{"id":56069,"date":"2018-05-06T17:47:22","date_gmt":"2018-05-06T15:47:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56069"},"modified":"2018-05-07T18:02:28","modified_gmt":"2018-05-07T16:02:28","slug":"usa-iran-e-israele-scenari-di-una-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56069","title":{"rendered":"Usa-Iran ( e Israele ): scenari di una crisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Riceviamo da ISPI;\u00a0Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&#8230;.. Se cos\u00ec non fosse,<span style=\"color: #ff0000;\"> l\u2019Ue sarebbe obbligata<\/span> nei fatti a scegliere tra il mercato iraniano e continuare ad avere accesso al mercato Usa &#8230;..<span style=\"color: #ff0000;\">\u00a0L\u2019Ue si \u00e8 anzi riscoperta impreparata a difendere con efficacia i propri interessi<\/span> &#8230; potremmo assistere ad\u00a0un <span style=\"color: #ff0000;\">esacerbarsi della violenza nei teatri di crisi mediorientale &#8230;\u00a0<span style=\"color: #000000;\">potrebbe portare a una corsa al nucleare nella regione, con altri paesi \u2013 in primis l\u2019Arabia Saudita &#8230;<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">A una settimana dal 12 maggio<\/span>, data entro la quale l\u2019amministrazione Usa \u00e8 tenuta a rinnovare la sospensione delle sanzioni verso Teheran, <strong>aumentano le incertezze sul futuro dell\u2019accordo sul nucleare iraniano<\/strong> (JCPOA) e si inaspriscono i toni delle dichiarazioni dei principali protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il discorso del primo ministro israeliano Netanyahu di luned\u00ec scorso, gioved\u00ec <span style=\"color: #ff0000;\">il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha ribadito che Teheran non ha nessuna intenzione di rinegoziare l\u2019accordo<\/span> e, anzi, <strong>smetter\u00e0 di implementarlo qualora Washington decidesse di non rinnovare le sospensioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i diversi scenari che rischiano di aprirsi dopo il 12 maggio e quali implicazioni avranno per la regione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Trump vuole davvero uscire all\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa eventualit\u00e0, <span style=\"color: #ff0000;\">quale potrebbe essere la risposta di Teheran? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa pu\u00f2 fare l\u2019Unione europea per salvare l\u2019accordo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Focus \u00e8 il secondo di una serie di approfondimenti ISPI su origine, ragioni e possibili scenari dell\u2019attuale crisi tra Iran e Stati Uniti.<br \/>\nVedi il videoblog di Paolo Magri: &#8220;Iran e Corea del Nord: doppio standard?&#8221; \u2192\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/iran-e-corea-del-nord-doppio-standard-20406\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/iran-e-corea-del-nord-doppio-standard-20406<\/a><\/p>\n<p><strong>LA PARTITA DI NETANYAHU<\/strong>:<\/p>\n<p><strong>COSA CHIEDE ISRAELE?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rivelazioni sul programma nucleare iraniano che luned\u00ec scorso sono state al centro di un discorso dal grande impatto mediatico pronunciato dal primo ministro israeliano Netanyahu sono in realt\u00e0 <strong>l\u2019ultimo di diversi tentativi volti a denunciare &#8211; e in ultima istanza compromettere &#8211; l\u2019accordo sul nucleare iraniano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Le rivelazioni di Netanyahu sono subito state messe in discussione da molti osservatori<\/span><\/strong>; <strong>tra questi l\u2019Unione europea,<\/strong> che da una parte non ha rilevato elementi di inadempienza iraniana nelle presunte prove mostrate da Netanyahu, e dall\u2019altra ha ricordato che fu proprio la mancanza di fiducia nei confronti del programma nucleare iraniano a spingere la comunit\u00e0 internazionale ad avviare il processo negoziale con Teheran che ha poi condotto alla firma dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 infatti un caso che coinvolgere l\u2019Iran in questo processo, piuttosto che isolarlo, rimane per Bruxelles la migliore opzione per continuare ad affrontare la questione del nucleare iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da cosa \u00e8 motivata dunque l\u2019ostilit\u00e0 israeliana nei confronti di un accordo<\/strong> che sembra di fatto aver drasticamente contenuto <strong><span style=\"color: #ff0000;\">quella che Tel Aviv ha sempre considerato come una minaccia esistenziale<\/span><\/strong>, vale a dire il pericolo di un Iran dotato di arma nucleare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ragioni sono sia di ordine politico interno che regionale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte, <strong>il mantenimento di uno stato costante di allerta nei confronti della \u201cminaccia iraniana\u201d consente al primo ministro di distrarre l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica israeliana dagli scandali politici<\/strong> legati a episodi di corruzione che proprio in questi mesi rischiano di compromettere gravemente la sua carriera politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Proponendosi come <span style=\"color: #ff0000;\">guardiano dell\u2019ordine regionale<\/span>, in chiave prevalentemente anti-iraniana, Netanyahu fa di Israele l\u2019alleato indispensabile di Washington<\/strong> &#8211; e, in una convergenza inedita, di Riyadh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non \u00e8 un caso, perch\u00e9 a fronte della necessit\u00e0 di preservare la propria sicurezza, <strong>un legame forte con gli Usa rimane per Tel Aviv una condizione necessaria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale minaccia percepita da Israele in questo senso \u00e8 infatti proprio <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il ruolo sempre pi\u00f9 importante che l\u2019Iran svolge in Siria,<\/span><\/strong> un ruolo che si traduce in un <strong>pericoloso avvicinamento delle milizie filo-iraniane e di Hezbollah al confine tra Siria e Israele<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ricostruito in questo Focus, si spiega in questo modo il <strong>crescente coinvolgimento israeliano nella guerra siriana, che a partire dal 30 gennaio 2013 si \u00e8 concretizzato in bombardamenti effettuati da Israele in territorio siriano contro veicoli trasportanti armi o agenti operativi di Hezbollah<\/strong>, e che negli ultimi mesi ha subito un\u2019evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Nel mese di aprile Israele ha colpito per la prima volta una base militare gestita da Teheran in Siria<\/span> <\/strong>causando la morte di diversi ufficiali iraniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte di domenica scorsa, <strong>il bombardamento da parte degli F-16 israeliani di un\u2019altra base militare, vicino a Hama, dove l\u2019Iran aveva trasferito alcune armi anti-missile, ha indotto diversi osservatori a parlare della possibilit\u00e0 imminente dello scoppio di un\u2019ostilit\u00e0 aperta tra Tel Aviv e Teheran.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo scenario potrebbe verificarsi se Israele passasse dagli strikes mirati come strumento per ribadire l\u2019invalicabilit\u00e0 delle proprie linee rosse a veri e propri raid punitivi su scala pi\u00f9 ampia, o se venissero commessi errori di calcolo tali da scatenare un\u2019escalation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per Netanyahu, mettere all\u2019angolo l\u2019Iran anche e soprattutto attraverso il naufragio dell\u2019accordo sul nucleare rappresenterebbe un modo per diminuire l\u2019entit\u00e0 della minaccia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Una scommessa pericolosa<\/span>, per\u00f2, che si basa su presupposti errati \u2013 \u00e8 inesatto attribuire all\u2019accordo sul nucleare l\u2019espansione regionale iraniana \u2013 e che non sembra prendere in considerazione le implicazioni politiche che un eventuale naufragio dell\u2019accordo avrebbe per Teheran, come il fatto che esso si ripercuoterebbe sia sugli equilibri politici interni (andando a rafforzare proprio il fronte pi\u00f9 radicale e a indebolire il presidente Rouhani) sia sugli equilibri regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI USA VOGLIONO DAVVERO\u2028USCIRE DALL\u2019ACCORDO?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tecnicamente,<span style=\"color: #ff0000;\"> il JCPOA non prevede la possibilit\u00e0 di \u201critirarsi\u201d: non esistono infatti clausole di ritiro<\/span> e possibilit\u00e0 di denuncia dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le interpretazioni di Unione europea e Stati Uniti divergono su questo punto: l\u2019Ue, cos\u00ec come Russia e Cina, afferma che la Risoluzione Onu 2231 che ha recepito l\u2019accordo lo rende di fatto vincolante nei confronti di tutti i paesi che hanno sottoscritto la carta Onu;<strong> gli Usa invece, gi\u00e0 con Obama, hanno pi\u00f9 volte ribadito come esso rappresenti un \u201cimpegno politico non vincolante<\/strong>\u201d, dunque soggetto alla volont\u00e0 e alla disponibilit\u00e0 degli stati a rimanerne parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La modalit\u00e0 attraverso la quale uno stato pu\u00f2 di fatto uscire dall\u2019accordo \u00e8 quella di<span style=\"color: #ff0000;\"> smettere di adempiere ai propri obblighi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decidendo di reintrodurre le sanzioni sospese o revocate al momento dell\u2019implementazione dell\u2019accordo, cos\u00ec come decidendo di introdurne di ulteriori &#8211; sempre legate al programma nucleare &#8211; <strong>gli Usa cesserebbero di fatto di essere parte dell\u2019accordo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reimposizione delle sanzioni in precedenza sospese \u2013 ovvero l\u2019atto che Trump potrebbe compiere il prossimo 12 maggio \u2013 \u00e8 dunque uno dei diversi modi che gli Usa hanno a disposizione per smettere di implementare l\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Non \u00e8 quindi detto che, passata indenne la scadenza del 12 maggio, l\u2019accordo sia salvo<\/span>. In qualsiasi altro momento dell\u2019anno, <strong>il presidente Usa potrebbe decidere di reintrodurre le sanzioni imposte tramite Ordine esecutivo che erano state revocate<\/strong>, o di ridesignare i soggetti che al momento dell\u2019implementazione del JCPOA erano stati rimossi dalle liste nere dei soggetti sotto sanzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche queste azioni rappresenterebbero di fatto un abbandono dell\u2019implementazione Usa dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando alle azioni compiute dal presidente statunitense relativamente al JCPOA nel corso di questi mesi, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">si pu\u00f2 notare come Trump sembri prediligere un atteggiamento di minaccia perenne, volto ad alimentare un clima di crisi e aleatoriet\u00e0<\/span><\/strong> attorno al futuro dell\u2019accordo, che in ultima analisi rappresenta il maggiore ostacolo alla normalizzazione delle relazioni economiche e commerciali con l\u2019Iran. Lo spettro continuo di un\u2019uscita di Washington e di una reimposizione delle sanzioni secondarie Usa \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente a tenere l\u2019accordo in <strong>uno stato di \u201ccoma permanente\u201d<\/strong> che<span style=\"color: #ff0000;\"> consente agli Usa <span style=\"color: #000000;\">di <strong>ottenere un <span style=\"color: #ff0000;\">doppio<\/span> vantaggio:<\/strong> impedire a Teheran di raccogliere i benefici economici che le erano stati promessi &#8211; e con essi la normalizzazione delle relazioni con la comunit\u00e0 internazionale<\/span> -, al contempo salvare le apparenze,<\/span> continuando a rimanere formalmente parte dell\u2019accordo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>COSA PU\u00d2 FARE L\u2019IRAN?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte alla minaccia Usa di uscire dall\u2019accordo, <strong>in un primo momento l\u2019Iran ha adottato un atteggiamento di rassicurazione,<\/strong> dichiarando che, fintanto che anche l\u2019Unione europea continuer\u00e0 a implementare l\u2019accordo, rimarr\u00e0 nel JCPOA anche a fronte di un\u2019uscita Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Nell\u2019ultimo periodo per\u00f2 i toni si sono inaspriti: dopo l\u2019incontro tra Trump e Macron<\/span> e l\u2019annuncio da parte del presidente francese dell\u2019intenzione di negoziare un accordo \u201cpi\u00f9 ampio\u201d, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Rouhani ha espresso la propria chiusura <span style=\"color: #000000;\">nei confronti di qualsiasi ipotesi di<\/span> cambiamento dell\u2019accordo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teheran ha inoltre fatto sapere che, se gli Usa dovessero uscire dall\u2019accordo, <strong>\u00e8 pronta a riprendere le proprie attivit\u00e0 di arricchimento nucleare. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 difficile a questo stadio distinguere nelle dichiarazioni dell\u2019Iran le intenzioni reali dalla retorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, la risposta iraniana a un\u2019uscita Usa dal JCPOA potrebbe variare in base al fatto che gli Usa reintroducano tutte le sanzioni o solo una parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Iran potrebbe avere a disposizione diverse opzioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima opzione \u00e8 quella di utilizzare il meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dall\u2019articolo 36 del JCPOA. Se l\u2019Iran decidesse di attivare l\u2019articolo 36 e formulare un reclamo formale presso la Commissione congiunta, si aprirebbe un periodo di 15 giorni in cui la Commissione dovrebbe valutare \u2013 e nella migliore delle ipotesi risolvere \u2013 la questione, in alternativa deferendola a livello ministeriale. Anche i ministri degli Esteri dei paesi firmatari avrebbero a disposizione 15 giorni per tentare di risolvere la questione. Se anche questa strada fallisse, verrebbe formato un organo consultivo composto da tre membri: un rappresentante dello stato che ha formulato il reclamo (in questo caso l\u2019Iran), uno del paese oggetto del reclamo (gli Usa) e un membro indipendente. Questo organo avrebbe a disposizione 15 giorni per valutare la questione ed emettere un\u2019opinione non vincolante da sottoporre alla Commissione congiunta, la quale a sua volta avrebbe 5 giorni di tempo per accettarla o respingerla. Se la questione rimanesse irrisolta, l\u2019Iran potrebbe fare appello al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove per\u00f2 gli Usa &#8211; in quanto membro permanente &#8211; potrebbero porre il veto su qualsiasi risoluzione formulata. Questo processo, che impiegherebbe un periodo di 35 giorni, difficilmente si concluderebbe con un risultato positivo per l\u2019Iran: l\u2019articolo 36 \u00e8 stato specificamente formulato nell\u2019ipotesi che fosse Teheran a violare l\u2019accordo, e pertanto d\u00e0 agli Usa l\u2019ultima parola su qualsiasi provvedimento. L\u2019utilizzo di questo meccanismo, tuttavia, contribuirebbe a livello politico a far cadere sugli Usa il peso del naufragio dell\u2019accordo; Teheran, al contempo, potrebbe rivendicare di avere agito all\u2019interno del contesto istituzionale previsto dall\u2019accordo, e di essersi dunque mantenuta nel rispetto del processo multilaterale.<br \/>\nAl di l\u00e0 di questa opzione \u201cmultilaterale\u201d, l\u2019Iran potrebbe agire unilateralmente, decidendo di cessare di adempiere ai propri obblighi, riprendendo per esempio le attivit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio e le altre attivit\u00e0 nucleari; potrebbe altres\u00ec rimanere parte del JCPOA ma cessare l\u2019applicazione del Protocollo aggiuntivo del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), impedendo dunque agli ispettori dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (AIEA) di avere accesso ai siti nucleari; infine, nell\u2019ipotesi pi\u00f9 drastica, potrebbe ritirarsi dall\u2019NPT e perseguire apertamente la strada del nucleare, sfuggendo a qualsiasi restrizione o controllo.<br \/>\nLa scelta di quale opzione utilizzare dipender\u00e0 in larga misura dall\u2019impatto di un\u2019eventuale reimposizione delle sanzioni sugli equilibri politici interni all\u2019Iran: se Rouhani riuscisse a mantenere il controllo del processo decisionale, potrebbe optare per la soluzione multilaterale. Il presidente iraniano per\u00f2 potrebbe essere messo in difficolt\u00e0 dagli elementi pi\u00f9 radicali del regime, che vedono nell\u2019ostilit\u00e0 Usa un elemento di umiliazione e premerebbero con ogni probabilit\u00e0 per opzioni unilaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">COSA SUCCEDE SE GLI USA\u2028 ESCONO DALL\u2019ACCORDO?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei principali interrogativi di queste settimane \u00e8 se l\u2019accordo possa sopravvivere anche nel caso di un\u2019uscita degli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta non pu\u00f2 che essere: dipende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019Iran decidesse di non rispondere al ritiro Usa ritirandosi a sua volta,<strong> l\u2019<span style=\"color: #ff0000;\">accordo potrebbe sopravvivere<\/span> se anche Ue, Cina e Russia (gli altri stati parte del P5+1) continuassero a implementarlo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Questi paesi hanno esplicitamente manifestato la propria opposizione alla reintroduzione delle vecchie sanzioni<\/span>, o all\u2019introduzione di nuove sanzioni relative al programma nucleare, il che lascia presupporre che per gli Usa potrebbe essere difficile ricreare quel consenso internazionale attorno al regime sanzionatorio che \u00e8 stato invece alla base del successo negoziale del 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione europea, per proteggere le proprie imprese dalle sanzioni secondarie Usa \u2013 che hanno il carattere dell\u2019extra-territorialit\u00e0 \u2013, dovrebbe adottare un Regolamento (\u201cBlocking Regulation\u201d) che scherma i soggetti Ue dalle sanzioni Usa, oppure chiedere a Washington di essere esentata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se cos\u00ec non fosse,<span style=\"color: #ff0000;\"> l\u2019Ue sarebbe obbligata nei fatti a scegliere tra il mercato iraniano<\/span> e continuare ad avere accesso al mercato Usa<\/strong>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;<strong><span style=\"color: #ff0000;\">la scelta ricadrebbe con ogni probabilit\u00e0 sul secondo,<\/span><\/strong> considerando le dimensioni e<strong> l\u2019importanza dei legami economici transatlantici rispetto a quelli Ue-Iran.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi mesi<strong> l\u2019Ue non \u00e8 riuscita ad elaborare una strategia in grado di prevenire questo scenario. Francia, Germania e Regno Unito (EU3) hanno s\u00ec avviato dei negoziati<\/strong> per raggiungere un compromesso con Washington che soddisfacesse le esigenze di Trump, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">ma non hanno raggiunto nessuna intesa<\/span> <\/strong>o rassicurazione sulla permanenza degli Usa nell\u2019accordo e quindi sulla sua sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019Ue si \u00e8 anzi riscoperta impreparata a difendere con efficacia i propri interessi<\/span><\/strong> a fronte delle pressioni Usa. Piuttosto, assecondando Trump, gli EU3 hanno ceduto alla richiesta statunitense di ampliare il JCPOA o concludere un nuovo accordo per affrontare quei temi non relativi all\u2019accordo sul nucleare che sono per\u00f2 motivo di preoccupazione per gli Stati Uniti, come il programma missilistico di Teheran e il ruolo iraniano nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei fatti, <strong>il naufragio del JCPOA potrebbe non essere automatico dopo l\u2019uscita Usa, ma pi\u00f9 probabile in un secondo momento, <span style=\"color: #ff0000;\">a causa del graduale ritirarsi di tutte quelle imprese sottoposte alla minaccia delle sanzioni secondarie Usa.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A quel punto, anche per l\u2019Iran sarebbe difficile<\/strong> \u2013 anche solo per motivi legati ai delicati equilibri politici interni \u2013 continuare ad adempiere ai propri obblighi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seconda dell\u2019entit\u00e0 delle sanzioni Usa reintrodotte, e a seconda della risposta di Unione europea, Cina e Russia, la risposta iraniana potrebbe essere pi\u00f9 o meno forte: <strong>potremmo assistere a una intensificazione dei test missilistici e, nello scenario peggiore, a <span style=\"color: #ff0000;\">un esacerbarsi della violenza nei teatri di crisi mediorientale<\/span> dove l\u2019Iran \u00e8 presente<\/strong> con le milizie che compongono la propria \u201cdifesa avanzata\u201d, basata sul contenimento delle minacce alla propria sicurezza lontano dai propri confini nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong>n uno scenario pi\u00f9 ampio<\/strong>, la ripresa delle attivit\u00e0 nucleari da parte dell\u2019Iran<strong> potrebbe portare a una <span style=\"color: #ff0000;\">corsa al nucleare nella regione<\/span>, con altri paesi \u2013 in primis l\u2019Arabia Saudita,<\/strong> che ha gi\u00e0 manifestato questa intenzione \u2013 <strong>che cercano di dotarsi della tecnologia nucleare per controbilanciare le capacit\u00e0 iraniane.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornerebbe a essere <strong><span style=\"color: #ff0000;\">pi\u00f9 realistica anche la possibilit\u00e0 di un attacco preventivo condotto da Israele sui siti nucleari iraniani,<\/span><\/strong> allo scopo di riportare indietro le lancette dell\u2019orologio atomico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti scenari di cui si discuteva prima del 2015, ovvero prima della firma dell\u2019accordo nucleare che sembrava aver risolto in maniera pacifica e multilaterale la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, allargando ancora il quadro, non sono da escludere implicazioni per l\u2019altra grande crisi nucleare attuale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">quella della Corea del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alla vigilia dell\u2019atteso incontro tra Trump e Kim Jong Un, l\u2019uscita degli Usa dal JCPOA potrebbe disincentivare la Corea del Nord a concludere un accordo con gli Usa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione di Trump \u2013 abbandonare un accordo che sta funzionando \u2013 potrebbe ridurne la credibilit\u00e0 anche in questa sede negoziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Evento<\/span><\/strong><br \/>\nIran: venti di guerra?<br \/>\nLuned\u00ec 14 maggio, 18:00 &#8211; ISPI (Milano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In 60 secondi &#8211; Videoblog di Paolo Magri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di:<br \/>\nAnnalisa Perteghella, Research Fellow<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricerca e redazione:<br \/>\nTiziana Corda, Research Assistant<br \/>\nISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo da ISPI;\u00a0Istituto per gli Studi di Politica Internazionale &#8230;.. 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