{"id":56967,"date":"2019-09-02T17:49:09","date_gmt":"2019-09-02T15:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56967"},"modified":"2019-09-02T19:36:28","modified_gmt":"2019-09-02T17:36:28","slug":"da-leggere-prosa-dalla-transiberiana-di-blaise-cendras","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=56967","title":{"rendered":"Da leggere &#8211; Prosa dalla Transiberiana di Blaise Cendras"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Prosa dalla Transiberiana di Blaise Cendras<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutti possono permettersi un viaggio sulla Transiberiana; mitica ferrovia che attraversa tutta la Russia da Mosca a Vladivostok, ma leggere questa prosa\/poesia aiuter\u00e0 a capire la magia e la brutalit\u00e0 che un viaggio del genere poteva riservare un secolo fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi minuti di lettura per vivere, anche solo per un attimo, un viaggio che era un\u2019epopea e oggi \u00e8 pur sempre fantastico, ma sicuramente un viaggio per chi ama viaggiare e non solo arrivare veloce alla meta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da: http:\/\/genitron.ilbello.com\/poesia\/blaise-cendrars-prosa-della-transiberiana\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo all\u2019inizio del 1900, all\u2019epoca della Prima Guerra Mondiale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quel tempo ero soltanto un ragazzo<br \/>\nSedici anni, ma chi si ricordava pi\u00f9 dell\u2019infanzia<br \/>\n<strong>A 16000 leghe dal luogo di nascita.<\/strong><br \/>\nEro a Mosca, nella citt\u00e0 dei mille e tre campanili e delle sette stazioni<br \/>\nEro a Mosca e non mi bastavano le sette stazioni e i mille e tre campanili<br \/>\nPoich\u00e9 cos\u00ec ardente e folle era allora la mia adolescenza<br \/>\nChe il mio cuore volta volta bruciava come il tempio di Efeso o la Piazza Rossa<br \/>\nAl tramonto del sole.<br \/>\nE i miei occhi illuminavano piste dimenticate.<br \/>\nEro gi\u00e0 s\u00ec cattivo poeta<br \/>\n<strong>Al punto da non sapere andare fino in fondo alle cose.<\/strong><br \/>\n<strong>Il Cremlino era un immenso dolce di Tartaria<\/strong><br \/>\n<strong>Con la sua crosta dorata,<\/strong><br \/>\nLe grosse mandorle delle cattedrali bianchissime<br \/>\nIl miele prezioso delle campane\u2026<br \/>\nUn vecchio monaco mi leggeva la leggenda di Novgorod<br \/>\nAvevo sete<br \/>\nE decifravo caratteri cuneiformi<br \/>\nPoi d\u2019un tratto s\u2019alzavano dalla piazza le colombe dello Spirito Santo<br \/>\nE le mie mani prendevano il volo, con fruscii di gabbiani<br \/>\nUltime memorie dell\u2019ultimo giorno<br \/>\nDell\u2019ultimo viaggio<br \/>\nDel mare.<br \/>\nMa ero un pessimo poeta.<br \/>\nNon sapevo andare fino in fondo alle cose.<br \/>\nAvevo fame<br \/>\nE tutti i giorni e tutte le donne nei caff\u00e8 e tutti i bicchieri<br \/>\nAvrei voluto berli e spezzarli<br \/>\nE tutte le vetrine e tutte le strade<br \/>\nE tutte le case e tutte le esistenze<br \/>\nE tutte le ruote delle carrozze che svoltavano in un turbine sul cattivo selciato<br \/>\nAvrei voluto gettarle in una fornace di spade<br \/>\nE avrei voluto frantumare tutte le ossa<br \/>\nE strappare tutte le lingue<br \/>\nE liquefare tutti quei corpi immensi strani e nudi sotto panni di incubo\u2026<br \/>\nPresentivo la venuta del grande Cristo rosso della rivoluzione\u2026<br \/>\nE il sole era una brutta piaga Aperta come un braciere.<br \/>\nA quel tempo ero soltanto un ragazzo<br \/>\nSedici anni, ma chi si ricordava pi\u00f9 dell\u2019infanzia<br \/>\nA Mosca, dove volevo nutrirmi di fiamme<br \/>\nN\u00e9 mi bastavano i campanili e le stazioni che costellavano i miei occhi<br \/>\n<strong>In Siberia tuonava il cannone, era la guerra<\/strong><br \/>\n<strong>La fame il freddo la peste il colera<\/strong><br \/>\n<strong>E le acque fangose dell\u2019Amur trascinavano milioni di carogne<\/strong><br \/>\nIn tutte le stazioni vedevo partire tutti gli ultimi treni<br \/>\nNessuno pi\u00f9 poteva partire perch\u00e9 non davano pi\u00f9 biglietti<br \/>\n<strong>Mentre i soldati che se ne andavano avrebbero tanto voluto restare\u2026<\/strong><br \/>\nUn vecchio monaco mi cantava la leggenda di Novgorod.<br \/>\nlo, il cattivo poeta che non voleva andare in nessun posto, io potevo andare dovunque<br \/>\nE anche i mercanti avevano ancora abbastanza denaro<br \/>\nPer tentare di andare a fare fortuna.<br \/>\nIl loro treno partiva ogni venerd\u00ec mattina.<br \/>\n<strong>Si diceva che vi erano molti morti.<\/strong><br \/>\nUno portava cento casse di sveglie e di orologi a cuc\u00f9 della Foresta Nera,<br \/>\nUn altro delle cappelliere, dei cilindri e un assorti\u00acmento di cavatappi di Sheffield<br \/>\nUn altro delle bare di Malmo piene di scatole di conserva e di sardine sott\u2019olio<br \/>\nPoi c\u2019erano molte donne<br \/>\nDonne e gambe aperte a pagamento che potevano far comodo<br \/>\nCasse da morto<br \/>\nErano tutte munite di permesso<br \/>\nSi diceva che vi erano molti morti laggi\u00f9<br \/>\nViaggiavano a tariffa ridotta<br \/>\nAvevano tutte il loro conto in banca.<br \/>\nUn venerd\u00ec mattina fu infine il mio turno<br \/>\nSi era di dicembre<br \/>\n<strong>Partii anch\u2019io per accompagnare il viaggiatore di gioielli diretto ad Harbin<\/strong><br \/>\nAvevamo due scompartimenti sull\u2019espresso e 34 forzieri di gioie di Pforzheim<br \/>\nCianfrusaglie tedesche \u00abMade in Germany \u00bb<br \/>\nMi aveva rivestito a nuovo, e salendo sul treno, avevo perduto un bottone<br \/>\n&#8211; Me ne ricordo, me ne ricordo, vi ho ripensato spesso \u00ac-<br \/>\nDormivo sui forzieri ma ero soprattutto felice di giocherellare con la browning nichelata che mi<br \/>\naveva affidato<br \/>\n<strong>Ero estremamente felice e spensierato<\/strong><br \/>\n<strong>Mi immaginavo di giocare ai banditi<\/strong><br \/>\n<strong>Avevano rubato il tesoro di Golconda<\/strong><br \/>\n<strong>E andavamo sulla transiberiana a nasconderlo all\u2019altro capo del mondo<\/strong><br \/>\n<strong>Il mio compito era di difenderlo dai predoni degli Urali che avevano attaccato i saltimbanchi di Giulio Verne<\/strong><br \/>\n<strong>Dai Tungusi, dai boxers della Cina<\/strong><br \/>\n<strong>Dai fanatici piccoli mongoli del Gran Lama<\/strong><br \/>\n<strong>Da Ali-Bab\u00e0 e dai quaranta ladroni<\/strong><br \/>\n<strong>Dai seguaci del terribile Vecchio della montagna<\/strong><br \/>\n<strong>Ma soprattutto dai pi\u00f9 moderni<\/strong><br \/>\n<strong>I topi d\u2019albergo<\/strong><br \/>\n<strong>E gli specialisti degli espressi internazionali.<\/strong><br \/>\nEppure, eppure<br \/>\nEro triste come un bambino<br \/>\nI ritmi del treno<br \/>\nLa \u00abmarrow railway\u00bb degli psichiatri americani<br \/>\n<strong>Il frastuono degli sportelli delle voci degli assi cigolanti sulle rotaie ghiacciate<\/strong><br \/>\nIl quattrino d\u2019oro del mio avvenire<br \/>\nLa mia browning il piano e le imprecazioni dei giocatori di carte nel vicino scompartimento<br \/>\nLa stupefacente presenza di Jeanne<br \/>\nL\u2019uomo dalle lenti azzurrate che passeggiava nervosamente nel corridoio e mi guardava passando Strusciarsi di donne<br \/>\n<strong>E il fischio del vapore<\/strong><br \/>\n<strong>E l\u2019incessante rumore delle ruote impazzite nelle car\u00acreggiate del cielo<\/strong><br \/>\n<strong>I vetri sono gelati<\/strong><br \/>\nAddio paesaggio!<br \/>\n<strong>E dietro, le pianure siberiane il cielo basso e le im\u00acmense ombre dei Taciturni che salgono e scendono<\/strong><br \/>\nSono disteso in una coperta<br \/>\nVariopinta<br \/>\nCome la mia vita<br \/>\n<strong>E la mia vita non mi tiene pi\u00f9 caldo di questo plaid scozzese<\/strong><br \/>\nE tutta quanta l\u2019Europa intravista al finestrino di un espresso lanciato a tutto vapore<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 ricca della mia vita<br \/>\nLa mia povera vita<br \/>\nQuesto scialle<br \/>\nSfilacciato su forzieri pieni d\u2019oro<br \/>\nCoi quali viaggio<br \/>\nLi sogno<br \/>\nCi fumo sopra<br \/>\nLa sola fiamma dell\u2019universo<br \/>\n\u00c8 un povero pensiero\u2026<br \/>\nMi salgono lacrime dal fondo del cuore<br \/>\nSolo che pensi, Amore, alla mia amica;<br \/>\n\u00c8 appena una bambina, la trovai cos\u00ec<br \/>\nPallida, immacolata, in fondo a un bordello.<br \/>\nAppena una bambina, bionda, ilare e triste,<br \/>\nNon piange e non sorride mai;<br \/>\nMa in fondo agli occhi, quando vi lascia veder dentro,<br \/>\nTrema un dolce giglio d\u2019argento, il fiore del poeta.<br \/>\n\u00c8 dolce e muta, senza rimprovero alcuno,<br \/>\nCon un lungo trasalire se vi avvicinate;<br \/>\nMa quando arrivo io, di qui, di l\u00e0, di festa,<br \/>\nFa un passo, poi chiude gli occhi \u2013 e fa un passo.<br \/>\nPoich\u00e9 \u00e8 il mio amore, e le altre donne<br \/>\nHanno soltanto vestiti d\u2019oro su grandi corpi di fiamma,<br \/>\nLa mia povera amica \u00e8 cos\u00ec sola,<br \/>\nCompletamente nuda, senza corpo \u2013 \u00e8 troppo povera.<br \/>\n\u00c8 soltanto un candido fiore, delicatissimo,<br \/>\nIl fiore del poeta, un povero giglio d\u2019argento,<br \/>\nTutto freddo, tutto solo, e gi\u00e0 s\u00ec appassito<br \/>\nChe mi viene da piangere se penso al suo cuore.<br \/>\n<strong>E questa notte \u00e8 simile a tante altre quando un treno corre nella notte<\/strong><br \/>\n&#8211; Cadono le comete \u00ac-<br \/>\nE l\u2019uomo e la donna, giovani perfino, giocano al\u00acl\u2019amore.<br \/>\nIl cielo \u00e8 come la tenda strappata di un povero circo in un piccolo paese di pescatori<br \/>\nNelle Fiandre<br \/>\nIl sole \u00e8 una lampada fumosa<br \/>\nE in cima a un trapezio una donna fa da luna.<br \/>\nIl clarinetto la cornetta un flauto stridulo e un tamburo stonato<br \/>\nEd ecco la mia culla<br \/>\nLa mia culla<br \/>\nEra sempre vicino al piano quando mia madre come Madame Bovary suonava Beethoven<br \/>\nHo passato l\u2019infanzia nei giardini pensili di Babilonia<br \/>\n<strong>E ho marinato la scuola, nelle stazioni davanti ai treni in partenza<\/strong><br \/>\nOggi, ho fatto correre tutti i treni alle mie spalle Basilea- Timbuct\u00f9<br \/>\nHo pure giocato alle corse a Auteuil e a Longchamp<br \/>\nParigi-New York<br \/>\nOggi ho fatto correre tutti i treni lungo tutta la mia vita<br \/>\nMadrid-Stoccolma<br \/>\n<strong>E ho perso tutte le mie scommesse<\/strong><br \/>\n<strong>Non resta che la Patagonia, la Patagonia, alla mia immensa tristezza, la Patagonia e un viaggio nei mari del Sud<\/strong><br \/>\n<strong>Sono in viaggio<\/strong><br \/>\n<strong>Sono sempre stato in viaggio<\/strong><br \/>\nSono in viaggio con la piccola Jehanne de France<br \/>\nIl treno fa un salto mortale e ricade sulle ruote<br \/>\nIl treno ricade sulle sue ruote<br \/>\nIl treno ricade sempre su tutte le ruote<br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmartre? \u00bb<br \/>\nSiamo lontani, Jeanne, sei in treno da sette giorni<br \/>\nSei lontana da Montmartre, dalla Collina che ti ha nutrita, dal Sacro Cuore dove ti sei rannicchiata<br \/>\nParigi \u00e8 scomparsa nella sua vampa immensa<br \/>\nNon restano altro che ceneri a non finire<br \/>\n<strong>La pioggia che cade<\/strong><br \/>\n<strong>La torba che si gonfia<\/strong><br \/>\n<strong>La Siberia che gira<\/strong><br \/>\n<strong>La greve coltre di neve che sale.<\/strong><br \/>\n<strong>E il sonaglio della follia che tintinna come un estremo desiderio nell\u2019aria illividita<\/strong><br \/>\n<strong>Il treno palpita nel cuore degli orizzonti plumbei<\/strong><br \/>\nE la tua pena sogghigna\u2026<br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmar\u00actre?\u00bb<br \/>\nLe inquietudini<br \/>\nDimenticale<br \/>\n<strong>Tutte le stazioni screpolate oblique sui binari<\/strong><br \/>\n<strong>I fili del telegrafo ai quali stanno sospese<\/strong><br \/>\n<strong>I pali che fanno smorfie gesticolano e le strozzano<\/strong><br \/>\n<strong>Il mondo si stira si allunga e si ritira come una fisarmonica tormentata da una sadica mano<\/strong><br \/>\n<strong>Negli squarci del cielo, le locomotive infuriate<\/strong><br \/>\n<strong>Fuggono via<\/strong><br \/>\nE nei buchi<br \/>\nLe ruote vertiginose le bocche le voci<br \/>\nE i cani del malaugurio che ci abbaiano alle calcagna<br \/>\nSono scatenati i demoni<br \/>\nFerraglie<br \/>\n<strong>Tutto \u00e8 un accordo stonato<\/strong><br \/>\n<strong>\u00ab Il brun-run-run \u00bb delle ruote<\/strong><br \/>\n<strong>Urti<\/strong><br \/>\n<strong>Sussulti<\/strong><br \/>\n<strong>Siamo un temporale nel cranio di un sordo\u2026<\/strong><br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmartre?\u00bb<br \/>\nMa s\u00ec, mi dai ai nervi, lo sai pure che siamo lontanissimi<br \/>\n<strong>La follia surriscaldata mugola nella locomotiva<\/strong><br \/>\n<strong>La peste il colera si destano come ardenti braci sulla strada ferrata<\/strong><br \/>\n<strong>Scompariamo nella guerra ingoiati in una galleria<\/strong><br \/>\n<strong>La fame, sgualdrina, si aggrappa alle nuvole in corsa<\/strong><br \/>\nResta lo sterco delle battaglie, l\u2019atroce lezzo dei mucchi di morti<br \/>\nMa fa come lei, fa il tuo mestiere\u2026<br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmar\u00actre?\u00bb<br \/>\nSi, siamo lontani, siamo lontani<br \/>\nTutti i capri espiatori sono crepati in questo deserto<br \/>\nSenti i campani di questo gregge rognoso Tomsk Celjabinsk Cainsk Obi Taichet Verchne Udinsk Curgan Samara Pensa-Tulun<br \/>\nLa morte in Manciuria<br \/>\nE\u2019 il nostro scalo \u00e8 il nostro ultimo rifugio<br \/>\nQuesto viaggio \u00e8 terribile<br \/>\nIeri mattina<br \/>\nIvan Ulic aveva i capelli bianchi<br \/>\nE Colia Nicolai Ivanovic si morde le dita da quindici giorni\u2026<br \/>\nFa come loro la Morte la Carestia fa il tuo mestiere<br \/>\nCosta cento soldi, sulla transiberiana, costa cento rubli<br \/>\nMette la febbre ai sedili e rosseggia sotto il tavolo<br \/>\nIl diavolo \u00e8 al piano<br \/>\nLe sue dita nodose eccitano tutte le donne<br \/>\nLa Natura<br \/>\nLe Puttane<br \/>\nFa il tuo mestiere<br \/>\nFino ad Harbin\u2026<br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmar\u00actre?\u00bb<br \/>\nLa vuoi finire\u2026 e lasciarmi in pace<br \/>\nHai le anche ossute<br \/>\nIl ventre amaro e sei infetta<br \/>\nParigi non ha saputo metterti di meglio nel grembo<br \/>\nE un po\u2019 d\u2019anima anche\u2026 se no non saresti infelice<br \/>\nHo piet\u00e0 ho piet\u00e0 vieni un po\u2019 qui sul mio cuore<br \/>\nLe ruote sono mulini a vento del paese di Cuccagna<br \/>\nE i mulini a vento sono stampelle fatte volteggiareda un mendicante<br \/>\nSiamo gli storpi dello spazio<br \/>\nAvanziamo sulle nostre quattro piaghe<br \/>\nCi hanno tagliato via le ali<br \/>\nLe ali dei sette peccati<br \/>\nE tutti i treni sono zimbelli del diavolo<br \/>\n<strong>Un pollaio<\/strong><br \/>\n<strong>Il mondo moderno<\/strong><br \/>\n<strong>La velocit\u00e0 non pu\u00f2 fare miracoli<\/strong><br \/>\n<strong>Il mondo moderno<\/strong><br \/>\n<strong>Le lontananze sono veramente troppo lontane<\/strong><br \/>\nE alla fine del viaggio \u00e8 terribile essere un uomo con una donna\u2026<br \/>\n\u00abDimmi, Blaise, siamo molto lontani da Montmartre?\u00bb<br \/>\nHo piet\u00e0 ho piet\u00e0 vieni qui ti racconto una storia<br \/>\nVieni nel mio letto<br \/>\nVieni sul mio cuore<br \/>\nTi racconto una storia\u2026<br \/>\nVieni! Vieni!<br \/>\nAlle isole Figi regna l\u2019eterna primavera<br \/>\nLa pigrizia<br \/>\nL\u2019amore fa venir meno le coppie nell\u2019erba alta e sotto i banani va attorno la calda sifilide<br \/>\nVieni nelle isole perdute del Pacifico!<br \/>\nPortano il nome della Fenice, delle Marchese<br \/>\nBorneo e Giava<br \/>\nE Celebes dalla forma di gatto<br \/>\nNon possiamo andare in Giappone<br \/>\n<strong>Vieni nel Messico!<\/strong><br \/>\n<strong>I tulipani fioriscono sugli alti pianori<\/strong><br \/>\n<strong>Le tentacolari liane sono la chioma del sole<\/strong><br \/>\n<strong>Fanno pensare alla tavolozza e ai pennelli di un pit\u00actore<\/strong><br \/>\n<strong>Colori che stordiscono come gong,<\/strong><br \/>\n<strong>Rousseau c\u2019\u00e8 stato<\/strong><br \/>\n<strong>Ne \u00e8 rimasto abbagliato<\/strong><br \/>\n<strong>\u00c8 il paese degli uccelli<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019uccello del paradiso, l\u2019uccello lira<\/strong><br \/>\n<strong>Il tucano, l\u2019uccello che ride<\/strong><br \/>\n<strong>E il colibr\u00ec fa il nido nel calice degli gigli neri<\/strong><br \/>\n<strong>Vieni!<\/strong><br \/>\nCi ameremo fra le rovine maestose di un tempio azteco<br \/>\nSarai il mio idolo<br \/>\nUn idolo variopinto infantile un po\u2019 brutto e strana\u00acmente bizzarro<br \/>\nVieni!<br \/>\nSe vuoi andremo in aereo e sorvoleremo il paese dei mille laghi<br \/>\n<strong>Le notti vi sono incredibilmente lunghe<\/strong><br \/>\nL\u2019antenato preistorico avr\u00e0 paura del mio motore<br \/>\nAtterrer\u00f2<br \/>\n<strong>E costruir\u00f2 un hangar per il mio aereo con ossa fossili di mammut<\/strong><br \/>\nIl fuoco primitivo riscalder\u00e0 il nostro povero amore<br \/>\nSamovar<br \/>\nE ci ameremo come due buoni borghesi vicino al polo<br \/>\nVieni!<br \/>\nJeanne Jeannette Ninette nini ninon nichon .<br \/>\nMimi mamour ma poupoule mon P\u00e9rou<br \/>\nDodo dondon<br \/>\nCarotte ma crotte<br \/>\nChouchou p\u2019tit-coeur<br \/>\nCocotte<br \/>\nCh\u00e9rie p\u2019tite ch\u00e8vre<br \/>\nMon p\u2019tit-p\u00e9ch\u00e9 mignon<br \/>\nConcon<br \/>\nCoucou<br \/>\nElle dort.<br \/>\nDorme<br \/>\n<strong>E di tutte le ore del mondo non ne ha avuto nemmeno una<\/strong><br \/>\n<strong>Tutti i volti intravisti nelle stazioni<\/strong><br \/>\n<strong>Tutti gli orologi<\/strong><br \/>\nL\u2019ora di Parigi l\u2019ora di Berlino l\u2019ora di Pietroburgo e l\u2019ora di tutte le stazioni<br \/>\nE a Ufa, il viso insanguinato dell\u2019artigliere<br \/>\nE il quadrante stupidamente luminoso di Grodno<br \/>\nE il continuo anticipo del treno sull\u2019ora<br \/>\n<strong>Ogni mattina bisogna regolare l\u2019orologio<\/strong><br \/>\n<strong>Il treno va avanti e il sole sta indietro<\/strong><br \/>\nNon vi \u00e8 scampo, sento le campane sonanti<br \/>\nIl campanone di Notre-Dame<br \/>\nLa campana stridula del Louvre che diede il segnale della notte di San Bartolomeo<br \/>\nI carillon arrugginiti di Bruges la Morta<br \/>\nI campanelli elettrici della biblioteca di New York<br \/>\nLe campane di Venezia<br \/>\nE le campane di Mosca, l\u2019orologio della Porta Rossa che mi dava il conto delle ore quando ero in ufficio<br \/>\nE i miei ricordi<br \/>\n<strong>Il treno ha rumore di tuono sulle piattaforme girevoli<\/strong><br \/>\n<strong>Il treno corre<\/strong><br \/>\nUn grammofono stride una marcia tzigana<br \/>\nE il mondo, come l\u2019orologio del ghetto. di Praga, gira inesorabilmente a rovescio.<br \/>\nSfoglia la rosa dei venti<br \/>\n<strong>Ecco il suono confuso degli uragani scatenati<\/strong><br \/>\n<strong>Corrono in un turbine i treni sull\u2019intrico dei binari<\/strong><br \/>\n<strong>Giocattoli del diavolo<\/strong><br \/>\nVi sono treni che non s\u2019incontrano mai<br \/>\nAltri si smarriscono per strada<br \/>\n<strong>I capostazione giocano a scacchi<\/strong><br \/>\nTric-trac<br \/>\nBigliardo<br \/>\nCarambole<br \/>\nParabole<br \/>\nLa strada ferrata \u00e8 una nuova geometria<br \/>\nSiracusa<br \/>\nArchimede<br \/>\nE i soldati che lo sgozzarono<br \/>\nE le galere<br \/>\nE le navi<br \/>\nE gli ordigni prodigiosi di sua invenzione<br \/>\nE tutti i massacri .<br \/>\n<strong>La storia antica<\/strong><br \/>\n<strong>La storia moderna<\/strong><br \/>\nI vortici<br \/>\n<strong>I naufragi<\/strong><br \/>\n<strong>Anche quello del Titanic che ho letto sul giornale<\/strong><br \/>\nAltrettante associazioni di immagini che non riesco a sviluppare nei versi<br \/>\nPoich\u00e9 sono ancora un pessimo poeta<br \/>\nPoich\u00e9 trabocca in me l\u2019universo<br \/>\nPoich\u00e9 non ho pensato ad assicurarmi sugli infortuni ferroviari<br \/>\nPoich\u00e9 non so andare fino in fondo<br \/>\n<strong>E ho paura.<\/strong><br \/>\n<strong>Ho paura<\/strong><br \/>\nNon so andare fino in fondo<br \/>\nCome il mio amico Chagall potrei fare una serie di quadri dementi<br \/>\nMa non ho preso appunti in viaggio<br \/>\n\u00ab Scusate la mia ignoranza<br \/>\n\u00ab Scusate se non conosco il gioco antico dei versi\u00bb<br \/>\nCome dice Guglielmo Apollinaire<br \/>\nTutto quanto riguarda la guerra lo si pu\u00f2 leggere nelle \u00abMemorie\u00bb di Kuropatkin<br \/>\nO nei giornali giapponesi che sono anche crudamente illustrati<br \/>\nPerch\u00e9 dovrei documentarmi<br \/>\nMi abbandono<br \/>\nAi sussulti della memoria\u2026<br \/>\n<strong>A partire da Ircutsk il viaggio divenne troppo lento<\/strong><br \/>\n<strong>Assai troppo lento<\/strong><br \/>\n<strong>Eravamo nel primo treno che correva attorno alle rive del Baical<\/strong><br \/>\n<strong>La locomotiva era imbandierata e ornata di lampioni<\/strong><br \/>\n<strong>E avevamo lasciato la stazione sotto le note tristi dell\u2019inno allo Zar.<\/strong><br \/>\nSe fossi pittore metterei molto rosso, molto giallo sulla fine di questo viaggio<br \/>\nPoich\u00e9 sono persuaso che fossimo tutti un po\u2019 matti<br \/>\nE che un immenso delirio insanguinasse le facce di\u00acsfatte dei miei compagni di viaggio<br \/>\nMan mano che ci avvicinavamo alla Mongolia<br \/>\nChe crepitava come un incendio.<br \/>\n<strong>Il treno aveva rallentato la sua corsa<\/strong><br \/>\n<strong>E percepivo nel cigolio incessante delle ruote<\/strong><br \/>\n<strong>I folli accenti e i singhiozzi<\/strong><br \/>\nDi una liturgia eterna.<br \/>\nHo visto<br \/>\nHo visto i treni silenziosi i neri treni che tornavano dall\u2019Estremo Oriente passando come fantasmi<br \/>\n<strong>E il mio occhio, come il fanale di coda, \u00e8 ancora in corsa dietro quei treni<\/strong><br \/>\n<strong>A Taiga 100.000 feriti agonizzavano per mancanza di assistenza<\/strong><br \/>\nHo visitato gli ospedali di Crasnoiarsk<br \/>\n<strong>E a Hilok abbiamo incrociato una lunga tradotta di soldati impazziti<\/strong><br \/>\n<strong>Nei lazzaretti ho visto piaghe troppo vaste, ferite che sanguinavano a fiotti<\/strong><br \/>\n<strong>E le membra amputate danzavano attorno o prende\u00acvano il volo nell\u2019aria velata<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019incendio era su tutte le facce in tutti i cuori<\/strong><br \/>\n<strong>Dita idiote picchiettavano su tutti i vetri<\/strong><br \/>\n<strong>E sotto la pressione della paura gli sguardi scoppiavano come ascessi<\/strong><br \/>\n<strong>In tutte le stazioni si bruciavano tutti i vagoni<\/strong><br \/>\n<strong>E ho visto<\/strong><br \/>\n<strong>Ho visto treni di 60 locomotive fuggire a tutto vapore inseguite dagli orizzonti in calore e stormi di corvi alzarsi a un disperato inseguimento<\/strong><br \/>\n<strong>Scomparire<\/strong><br \/>\nIn direzione di Port Arthur.<br \/>\nA Cita si ebbe qualche giorno di respiro<br \/>\n<strong>Sosta di cinque giorni causa l\u2019ingombro della strada ferrata<\/strong><br \/>\nLi passammo in casa del signor Iankelevic che voleva farmi sposare l\u2019unica figlia<br \/>\nPoi il treno ripart\u00ec.<br \/>\nOra ero io al piano e col mal di denti<br \/>\nRivedo senza difficolt\u00e0 questo interno cos\u00ec tranquillo la bottega del padre e gli occhi della ragazza che di sera veniva a letto con me<br \/>\nMussorgski<br \/>\nE i lieder di Hugo Wolf<br \/>\n<strong>E le sabbie del Gobi<\/strong><br \/>\n<strong>E a Hailar una carovana di cammelli bianchi<\/strong><br \/>\nSono sicuro di essere stato ubriaco per pi\u00f9 di 500 chilometri<br \/>\nMa ero al piano e non ho visto altro<br \/>\n<strong>Quando si viaggia si dovrebbero chiudere gli occhi<\/strong><br \/>\n<strong>Dormire<\/strong><br \/>\n<strong>Avrei tanto voluto dormire<\/strong><br \/>\nRiconosco tutti i luoghi ad occhi chiusi dal loro odore<br \/>\nE riconosco tutti i treni dal rumore che fanno<br \/>\n<strong>I treni d\u2019Europa sono a quattro tempi mentre quelli d\u2019Asia sono a cinque o a sette tempi<\/strong><br \/>\nAltri vanno in sordina sono ninne nanne<br \/>\nE ve ne sono che nel rumore monotono delle ruote mi ricordano la prosa greve di Maeterlinck<br \/>\nHo decifrato tutti i testi confusi delle ruote e ho messo insieme gli sparsi elementi di una bellezza violenta<br \/>\nChe posseggo<br \/>\nE che mi fa violenza.<br \/>\nTsitsicar e Harbin<br \/>\n<strong>Non vado pi\u00f9 in l\u00e0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00c8 l\u2019ultima stazione<\/strong><br \/>\n<strong>Sbarcai ad Harbin proprio quando avevano appiccato il fuoco agli uffici della Croce Rossa.<\/strong><br \/>\no Parigi<br \/>\nGran focolare cordiale coi tizzoni incrociati delle tue strade e le tue vecchie case chinate sopra a riscaldarsi<br \/>\nCome nonne<br \/>\nEd ecco dei manifesti, rosso verde multicolori come il mio breve passato giallo<br \/>\nGiallo il fiero colore dei romanzi francesi all\u2019estero.<br \/>\nMi piace farmi sfiorare dagli autobus in corsa nelle grandi citt\u00e0<br \/>\nQuelli della linea Saint-Germain-Montmartre mi tra\u00acsportano all\u2019assalto della Collina<br \/>\nI motori mugghiano come i vitelli d\u2019oro<br \/>\nLe vacche del crepuscolo brucano il Sacro Cuore<br \/>\nO Parigi<br \/>\nStazione centrale scalo delle volont\u00e0 crocevia delle in\u00acquietudini<br \/>\nSoltanto i negozianti di vernici hanno ancora un po\u2019 di luce alla porta<br \/>\nLa Compagnia Internazionale dei Vagoni Letto e dei Grandi Espressi Europei mi ha inviato il suo opuscolo<br \/>\n\u00c8 la pi\u00f9 bella chiesa del mondo<br \/>\nHo amici che mi circondano come paracarri<br \/>\nQuando parto hanno paura che non torni pi\u00f9<br \/>\nTutte le donne che ho incontrato si levano agli orizzonti<br \/>\nCoi miseri gesti e gli sguardi tristi dei semafori sotto la pioggia .<br \/>\nBella, Agn\u00e8s, Catherine e la madre di mio figlio in Italia<br \/>\nE quella, la madre del mio amore in America<br \/>\nVi sono urla di sirena che mi strappano l\u2019anima<br \/>\nLaggi\u00f9 in Manciuria un ventre sussulta ancora come in un parto<br \/>\nVorrei<br \/>\nVorrei non avere fatto mai i miei viaggi<br \/>\nStasera mi tormenta un grande amore<br \/>\nE mio malgrado penso alla piccola Jehanne de France<br \/>\n\u00c8 in una sera di tristezza che ho scritto questa poesia<br \/>\nIn suo onore<br \/>\nJeanne<br \/>\nLa piccola prostituta<br \/>\nSono triste sono triste<br \/>\nAndr\u00f2 al \u00ab Lapin agile\u00bb a ricordarmi della giovinezza perduta .<br \/>\nE a bere poi rincaser\u00f2 solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal mondo intero, Blaise Cendras, Guanda, 12 euro (8 su internet)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trova al link: http:\/\/www.toscanalibri.it\/it\/shop\/dal-mondo-intero_4937.html<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro libro che ne parla:<br \/>\n\u201cCendrars\u201d, Nuova Accademia Editrice, Milano, 1965<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosa dalla Transiberiana di Blaise Cendras Non tutti possono permettersi un viaggio sulla Transiberiana; mitica ferrovia che attraversa tutta la Russia da Mosca a 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