{"id":56160,"date":"2018-05-09T20:27:17","date_gmt":"2018-05-09T18:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56160"},"modified":"2018-05-10T20:29:37","modified_gmt":"2018-05-10T18:29:37","slug":"arte-alla-triennale-di-milano-gianluigi-colin-sudari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56160","title":{"rendered":"Arte alla Triennale di Milano\u00a0&#8211; Gianluigi Colin &#8211; SUDARI"},"content":{"rendered":"<div>\n<div align=\"center\"><strong>Gianluigi Colin<br \/>\n<\/strong><strong>SUDARI<\/p>\n<p><\/strong><strong>11 maggio \u2013 10 giugno 2018<br \/>\n<\/strong><strong>Triennale di Milano<\/p>\n<p><\/strong>\u00a0a cura di Bruno Cor\u00e0 e Aldo Colonetti<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Triennale di Milano presenta <strong><i>Sudari<\/i><\/strong>, mostra personale dell\u2019artista <strong>Gianluigi Colin<\/strong> (Pordenone, 1956) che rester\u00e0 aperta al pubblico dal<strong> 11 maggio<\/strong> al<strong> 10 giugno 2018<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La mostra comprende un corpus di 16 grandi tele inedite e realizzate appositamente per il progetto espositivo, pi\u00f9 un dittico di piccole dimensioni.<\/p>\n<p>I <i>Sudari <\/i>di Colin sono una sequenza di opere astratte, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio. La particolarit\u00e0 di questa nuova serie risiede nell\u2019origine di questi lavori, a mettere in luce la storia personale e la radice concettuale della recente ricerca dell\u2019artista: Gianluigi Colin, infatti, si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di diversi quotidiani. Si tratta di \u201croto-pitture\u201d, tessuti in poliestere usati per \u201crimuovere\u201d simbolicamente le notizie del mondo.<\/p>\n<p>Le opere in mostra svelano le diverse anime di Colin come artista, art director e giornalista. Nascono tra la materia della realt\u00e0 tipografica, portatrici della memoria di giorni, mesi, anni di notizie, intrise di inchiostri tipografici ed energie collettive. Autentici \u201cstracci di parole\u201d: il grado zero di ogni forma di scrittura.<\/p>\n<p>Gianluigi Colin\u00a0pone al centro della propria ricerca la mitologia dei\u00a0quotidiani,\u00a0riflettendo sul sistema dei media, operando nel dialogo tra immagini e parole e affrontando il tema dello sguardo e della memoria. L\u2019artista, dal punto di vista privilegiato del giornalista, osserva il mondo attraverso il suo farsi storia a partire dal flusso infinito delle immagini della cronaca quotidiana, che arrivano a depositarsi nella memoria individuale solo dopo il filtro dei media. Il \u201ccapitale\u201d iconografico della nostra storia presente \u00e8 il punto di partenza dell\u2019indagine, che mette da parte una lettura ideologica per porre al centro la ricerca sulle trasformazioni tecnologiche che in questi anni hanno mutato i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e, soprattutto, l\u2019atteggiamento progettuale.<\/p>\n<p>Per questa ragione, la mostra\u00a0<i>Sudari <\/i>rappresenta un capitolo del tutto nuovo, inatteso e sorprendente nel percorso di Gianluigi Colin.<\/p>\n<p>Racconta <strong>Gianluigi Colin<\/strong>: \u201cIn queste tele riconosco le infinite storie di una umanit\u00e0 invisibile. Una memoria sospesa in un tempo che ogni giorno\u2028si rinnova: volti di donne e uomini, cronache di vite dolenti sovrapposte a fragili racconti di felicit\u00e0. Ma qui il presente improvvisamente si dissolve: diventa sostanza informe, stratificazione di colori, pura astrazione. Tele prelevate nel cuore del mondo dell\u2019informazione che si manifestano come\u00a0sudari\u00a0laici\u00a0del nostro tempo. Ce lo ricorda Karl Kraus: \u2018Dove la vita non ha trovato parole, rimane solo il silenzio\u2019\u201d.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\nScrive <strong>Stefano Boeri<\/strong> nella prefazione del catalogo: \u201cQuesta volta l&#8217;arte preesiste, \u00e8 gi\u00e0 <i>art trouv\u00e9<\/i>: basta un gesto di scoperta e riconoscimento, semplice ma profondo. Un atto sensibile di archeologia minuta, che svela l&#8217;indizio e ne riconosce all&#8217;istante non soltanto la bellezza autopoietica ma anche i suoi innati apparati concettuali. Eppure quell&#8217;azione tanto essenziale ha la forza di ribaltare totalmente le cose, forse perfino un po&#8217; involontariamente, al punto che siamo oggi costretti a chiederci: ma sono le immagini a precedere la scrittura, o viceversa? A ben vedere, per essere opera quegli \u2018stracci di post-parole\u2019 avevano solo bisogno di un nome: come quello che rende domestico un randagio raccolto per strada. La materia selvaggia viene dunque battezzata Sudari, con un richiamo alla reliquia pi\u00f9 iconica e dibattuta del cattolicesimo: un diverso esito figurativo, cromatico, identitario, ma un&#8217;identica matrice nella parola\u201d.<i><\/p>\n<p><\/i>Sottolinea <strong>Bruno Cor\u00e0<\/strong>: \u201cSe la <i>vanitas<\/i> non avesse gi\u00e0 assunto iconologicamente l&#8217;aspetto del teschio, essa potrebbe, per altri versi e ragioni, essere identificata con queste inedite &#8216;pale&#8217; di afasia visiva. Ma il\u00a0bello \u00e8 che questa rassegna di <i>ready-made<\/i> di Colin, stavolta privi di ogni intervento eccetto quello della loro scelta e dimensionamento, non solo rivelano un magnetismo privo di ogni flessione decorativa ma, al contrario, definiti da interna austerit\u00e0 strutturata dall&#8217;<i>hasard<\/i> della macchina, offrono una perentoria immagine di eloquente dissolvimento di ansie, cure, ambizioni, misfatti, speranze, imprese, drammi, sogni e menzogne di ogni giornata irreversibilmente trascorsa\u201d.<\/p>\n<p>Ancora nelle parole di <strong>Bruno Cor\u00e0<\/strong>: \u201cL&#8217;approdo di Colin non \u00e8 una semplice tappa del suo percorso artistico, ma assai di pi\u00f9. I Sudari, se si vuole considerarli a partire dalla loro origine fino all&#8217;innalzamento frontale emblematico non iconico, appaiono misura d&#8217;avvistamento estetico che ci riguarda. Ci\u00f2 ricordando il detto gi\u00e0 evocato dai versi di H\u00f6lderlin e ripetuto dal pensiero filosofico secondo cui \u2018ognuno va tanto pi\u00f9 lontano se va soltanto l\u00e0 dove pu\u00f2 andare\u2019&#8221;.<\/p>\n<p>Scrive <strong>Aldo Colonetti<\/strong>: \u201cSudari sono impronte autentiche di una parte del mondo, non della sua totalit\u00e0; ecco perch\u00e9 i colori, le forme, le tracce dei fatti della societ\u00e0 contemporanea, compaiono sotto un\u2019altra veste, senza mai arrivare al nero, ovvero alla negazione della variet\u00e0 del mondo, attraverso un\u2019opzione dettata dalla superbia assoluta di una ragione astratta. Gianluigi Colin ama il mondo, ama la sua storia per cui non potr\u00e0 mai negarla totalmente, anche quando, come nel caso di queste ultime opere, ci va vicino; ci sar\u00e0 sempre, per il nostro autore, una possibilit\u00e0 creativa e progettuale capace di andare aldil\u00e0 della realt\u00e0, senza negarla. Perch\u00e9 questa \u00e8 la ragione fondamentale dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Electa con testi di Stefano Boeri, Aldo Colonetti, Gianluigi Colin e Bruno Cor\u00e0.<\/p><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianluigi Colin<br \/>\nSUDARI<br \/>\n<\/strong>11 maggio \u2013 10 giugno 2018<br \/>\nTriennale di Milano<br \/>\nA cura di Aldo Colonetti e Bruno Cor\u00e0<br \/>\nCon il supporto di: H.edge, Gruppo Fallani, DE PLANO<br \/>\nProgetto allestimento: Baldessari &amp; Baldessari<br \/>\nI ngresso libero<br \/>\nPreview per la stampa: gioved\u00ec 10 maggio 2018 ore 12.30<br \/>\nInaugurazione: gioved\u00ec 10 maggio 2018 ore 18.30<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Catalogo<br \/>\n<\/strong><i>Sudari<br \/>\n<\/i>Gianluigi Colin<br \/>\nElecta, 2018<br \/>\n128 pagine<br \/>\nPrezzo 25 euro<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Triennale di Milano<br \/>\n<\/strong>Viale Alemagna 6<br \/>\n20121 Milano<br \/>\nT. +39 02 724341<br \/>\nwww.triennale.org<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>GIANLUIGI COLIN<br \/>\n<\/strong>Nato a Pordenone nel 1956, Gianluigi Colin conduce da molti anni una ricerca artistica intorno al dialogo tra le immagini e le parole. Il suo lavoro nasce come investigazione sul passato, sul senso della rappresentazione, sulla stratificazione dello sguardo. Si tratta di una poetica densa di richiami alla storia dell\u2019arte e alla cronaca, che tende a porre sul medesimo piano memoria e attualit\u00e0, facendo sfumare i confini tra le epoche. Una poetica dal forte impegno civile ed etico, che vuole restituire all\u2019esperienza artistica forti valenze militanti.<br \/>\nPersonalit\u00e0 eclettica, Colin \u00e8 stato per molti anni art director del Corriere della Sera, attualmente \u00e8 cover editor del supplemento culturale la Lettura di cui \u00e8 stato co-fondatore. Tiene conferenze, seminari e corsi universitari. Insegna alla IULM di Milano \u201cTeoria e tecnica della fotografia\u201d. \u00c8 autore di numerosi saggi, articoli e interviste dedicati alla fotografia e all\u2019arte contemporanea. Sue personali si sono tenute in numerose citt\u00e0 italiane e straniere. Tra le sue mostre, da segnalare quelle all\u2019Arengario di Milano, nel 1998, al centro Cultural Recoleta di Buenos Aires, nel 2002, al Museo Manege di San Pietroburgo, nel 2003, al MADRE di Napoli, alla Bienal del Fin del Mundo a Ushuaia, al Museo IVAM di Valencia nel 2011, alla Fondazione Marconi a Milano nel 2012, alla Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone nel 2013, al museo MARCA a Catanzaro, nel 2016. Protagonista di performance (organizzate in varie parti del mondo), \u00e8 stato invitato a Valencia09 (presso l\u2019IVAM di Valencia nel 2009) e selezionato per il Padiglione Italia della 54a esposizione d\u2019Arte Internazionale della Biennale d\u2019arte di Venezia. Sue opere sono presenti in collezioni private, musei e istituzioni pubbliche in Italia e all\u2019estero. Vive e lavora a Milano.<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianluigi Colin SUDARI 11 maggio \u2013 10 giugno 2018 Triennale di Milano \u00a0a cura di Bruno Cor\u00e0 e Aldo Colonetti La Triennale di Milano presenta<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[14704],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56160"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56160"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56162,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56160\/revisions\/56162"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}