{"id":58110,"date":"2018-07-13T19:04:20","date_gmt":"2018-07-13T17:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=58110"},"modified":"2018-07-14T19:34:09","modified_gmt":"2018-07-14T17:34:09","slug":"arte-a-milano-deodato-arte-tomoko-nagao-iridescent-obsessions","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=58110","title":{"rendered":"Arte a  Milano &#8211; DEODATO ARTE &#8211; Tomoko Nagao: iridescent obsessions"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div><b>DEODATO ARTE<\/b><\/div>\n<div>Milano, via Nerino 2<\/div>\n<div><b>Tomoko Nagao: iridescent obsessions<\/b><\/div>\n<div><i>a cura di Paolo Campiglio e Christian Gangitano<\/i><\/div>\n<div>27 settembre &#8211; 27 ottobre 2018<\/div>\n<div><b>inaugurazione mercoled\u00ec 26 settembre, ore 18.30<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\"> contaminazione e rilettura del passato<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/webmail24c.pc.tim.it\/cp\/ps\/Mail\/Downloader?dhid=attachmentDownloader&amp;pct=d89d9811062109d&amp;uid=94314&amp;disposition=inline&amp;c=yes&amp;d=alice.it&amp;u=cucina2009&amp;contentSeed=d53d85d1261166d&amp;fp=INBOX&amp;l=it&amp;an=DefaultMailAccount&amp;ai=2\" alt=\"https:\/\/webmail24c.pc.tim.it\/cp\/ps\/Mail\/Downloader?dhid=attachmentDownloader&amp;pct=d89d9811062109d&amp;uid=94314&amp;disposition=inline&amp;c=yes&amp;d=alice.it&amp;u=cucina2009&amp;contentSeed=d53d85d1261166d&amp;fp=INBOX&amp;l=it&amp;an=DefaultMailAccount&amp;ai=2\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Tomoko Nagao, <i>Gioconda waterblue ribbon white dotts<\/i> , 2018<\/p>\n<\/div>\n<div><strong>La mostra personale di Tomoko Nagao (Nagoya, 1976),<\/strong> esposta dal 27 settembre al 27 ottobre 2018 presso la galleria Deodato Arte di Milano nella sede di via Nerino, \u00e8 incentrata sulla <b>recente spettacolare e inedita produzione <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">dell&#8217;artista giapponese<\/span><\/span><\/b> che da anni contamina la grande arte occidentale <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">con i miti della cultura manga<\/span><\/strong> nel solco della tendenza micro-Pop.<\/div>\n<div>Il nuovo ciclo presentato in quest&#8217;occasione \u00e8 quello dei <i>Flowers<\/i> , la recente produzione in vettoriale che rappresenta una rievocazione in chiave Pop dei classici vasi di fiori fiamminghi, tratti in particolare da Jan Brueghel: lo splendore delle variet\u00e0 floreali, la magnificenza dei colori sono tradotti in superficie attraverso singolare rielaborazione digitale. I fiori <i>hana<\/i> rappresentano uno dei punti cardine dell&#8217;ideale di bellezza effimera dell&#8217;estetica della cultura Giapponese, gi\u00e0 introdotti in chiave ultra-pop da Takashi Murakami che ha utilizzato il soggetto floreale in modo seriale, tra opere uniche, stampe e capsule-collection, proposti con la faccina da &#8220;emoticon&#8221; come <i>liaison<\/i> tra l&#8217;immaginario pop occidentale e orientale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nell&#8217;interpretazione di Tomoko, <strong>il tema \u00e8 legato alla <i>vanitas<\/i> e rappresenta l&#8217;ennesima riflessione attorno al motivo della morte attraverso il suo opposto, la vita<\/strong>.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La scelta di questa singolare iconografia da parte dell&#8217;artista risponde al medesimo criterio che in passato l&#8217;ha avvicinata al particolare della mela bacata di Caravaggio, all&#8217;immagine di Narciso che si specchia, o alla Medusa dalla testa insanguinata, rappresentando una sorta di felice ossessione.<\/div>\n<div>Un&#8217;attenta lettura dei temi scelti da Tomoko individua la ricorrenza di figure femminili sottilmente erotiche o miti della bellezza occidentale, tradotte nell&#8217;estetica <i>kawaii <\/i>(carino, leggero): donne, come <i>Salom\u00e8<\/i> , che l&#8217;artista intende riabilitare come icone eroiche di una femminilit\u00e0 sempre soggetta alla violenza stereotipata della cultura dell&#8217;occhio maschile, da cui intendono liberarsi e irrompere come protagoniste. Ne consegue un ulteriore e pi\u00f9 intimo senso dell&#8217;operare, che \u00e8 connesso alla propria esperienza di donna artista nel mondo dell&#8217;arte, con le difficolt\u00e0 e le ambiguit\u00e0 che la vicenda creativa comporta, ma intende allargarsi alla condizione femminile giapponese contemporanea, sempre pi\u00f9 fragile e tuttavia abile a celare il dramma pi\u00f9 sofferto dietro un&#8217;icona felice e spensierata.<\/div>\n<div>Negli spazi della galleria Deodato sono allestiti altri <b>nuovi cicli<\/b> di Tomoko, tutti del 2018: si tratta di stencil che rappresentano una variante della precedente produzione su materiali particolarmente iridescenti e riflettenti, in grado di rendere l&#8217;icona sempre pi\u00f9 leggera nel trasferimento dal digitale alla superficie trasparente. La tecnica dello stencil, nota al mondo dell&#8217;arte grazie ai linguaggi della street art (da Banksy in poi) \u00e8 riproposta e sperimentata su materiali cangianti che vanno oltre il semplice cambio di supporto e diventano un importante display tecnico e tecnologico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sezione \u00e8 dedicata ai recenti quadri a olio dal soggetto della Gioconda, che riflettono la progressiva maturazione dell&#8217;artista nella sua produzione dell&#8217;olio su tela. <\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>L&#8217;immagine \u00e8 sempre pi\u00f9 &#8220;corrotta&#8221; dallo sfondo che avanza, come se l&#8217;icona si facesse inconsistente e trasparente in rapporto allo spazio pittorico, alla pennellata, che diviene protagonista. Il digitale, il vettoriale, con la sua inconfondibile perfezione grafica, viene progressivamente invaso da un magma pittorico nuovo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;arte di Tomoko, aderisce all&#8217;esperienza culturale <i>Superflat<\/i> , capace di elaborare dei dispositivi a lettura stratificata, apparentemente banali, basati sull&#8217;icona e sulla sua ripetizione &#8220;differente&#8221; dell&#8217;immagine tratta dall&#8217;antico, declinata in mille variant<\/strong>i.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nelle sue opere <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">assistiamo all&#8217;innesto della tradizione giapponese delle anime nei miti della cultura occidentale, italiana in particolare,<\/span> <\/strong><\/span>gi\u00e0 peraltro setacciati dalla lunga <strong>esperienza Pop degli anni settanta e rivisitati dalle tendenze postmoderne degli anni Ottanta a cui esplicitamente Tomoko si ricollega: Caravaggio, Leonardo da Vinci, Botticelli, Tiziano, Velasquez, la scuola di Fontainebleau, Delacroix.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">In questa<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\"> contaminazione e rilettura del passato<\/span><\/span><\/strong> come presente, trovano protagonismo qualificato anche le icone dei brand pi\u00f9 famosi, introdotte con gusto tra l&#8217;ironia e la satira, che diventano emblema del contemporaneo e della societ\u00e0 dell&#8217;economia globale e dei consumi di massa.<\/div>\n<div><u>Deodato Arte<\/u><\/div>\n<div>Deodato Arte \u00e8 una dinamica galleria d&#8217;arte contemporanea con sedi a Milano, Como e in Svizzera a Brusino Arsizio (Lugano). Dal 2010 propone artisti moderni e contemporanei di fama internazionale quali Marc Chagall, Pablo Picasso, Andy Warhol, Damien Hirst e Christo. Particolare interesse \u00e8 rivolto alla cultura Pop cui sono state dedicate mostre monografiche e collettive con artisti del calibro di Mr. Brainwash, Romero Britto e Takashi Murakami.<\/div>\n<div>Deodato Arte, oltre a seguire mostre e progetti interni, crea sinergie con musei e partecipa a fiere nazionali e internazionali.<\/div>\n<div>Dal 2017 \u00e8 presente con una nuova galleria in via Nerino 2, a pochi metri dalla storica sede di via Santa Marta 6 inserite nel circuito delle 5vie, cuore pulsante di Milano. Nel 2018 ha aperto un terzo spazio espositivo a Milano in via Cuneo 5 (zona piazza Piemonte, via Marghera) e una nuova sede nel centro storico di Como.<\/div>\n<div>La galleria opera in modo multimediale anche tramite i suoi due siti web: www.deodato.gallery dedicato alle mostre e agli artisti, www.deodato.com con un esclusivo servizio e-commerce per i collezionisti.<\/div>\n<div><b><u>Coordinate mostra <\/u><\/b><\/div>\n<div><b>Titolo<\/b> Tomoko Nagao: iridescent obsessions<\/div>\n<div><b>Sede <\/b>Deodato Arte, via Nerino 2 &#8211; Milano<b><\/b><\/div>\n<div><b>Date<\/b> 27 settembre &#8211; 27 ottobre 2018<\/div>\n<div><b>Inaugurazione <\/b>mercoled\u00ec 26 settembre, ore 18.30<\/div>\n<div><b>Orari <\/b>marted\u00ec &#8211; sabato 10.30-14 e\u00a015-19<\/div>\n<div><b>Info pubblico<\/b> Tel. 02 80886294 &#8211; <b><\/b>galleria@deodato.com<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DEODATO ARTE Milano, via Nerino 2 Tomoko Nagao: iridescent obsessions a cura di Paolo Campiglio e Christian Gangitano 27 settembre &#8211; 27 ottobre 2018 inaugurazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":58114,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[15185],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58110"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58110"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58115,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58110\/revisions\/58115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}