{"id":55483,"date":"2018-04-11T20:55:56","date_gmt":"2018-04-11T18:55:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55483"},"modified":"2018-04-13T21:42:43","modified_gmt":"2018-04-13T19:42:43","slug":"siria-verso-lo-scontro-usa-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55483","title":{"rendered":"Siria: verso lo scontro Usa-Russia ?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riceviamo da ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Internazionale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Russia<\/span><\/strong> in relazione ai recenti avvenimenti siriani.<\/p>\n<p><strong>Non esiste una seria possibilit\u00e0 di \u201cvittoria\u201d in Siria ? !<\/strong><\/p>\n<p><strong>RUSSIA: PRONTA A RISPONDERE ?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Piuttosto, \u00e8 possibile aspettarsi degli \u201cincidenti collaterali\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il <strong>sospetto attacco chimico a Douma &#8211; del quale \u00e8 accusato il regime di Assad &#8211;<\/strong> e <strong>uno strike israeliano sulla base aerea siriana di Tyias,<\/strong> si moltiplicano gli interrogativi sulla possibile risposta statunitense.<\/p>\n<p>I<strong>l Consiglio di Sicurezza Onu, paralizzato dai veti incrociati di Usa e Russia, <span style=\"color: #ff0000;\">non \u00e8 stato in grado<\/span> di raggiungere una posizione comune<\/strong>, mentre <strong>Washington &#8211; insieme a Parigi e Londra &#8211; annuncia un\u2019azione punitiva<\/strong> non ancora precisata che riguarderebbe anche Mosca.<\/p>\n<p><strong>La Russia da parte sua risponde a tono<\/strong>, minacciando serie ritorsioni in caso di un attacco americano.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Si prospetta dunque un confronto Usa-Russia ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazional? <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Quali sono le opzioni a disposizione dei due paesi?<\/p>\n<p>Quali i possibili sviluppi del conflitto?<\/p>\n<p><strong>TRUMP: QUALI OPZIONI SUL TAVOLO ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che sembra sempre pi\u00f9 certo \u00e8 che<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> non esiste una seria possibilit\u00e0 di \u201cvittoria\u201d in Siria,<\/span> <\/strong>a meno di costi altissimi che gli Usa non sembrano disposti a sobbarcarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Max Fisher sul New York Times, <strong>gli Stati Uniti di Trump si trovano in questo momento di fronte a tre possibilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima opzione \u00e8 rappresentata da <strong><span style=\"color: #ff0000;\">attacchi mirati,<\/span><\/strong> limitati e con fini punitivi, come quello condotto lo scorso anno sulla base di Shayrat in risposta all\u2019attacco chimico a Khan Sheikhoun.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle intenzioni di Trump <strong>l\u2019obiettivo di tali attacchi sarebbe quello di imporre un costo modesto ad Assad e dissuaderlo<\/strong> dal condurre altri attacchi del genere in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Un obiettivo tuttavia difficile da centrare<\/span>, visto che difficilmente un attacco del genere<strong> potr\u00e0 modificare il sistema degli incentivi di Assad<\/strong>: <span style=\"color: #ff0000;\">per il dittatore siriano la guerra \u00e8 divenuta questione di sopravvivenza personal<\/span>e e politica, e se reputa che gli attacchi chimici siano necessari e funzionali al raggiungimento di questo obiettivo, non si tratterr\u00e0 dall\u2019effettuarli. Inoltre, a differenza dello scorso anno, <span style=\"color: #ff0000;\">la Russia segnala una maggiore disponibilit\u00e0 a rispondere a eventuali attacchi,<\/span> non limitandosi a evacuare i propri militari ma dichiarandosi pronta a rispondere a eventuali bombardamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una <strong><span style=\"color: #ff0000;\">seconda opzione<\/span> \u00e8 invece rappresentata dal lancio di un attacco che rappresenti una minaccia esistenziale per il governo di Damasco<\/strong>, e che sia in grado di sormontare la risposta russa e iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini pratici, <strong>si tratterebbe di lanciare un intervento su ampia scala, che per\u00f2 comporterebbe due rischi che finora gli Usa hanno cercato di evitare: il <span style=\"color: #ff0000;\">rischio di un collasso dello stato siriano<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\"> \u2013<\/span> che spalancherebbe le porte a uno scenario come quello iracheno \u2013 e <strong>il rischio di un confronto militare diretto con la Russia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste poi una <strong>terza opzione, che \u00e8 quella adottata da Obama durante il suo mandato<\/strong>: <span style=\"color: #ff0000;\">astenersi dal condurre azioni che possano alterare in modo significativo gli equilibri del conflitto<\/span>, limitandosi solamente a renderlo pi\u00f9 costoso per Assad, inducendolo cos\u00ec a ottemperare alle richieste americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrano in questa terza opzione le azioni di sostegno ai ribelli che sono state alla base della politica siriana di Obama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema evidente di questa terza opzione \u00e8 che questo tipo di azioni <strong>non non \u00e8, in termini di intensit\u00e0 e risultati, in grado di compromettere il vantaggio acquisito sul terreno da Russia e Iran:<\/strong> ai rifornimenti statunitensi di armi ai ribelli, <span style=\"color: #ff0000;\">l\u2019Iran ha risposto dispiegando nel paese uomini e milizie;<\/span> ai missili Usa <strong>la Russia ha risposto dispiegando in Siria un sistema di difesa anti-missile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019atto pratico, dunque, <strong>gli Stati Uniti dovrebbero cercareun difficile equilibrio formulando una risposta che sia di entit\u00e0 maggiore rispetto a quella dello scorso anno<\/strong> \u2013 che non era servito a dissuadere Assad \u2013 ma non <span style=\"color: #ff0000;\">di scala cos\u00ec elevata da rischiare di trascinare le parti in un conflitto aperto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">RUSSIA: <span style=\"color: #000000;\">PRONTA A RISPONDERE ?<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura dei principali giornali russi di oggi <span style=\"color: #ff0000;\">ci riporta indietro di decenni ai momenti pi\u00f9 critici della guerra fredda,<\/span> quando un confronto militare aperto tra le due maggiori potenze nucleari sembrava imminente e teneva il mondo intero con il fiato sospeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titoli come <strong>&#8220;macho Trump inizier\u00e0 la terza guerra mondiale?&#8221;<\/strong> (Komsomolskaya Pravda),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u201cSull\u2019orlo del precipizio\u201d<\/span> (Novaya Gazeta) e \u201c<strong>Ci sar\u00e0 guerra domani?\u201d (Moskovskij Komsomolets)<\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\">avvertono i lettori russi delle nefaste <span style=\"color: #000000;\">conseguenze di un possibile attacco americano in Siria. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi <strong>esponenti e funzionari russi gi\u00e0 nei mesi scorsi avevano avvertito che un\u2019azione di Washington non sarebbe rimasta impunita:<\/strong> Valery Gerasimov, Capo di Stato Maggiore della Federazione Russa, aveva affermato lo scorso mese che <span style=\"color: #ff0000;\">in caso di minaccia <span style=\"color: #000000;\">per i militari russi, Mosca avrebbe messo in atto<\/span> misure di rappresaglia contro i missili e le navi nemiche<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso <strong>Gerasimov aveva dichiarato di essere in possesso di informazioni secondo le quali i ribelli dell&#8217;enclave della Ghouta orientale stavano progettando di simulare un attacco con armi chimiche contro i civili per poi incolparne l&#8217;esercito siriano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Mosca, nel frattempo, \u00e8 in assetto di guerra<\/span><\/strong>, con i missili Kalibr (la versione russa dei Tomahawks americani) <strong>puntati verso le basi americane.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se un\u2019escalation in Siria sembra incombente, alcuni esperti ridimensionano sia la portata dell\u2019attacco americano che le possibili reazioni russe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maxim Suchkov, <strong>responsabile per la Russia del giornale online Al-Monitor e ricercatore associato ISPI, sostiene che alcuni tra i numerosi tweet <span style=\"color: #ff0000;\">lanciati da Trump oggi dimostrano che il presidente statunitense non \u00e8 sicuro del fatto che un attacco in Siria sia una buona idea<\/span><\/strong> e che la maggior parte delle azioni statunitensi sulla questione siano in realt\u00e0 il risultato di dinamiche interne agli Usa stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Suchkov ritiene che molto dipender\u00e0 dal tipo di azione messa in atto dagli Stati Uniti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>un\u2019azione come quella dell\u2019anno scorso, in cui ventitr\u00e9 dei cinquantanove missili statunitensi colpirono degli obiettivi sensibili e nessun militare russo rimase ucciso, sarebbe lo scenario ideale in quanto permetterebbe a Trump di \u201cmostrare i muscoli\u201d,<\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\">ma senza violare la red line russa<\/span> di un coinvolgimento di personale militare russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, <strong>di fronte a un ulteriore attacco americano, una risposta \u201cmorbida\u201d e circoscritta da parte della Russia \u2013 che potrebbe, per esempio, intercettare i missili statunitensi ma non colpire i vettori<\/strong> \u2013 <span style=\"color: #ff0000;\">potrebbe dare spazio a delle vie d&#8217;uscita dalla situazione attuale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche Prokhor Tebin, esperto del RIAC di Mosca, ritiene improbabile un conflitto aperto<\/strong>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">piuttosto, \u00e8 possibile aspettarsi degli \u201cincidenti collaterali\u201d<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tensioni tra Russia e Stati Uniti in Siria sono sempre pi\u00f9 sottoposte all\u2019attenzione internazionale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">occorre ricordare, per\u00f2, che<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> i due stati rimangono due tra gli attori principali, ma certo non gli unici,<\/span> ad agire in uno scenario sempre pi\u00f9 ampio e complesso.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DALLE PAROLE AI FATTI ?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualora l\u2019escalation verbale tra Washington e Mosca dovesse tradursi in azioni concrete,<\/strong> come potrebbero svilupparsi le operazioni militari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019attacco Usa dell\u2019anno scorso, <strong>Trump aveva effettuato un\u2019azione militare dalla forte valenza simbolica con il lancio di 59 missili Tomahawks da due cacciatorpediniere \u2013 la USS Ross e la USS Porter \u2013 presenti nel Mediterraneo<\/strong> orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I tomahawks sono missili d\u2019attacco terrestre<\/strong> (Tomahawk Land Attack Missile \u2013 TLAM), comunemente definiti per loro natura missili a medio-lungo raggio, <strong>con una capacit\u00e0 di distruzione molto ridotta rispetto ad altri strumenti militari, ma con un\u2019alta probabilit\u00e0 di colpire l\u2019obiettivo.<\/strong> Infatti, \u00e8 il caso di ricordarlo, sul piano militare il lancio dell\u2019aprile di un anno fa non gener\u00f2 conseguenze particolarmente decisive sul medio periodo, mentre ebbe, invece, un impatto mediatico molto elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in queste ore \u00a0sembrerebbero riproporsi condizioni analoghe ad allora, soprattutto alla luce del fatto che <strong>sullo scacchiere siriano gli USA non dispongono oggi di un ventaglio esteso di opzion<\/strong>i.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 probabile che<strong> per le operazioni militari Washington impiegher\u00e0 la USS Donald Cook, un cacciatorpediniere stanziato nel Mediterraneo,<\/strong> anch\u2019esso dotato principalmente di missili Tomahawk. Il cacciatorpediniere, inoltre, si aggiunger\u00e0 al gruppo di battaglia (Carrier Strike Group \u2013 CSG) della portaerei a propulsione nucleare USS Harry Truman, partita da Norfolk (Virginia) e in viaggio verso il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal canto suo la Russia potrebbe molto probabilmente utilizzare il proprio scudo antimissilistico S-400 per intercettare e abbattere eventuali missili americani.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si tratta di un sistema di difesa dotato di quattro tipi di missili che lo rendono particolarmente efficiente: la serie 40N6E, con una lunghissima gittata,<\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\">pari a 400 km;<\/span> la serie 48N6, in grado di coprire una distanza di 250 km; la serie 9M96E2, con una gittata pari a 120 km; e infine la serie 9M96E in grado di coprire una distanza molto pi\u00f9 ridotta, pari a circa 40 km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questi dati sono particolarmente significativi se si pensa che il sistema anti-missilistico americano US Patriot monta un <span style=\"color: #ff0000;\">sistema<\/span> di missili in grado di coprire una gittata pari a 96 km.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre,<strong> il sistema S-400 \u00e8 dotato di nuovi dispositivi radar che garantiscono l\u2019identificazione di aerei stealth occidentali, come gli F-22 e gli F-35,<\/strong> dato che questi ultimi <span style=\"color: #ff0000;\">montano solo nella parte frontale la tecnologia che li rende invisibili ai radar<\/span>, <strong>rendendo il resto del velivolo particolarmente vulnerabile<\/strong>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">A cura di:<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Annalisa Perteghella, Research Fellow<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ricerca e redazione:<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Sergio Miracola, Research Fellow<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Eleonora Tafuro Ambrosetti, Research Fellow<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Infografiche:<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Tiziana Corda, Research Assistant<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Tel.: +39 (0)2 86 33 13 1<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Fax: +39 (0)2 86 92 055<\/span><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">ispi.segreteria@ispionline.it<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo da ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Aumentano le tensioni tra Stati Uniti e Russia in relazione ai recenti avvenimenti siriani.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":50855,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411],"tags":[14493,14491,14492,14489,14490],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55483"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55483"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55487,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55483\/revisions\/55487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/50855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}