{"id":55993,"date":"2018-05-03T19:50:58","date_gmt":"2018-05-03T17:50:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55993"},"modified":"2018-05-06T05:50:25","modified_gmt":"2018-05-06T03:50:25","slug":"mostra-raffinata-e-colta-sul-cavallo-nella-storia-a-rancate-canton-ticino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=55993","title":{"rendered":"MOSTRA raffinata e colta sul cavallo nella storia a Rancate ( Canton Ticino )"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=55539\" rel=\"attachment wp-att-55539\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-55539\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Cavallo-mostra-2018-300-Zurst-Ambrosetti-Rancate-1ab-e1523647701239.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"498\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=55537\" rel=\"attachment wp-att-55537\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-55537 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Cavallo-mostra-2018-300-Zurst-Ambrosetti-Rancate-1a-e1523647723914.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"465\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Il tema che la Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst di Rancate (Cantone Ticino) affronta nel suo consueto appuntamento con il collezionismo, quest\u0092anno si presenta di particolare suggestione.<br \/>\nProveniente dalla Collezione Giannelli, una delle pi\u00f9 importanti al mondo nel settore, ad essere proposta \u00e8 una originale, straordinaria parata di \u0093morsi da cavallo\u0094, comprendente esemplari unici o comunque rarissimi di epoca mesopotamica, greca, romana, medievale e rinascimentale, con alcuni pezzi che risalgono addirittura al 1\u0092400 a.C.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Le serie che riuniscono i morsi italici e quelli dell\u0092antico Luristan (regione montagnosa degli Zagros), presenti nella Collezione, sono considerate ineguagliabili per la loro rarit\u00e0 e loro bellezza.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">La mostra \u0093Il Cavallo: 4\u0092000 anni di storia. Collezione Giannelli\u0093 \u00e8 promossa dalla Pinacoteca Z\u00fcst ed \u00e8 curata da Alessandra Brambilla e Claudio Giannelli. Si potr\u00e0 ammirare nella Pinacoteca di Rancate dal 6 maggio al 19 agosto.<\/span><\/p>\n<p>Non solo morsi, speroni e staffe, in mostra. La millenaria frequentazione uomo-cavallo vi \u00e8 documentata anche attraverso dipinti, incisioni e libri antichi. Non manca nemmeno un raro cavallo a dondolo di epoca settecentesca, appartenuto ad un rampollo di nobilissimo lignaggio.<\/p>\n<p>Il sottotitolo dell\u0092esposizione sottolinea come siano \u0093appena\u0094 4&#8217;000 gli anni che hanno visto il fiero quadrupede diventare \u0093<i>Equus frenatus<\/i>\u0094 (\u0093cavallo imbrigliato\u0094), ovvero un cavallo regolato nei suoi movimenti e nella sua andatura attraverso il morso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong>Quattromila anni possono sembrare molti ma sono un battito di ciglia se rapportati ai 4 milioni e pi\u00f9 di anni di storia del genere <i>Equus<\/i><\/strong>, che ha dato origine a tutti i cavalli contemporanei, agli asini e alle zebre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Risale a circa 700 mila anni fa il genoma del pi\u00f9 antico cavallo<\/span><\/strong> che sia stato finora sequenziato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Si tratta di un <i>Equus lambei<\/i>, le cui ossa sono state rinvenute nel terreno perennemente ghiacciato del territorio canadese dello Yukon. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Tra i 40 e i 50 mila anni fa, si colloca la comparsa del cavallo domestico (<i>Equus caballus<\/i>) di oggi si contano circa 400 razze diverse, con specialit\u00e0 di ogni tipo, dal traino alla corsa.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Ancora pi\u00f9 recentemente, appunto<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> all\u0092&#8217;incirca 6&#8217;000 anni fa, <span style=\"color: #000000;\">i nomadi delle steppe asiatiche addomesticarono probabilmente i primi cavalli. <\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">E da quel momento, il rapporto tra l\u0092uomo e l\u0092animale si \u00e8 fatto intenso, persino simbiotico.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">La mostra prende il via presentando proprio i manufatti di una di queste popolazioni, gli Sciti, che si muoveva in quei territori, per proseguire con gli eccezionali morsi provenienti dal Luristan, regione montuosa dell\u0092attuale nord-ovest iraniano.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Si prosegue quindi con un viaggio attraverso i secoli e le civilt\u00e0: <strong>etruschi, greci, romani, per arrivare al Rinascimento e ai giorni nostri.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Sino a decenni recenti, ma ancora oggi in alcune parti del pianeta, il cavallo \u00e8 stato ed \u00e8 il \u0093motore\u0094 vivente delle attivit\u00e0 agricole, dei trasporti, delle guerre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong>Da 4\u0092000 anni \u00e8 l\u0092&#8217;ammirato compagno dell\u0092uomo nello sport e nelle parate<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Simbolo del prestigio che in tutte le civilt\u00e0 e societ\u00e0 ha ammantato il cavaliere e, per riflesso, la sua cavalcatura.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong>Il morso, oltre che simbolo di potere, \u00e8 stato spesso un mezzo estetico di ostentazione della ricchezza,<\/strong> una chiave di identificazione e riconoscimento sociale ed anche oggetto rituale.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ogni civilt\u00e0, ogni epoca, ogni terra ha contribuito all&#8217;elaborazione del morso.<\/span><\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Nel corso dei secoli i fabbri hanno prodotto degli oggetti a volte simili, ma in numerosi casi i manufatti cos\u00ec creati hanno assunto fogge anche molto diverse.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Artigiani-artisti, i fabbri<\/span> <\/strong>hanno accompagnato la storia dell&#8217;equitazione producendo oggetti che vanno ben al di l\u00e0 della semplice funzione di strumento di comunicazione tra il cavaliere ed il suo cavallo. Ponendosi come veri e propri capolavori d\u0092arte.<\/span><\/p>\n<p>In mostra, accanto ai morsi, sono esposte altre \u0093<em><span style=\"color: #ff00ff;\">eccellenze\u0094 della Collezione Giannelli<\/span><\/em>, naturalmente tutte incentrate intorno al Cavallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Dai primi testi rinascimentali dei grandi maestri (Grisone, Pignatelli, Fiaschi, Ferraro, ecc.) all\u0092&#8217;<i>Encyclop\u00e9die<\/i>, con le illustrazioni riservate all\u0092equitazione. Insieme a dipinti, incisioni, disegni, sculture. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\"><strong>Ma anche particolari e rari accessori quali <i>ipposandali<\/i> e <i>falere<\/i> d&#8217;epoca romana, staffe in legno scolpito sud-americane, campanelline da cavallo in bronzo <span style=\"color: #ff00ff;\">mesopotamiche<\/span><\/strong> e molto altro ancora.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #404040; font-family: Arial;\">Tutto a <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">testimonianza di una forte passione<\/span><\/strong> e di uno sconfinato amore per il cavallo e di un artigianato che sa farsi grande arte.<\/span><\/p>\n<p><b>Organizzazione della mostra<br \/>\n<\/b>Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst, Rancate<br \/>\n<b>Mostra a cura di<br \/>\n<\/b>Alessandra Brambilla e Claudio Giannelli<br \/>\n<b>Coordinamento<br \/>\n<\/b>Mariangela Agliati Ruggia<br \/>\n<b><\/b><\/p>\n<p>Allestimento<br \/>\nProgettazione<br \/>\nMartino Pedroli con Sabrina Dalpozzo<br \/>\n<b>Coordinamento<\/b><i><br \/>\n<\/i>Paolo Bianchi<br \/>\nAlessandra Brambilla<br \/>\n<b>Grafica<br \/>\n<\/b>FULLFACTORY Sagl, Rancate (Mendrisio)<br \/>\n<b>Realizzazione<\/b><i><br \/>\n<\/i>Dipartimento delle finanze e dell\u0092economia,<br \/>\nSezione della logistica<br \/>\ncon<br \/>\nPiercarlo Bortolotti, Desio Canzali, Curzio Cislini<br \/>\n<b>Assistente all\u0092allestimento<br \/>\n<\/b>Luca Di Stefano<\/p>\n<p><b>Fotografie<\/b><br \/>\nMichele Ostini, Lugano<br \/>\nAndrea Giovetto, Lugano<br \/>\n<b><br \/>\nInformazioni:<br \/>\n<\/b>Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst<br \/>\nCH-6862 Rancate (Mendrisio), Cantone Ticino,Svizzera<br \/>\nTel. +41 (0)91 816 47 91;<br \/>\ndecs-pinacoteca.zuest@ti.ch; www.ti.ch\/zuest<\/p>\n<p><b><br \/>\nOrari, prezzi e servizi:<br \/>\n<\/b>6 maggio \u0096 19 agosto 2018<br \/>\nChiuso il luned\u00ec. Festivi aperto.<br \/>\nMaggio e giugno: 9-12 \/ 14-17<br \/>\nLuglio e agosto: 14-18<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">intero: CHF\/\u20ac 10.-<\/span><\/strong><br \/>\nridotto (pensionati, studenti, gruppi): CHF\/\u20ac 8.-<\/p>\n<p>Visite guidate su prenotazione anche fuori orario; bookshop; audioguide; parcheggi nelle vicinanze.<br \/>\nSi accettano Euro.<br \/>\n<b><br \/>\nMedia Partner<br \/>\nGiornale del Popolo<\/b><\/p>\n<p><b><br \/>\n<span style=\"color: #ff00ff;\">COME RAGGIUNGERE LA PINACOTECA Z\u00dcST<\/span><br \/>\n<\/b>Rancate si trova a pochi chilometri dai valichi di Chiasso, Bizzarone (Como) e del Gaggiolo (Varese), presso Mendrisio, facilmente raggiungibile con l\u0092ausilio della segnaletica. Per chi proviene dall\u0092autostrada Milano-Lugano l\u0092uscita \u00e8 Mendrisio: alla prima rotonda si gira a destra e mantenendo sempre la destra si giunge dopo poco pi\u00f9 di un chilometro nel centro di Rancate. La Pinacoteca \u00e8 all\u0092inizio della piazza della chiesa parrocchiale, sulla sinistra della strada. Rancate \u00e8 raggiungibile anche in treno, linea Milano-Como-Lugano, stazione di Mendrisio, e poi a piedi, in 10 minuti, o con l\u0092autobus (linea 524, Mendrisio-Serpiano).<br \/>\n<span style=\"color: #424242; font-family: Arial; font-size: large;\"><b><i><u><br \/>\n<\/u><\/i><\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema che la Pinacoteca cantonale Giovanni Z\u00fcst di Rancate (Cantone Ticino) affronta nel suo consueto appuntamento con il collezionismo, quest\u0092anno si presenta di particolare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":55538,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[14652],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55993"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55993"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55995,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55993\/revisions\/55995"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/55538"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}