quot;560&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EhxZxIUXWrI&quot; frameborder=&quot;0&quot; allow=&quot;autoplay; encrypted-media&quot; allowfullscreen&gt;&lt;\/iframe&gt;\">&lt;iframe width=&#8221;560&#8243; height=&#8221;315&#8243; src=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EhxZxIUXWrI&#8221; frameborder=&#8221;0&#8243; allow=&#8221;autoplay; encrypted-media&#8221; allowfullscreen&gt;&lt;\/iframe&gt;<\/a><\/p>\n<p><strong>DOUMA E HOMS: \u2028NUOVA ESCALATION ?<\/strong><\/p>\n<p>Nella giornata di domenica \u00e8 trapelata la notizia di un sospetto<strong> attacco chimico a Douma, sobborgo a est di Damasco controllato dai ribelli. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i gruppi dell\u2019opposizione,<strong> la responsabilit\u00e0 dell\u2019attacco sarebbe da attribuire al regime di Bashar al-Assad. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco sarebbe parte dello sforzo del regime \u2013 sostenuto da Russia e Iran \u2013 volto a riconquistare la Ghouta orientale, un territorio a est di Damasco conquistato dai ribelli fin dai primi giorni della guerra civile. Sforzo che \u00e8 a sua volta parte dello sforzo pi\u00f9 ampio di ricostruzione di una sorta di integrit\u00e0 territoriale da parte di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019attacco inoltre sarebbe stato compiuto nonostante il regime avesse siglato con i <span style=\"color: #ff0000;\">ribelli e la formazione islamista di Jaysh al-Islam<\/span> un accordo di evacuazione che avrebbe dovuto portarli nei territori settentrionali, in aree fuori dal controllo governativo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le reazioni internazionali per tutta la giornata di domenica sono state molteplici: il presidente <strong>Trump in una serie di tweet ha attaccato verbalmente Russia, Iran e l\u2019ex presidente Usa Obama<\/strong> \u2013 i primi due per il supporto ad Assad, il terzo per la sua immobilit\u00e0 passata \u2013 lasciando aperto lo scenario di una possibile risposta militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Dipartimento di Stato, in una dichiarazione, ha attribuito la responsabilit\u00e0 indiretta alla Russia<\/strong>, colpevole di aver violato la Convenzione sulle armi chimiche e la Risoluzione Onu 2118 del 2013 &#8211; risultato della mediazione russa in seguito all\u2019attacco chimico a Khan Sheikoun nel 2013 &#8211; che chiedeva la distruzione dell\u2019arsenale chimico siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna menzione invece all\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione europea \u2013 con una dichiarazione della portavoce di Federica Mogherini \u2013 ha condannato l\u2019utilizzo di armi chimiche, sollecitando una risposta da parte della comunit\u00e0 internazionale e facendo appello a Russia e Iran a esercitare il loro potere di influenza su Assad affinch\u00e9 simili attacchi non si ripetano in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Anche laTurchia ha condannato l\u2019attacco, attribuendone la responsabilit\u00e0 ad Assad<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Russia e Iran hanno invece etichettato come falsa la notizia dell\u2019attacco chimico,<\/strong> tesa secondo le rispettive diplomazie <strong><span style=\"color: #ff0000;\">a creare un casus belli per giustificare un intervento militare esterno contro il regime.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla stessa linea <strong>la posizione siriana, che rivendica i propri successi nel combattere il terrorismo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la serata di luned\u00ec \u00e8 attesa una riunione del Consiglio di sicurezza Onu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente dovevano essere due &#8211; una convocata dalla Russia per discutere di non meglio specificate \u201cminacce alla pace e alla sicurezza internazionale\u201d, l\u2019altra convocata da Usa, Francia, Regno Unito, Svezia, Polonia, Paesi Bassi, Kuwait, Per\u00f9 e Costa d\u2019Avorio per discutere del <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>sospetto attacco chimico in Siria<\/strong> <\/span>&#8211; ma in conclusione le parti si sono accordate per tenere un unico incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, nella notte tra domenica e luned\u00ec, la base militare siriana di Tyias \u2013 <strong>la principale base militare siriana, localizzata tra Homs e Palmira \u2013 sarebbe stata colpita da bombardamenti perpetrati \u2013 secondo l\u2019agenzia di stampa siriana SANA \u2013 da F15 israeliani<\/strong> che <span style=\"color: #ff0000;\">avrebbero agito dal territorio libanese<\/span>, senza penetrare lo spazio aereo siriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha poi fatto sapere che cinque degli otto missili lanciati sono stati distrutti dai sistemi di difesa missilistica siriani, mentre tre hanno colpito la base, uccidendo almeno 14 persone tra cui alcuni soldati iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Israele non ha commentato la notizia.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">ISRAELE: COLPIRE ASSAD\u2028PER COLPIRE L\u2019IRAN ?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Mentre molti si interrogavano sulla eventualit\u00e0 di un attacco militare mirato statunitense in risposta all\u2019attacco chimico a Douma \u2013 sull\u2019esempio di quello lanciato lo scorso anno in seguito all\u2019attacco di Khan Sheikhoun \u2013, <strong>la risposta militare in effetti \u00e8 arrivata, ma non da parte Usa<\/strong>, bens\u00ec &#8211; <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sembrerebbe &#8211; israelian<\/span><\/strong>a.<\/p>\n<p><strong> Israele potrebbe avere agito per conto degli Stati Uniti,<\/strong> sollevando Washington dall\u2019incombenza di dover giustificare un intervento militare a un pubblico non entusiasta \u2013 proprio dopo che qualche giorno fa Trump aveva galvanizzato la propria base parlando di un immediato ritiro degli Usa dalla Siria<\/p>\n<p>. Ci\u00f2 non significa per\u00f2 che Israele sia manovrato dagli Usa: anzi, i rapporti di forza sul terreno riflettono tutt\u2019altro.<\/p>\n<p>In questi anni Israele ha condotto in maniera autonomanumerose operazioni in territorio siriano, soprattutto contro strutture riconducibili all\u2019Iran e a Hezbollah.<\/p>\n<p>Allo scoppio della crisi siriana nel 2011 Israele si \u00e8 mantenuta formalmente neutrale rispetto al conflitto, concentrandosi sulla messa in sicurezza del proprio confine con la Siria.<\/p>\n<p><strong>Tale postura \u00e8 cambiata soprattutto in seguito al crescente coinvolgimento di Hezbollah nel conflitto siriano e, dopo il 2015<\/strong>, con il rovesciamento degli equilibri della guerra a favore dell\u2019asse Assad-Iran-Russia, Tel Aviv ha aumentato il proprio coinvolgimento nel conflitto.<\/p>\n<p>Pur rimanendo formalmente neutrale, ha avviato una campagna di bombardamenti mirati contro veicoli trasportanti armi o agenti operativi di Hezbollah; parallelamente, si \u00e8 dedicato alla creazione di una zona cuscinetto (\u201csafe zone\u201d) che si estende per 20 km dalla linea di confine in territorio siriano, formalmente sotto controllo dei ribelli.<\/p>\n<p><strong>Scopo dell\u2019azione israeliana \u00e8 impedire che l\u2019Iran e\/o le milizie a lui alleate, tra cui Hezbollah (anche se quest\u2019ultimo \u00e8 molto pi\u00f9 che una semplice milizia) occupino territori troppo vicini al confine<\/strong>, da cui potrebbero condurre attacchi contro il territorio israeliano.<\/p>\n<p>In breve,<span style=\"color: #ff0000;\"> Israele non \u00e8 disposta a tollerare variazioni nell\u2019attuale equilibrio di deterrenza<\/span>, e per questo avrebbe tracciato alcune \u201clinee rosse\u201d: no a basi militari iraniane lungo la costa siriana (che potrebbero essere utilizzate da sottomarini iraniani per arrivare a colpire la costa israeliana); no a basi militari iraniane permanenti in Siria; no a aeroporti o basi aeree accessibili all\u2019Iran che Teheran potrebbe utilizzare per rifornimenti di armi e munizioni (al di l\u00e0 della base attualmente utilizzata di Mezzeh, fuori Damasco); no a fabbriche di missili di Hezbollah in Siria e\/o in Libano.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">RUSSIA E USA: SEMPRE PI\u00d9 LONTANA UNA SOLUZIONE PER LA SIRIA\u00a0<\/span><\/strong>?<\/p>\n<p>&#8230;\u00a0<strong> potrebbe condurre a una <span style=\"color: #ff0000;\">nuova recrudescenza del jihadismo !<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Per il rispetto di queste linee rosse <strong>Israele \u2013 ben conscio degli attuali equilibri di potere nell\u2019area \u2013 sembra premere sempre pi\u00f9 sulla Russia di Putin<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>E non solo perch\u00e9 l\u2019Iran \u00e8 anche formalmente alleato della Russia,<\/strong> motivo per cui Tel Aviv chiede a Mosca di \u201ccontenere\u201d le aspirazioni di Teheran.<\/p>\n<p>Ma anche <strong>perch\u00e9 \u00e8 la Russia a porsi come potenziale mediatrice fra le parti, mentre gli Usa hanno finora mantenuto una posizione di minore coinvolgimento<\/strong> diretto nel conflitto.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Pochi giorni fa, Trump ha addirittura promesso un ritiro pressoch\u00e9 immediato<\/span> <\/strong>delle truppe statunitensi dalla Siria, suggerendo poi ai propri alleati \u2013 e nello specifico all\u2019Arabia Saudita del giovane principe ereditario bin Salman, in quei giorni in visita negli Usa \u2013 che se vogliono che Washington rimanga nel paese, devono pagare il conto.<\/p>\n<p>Una dichiarazione in cui alcuni osservatori hanno visto non tanto l\u2019annuncio di una decisione reale, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">quanto il tentativo di un businessman di ottenere condizioni favorevoli in una trattativa<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Come ricorda questo articolo, gli Stati Uniti di Trump, salvo diversa indicazione, <strong>rimangono legata alla strategia per la Siria elaborata dalla stessa Casa Bianca, nello specifico dal Consiglio per la sicurezza nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa strategia si compone di cinque obiettivi:<\/p>\n<p>la \u201csconfitta duratura\u201d di Stato islamico e al-Qaeda;<\/p>\n<p>la conclusione della guerra civile siriana attraverso una soluzione negoziata;<\/p>\n<p>la diminuzione dell\u2019influenza di Teheran in Siria e<\/p>\n<p>l\u2019annullamento del suo presunto progetto di \u201ccorridoio da Teheran a Beirut\u201d;<\/p>\n<p>la creazione delle condizioni per il ritorno di rifugiati e sfollati interni siriani;<\/p>\n<p>l\u2019eliminazione di armi di distruzione di massa.<\/p>\n<p><strong>Considerata l\u2019attuale lontananza da tutti i punti considerati, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile considerare probabile lo scenario di un ritiro immediato<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche il primo di questi obiettivi, infatti, <strong>\u00e8 ben lungi dall\u2019essere stato raggiunto, poich\u00e9 <span style=\"color: #ff0000;\">la stabilizzazione dei territori liberati dall\u2019IS<\/span> rimane tuttora una questione <span style=\"color: #ff0000;\">particolarmente critica<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">,<\/span> tanto che secondo diversi osservatori<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> potrebbe condurre a una nuova recrudescenza del jihadismo. <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Considerato tutto ci\u00f2, appare invece sempre pi\u00f9 <strong>verosimile lo scenario di una presenza duratura degli Usa nel paese, nelle aree a est dell\u2019Eufrate controllate dagli alleati curdi dell\u2019YPG.<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto, le <strong><span style=\"color: #ff0000;\">dichiarazioni <span style=\"color: #000000;\">ondivaghe d<\/span>i Trump<\/span> <\/strong>potrebbero <strong>danneggiare la credibilit\u00e0 dell\u2019amministrazione,<\/strong> minandone il ruolo sul campo sia nei confronti degli alleati sia nei confronti dei nemici.<\/p>\n<p>Alcuni osservatori e alcuni politici statunitensi, tra cui il <strong>senatore repubblicano John McCain, hanno collegato la presunta decisione di Assad di condurre l\u2019attacco chimico a Douma proprio all\u2019annuncio dell\u2019immediato ritiro delle truppe Usa da parte di Trump.<\/strong><\/p>\n<p>Eppure<span style=\"color: #ff0000;\"><strong> la Russia, per quanto pi\u00f9 \u201ccoerente\u201d sul campo<\/strong><\/span>, sembrerebbe al momento <strong>altrettanto poco efficace come mediatrice<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo senso, dietro all\u2019apparente imprescindibilit\u00e0 militare e politica del <strong>ruolo di Mosca in Siria, si celerebbe un gigante diplomatico dai piedi d\u2019argilla, incapace di tramutare in successi politici i risultati ottenuti a livello militare<\/strong>, e incapace di ricondurre a unit\u00e0 le diverse agende degli attori coinvolti nel conflitto.<\/p>\n<p>Come rileva Eugenio Dacrema analizzando tutte le <strong>contraddizioni interne all\u2019asse Russia-Iran-Turchia dopo il vertice di Ankara dello scorso 4 aprile, le profonde divisioni interne all\u2019asse e il sempre pi\u00f9 probabile scenario di una presenza statunitense stabile nel paese rendono impossibile la quadratura del cerchio e fanno naufragare qualsiasi tentativo di trovare una soluzione che metta fine a questi sette anni di guerra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di:<br \/>\nAnnalisa Perteghella, Research Fellow<br \/>\nISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale INCERTEZZE SURREALI, SE NON FOSSERO VERE ! 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