{"id":56729,"date":"2018-05-27T20:35:25","date_gmt":"2018-05-27T18:35:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56729"},"modified":"2018-05-29T22:24:55","modified_gmt":"2018-05-29T20:24:55","slug":"arte-mostra-marche-milleduecento-civilta-figurativa-tra-umbria-e-marche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56729","title":{"rendered":"Arte mostra Marche &#8211; Milleduecento. Civilt\u00e0 figurativa tra Umbria e Marche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=56733\" rel=\"attachment wp-att-56733\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-56733\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Alberto-Sozio-Brera-fondo-bianco-e1527446110103.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"382\" \/><\/a>Per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Percorso di Mostrare le Marche, da Loreto a Macerata, da Ascoli Piceno a Fermo e Matelica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il grande serbatoio di questa mostra, che \u00e8 il territorio, \u00e8 rappresentato da molte opere di non facile accesso perch\u00e9 provenienti da edifici lesionati &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra preziosa, <strong>un atto di storia dell\u2019arte, un percorso che spiega perch\u00e9 intorno al 1200, tra Umbria e Marche, il linguaggio figurativo si trasforma cos\u00ec sensibilmente verso un naturalismo di grande potenza plastica, e l\u2019arte guida diviene la scultura in legno policromo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019arte che propone un concerto tra le arti, ponendosi come <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">crocevia tra scultura, pittura, arti preziose<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Milleduecento. Civilt\u00e0 figurativa tra Umbria e Marche<\/strong> al <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">tramonto del Romanico<\/span><\/strong> \u00e8 <strong>l\u2019ultimo appuntamento espositivo 2018 del progetto Mostrare le Marche<\/strong>\u00a0per <strong>promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con il percorso di Mostrare le Marche, da Loreto a Macerata, da Ascoli Piceno a Fermo e Matelica,<\/strong> si \u00e8 creata una via dell&#8217;arte che ha portato all\u2019attenzione del pubblico la vastit\u00e0 e la preziosit\u00e0 del patrimonio storico-artistico della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coupon promozionale scaricabile da <strong>eventi.turismo.marche.it<\/strong> consente di usufruire di uno sconto per visitare le mostre ancora aperte: Cola dell\u2019Amatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da Pinturicchio a Raffaello ad Ascoli Piceno fino al 15 di luglio<\/strong>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Il Quattrocento a Fermo. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli, a Fermo fino al 2 di settembre e Milleduecento. Civilt\u00e0 figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico che apre a Matelica l\u20198 di giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MOSTRA E IL PERCORSO ESPOSITIVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A guidare lo straordinario progetto espositivo Milleduecento. Civilt\u00e0 figurativa tra Umbria e marche al tramonto del Romanico \u00e8 <strong>la certezza che le opere d\u2019arte rappresentino un contributo insostituibile alla formazione di una civilt\u00e0, che a sua volta si esprime attraverso le loro forme.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"color: #000000;\">La civilt\u00e0 di questi territori si racconta anche attraverso<\/span> la qualit\u00e0 del suo patrimonio<span style=\"color: #000000;\">, soprattutto medievale.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Si parte dal Cristo trionfante, rappresentato vivo sulla croce e vittorioso sulla morte<\/strong>, immagine centrale e paradigmatica di una cultura che proprio esaltando questa iconografia persegue un suo rinnovamento della forma. Crocifissi monumentali e Madonne in trono col Bambino dialogano con tavole dipinte e oreficerie per ricomporre un tessuto dinamico e sorprendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra, curata da Fulvio Cervini, richiama nel titolo The Year 1200: una rassegna vasta e memorabile, che nel 1970, al Metropolitan Museum di New York, pose il tema del grande linguaggio aulico che attraversa ampie contrade dell\u2019Europa occidentale a cavallo tra i due secoli; ma rammenta anche, non solo per assonanza, Duecento. Forme e colori del Medioevo a Bologna, l\u2019importante mostra bolognese del 2000, peraltro incentrata in misura larga sulla pittura; e ancora analoghe e pi\u00f9 recenti riflessioni maturate in terra francese, come la mostra Una renaissance. L\u2019art entre Flandre et Champagne 1150-1250 (Saint Omer e Parigi, 2013), invece molto orientata sulle arti preziose. Certamente la mostra di Matelica non vuole rivaleggiare con queste iniziative ma, come queste, tende a percorrere una via maestra degli studi medievistici internazionali, ed \u00e8 frutto di ricerche che i promotori da tempo hanno intrapreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La novit\u00e0 della proposta consiste nel fatto che il caso umbro e marchigiano non \u00e8 mai stato, finora, messo adeguatamente a fuoco in questa prospettiva, n\u00e9 tanto meno attraverso una mostra<\/strong>: e a maggior ragione in un Paese come il nostro, dove le esposizioni d\u2019arte medievale sono complessivamente piuttosto rare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000;\">Il grande serbatoio di questa mostra, che \u00e8 il territorio, \u00e8 rappresentato da molte opere di non facile accesso perch\u00e9 provenienti da edifici lesionati,<\/span> <\/strong>ovvero conservate in depositi chiusi al pubblico ma che, grazie a quest\u2019iniziativa tornano ad essere fruibili e possono essere comparate con alcuni prestiti importanti che danno ulteriore misura e testimonianza della grande apertura culturale dello spazio umbro-marchigiano intorno al 1200.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il percorso espositivo si sviluppa intorno a cinque nuclei tematici: il primo, Un crocifisso modello, presenta il crocifisso di Matelica come testimone d\u2019eccellenza di una tipologia molto ben rappresentata nelle Marche nell\u2019autunno del XII secolo: vi si affiancheranno tra gli altri gli esemplari di Ancona e del duomo di Camerino, come pure i crocifissi del Museo di Sant\u2019Agostino a Genova e della collezione Salini. Il secondo nucleo, Sculture come oreficerie e oreficerie come sculture, punta invece a mettere in luce gli incroci fra le arti all\u2019insegna della preziosit\u00e0, reale o simulata, dei manufatti: si tratti di opere in metallo ovvero di sculture che volevano sembrare oreficerie monumentali, e che proprio verso il 1200 si volgono a policromie pi\u00f9 naturalistiche. I crocifissi di Arezzo e di Certaldo vengono messi a confronto con le piccole croci bronzee di Cortona e di Fabriano, con la spettacolare croce del Tesoro di San Francesco ad Assisi, e con il formidabile piatto di legatura, smaltato a Limoges, del Museo Civico d\u2019Arte Antica di Torino. La terza sezione, Pittura a tre dimensioni, si apre con il singolare crocifisso di Arquata del Tronto, che si dichiara a tutti gli effetti come una pittura a rilievo: le intersezioni tra scultura e pittura sono evidenziate dalla croce di Petrus, proveniente da San Salvatore a Campi di Norcia, dalle Madonne troneggianti di Cesi, Castelli, Foligno e l\u2019Aquila, dal frammento di Brera e dalle tavole del Museo Nazionale dell\u2019Aquila e di Santa Maria in Via a Camerino.<br \/>\nQuesto nucleo confluisce direttamente nel successivo, che si propone di intitolare Un nuovo senso della natura nell\u2019incontro fra le arti. Qui si intende mostrare come l\u2019osmosi tra pittura, scultura e arti suntuaria generi un rinnovato senso della realt\u00e0 che ispira una rivoluzione formale tra le pi\u00f9 alte e decisive della civilt\u00e0 occidentale. Vi troveranno spazio i Cristi di Jesi, Montemonaco, San Gimignano e della Galleria Nazionale dell\u2019Umbria, mentre la bella testa di Ges\u00f9 del Museo del Duomo di Prato trover\u00e0 un ideale corrispettivo in pietra nella testa virile nel Museo del Ducato di Spoleto. Vi si potr\u00e0 inoltre ammirare, dopo il restauro, la croce dipinta delle Clarisse di Matelica, normalmente invisibile al pubblico. L\u2019ultima, piccola sezione, Sculture in miniatura, torna al mondo delle arti suntuarie per mettere in risalto altre e succose interferenze: le arti del metallo ispirano formule che pittura e scultura traducono nella scala grande, ma a loro volta riprendono nel minimo formato certe soluzioni statuarie. Lo provano alcuni turiboli, provenienti da Cortona, Arezzo e Firenze e una significativa selezione di matrici per sigilli umbri e marchigiani del Duecento, conservati al Museo del Bargello, tra cui, appunto, la matrice del Comune di Matelica. Qui sar\u00e0 inoltre presentato uno dei codici miniati del XII secolo conservati nella Biblioteca Vallicelliana di Roma ma provenienti dall\u2019abbazia di Sant\u2019Eutizio in val Castoriana, luogo devastato dal terremoto da cui dipendeva la chiesa del territorio matelicese ove si trovava il crocifisso del Museo Piersanti.<br \/>\nL\u2019iniziativa vede la collaborazione del Comune di Matelica e del Museo Piersanti con l\u2019Universit\u00e0 di Firenze, e coinvolge gli uffici territoriali del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e il Turismo, la Regione Marche, le Diocesi interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BREVE SCHEDA TECNICA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orari Mostra: da marted\u00ec a domenica, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biglietteria: -Intero mostra 8,00 \u20ac &#8211; Ridotto mostra 6,00 \u20ac<br \/>\n(dai 12 ai 18 anni, over 65, soci FAI, Touring Club, gruppi superiori a 10 persone, residenti nel Comune di Matelica, studenti in materie umanistiche e storico-artistiche).<br \/>\nGratuito per bambini fino a 11 anni, disabili con accompagnatore, stampa, militari in divisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ridotto mostra con coupon sconto progetto Mostrare le Marche\u00a06,00 \u20ac<br \/>\n(scaricabile da eventi.turismo.marche.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Info, prenotazioni visite e attivit\u00e0 didattiche: tel 0737 84445 \u2013 email museopiersantimatelica@virgilio.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Catalogo: Silvana Editoriale<\/p>\n<p>Promossa da\u00a0Mibact, Regione Marche, Comune di Matelica, Diocesi di Fabriano-Matelica, Museo Piersanti, Universit\u00e0 di Camerino, SAGAS Dipartimento di Storia dell\u2019Arte di Firenze e Anci Marche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016 Percorso di Mostrare le Marche, da Loreto a Macerata, da Ascoli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":56734,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[14848],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56729"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56729"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56729\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56735,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56729\/revisions\/56735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}