{"id":57399,"date":"2018-06-18T19:19:58","date_gmt":"2018-06-18T17:19:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=57399"},"modified":"2018-06-21T21:54:12","modified_gmt":"2018-06-21T19:54:12","slug":"arte-giapponese-a-milano-sisyu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=57399","title":{"rendered":"Arte giapponese a Milano &#8211; SISYU"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><b>FONDAZIONE LUCIANA MATALON<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Milano, Foro Buonaparte 67<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>SISYU<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Satori<\/b> <b>, <\/b><b>la percezione dello spirito<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><i>a cura di Nello Taietti<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><i>testo critico di Vittoria Coen<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>fino al 23 giugno 2018<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/webmail4b.pc.tim.it\/cp\/ps\/Mail\/Downloader?dhid=attachmentDownloader&amp;pct=8871911820d109d&amp;uid=92944&amp;disposition=inline&amp;c=yes&amp;d=alice.it&amp;u=cucina2009&amp;contentSeed=60671110115d89d&amp;fp=INBOX&amp;l=it&amp;an=DefaultMailAccount&amp;ai=2\" alt=\"https:\/\/webmail4b.pc.tim.it\/cp\/ps\/Mail\/Downloader?dhid=attachmentDownloader&amp;pct=8871911820d109d&amp;uid=92944&amp;disposition=inline&amp;c=yes&amp;d=alice.it&amp;u=cucina2009&amp;contentSeed=60671110115d89d&amp;fp=INBOX&amp;l=it&amp;an=DefaultMailAccount&amp;ai=2\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Sisyu, <i>Scarred Sensual Man &#8211; Shunga<\/i> , 2017, dettaglio<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sono gli <b>ultimi giorni<\/b> per visitare la prima mostra personale in Italia dell&#8217;artista e calligrafa giapponese <b>Sisyu<\/b> dal titolo &#8220;Satori, la percezione dello spirito&#8221; ospitata alla Fondazione Luciana Matalon fino a sabato 23 giugno.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esposizione, a cura di Nello Taietti, presenta una selezione di circa 40 opere fra cui <b>grandi dipinti su tela<\/b> che reinterpretano l&#8217;arte classica (anche quella erotica) giapponese; <b>sculture calligrafiche sospese<\/b> che proiettano le loro lunghe ombre sulle pareti dando un valore aggiunto alla tridimensionalit\u00e0; una grande <b>installazione video<\/b> , che mette in scena le scritture attraverso suggestivi giochi di luci e ombre, svelano nel complesso la versatilit\u00e0 dell&#8217;arte di Sisyu. Nota infatti per aver incorporato la calligrafia giapponese in altre forme d&#8217;arte quali la scultura, le arti multimediali e la pittura, considera l&#8217;arte come un processo in continuo divenire in cui si uniscono e mescolano sculture, luci e ombre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Le sue opere traspongono l&#8217;arte calligrafica in un linguaggio contemporaneo<\/b> , offrendo una nuova dimensione, nuove prospettive artistiche. Lo si osserva sia negli <b>inchiostri su carta<\/b> come <i>Shatter the Past Tear the Present<\/i> (2011) in cui il tratto costituisce l&#8217;elemento dominante, sia nelle sculture in ferro <i>Solitude<\/i> (2007), <i>You have loved me<\/i> (2009) e <i>Beauty<\/i> (2011) dove gli idiomi nella loro forma tridimensionale, sospesi in aria o su piedistallo, creano <b>ombre<\/b> con le quali si istituisce un legame imprescindibile. Un dialogo che si ritrova anche nei lavori composti da acrilici su tela e da sottili sculture in ferro, che ne riprendono alcuni dettagli e forme, completandosi vicendevolmente in una visione d&#8217;insieme di forte impatto. Ne sono esempio <i>Ukiyoe Seven<\/i> (2017) che ritrae una donna truccata e abbigliata nel tradizionale stile giapponese i cui tratti del volto e la parte alta del corpo sono ripresi nella scultura antistante o analogamente in <i>Shunga celebrates the pleasure of lovemaking<\/i>(2018) dove sono rappresentati i corpi di due amanti uniti in un vorticoso abbraccio.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Afferma Vittoria Coen nel testo critico dedicato alla mostra: &#8221; <i>Sisyu si esprime, cos\u00ec, con l&#8217;ausilio di media differenti, da quelli pi\u00f9 antichi a quelli virtuali, con esiti ed effetti di forte suggestione, generata da colori accesi e da un senso della luce particolari. Le esplosioni cromatiche generate da pennellate mosse e sfumate, in cui il linguaggio calligrafico si sovrappone, ci raccontano una specie di metamorfosi che i soggetti vivono. Creature fantastiche popolano il mondo interiore dell&#8217;artista che gioca su movimenti ondulati e spiraliformi<\/i> &#8220;.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nella ricerca di Sisyu fondamentale \u00e8 la fusione delle differenti tecniche espressive veicolo di energia, vitalit\u00e0, in una costante tensione verso la spiritualit\u00e0 come sostiene il curatore Nello Taietti: &#8221; <i>Le opere di Sisyu esprimono l&#8217;infinito partendo dal finito e rispondendo a quel bisogno di eternit\u00e0 di cui \u00e8 espressione la vita spirituale di ognuno<\/i> &#8220;. Una spiritualit\u00e0 che traspare da molte opere fra cui l&#8217;imponente <i>Feasting crow, feasted crow<\/i> (2017) composta da 6 pannelli (cm 175,5&#215;370) che affronta il tema legato alla vita e alla morte; l&#8217;immagine di un corvo intento a nutrirsi allude alla lotta per rimanere in vita e rappresenta la vita stessa in contrapposizione alla morte. L&#8217;acrilico su tela dai toni molto scuri e le sculture sospese di colore rosso, contribuiscono ulteriormente a esprimere l&#8217;intensit\u00e0 del momento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tramite i suoi lavori l&#8217;artista crea un messaggio capace di raggiungere un pubblico internazionale, senza la necessit\u00e0 di conoscere i caratteri giapponesi e i codici calligrafici. Lei stessa parla della sua arte sottolineando come la calligrafia sia, per lei, un modo per trovare la calma nel caos della vita: &#8221; <i>Il pennello non \u00e8 facile da controllare. Hai bisogno di un elevato livello di concentrazione. Quando sei in grado di comandare il pennello, padroneggi quella concentrazione, sei in grado di liberarti da tutto ci\u00f2 che ti lega. Puoi concentrarti solo su quel momento<\/i> &#8220;. Infine, per Sisyu la componente tecnologica \u00e8 fondamentale perch\u00e9, essendo il Giappone un paese di cultura e tecnologia, ritiene che combinare questi due elementi sia il modo migliore per trasmettere il suo vissuto al mondo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La mostra gode del <b>patrocinio<\/b> del <b>Comune di Milano<\/b> , del <b>Consolato Generale del Giappone<\/b> <b>a Milano<\/b> e della <b>Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia<\/b> .<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Accompagna l&#8217;esposizione una piccola pubblicazione con i contributi critici del curatore Nello Taietti e di Vittoria Coen.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Cenni biografici. <\/b>Sisyu si dedica all&#8217;arte calligrafica dall&#8217;et\u00e0 di sei anni e dopo essersi trasferita a Tokyo inizia la sua carriera come artista e calligrafa professionista.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sue mostre personali sono esposte in numerose sedi <b>pubbliche e private<\/b> <b>internazionali<\/b> ; fra tutte si ricordano nel 2012 quelle in <b>Svezia<\/b> in occasione della Nobel Prize Cerimony e in <b>Svizzera<\/b> alla Riunione annuale del Forum economico mondiale di Davos; in <b>Giappone<\/b> a Tokyo espone nel 2013 al National Art Center, nel 2014 al National Museum of Modern Art e nel 2015 al Tokyo Metropolitan Art Museum. La vediamo inoltre negli <b>Stati Uniti<\/b> al Florida Morikami Museum e in <b>Francia<\/b> al Carrousel du Louvre &#8211; Museo del Louvre. In <b>Italia<\/b> le sue opere sono esposte alla Biennale di Venezia (2005\/2011) e a Milano in occasione del Salone del Mobile 2014 e presso il Padiglione del Giappone per Expo 2015.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Molteplici le collaborazioni con grandi aziende, tra le quali Gucci Giappone, Japan Airlines e Shiseido che dedica all&#8217;artista una linea di make-up in edizione limitata.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel corso della sua carriera riceve diversi premi e riconoscimenti tra cui quelli al Salon SNBA del Carrousel du Louvre a Parigi; \u00e8 riconosciuta ufficialmente dal governo giapponese e nel 2017 ha il grande privilegio di mostrare personalmente le sue opere d&#8217;arte all&#8217;imperatore e all&#8217;imperatrice del Giappone. www.e-sisyu.com\/en<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Fondazione Matalon<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Luciana Matalon, situata nel centro storico di Milano, vicino al Castello Sforzesco, nasce nel 2000 dalla volont\u00e0 di Luciana Matalon di creare uno spazio che sia crocevia internazionale di nuove idee, occasione di arricchimento visivo, emotivo e mentale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">La Fondazione ospita nella sua ampia sede mostre storiche e di artisti contemporanei di pittura, scultura, installazioni e fotografia. Organizza inoltre convegni, iniziative culturali, concerti e spettacoli teatrali. Nei suoi spazi sono ospitati anche eventi e iniziative che collegano il mondo delle aziende alla cultura.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><b>Negli ultimi anni ha consolidato un rapporto speciale con l&#8217;Oriente<\/b> accogliendo progetti espositivi provenienti da Giappone, Corea e Cina e promuovendo mostre di Luciana Matalon a Tokyo, Yokohama e Hong Kong.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Si ringraziano: DRUSIAN &#8211; IMPRESA DI COSTRUZIONI CIEMME &#8211; GASTRONOMIA YAMAMOTO<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE LUCIANA MATALON Milano, Foro Buonaparte 67 SISYU Satori , la percezione dello spirito a cura di Nello Taietti testo critico di Vittoria Coen fino<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":29208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[15030],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57399"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=57399"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":57401,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/57399\/revisions\/57401"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/29208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=57399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=57399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=57399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}