{"id":59332,"date":"2018-08-28T18:05:43","date_gmt":"2018-08-28T16:05:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59332"},"modified":"2018-08-28T18:05:43","modified_gmt":"2018-08-28T16:05:43","slug":"storia-attuale-la-guerra-della-georgia-dieci-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59332","title":{"rendered":"Storia attuale &#8211; La guerra della Georgia dieci anni dopo"},"content":{"rendered":"<p>RICEVIAMO DA: \u00a0ISPI &#8211; Italian Institute for International Political Studies<\/p>\n<p>La guerra della Georgia,<\/p>\n<p>Dieci anni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;anno 2018 segna il decimo anniversario della cosiddetta &#8220;guerra di cinque giorni&#8221; o &#8220;guerra di agosto&#8221;,<\/strong> vale a dire il <strong><span style=\"color: #ff0000;\">conflitto tra Georgia, Russia<\/span><\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\">e le repubbliche autoproclamate dall&#8217;Ossezia del Sud e dall&#8217;Abkhazia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Ghia Nodia, <strong>la guerra di agosto era un &#8220;momento di verit\u00e0&#8221; per la Georgia e per la regione, ma anche per il pi\u00f9 ampio equilibrio del sistema internazionale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tale, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">le conseguenze del conflitto si estendevano ben oltre i confini geografici degli attori coinvolti,<\/span> <\/strong>con <strong>un impatto enorme sull&#8217;intera regione post-sovietica,<\/strong> <strong>l&#8217;Unione europea e sulla guerra in generale,<\/strong> in quanto <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>segnava il primo uso di attacchi informatici a sostegno di operazioni cinetiche<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dossier raccoglie una serie di diversi punti di vista sulle conseguenze del conflitto sulla politica georgiana e sulla regione in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un lato, il dossier analizza le implicazioni del conflitto per la politica estera dell&#8217;UE e le relazioni Russia-UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;altro, fa anche il punto sui cambiamenti politici della Georgia e, in particolare, sul suo processo di integrazione con l&#8217;UE e la NATO.<\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p>The Systemic Impact of the Five-Day War<br \/>\nFabrizio Vielmini<br \/>\nISAG<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impatto sistemico della guerra dei cinque giorni in Georgia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabrizio Vielmini | 07 Agosto 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La guerra del 2008 attorno all&#8217;Ossezia del Sud ha costituito un punto di svolta per il sistema di relazioni internazionali nato dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tale impatto globale derivava dal fatto che <strong><span style=\"color: #ff0000;\">l&#8217;ordine unipolare che gli Stati Uniti avevano tentato di applicare nei precedenti vent&#8217;anni era stato messo in discussione in modo decisivo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo la catena di interventi guidati dagli Stati Uniti in Iraq e nei Balcani e il parallelo avanzamento della NATO, [1] <strong>la Federazione russa \u00e8 stata il giocatore internazionale meno soddisfatto di questo stato di cose.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La crisi del Kosovo del 1999 ha avuto un effetto particolarmente negativo in quanto Mosca ha visto in esso un conflitto locale trasformato in una guerra contro un alleato, in violazione della regola accettata delle relazioni internazionali<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Questa pericolosa tendenza per Mosca \u00e8 stata ulteriormente esacerbata dalla politica seguita dall&#8217;amministrazione Bush dopo l&#8217;11 settembre.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Russia \u00e8 stata particolarmente turbata dal rafforzamento statunitense delle sue attivit\u00e0 di promozione della democrazia,<\/strong> con il risultato di tentativi di modificare il suo ambiente regionale immediato attraverso &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; sponsorizzate volte al cambio di regime nei paesi vicini della Russia. [2] Nel 2008, quando un paese stava iniziando a rimettersi in piedi dopo una grave crisi economica negli anni &#8217;90 e ansioso della possibilit\u00e0 che la NATO raggiungesse i suoi confini (ventilato al vertice di Bucarest di quell&#8217;anno), la Russia ha visto nella sconsiderata decisione della Georgia di liquidare il Sud Il separatismo osseto \u00e8 un&#8217;occasione di vendetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cos\u00ec, le tensioni accumulate nel corso degli anni sono improvvisamente esplose in una &#8220;guerra sovrana&#8221;<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">una risposta simmetrica alle &#8220;guerre cosmopolite&#8221; precedentemente condotte dagli Stati Uniti.<\/span><\/strong> [3]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, <strong>la Russia ha prima giustificato la propria azione usando categorie occidentali come il &#8220;diritto all&#8217;intervento umanitario&#8221; e la &#8220;responsabilit\u00e0 di proteggere&#8221;, quindi citando direttamente il precedente kosovaro, riconoscendo l&#8217;indipendenza delle regioni separatiste georgiane con l&#8217;affermazione che la guerra producesse &#8221; nuove realt\u00e0 &#8220;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Posizionandosi come una fonte di regole internazionali, la Russia ha rivendicato il suo status di &#8220;grande potere&#8221;,<\/span><\/strong> nel senso di essere in grado di negare la definizione unilaterale degli Stati Uniti di tali norme e di agire per proteggere la propria definizione di interessi di sicurezza nazionale. [4]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Dal punto di vista di Washington, la guerra fu prima di tutto un campanello d&#8217;allarme per la sua politica estera.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Dopo un decennio di proiezione universalista, la crisi ha improvvisamente portato all&#8217;ordine del giorno le complessit\u00e0 della geografia e della storia,<\/span><\/strong> mostrando i limiti della capacit\u00e0 degli Stati Uniti di affrontare problemi ben oltre i propri confini [5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, sfidato a ci\u00f2 che prima era scontato come un conflitto territoriale minore,<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> gli Stati Uniti si sono dimostrati incapaci di reagire. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La guerra ha immediatamente attivato una seria lite tra i membri dell&#8217;establishment statunitense<\/span> <\/strong>con &#8220;un ritorno di tensioni di lunga data all&#8217;interno dell&#8217;amministrazione tra interventismo attivo e cauto realismo&#8221;. [6]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente,<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> l&#8217;agosto 2008, mette in evidenza la crisi generale nella capacit\u00e0 degli Stati Uniti di esercitare un&#8217;influenza positiva sugli affari mondiali e sulla stabilit\u00e0<\/strong> <\/span>[7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La Russia ha sfruttato attivamente tali circostanze, avanzando il suo concetto per un nuovo trattato di sicurezza europeo<\/span><\/strong>, sostenendo che la guerra di agosto mostrava che la NATO era &#8220;incapace di gestire da sola l&#8217;architettura europea di sicurezza&#8221; [8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>A livello regionale, la guerra ha dimostrato l&#8217;importanza dei teatri minori nella definizione delle relazioni a livello globale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come risultato del rinnovato scontro <strong>derivante dalla guerra, i sistemi regionali del Baltico, dell&#8217;Europa orientale, del Caucaso, del Mar Nero e poi del Medio Oriente sono diventati pi\u00f9 interconnessi e rilevanti<\/strong> nell&#8217;equilibrio globale del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Negli anni seguenti, la Russia ha di conseguenza recitato in questi teatri attraverso le lezioni apprese dalla crisi del 2008.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Da un lato, ha rafforzato la sua capacit\u00e0 militare per essere in grado di sfruttare ulteriormente le debolezze della superpotenza a livello locale, come mostrato nella crisi siriana.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall&#8217;altra, coerentemente con un approccio neorealista, <strong>Mosca ha lavorato per sviluppare un complesso centralizzato di sicurezza regionale nell&#8217;area ex sovietica tramite l&#8217;Unione economica eurasiatica (EEU) e l&#8217;Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, dal punto di vista della sua nuova posizione, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Mosca ha rinnovato le relazioni bilaterali con le principali potenze regionali come Iran e Turchia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi tentativi hanno prodotto risultati misti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La Russia divenne un potere pi\u00f9 rispettato da numerosi attori locali<\/span> <\/strong>e poteri regionali e aument\u00f2 la sua capacit\u00e0 di creare architetture controbilancianti con altri giocatori diffidenti nei confronti del comportamento degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma per molti altri aspetti la strategia russa \u00e8 fallita. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di tutto, <strong>i metodi usati contro la Georgia e poi reiterati in Ucraina sei anni dopo, hanno inferto un colpo mortale al soft power di Mosca<\/strong> [9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Sostenendo i separatismi, Mosca cambi\u00f2 considerevolmente la propria posizione all&#8217;interno dell&#8217;ex area sovietica, passando da una stretta aderenza al principio di non interferenza interna e inviolabilit\u00e0 dei confini ereditati dall&#8217;Unione Sovietica al principio di autodeterminazione,<\/span><\/strong> <strong>successivamente applicato anche contro l&#8217;Ucraina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale spostamento ha rafforzato <strong>la determinazione dello stato post-sovietico a resistere all&#8217;influenza russa,<\/strong> impedendo cos\u00ec il suo obiettivo di de-cartolarizzare l&#8217;ambiente regionale immediato, uno dei prerequisiti fondamentali per un grande status di potere [10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, la nuova posizione \u00e8 stata costosa per Mosca, in termini di sponsorizzazione di nuovi stati clienti e anche internamente, dando eccessivo spazio di manovra a soggetti federali come la Cecenia di Kadyrov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nel complesso, dieci anni dopo la guerra, assistiamo a un peggior ambiente internazionale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pervasiva retorica della &#8220;Nuova Guerra Fredda&#8221; inquadra il comportamento russo in modo semplicistico e ideologico, impedendo un&#8217;adeguata comprensione delle realt\u00e0 che modellano il mondo nel XXI secolo che potrebbero prevedere sviluppi nell&#8217;ambiente della sicurezza, come accaduto nuovamente in Ucraina nel 2014. [11 ]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tentativi di allargare la NATO continuano, mantenendo alta la polarizzazione militare all&#8217;interno della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un rinnovato tentativo di rafforzare il proprio ruolo regionale,<strong> lo sforzo dell&#8217;UE si sta arrestando a causa dell&#8217;assenza di leadership, di difficolt\u00e0 interne e della spaccatura nelle relazioni transatlantiche provocata dall&#8217;amministrazione Trump.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">L&#8217;unico giocatore che migliora la sua posizione sembra essere la Cina,<\/span> <\/strong><\/span>i cui interessi penetrano in profondit\u00e0 nella regione eurasiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lezione principale della Guerra dei cinque giorni \u00e8 <strong>un invito per tutti i giocatori a superare sterili scontri ideologici e ricalibrare le loro politiche regionali, riconoscendo le ragioni degli altri e le realt\u00e0 nello spazio post-sovietico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riferimenti [1]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva realista, pi\u00f9 che dalla diffusione generale del modello liberale, esattamente queste guerre, come &#8220;guerre costituzionali&#8221; hanno modellato l&#8217;ordine globale post-Guerra Fredda. Sul concetto vedi: Ordine internazionale: Luigi Bonanate, Fondamenti di relazioni internazionali, Milano, Libro di Jaca, 1995. [2] N. Guilhot, The Democracy Makers. Diritti umani e la politica dell&#8217;ordine globale, Columbia University Press, New York, 2005. [3] Secondo la definizione di Danilo Zolo, che lo elabor\u00f2 sulla base della prima Guerra del Golfo nel 1991, in quello che lui chiama il &#8220;crogiolo&#8221; del Nuovo Ordine Mondiale &#8220;, vede in questa e nelle altre guerre scatenate dagli Stati Uniti dal 1991 tentativi di aggiustare la sua egemonia sotto le coperture del diritto internazionale e dell&#8217;interventismo&#8221; umanitario &#8220;. Vedi: Cosmopolis. La prospettiva del governo mondiale, Feltrinelli, Milano, 1998. [4] D. Trenin, Nonostante il vertice di Helsinki, la guerra ibrida \u00e8 qui per restare, 4.07.2018 [5] Analizzando questo impatto, Gerard Toal parla di un pensiero strategico statunitense diviso tra la dicotomia della geopolitica sottile e spessa, il primo basato su astrazioni morali e universali senza comprensione geografica, il secondo che d\u00e0 un posto centrale alle relazioni spaziali e alla conoscenza approfondita dei luoghi e dei popoli. Vedi: vicino all&#8217;Estero. Putin, l&#8217;Occidente e il Concorso sull&#8217;Ucraina e il Caucaso, Oxford UP, 2017, pp. 278-79. [6] Ivi, p. 192. [7] Valutando il tentativo dell&#8217;amministrazione Obama di superare i disastri politici e militari dell&#8217;era Bush, Alessandro Colombo parla di &#8220;una leadership nazionale che per almeno quattordici anni \u00e8 stata incapace di guidare, e sulla base di prove di fatto non \u00e8 fino al potere e al prestigio di cui \u00e8 rimasto incontestato dalla fine del bipolarismo fino ad oggi &#8220;. Vedi: A. Colombo, La crisi generale dell&#8217;ordine internazionale, in A. Colombo, P. Magri (a cura di), Rapporto 2015. In mezzo al guado. Scenari globali e l&#8217;Italia, Novi Ligure: ISPI \/ Edizioni Epok\u00e9, 2015, p. 29. [8] Richard Weitz. L&#8217;ascesa e la caduta del trattato di sicurezza europea di Medvedev, Programma per la politica estera e la societ\u00e0 civile, Washington DC, maggio 2012, p.5 [9] Ci\u00f2 \u00e8 stato gi\u00e0 rilevato immediatamente dopo la guerra del 2008 di E. Luttwak, &#8220;conflitto Georgia: Mosca ha spazzato via il soft power &#8220;, The Daily Telegraph, 16.08.2008. [10] Vedi su questo la riflessione di B. Buzan, Gli Stati Uniti e le grandi potenze: la politica mondiale nel XXI secolo, 2004; (tr. it.), Il gioco delle potenze, EGEA Bocconi Editore, Milano, 2006, p. 167. [11] A. Monaghan, A &#8216;New Cold War&#8217;? Abuso di storia, incomprensione della Russia, documento di ricerca, programma Russia ed Eurasia, Chatman House, maggio 2015; Le opinioni e le opinioni espresse in questo articolo sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente la politica o la posizione ufficiale dell&#8217;Istituto italiano di studi politici internazionali (ISPI)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALTRE OPINIONI LE TROVATE PIU&#8217; SOTTO COPIANDO I TITOLI E CERCANDO IN INTERNET; TUTTO E&#8217; COMUNQUE PUBBLICATO, IN INGLESE, SUL SITO DI\u00a0ISPI &#8211; Italian Institute for International Political Studies<\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p>English version<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Georgia War,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ten Years On<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The year 2018 marks the 10th anniversary of the so-called \u201cfive-day war\u201d or \u201cAugust war\u201d, namely the conflict between Georgia, Russia and the Russian-backed, self-proclaimed republics of South Ossetia and Abkhazia. According to Ghia Nodia, the August war was a \u201cmoment of truth\u201d for Georgia and for the region, but even for the broader international system\u2019s equilibrium. As such, the conflict\u2019s consequences stretched far beyond the geographic boundaries of the actors involved, having a huge impact on the whole post-Soviet region, the European Union and on warfare in general, as it marked the first use of cyber attacks in support of kinetic operations. This dossier collects a number of different views on the conflict\u2019s consequences on Georgian politics and the region generally. On the one hand, the dossier analyses the implications of the conflict for EU foreign policy and Russia-EU relations. On the other, it also takes stock of Georgia\u2019s political changes and, particularly, its process of integration with the EU and NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Systemic Impact of the Five-Day War<br \/>\nFabrizio Vielmini<br \/>\nISAG<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">After the War: the EU and Eastern Europe<br \/>\nMarco Ferraro<br \/>\nEU Delegation to Ukraine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Regional Conundrum for Russia<br \/>\nEvgeniya Goryushina<br \/>\nRussian Academy of Sciences<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Road to Georgia\u2019s EU Integration<br \/>\nTinatin Tsertsvadze<br \/>\nIPHR<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NATO and Georgia: Waiting the Winter Out<br \/>\nBidzina Lebanidze<br \/>\nUniversity of Bremen<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">South Ossetia: Time to Embrace Nuance<br \/>\nGiorgio Comai<br \/>\nOsservatorio Balcani e Caucaso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The War and Georgia\u2019s Path to Democracy<br \/>\nSamuele Dominioni<br \/>\nISPI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edited by:<br \/>\nEleonora Tafuro Ambrosetti, ISPI Research Fellow<br \/>\nSamuele Dominioni, ISPI Research Fellow<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ISPI &#8211; Italian Institute for International Political Studies<\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milan<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RICEVIAMO DA: \u00a0ISPI &#8211; Italian Institute for International Political Studies La guerra della Georgia, Dieci anni L&#8217;anno 2018 segna il decimo anniversario della cosiddetta &#8220;guerra<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":58852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411],"tags":[15477],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59332"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59332"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59335,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59332\/revisions\/59335"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}