{"id":55689,"date":"2018-04-19T18:45:59","date_gmt":"2018-04-19T16:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55689"},"modified":"2018-04-22T20:04:32","modified_gmt":"2018-04-22T18:04:32","slug":"cuba-senza-castro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55689","title":{"rendered":"Cuba senza Castro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>DAL SITO ISPI anche VARIE OPINIONI SU CUBA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il ritiro di\u00a0Ra\u00fal Castro\u00a0e il passaggio di consegne a\u00a0Miguel D\u00edaz-Canel, a Cuba dopo ben sessant\u2019anni\u00a0volge al termine un\u2019era: quella dei Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Iniziata con l\u2019ascesa al potere del l\u00edder maximo Fidel nel 1959<\/strong>, \u00e8 continuata nell\u2019ultimo decennio con le <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">prime <span style=\"color: #000000;\">aperture e riforme intraprese da suo<\/span> fratello Ra\u00fal. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che oggi, ottantaseienne, lascia il potere<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla morte di Fidel alla storica distensione con gli Stati Uniti di Barack Obama,<\/strong> passando per <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">le devastazioni dell\u2019uragano Irma<\/span><\/strong>, l\u2019isola della \u201crivoluzione del Che\u201d, del<strong>l\u2019invasione della Baia dei Porci<\/strong> e della<strong> crisi dei missili del 1962<\/strong> torna al centro dell\u2019attenzione mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">:::::::::::::<\/p>\n<div class=\"highlighted jumbotron\">\n<div class=\"region region-highlighted\">\n<section id=\"block-views-0-articoli-block-4\" class=\"block block-views clearfix\">\n<div class=\"block-content\">\n<div class=\"view view-0-articoli view-id-0_articoli view-display-id-block_4 view-id-slideshow-page view-dom-id-edbaa81dee8380af09e08609a8ac6aea\">\n<div class=\"view-content\">\n<div id=\"views-bootstrap-carousel-1\" class=\"views-bootstrap-carousel-plugin-style carousel slide\" data-ride=\"carousel\">\n<div class=\"carousel-inner\">\n<div class=\"item active\">\n<div>\n<div class=\"over-evidenziato\">\n<div class=\"views-field-title\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal sito ISPI un&#8217;opinione su Cuba<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"views-field-title\" style=\"text-align: justify;\">Cuba, il difficile cammino delle riforme economiche<\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"entity entity-field-collection-item field-collection-item-field-autori-esterni clearfix\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"field field-name-field-autore-non-ispi field-type-entityreference field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/bio\/antonella-mori\">Antonella Mori<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>| <span class=\"date-display-single\">18 aprile 2018<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\">Le <strong>riforme realizzate da Ra\u00fal Castro<\/strong> negli ultimi dieci anni hanno dato ai cubani la possibilit\u00e0 di mostrare la loro <strong>capacit\u00e0 e voglia di fare attivit\u00e0 economica<\/strong>: si stima che oggi vi siano circa <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">580.000 piccoli imprenditori<\/span><\/strong> nel settore privato.<\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\">Ma accanto all\u2019effetto positivo di creare micro e piccole imprese, le riforme economiche hanno reso ancora pi\u00f9 evidenti le enormi distorsioni esistenti, legate alla coesistenza di un\u2019<span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>economia statale scarsamente produttiva<\/strong><\/span> e di un pi\u00f9 dinamico settore del turismo internazionale, che \u00e8 diventato quasi l\u2019unica fonte di entrate valutarie nel paese.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\"><strong>I privati, per esempio, possono affittare ai turisti una camera nella loro casa per 20-30 dollari americani al giorno<\/strong>, mentre <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">un dipendente pubblico guadagna circa 35 dollari al mese<\/span><\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\">Non stupisce quindi che <strong>tanti laureati lascino il lavoro pubblico per diventare affittacamere a turisti internazionali. <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"testata\" style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec viene sottoutilizzata anche quella parte di capitale umano del paese, che ancora non \u00e8 emigrata all\u2019estero.<\/div>\n<div class=\"main-container container-fluid\">\n<div class=\"row\">\n<section class=\"col-sm-9 col-sm-push-3 sidebar-contents left\">\n<div class=\"region region-content\">\n<section id=\"block-system-main\" class=\"block block-system clearfix\">\n<div class=\"block-content\">\n<article id=\"node-20285\" class=\"node node-pubblicazione clearfix\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sessant\u2019anni dei Castro hanno dato ai cubani un <span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>sistema educativo relativamente avanzato<\/strong><\/span>, ma non hanno creato le condizioni affinch\u00e9 il paese potesse godere dei ritorni dall\u2019investimento in istruzione, sia per la <strong>fuga all\u2019estero dei laureati<\/strong> sia per la <strong>carenza di attivit\u00e0 produttive<\/strong> interne in grado di valorizzare il capitale umano.<\/p>\n<p>Anche nel sistema dei prezzi vi sono numerose distorsioni:<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> i prezzi dei beni sono diversi per i cubani e per gli stranieri<\/span><\/strong>, esistono <strong>due monete e numerosi tassi di cambio. <\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>peso convertibile (CUC)<\/strong>, utilizzato dai turisti e da alcune imprese statali, \u00e8 ancorato al dollaro al tasso di 1 CUC per 1 dollaro.<\/p>\n<p>La maggior parte dei salari viene pagata in <strong>pesos cubani (CUP)<\/strong>, che la gente comune pu\u00f2 scambiare per dollari a un tasso di 24 CUP per 1 dollaro.<\/p>\n<p><strong>Ci sono altri sei tassi di cambio ufficiali tra le due monete utilizzati per differenti transazioni<\/strong> e questa molteplicit\u00e0 di tassi di cambio, crea un sistema inefficiente e distorto.<\/p>\n<p><strong>Anche Ra\u00fal Castro ha dichiarato<\/strong> che per risolvere i problemi economici del paese <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00e8 importante unificare i tassi di cambio,<\/span> <\/strong>di dare i giusti incentivi per stimolare la produttivit\u00e0 e attirare nuovi investimenti, ma <strong>la transizione verso un diverso modello dell\u2019economia rappresenta una sfida molto grande<\/strong>.<\/p>\n<p>Con un unico tasso di cambio, anche i prezzi per cubani e stranieri dovrebbero unificarsi e <strong>gli stipendi dei dipendenti pubblici <span style=\"color: #ff00ff;\">dovrebbero<\/span> aumentare<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ma il governo cubano ha pochissime risorse finanziarie e allora potrebbe decidere di stampare moneta per pagare i pi\u00f9 alti stipendi pubblici, <span style=\"color: #ff00ff;\">innescando un processo inflazionistico.\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Si stima che <strong>l\u2019economia oggi si sia ridotta di un terzo rispetto a quella del 1985<\/strong> e il <strong>paese avrebbe bisogno di un ingente afflusso di risorse estere<\/strong> per <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">aumentare gli investimenti<\/span> <\/strong>in attivit\u00e0 produttive e in investimenti infrastrutturali.<\/p>\n<p><strong>Gli aiuti dal Venezuela continueranno a diminuire<\/strong>:<\/p>\n<p>infatti, senza un cambio di governo, la drammatica crisi interna ridurr\u00e0 ancora le risorse a disposizione per aiuti ai paesi amici, mentre un governo in mano all\u2019opposizione potrebbe cancellare la cooperazione con l\u2019isola caraibica. Societ\u00e0 estere stanno <strong>investendo a Cuba principalmente nel settore turistico in iniziative congiunte con imprese statali. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 altamente improbabile che il settore turistico venga per\u00f2 lasciato alla sola iniziativa privata, <span style=\"color: #ff00ff;\">visto che \u00e8 il principale settore che contribuisce alle casse statali<\/span> <\/strong>e alle entrate di valuta pregiata.<\/p>\n<p><strong>La nuova classe dirigente ha davanti una sfida enorme:<\/strong> quella di guidare il paese verso un modello di sviluppo sostenibile\u00a0sia da un punto di vista economico sia sociale.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">::::::::::<\/div>\n<div><strong>Dal sito ISPI &#8211; un&#8217;opinione su Cuba\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div class=\"highlighted jumbotron\">\n<div class=\"region region-highlighted\">\n<section id=\"block-views-0-articoli-block-4\" class=\"block block-views clearfix\">\n<div class=\"block-content\">\n<div class=\"view view-0-articoli view-id-0_articoli view-display-id-block_4 view-id-slideshow-page view-dom-id-662b3fc71a8519ceee547a16822e2374\">\n<div class=\"view-content\">\n<div id=\"views-bootstrap-carousel-1\" class=\"views-bootstrap-carousel-plugin-style carousel slide\" data-ride=\"carousel\">\n<div class=\"carousel-inner\">\n<div class=\"item active\">\n<div>\n<div class=\"over-evidenziato\">\n<div class=\"views-field-title\">L&#8217;ombra di Trump sulle relazioni Cuba-Usa<\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\"><\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\">\n<div class=\"entity entity-field-collection-item field-collection-item-field-autori-esterni clearfix\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"field field-name-field-autore-non-ispi field-type-entityreference field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/bio\/alessandro-badella\">Alessandro Badella<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>| <span class=\"date-display-single\">18 aprile 2018<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"testata\"><\/div>\n<div class=\"main-container container-fluid\">\n<div class=\"row\">\n<section class=\"col-sm-9 col-sm-push-3 sidebar-contents left\">\n<div class=\"region region-content\">\n<section id=\"block-system-main\" class=\"block block-system clearfix\">\n<div class=\"block-content\">\n<article id=\"node-20275\" class=\"node node-pubblicazione clearfix\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<div>\n<p>Lo <strong>storico riavvicinamento tra\u00a0Stati Uniti e Cuba<\/strong>\u00a0ha probabilmente rappresentato uno dei maggiori eventi \u201ciconografici\u201d dell\u2019ultima fase della presidenza di\u00a0<strong>Barack Obama<\/strong>, deciso a superare nettamente non solo (ove e per quanto possibile) gli attriti tra i due paesi, ma soprattutto la\u00a0<em>state<\/em><em>policy<\/em>\u00a0americana di sovversione e isolamento imposta al governo isolano.<\/p>\n<p>Proprio per questo, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">quello cubano \u00e8 un caso di studio interessante per\u00a0\u201ctestare\u201d la\u00a0politica<\/span><\/strong> di <strong>Donald Trump<\/strong>, anche in concomitanza dell\u2019uscita dalla scena politica di <strong>Ra\u00fal Castro<\/strong>, interlocutore cubano durante la presidenza di Obama.<\/p>\n<p><strong>L\u2019<em>America first<\/em>\u00a0trumpiano (slogan sicuramente pi\u00f9 di lotta e campagna elettorale, che non di governo) si \u00e8 largamente fondato sulla critica feroce alle aperture di Obama<\/strong> al dialogo con governi sino ad allora ostili e\\o con competitor internazionali:<\/p>\n<p>prendere le distanze dalla \u201cpattocrazia\u201d e dalla\u00a0<em>public diplomacy<\/em>\u00a0obamiana divennero il marchio di fabbrica del\u00a0<em>tycoon<\/em>\u00a0statunitense nella sua corsa alla Casa Bianca.<\/p>\n<p><strong>Proprio il dialogo intrapreso con Cuba da Obama (cos\u00ec come l\u2019accordo sul nucleare iraniano), divenne un obiettivo scontato degli strali dell\u2019outsider Trump durante la campagna elettorale<\/strong>.<\/p>\n<p>Peraltro,\u00a0<strong>sovvertire la politica di Obama su Cuba<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">rappresentava un obiettivo decisamente agevole<\/span><\/strong>, visto che gran parte dei provvedimenti dell\u2019ex presidente constavano di\u00a0<em>executive order<\/em>\u00a0presidenziali, facilmente superabili da un nuovo decreto presidenziale di segno opposto.<\/p>\n<p>Un piccolo assaggio di questa sovversione si ebbe gi\u00e0 poco dopo la morte di <strong>Fidel Castro<\/strong> (novembre 2016), quando <strong>il presidente-eletto Trump twitt\u00f2: \u201cI will terminate the deal<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><a id=\"_ftnref1\" name=\"_ftnref1\"><\/a><a id=\"_ftnref1\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Gi\u00e0 nel corso dei primi mesi della presidenza, Trump<\/span> <\/strong>e la sua amministrazione cercarono quantomeno di\u00a0<strong>\u201cricalibrare\u201d la posizione statunitense<\/strong> nei confronti dell\u2019isola caraibica, con un <strong>ritorno abbastanza evidente della retorica di\u00a0<em>regime change<\/em><\/strong>\u00a0e <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">promozione della democrazia statunitense<\/span> <\/strong>come\u00a0<em>conditio sine qua non<\/em>\u00a0per mantenere la porta aperta al dialogo<\/p>\n<p><a id=\"_ftnref2\" name=\"_ftnref2\"><\/a><a id=\"_ftnref2\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a>\u00a0Tuttavia, fu solo <strong>nel giugno 2017<\/strong> che il presidente diede seguito a questa promessa, con un <strong>Memorandum su Cuba<\/strong> (<span style=\"color: #ff00ff;\">le restrizioni sarebbero poi entrate in vigore ufficialmente nel novembre dello stesso anno<\/span>).<\/p>\n<p><strong>Trump decise cos\u00ec di ridurre ulteriormente i contatti commerciali con agenzie cubane a controllo statale (in particolare,<\/strong> il Grupo de Administraci\u00f3n Empresarial S.A.) e di eliminare la possibilit\u00e0 per cittadini americani di compiere viaggi di natura culturale sull\u2019isola<a id=\"_ftnref3\" name=\"_ftnref3\"><\/a><a id=\"_ftnref3\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><\/a>[<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ovviamente, questa decisione non piacque al governo isolano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, il punto di maggior frizione si verific\u00f2 con la\u00a0<strong>crisi dell\u2019Ambasciata statunitense a L\u2019Avana<\/strong>\u00a0(aperta ufficialmente durante l\u2019ultima fase di aperture di Obama).<\/p>\n<p>Infatti, a partire dall\u2019agosto 2017, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">una serie crescente di diplomatici statunitensi<\/span><\/strong> (in totale saranno oltre venti) <strong>soffrirono di inusuali malesseri<\/strong> (perdita di conoscenza, vuoti temporanei di memoria, nausea e vomito, che il<\/p>\n<p>Dipartimento di Stato qualific\u00f2 come generici \u201chealth attacks\u201d, <strong>alimentando i <em>rumors<\/em> che si trattasse di un attacco mediante armi non convenzionali, come quelle a ultrasuoni.<\/strong><\/p>\n<p>Nel settembre\u00a02017 gli Stati Uniti rimossero gran parte dello staff dell\u2019Ambasciata, mentre <strong>Trump si diceva certo di una diretta responsabilit\u00e0 del governo cubano.<\/strong><\/p>\n<p>Pur tra le proteste per le accuse provenienti da Washington, <strong>il governo isolano decise comunque di impiegare (senza la collaborazione della controparte statunitense) oltre 2.000 scienziati e tecnici per le analisi ambientali attorno all\u2019Ambasciata<\/strong>.<\/p>\n<p>Di fatto, per\u00f2, <span style=\"color: #ff00ff;\">tale <strong>crisi fin\u00ec per \u201csmontarsi\u201d da s\u00e9<\/strong><\/span>, visto che nessuna ipotesi o investigazione (cubana o indipendente) <strong>trov\u00f2 riscontro circa alcun attacco o pericolo sanitario<\/strong><\/p>\n<p><a id=\"_ftnref4\" name=\"_ftnref4\"><\/a><a id=\"_ftnref4\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><\/a>Tuttavia, <strong>l\u2019incidente contribu\u00ec a ridurre (sino a data da destinarsi) il personale dell\u2019Ambasciata,<\/strong> rendendola pertanto una rappresentanza \u201ca mezzo servizio\u201d.<\/p>\n<p>Malgrado queste frizioni, derivanti dal superamento (sebbene parziale) della politica obamiana, vennero comunque mantenuti diversi canali di comunicazione che, in qualche modo, possono essere considerati come una chiusura non totale e pregiudiziale.<\/p>\n<p><strong><em>In primis<\/em>, il Memorandum di Trump non ha eliminato tutte le concessioni di Obama in termini di viaggi e rimesse dirette.<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Gli scambi culturali sono stati s\u00ec ridotti<\/span><\/strong><a id=\"_ftnref5\" name=\"_ftnref5\"><\/a><a id=\"_ftnref5\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><\/a>[ma, sebbene con le difficolt\u00e0 sopra accennate,\u00a0l\u2019Ambasciata statunitense\u00a0(elemento diplomatico\u00a0<em>state-to-state<\/em>\u00a0per antonomasia)\u00a0\u00e8 rimasta a L\u2019Avana,<strong> garantendo comunque una continuit\u00e0 rispetto alla strategia del predecessore<\/strong>.<\/p>\n<p>Dello stesso tenore pu\u00f2 essere considerato il <strong>mantenimento di tutta una serie di incontri bilaterali periodici su issue specifiche<\/strong>, che hanno proseguito il proprio corso senza nessun intoppo.<\/p>\n<p>Volendo fare un piccolo bilancio, <strong>Trump su Cuba \u00e8 apparso pi\u00f9 <span style=\"color: #ff00ff;\">volenteroso di autocompiacersi del suo atteggiamento anti-Obama<\/span><\/strong> <strong>che di trovare un nuovo corso<\/strong>(o un nuovo\u00a0<em>modus vivendi<\/em>) nelle relazioni con l\u2019isola.<\/p>\n<p>Un dato su tutti:\u00a0Trump ha ridato enfasi al discorso sul\u00a0<em>regime<\/em> <em>change<\/em>\u00a0e sulla promozione della democrazia\u00a0(al contrario dell\u2019ultima fase di Obama),\u00a0ma, nel contempo, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"color: #000000;\">ha voluto<\/span>\u00a0azzerare <span style=\"color: #000000;\">i fondi per le attivit\u00e0 di promozione democratica a<\/span> Cuba\u00a0<\/span><\/strong>(al contrario di Obama)<\/p>\n<p><a id=\"_ftnref6\" name=\"_ftnref6\"><\/a><a id=\"_ftnref6\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><\/a>. Atteggiamenti contrastanti che hanno avuto come unico comune denominatore quello di\u00a0<strong>\u201csovvertire\u201d la linea dettata dal predecessore, anche per il probabile \u201cdebito\u201d elettorale nei confronti dei (minoritari, ma ancora influenti in seno al Congresso) <em>hardliner<\/em> cubano-americani di Miami<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, sebbene le premesse non fossero eccellenti, <strong>le relazioni tra i due paesi <span style=\"color: #ff00ff;\">non sono peggiorate drammaticamente<\/span><\/strong> (come, ad esempio, nei primi anni della presidenza George W. Bush): anche di fronte a crisi su temi specifici, verificatesi anche nel corso dei primi anni del mandato di Obama, Stati Uniti e Cuba non hanno mai rinunciato al dialogo su temi specifici.<\/p>\n<p><strong>Quale futuro?<\/strong><\/p>\n<p>Per dirla con le parole del professore cubano Francisco L\u00f3pez Segrera, i due paesi, negli ultimi anni, hanno compiuto un\u2019evoluzione \u201cfrom closest enemies to distant friends\u201d<\/p>\n<p><a id=\"_ftnref7\" name=\"_ftnref7\"><\/a><a id=\"_ftnref7\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><\/a>\u00a0Ovvero, indipendentemente dall\u2019inquilino alla Casa Bianca,\u00a0<strong>le frizioni sono rimaste e sono destinate a rimanere<\/strong>, soprattutto perch\u00e9\u00a0il dilemma rimane quello embargo\\socialismo vs. libero scambio\\democrazia, con Stati Uniti impegnati a elaborare un modo di generare un mutamento politico sull\u2019isola (dosando sanzioni e aperture, a seconda dei sentimenti e delle visioni del momento o del presidente in carica) e Cuba a custodire la propria sovranit\u00e0 e le proprie rivendicazioni nei confronti di Washington.<\/p>\n<p>Divergenze, appunto. <strong>Divergenze che non saranno facilmente superabili nemmeno senza un Castro\u00a0<\/strong>alla guida dell\u2019isola, per la prima volta dopo la Rivoluzione. Infatti, <strong>il nuovo presidente cubano, cresciuto all\u2019ombra della burocrazia del Partito Comunista Cubano e gi\u00e0 Vicepresidente dal 2013,\u00a0Miguel D\u00edaz-Canel\u00a0ha mostrato (anche in qualit\u00e0 di Primo Vicepresidente) un\u00a0atteggiamento possibilista\u00a0riguardo il dialogo con gli Stati Uniti, senza per\u00f2 rinunciare alle rivendicazioni cubane.<\/strong><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\">\n<p><a id=\"_ftn1\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><span lang=\"EN-GB\" xml:lang=\"EN-GB\">\u201cTrump\u2019s budget includes drastic cuts to Radio and TV Mart\u00ed\u201d,\u00a0Miami Herald, 15 febbraio 2018.\u00a0<\/span>I fondi per la promozione della democrazia sull\u2019isola saranno comunque erogati attraverso una richiesta da parte del Congresso per l\u2019anno fiscale 2018, ma rimane comunque singolare questo passo indietro da parte della Casa Bianca.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn6\"><\/div>\n<div id=\"ftn7\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a id=\"_ftn7\" title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Meda\/Desktop\/COMMENTARY\/Commentary%202018\/COMMENTARY_ZANATTA_19.04.2018.docx#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><\/a><span lang=\"EN-US\" xml:lang=\"EN-US\">:::::::::::::::::\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-pubblicazioni-correlate field-type-entityreference field-label-above\"><\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"field field-name-field-pubblicazioni-correlate field-type-entityreference field-label-above\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"views-field-title\"><strong>Dal sito ISPI \u00a0&#8211; \u00a0un&#8217;opinione su Cuba<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Una versione di questo articolo \u00e8 stata pubblicata nell\u2019edizione in edicola de Il Mattino del 17 aprile 2018.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"views-field-title\"><strong>Il dopo-Castro e la paura dei cubani<\/strong><\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\"><\/div>\n<div class=\"field-name-field-data\">\n<div class=\"entity entity-field-collection-item field-collection-item-field-autori-esterni clearfix\">\n<div class=\"content\">\n<div class=\"field field-name-field-autore-non-ispi field-type-entityreference field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/bio\/loris-zanatta\">di Loris Zanatta<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>| <span class=\"date-display-single\">19 aprile 2018<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cuba non \u00e8 mai come appare:<\/strong> poich\u00e9 l\u2019Assemblea Nazionale elegge il Consiglio di Stato e il Consiglio di Stato elegge il nuovo presidente che di cognome fa D\u00edaz-Canel, tutti dicono che finisce l\u2019era Castro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ma non \u00e8 mica vero<\/span><\/strong>: ad oggi,<strong> tutto cambia sull\u2019isola perch\u00e9 nulla cambi. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di presidenti che non si chiamavano Castro, Cuba ne ebbe due. Il primo l\u2019aveva messo in sella Fidel dopo la Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo pochi mesi lo tir\u00f2 gi\u00f9 dal cavallo; dovette fuggire in esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro era una sua pallida controfigura: mor\u00ec suicida, qualcuno dice suicidato, nel 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il punto non \u00e8 questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta leggere la Costituzione cubana, per quel che vale: \u201cla forza dirigente della societ\u00e0 e dello Stato\u201d, recita l\u2019articolo 5, \u00e8 il partito comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chi \u00e8 il segretario del partito comunista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ra\u00fal Castro, che tale rimarr\u00e0 per altri tre anni, se la biologia o la provvidenza glielo consentiranno, trattandosi di un dinosauro quasi novantenne, seduto sugli scranni del potere dal 1959.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 tutto: chiunque conosca un po\u2019 di Cuba e della sua storia, sa bene che quello cubano \u00e8 stato ed \u00e8 un regime militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere pi\u00f9 precisi: un regime di Croce e Spada, alla antica usanza ispanica; la Croce del sacerdote evangelizzatore che predica ed esige fedelt\u00e0 alla religione del regime; la Spada che impone unanimit\u00e0 e disciplina, pena il duro castigo che tocca agli eretici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chi comanda le forze armate cubane?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ra\u00fal Castro, di nuovo; sempre dal 1959.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E chiss\u00e0, si domandano in molti, se di qui a tre anni non ci sar\u00e0 un altro Castro pronto a prolungare la dinastia? L\u2019identikit circola gi\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si sa, Cuba \u00e8 terra di miti. E ai miti crede chi di miti ha bisogno, chi alla realt\u00e0 preferisce i suoi sogni, ai fatti la sua fede. Da ci\u00f2 la ricorrente voce di \u201ctransizione\u201d a Cuba, dove l\u2019unica parola ammessa \u00e8 semmai \u201cconservazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde il mondo \u00e8 pieno di gente che crede che a Cuba ci siano meravigliose scuole e fantastici ospedali, bench\u00e9 le scuole e la sanit\u00e0 di cui beneficia il cubano medio siano tremende; di devoti che credono sia una societ\u00e0 basata sulla fratellanza e l\u2019egualitarismo, quando quella cubana \u00e8 una delle societ\u00e0 pi\u00f9 gerarchiche al mondo e un abisso separa chi ha dollari da chi non ne ha, la nomenclatura dal tanto evocato \u201cpopolo\u201d; e stracolmo di ingenui che tornano dalla settimana al tropico all inclusive felici di aver fatto un tuffo nel passato, un passato dove non resisterebbero due giorni toccasse a loro viverci, perfino di dongiovanni convinti di avervi spezzato cuori, salvo ricevere letterine dalle inconsolabili amanti che chiedono loro un paio di scarpe per il figlio, un aiutino per tirare avanti. Non sanno, come non sapevano ma scoprirono sbalordite certe antropologhe statunitensi accorse a studiare come si vive in paradiso, che la cubana media dedica sette ore al giorno a procacciarsi e preparare il cibo, tra code ai negozi, trattative al mercato nero, blackout elettrici e tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure qualcosa si muove e quando qualcosa si mette in moto nessuno pu\u00f2 mai sapere quali meccanismi inneschi. <strong>Nemmeno a Cuba, soprattutto oggi: gi\u00e0, perch\u00e9 per quanto tutti ripetano che il disgelo voluto da Obama non abbia prodotto nulla e che nulla \u00e8 cambiato sull\u2019isola, dicono il vero ma solo a met\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che non \u00e8 cambiato di un apice il regime, che gli indipendenti che si sono candidati alle elezioni sono stati estromessi con la forza, che la repressione d\u2019ogni minimo dissenso \u00e8 la solita di sempre ed \u00e8 vero che l\u2019attivit\u00e0 economica privata \u00e8 oggetto di mille vessazioni; che la miseria, infine, non la prosperit\u00e0, rimane l\u2019orizzonte ideologico del regime, la fonte inesauribile del suo potere, di un regime da sempre pi\u00f9 imbevuto di Vangelo che di Capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ma \u00e8 anche vero che ci\u00f2 che in fondo il disgelo perseguiva sta poco a poco avvenendo:<\/span> saranno i turisti, saranno le star in visita,<\/strong> sar\u00e0 la lenta ma capillare diffusione di internet, sar\u00e0 che nulla, nemmeno un\u2019isola mummificata, \u00e8 impermeabile al mondo che cambia intorno, ma la scatola si sta aprendo. Dunque? Nulla, per ora nulla, n\u00e9 nessuno si aspetta nulla da D\u00edaz-Canel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se fino a tempo fa, gettando un cerino a Cuba non c\u2019era da aspettarsi che appiccasse un incendio, oggi non \u00e8 cos\u00ec e ancor meno lo sar\u00e0 domani. La scomparsa dell\u2019ultimo Castro, se e quando ci sar\u00e0, significher\u00e0 soprattutto questo: la liberazione dalla paura. Allora potr\u00e0 accadere di tutto. Nel bene o nel male. Ma almeno Cuba torner\u00e0 nella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">:::::::::::::<\/p>\n<div class=\"highlighted jumbotron\"><\/div>\n<div class=\"main-container container-fluid\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dopo-Castro e \u2028la paura dei cubani<br \/>\nLoris Zanatta<br \/>\nUniversit\u00e0 di Bologna e ISPI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il difficile cammino \u2028delle riforme economiche<br \/>\nAntonella Mori<br \/>\nUniversit\u00e0 Bocconi e ISPI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ombra di Trump sulle \u2028relazioni Cuba-Usa<br \/>\nAlessandro Badella<br \/>\nUniversit\u00e0 degli Studi di Genova<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aspettando Washington: le sfide internazionali de l\u2019Avana<br \/>\nAlfredo Somoza<br \/>\nI.C.E.I.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla rivoluzione a \u2028Ra\u00fal Castro, il finale \u2028\u00e8 ancora aperto<br \/>\nRaffaele Nocera<br \/>\nUniversit\u00e0 &#8220;L\u2019Orientale&#8221; di Napoli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra sfida pi\u00f9 grande si chiama ancora libert\u00e0<br \/>\nDimas Castellanos<br \/>\nGiornalista<\/p>\n<p>Evento<br \/>\nCuba, fine di un\u2019era?<br \/>\nMarted\u00ec 24 aprile, 18:00 &#8211; ISPI (Milano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di:<br \/>\nNicola Missaglia, Research Fellow ISPI<br \/>\nISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAL SITO ISPI anche VARIE OPINIONI SU CUBA Con il ritiro di\u00a0Ra\u00fal Castro\u00a0e il passaggio di consegne a\u00a0Miguel D\u00edaz-Canel, a Cuba dopo ben sessant\u2019anni\u00a0volge al<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15057,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411],"tags":[14568],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55689"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55689"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55693,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55689\/revisions\/55693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15057"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}