{"id":58804,"date":"2018-08-07T17:40:38","date_gmt":"2018-08-07T15:40:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=58804"},"modified":"2018-08-08T19:55:27","modified_gmt":"2018-08-08T17:55:27","slug":"iran-tornano-in-vigore-le-prime-sanzioni-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=58804","title":{"rendered":"Iran: tornano in vigore le prime sanzioni USA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>DA: ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Prima tranche di sanzioni statunitensi verso l\u2019Iran &#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla vigilia del ritorno in vigore &#8211; il 6 agosto &#8211; della <strong><span style=\"color: #ff0000;\">prima tranche di sanzioni statunitensi verso l\u2019Iran,<\/span> <\/strong>Donald Trump ha lanciato un inatteso invito rivolto al presidente iraniano Hassan Rouhani per \u201cun incontro senza precondizioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019apertura di Trump, avvenuta lo scorso luned\u00ec durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, sembra aver generato in Iran sorpresa e scetticismo ma anche aspettative e speranze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il paese sta infatti assistendo da qualche mese a un peggioramento delle condizioni economiche<\/span><\/strong> e del potere di acquisto legato al<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> crollo verticale della valuta, il rial<\/span><\/strong><\/span>, attribuibile in larga parte all\u2019effetto sfiducia creato dall\u2019imminente rientro in vigore delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se la leadership iraniana si \u00e8 mostrata compatta nell\u2019escludere l\u2019ipotesi di un incontro con Trump, una parte della popolazione sembra vedere questa possibilit\u00e0 come un male necessario<\/strong> per scongiurare la deriva economica causata dalla politica statunitense di \u201cmassima pressione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli scorsi mesi <strong>l\u2019Unione europea, impegnata nella difesa dell\u2019accordo e del dialogo con l\u2019Iran, ha cercato di dotarsi di strumenti per far s\u00ec che i rapporti economici e commerciali avviati con Teheran dalla firma dell\u2019accordo possano continuare<\/strong> nonostante le sanzioni statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">L\u2019effettiva efficacia di queste misure rimane per\u00f2 ancora in dubbio<\/span> <\/strong>e si potr\u00e0 valutare solo nelle prossime settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Quali scenari si aprono dunque per l\u2019Iran, per l\u2019Italia e per l\u2019Unione europea?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE SANZIONI: CHI COLPISCONO\u2028E A COSA SERVONO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso 8 maggio il presidente USA Donald Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dall\u2019accordo sul nucleare iraniano (Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA), raggiunto dai paesi P5+1 (USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania) nel luglio 2015 ed entrato in vigore nel gennaio 2016. Come conseguenza della decisione di Trump, rientrano in vigore &#8211; in due momenti separati, ad agosto e a novembre &#8211; le sanzioni secondarie statunitensi che erano state sospese con la firma dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, dal 6 agosto 2018 rientrano in vigore le seguenti sanzioni:<br \/>\na) <strong>Sull\u2019acquisto di dollari da parte del governo iraniano;<\/strong><br \/>\nb) <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sul commercio in oro o metalli preziosi;<\/span><\/strong><br \/>\nc) <strong>Sulla vendita diretta o indiretta, la fornitura e il trasferimento verso o dall\u2019Iran di grafite, metalli grezzi o semilavorati quali alluminio, acciaio, carbone e softwar<\/strong>e per l\u2019integrazione dei processi industriali;<br \/>\nd) <strong>Sulle transazioni significative riguardanti acquisto o vendita di rial iraniani, o il mantenimento di conti denominati in rial al di fuori del territorio iraniano;<\/strong><br \/>\ne) Sull\u2019acquisto, la sottoscrizione o la facilitazione dell\u2019emissione di debito sovrano iraniano;<br \/>\nf) <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sul settore dell\u2019automotive iraniano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come descritto in questa analisi, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>le sanzioni secondarie colpiscono i soggetti non statunitensi che intrattengono relazioni economiche e commerciali con un paese o un elenco di soggetti designati.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei confronti di questi soggetti, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">gli USA possono decidere di limitare le relazioni economiche con il paese sanzionato o di proibirle tout court.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le misure punitive variano, dall\u2019imposizione di multe all\u2019esclusione dal mercato statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019entrata in vigore del JCPOA il 16 gennaio 2016 (\u201cImplementation Day\u201d), gli USA avevano sospeso le sanzioni secondarie relative al programma nucleare iraniano, mentre erano rimaste in vigore quelle primarie e quelle secondarie non relative al nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Per i soggetti statunitensi dunque non \u00e8 mai cambiato (quasi) nulla<\/span><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>qualsiasi transazione con l\u2019Iran rimaneva proibita<\/strong>, ad eccezione di alcune transazioni specificatamente autorizzate tramite licenze speciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Per i soggetti non statunitensi, invece,<\/span><\/strong><\/span> la sospensione delle sanzioni secondarie ha significato la possibilit\u00e0 di riprendere le transazioni economiche e commerciali con l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per gli Stati Uniti dunque la reintroduzione delle sanzioni non sembra destinata a causare grossi mutamenti &#8211; al di l\u00e0 del venire meno delle licenze speciali che autorizzavano specifiche transazioni commerciali &#8211;<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> per i paesi europei le conseguenze potrebbero essere notevoli.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dell\u2019aspetto economico, per\u00f2, occorre sottolineare che<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> la reintroduzione delle sanzioni rischia di avere soprattutto una conseguenza: quella di portare al naufragio dell\u2019accordo stesso.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">QUAL \u00c8 L\u2019OBIETTIVO DI TRUMP<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abbandono definitivo dell\u2019accordo sul nucleare \u00e8 parte di una strategia pi\u00f9 ampia che l\u2019amministrazione Trump sta mettendo in atto nei confronti dell\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa strategia, definita dalla stessa amministrazione USA \u201cdella massima pressione\u201d, sembra essere tesa a mettere in difficolt\u00e0 l\u2019attuale regime iraniano,<\/strong> in modo tale da provocare un cambiamento delle politiche o dello stesso regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova strategia delineata dal segretario di Stato Mike Pompeo lo scorso 21 maggio afferma esplicitamente che gli USA <strong>intendono stimolare il cambiamento nel paese attraverso il suo rinnovato isolamento economico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma al di l\u00e0 della strategia di pressione economica, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">sembra che gli Stati Uniti stiano mettendo in atto anche una strategia che si sostanzia in ostentate dichiarazioni di empatia nei confronti del popolo iraniano.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si afferma in questo commentary, a partire da dicembre 2017 <strong>l\u2019amministrazione americana ha cominciato a mettere in atto diverse attivit\u00e0 che secondo diversi analisti rispondono allo scopo di fomentare focolai di malcontento in Iran<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Nel tentativo di erodere la base di consenso del regime di Teheran,<\/span> <\/strong><\/span>da Washington sono state a pi\u00f9 riprese diffuse dichiarazioni dirette agli iraniani e volte a mettere in luce con enfasi le loro ragioni di frustrazione sociale ed economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u201cguerra di parole\u201d \u00e8 arrivata sino a concretizzarsi in appelli espliciti alla ribellione<\/strong><\/span>, trasmessi direttamente dai canali social del presidente USA o dalle emittenti radio-televisive statunitensi in lingua persiana. In questo tentativo di destabilizzazione del regime iraniano rientra anche il crescente accreditamento a Washington del gruppo dei Mojaheddin-e Khalq, un gruppo radicale dell\u2019opposizione iraniana in esilio che, come ricostruito in questo commentary, difficilmente pu\u00f2 essere considerato un\u2019alternativa auspicabile all\u2019attuale regime.<\/p>\n<p><strong>QUALI CONSEGUENZE \u2028SULLA POLITICA INTERNA IRANIANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo effetto della politica USA di \u201cmassima pressione\u201d sembra essere quello di una ritrovata unit\u00e0 di intenti all\u2019interno della classe politica iraniana, storicamente segnata da fazionalismi e rivalit\u00e0 intra-partitiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messa di fronte alla minaccia di un \u201csoft regime change\u201d orchestrato dall\u2019esterno &#8211; tramite l\u2019aumento della pressione dal basso sul regime &#8211; <strong>la classe politica iraniana sembra ricompattarsi attorno alla figura del presidente, al fine ultimo di assicurare la sopravvivenza della Repubblica islamica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tuttavia, Hassan Rouhani \u00e8 un presidente sicuramente indebolito dalla prospettiva di un naufragio dell\u2019accordo sul nucleare;<\/strong> \u00e8 pertanto molto probabile che assisteremo nei prossimi mesi a uno <strong><span style=\"color: #ff0000;\">spostamento dell\u2019asse della politica iraniana verso le fazioni pi\u00f9 conservatrici e vicine alla Guida Khamenei,<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">le vere beneficiarie della politica di pressione di Trump. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se all\u2019interno dell\u2019Iran assistiamo a un ricompattamento teso a convogliare all\u2019esterno un\u2019immagine di solidit\u00e0 e unione, sul fronte esterno vengono mantenuti i canali di dialogo con l\u2019Unione europea e con i partner gi\u00e0 presenti nel periodo delle sanzioni (Cina, India, Russia in primis) e si continua ad agire all\u2019interno delle istituzioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel mese di luglio, per esempio, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha avviato un procedimento contro gli Usa &#8211; per comportamento sanzionatorio illegale &#8211; presso la Corte Internazionale di Giustizia de L\u2019Aia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte terr\u00e0 le audizioni delle parti i prossimi 27-30 agosto. Nel frattempo, come spiegato in questo commentary, <strong>a Teheran torna prepotente la retorica sull\u2019\u201ceconomia di resistenza\u201d, un concetto introdotto dall\u2019ayatollah Khamenei nel 2012 in risposta alle sanzioni imposte all\u2019epoca<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questo concetto, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il Paese dovrebbe puntare sulle proprie capacit\u00e0 domestiche per resistere alla pressione esterna:<\/span><\/strong> <strong>produrre internamente anzich\u00e9 importare, introdurre sistemi di scambio in beni anzich\u00e9 in moneta,<\/strong> tornare a fare affidamento sulle triangolazioni commerciali attraverso Paesi terzi per ovviare all\u2019isolamento finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella pratica, quello che sembra<strong> prefigurarsi \u00e8 un ritorno al 2012, l\u2019anno precedente l\u2019avvio dei negoziati<\/strong> che avrebbero portato nel novembre 2013 alla firma dell\u2019accordo ad interim sul nucleare e nel luglio 2015 a quella definitiva del JCPOA.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>COSA RISCHIANO ITALIA ED EUROPA, \u2028E COSA FANNO?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rientro in vigore delle sanzioni secondarie USA verso l\u2019Iran rischia di avere conseguenze negative per il nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al di l\u00e0 del rischio del naufragio dell\u2019accordo sul nucleare e dell\u2019aprirsi di un nuovo fronte di instabilit\u00e0 regionale &#8211;<\/strong> con conseguenze negative per tutti i paesi della regione ma anche per i paesi dell\u2019Unione europea che in questi anni hanno sofferto gli effetti del caos mediorientale &#8211; <strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">i rischi per il nostro paese sono anche di natura economica.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come evidenziato in questa analisi, nel 2017 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>l\u2019Italia si \u00e8 affermata come primo partner commerciale dell\u2019Iran<\/strong> <\/span>tra i paesi dell\u2019Unione europea, seguita da Francia e Germania. In quell\u2019anno, l\u2019interscambio tra Italia e Iran \u00e8 cresciuto del 97% rispetto al 2016 arrivando a quota 5 miliardi di euro, mentre Francia e Germania seguivano rispettivamente a 3,8 e 3,3 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 di risposta del nostro paese \u00e8 legata all\u2019azione in sede europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta dell\u2019Unione europea alla decisione di Trump, del resto, \u00e8 stata fin da subito molto forte, perlomeno nelle dichiarazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All\u2019atto concreto, per\u00f2, Bruxelles si scontra con la limitatezza delle opzioni a disposizione per mettere al riparo le proprie imprese da sanzioni che hanno portata globale, considerata la persistente egemonia degli Usa sul sistema degli scambi e finanziario<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di:<br \/>\nAnnalisa Perteghella, ISPI Research Fellow<br \/>\n<strong>ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA: ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Prima tranche di sanzioni statunitensi verso l\u2019Iran &#8230; Alla vigilia del ritorno in vigore &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":31164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411],"tags":[15354],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58804"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58804"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58806,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58804\/revisions\/58806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}