{"id":59471,"date":"2018-09-01T17:55:53","date_gmt":"2018-09-01T15:55:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59471"},"modified":"2018-09-02T21:34:30","modified_gmt":"2018-09-02T19:34:30","slug":"arte-a-torino-ingresso-gratuito-ogr-dancing-is-what-we-make-of-falling","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59471","title":{"rendered":"Arte a  Torino &#8211; ingresso gratuito &#8211; OGR &#8211; Dancing is what we make of falling"},"content":{"rendered":"<div class=\"\">\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni, Torino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><em>Dancing is what we make of falling<\/em><\/span><\/strong><br \/>\n<strong>a cura di Samuele Piazza e <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">Valentina Lacinio<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mostra video in sei appuntamenti (+1) con opere di:<br \/>\nSonia Boyce, Loretta Fahrenholz, Goldschmied &amp; Chiari, Tracey Moffatt, Hardeep Pandhal, Roee Rosen, Jacolby Satterwhite, Wu Tsang\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E performance di:<br \/>\nEnrico Boccioletti, Dafne Boggeri, Benni Bosetto, Drifters, Ligia Lewis, Ramona Ponzini &amp; Rpm Watts\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BINARIO 2<br \/>\n13 settembre \u2013 20 ottobre 2018<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ingresso gratuito<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutte le serate con performance sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria ad eccezione della Ball.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le modalit\u00e0 di prenotazione e pagamento sono specificate al link: www.ogrtorino.it\/events\/dancing-is-what-we-make-of-falling<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OGR \u2013 Officine Grandi Riparazioni\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Corso Castelfidardo 22, Torino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>www.ogrtorino.it\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 13 settembre al 20 ottobre<\/strong><strong>2018<\/strong> le <strong>OGR<\/strong><strong>\u2013 Officine Grandi Riparazioni<\/strong> di Torino presentano <strong><em>Dancing is what we make of falling<\/em><\/strong>, <strong>mostra video in sei appuntamenti (+1)<\/strong>, a cura di <strong>Samuele Piazza<\/strong> e <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>Valentina Lacinio.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo della mostra prende in prestito un verso del poeta e ricercatore Fred Moten, e diventa una constatazione di quello che, in tempo di crisi, l\u2019arte \u00e8 chiamata a fare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>trasformare la caduta in una danza<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sfidando le convenzioni e osservando il mondo contemporaneo dalla sua prospettiva allo stesso tempo privilegiata e periferica, l\u2019arte si interroga sulle dinamiche che contribuiscono alla creazione di soggettivit\u00e0 in un mondo neoliberista, mettendo in dubbio le sue certezze e offrendo una realt\u00e0 alternativa a quella presente. In un mondo che vede crescere a dismisura le disparit\u00e0 economiche e sociali, in cui si erigono muri fisici e metaforici per tenere l\u2019Altro lontano dagli occhi, in cui ondate sempre pi\u00f9 violente di \u201cespulsioni\u201d e rampanti rigurgiti di razzismo dominano lo scenario politico e sociale, il lavoro degli artisti rimane fondamentale, per la sua capacit\u00e0 di creare immaginari e aprire nuovi orizzonti di riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 quello che intende fare <strong><em>Dancing is what we make of falling<\/em><\/strong>, proiettando video e cortometraggi di artisti attivi sulla scena internazionale che da tempo si confrontano, e spesso si scontrano, con temi quali l\u2019integrazione, l\u2019inclusione, il gender, l\u2019equit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sei settimane, su uno stesso schermo al centro del Binario 2, si susseguiranno infatti video di <strong>Tracey Moffatt<\/strong> (13 \u2013 20 settembre), <strong>Jacolby Satterwhite<\/strong> (21 \u2013 27 settembre), <strong>Wu Tsang<\/strong> (28 settembre), <strong>Roee Rosen + Goldschmied &amp; Chiari<\/strong> (5 \u2013 11 ottobre), <strong>Loretta Fahrenholz<\/strong> (12 \u2013 18 ottobre) e <strong>Hardeep Pandhal + Sonia Boyce<\/strong> (19 \u2013 20 ottobre), artisti di provenienze e generazioni diverse i cui lavori si sommano per dare vita a un racconto a capitoli, a pi\u00f9 voci e con pi\u00f9 registri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sei appuntamenti serali scandiranno la mostra, di volta in volta con la proiezione di un nuovo lavoro video arricchita da interventi di ricercatori, artisti e collaboratori, grazie ai quali lo spazio espositivo si trasformer\u00e0 in un luogo di ritrovo e dibattito critico, di riflessione condivisa con il pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I montaggi video di <strong>Tracey Moffatt<\/strong>, nel loro <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">riuso <span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">di materiali tratti da film<\/span> hollywoodiani,<span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\"> sono un esempio perfetto dell\u2019utilizzo critico di stereotipi della cultura di massa<\/span> per creare narrazioni alternative<\/span><\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">In divertenti e spiazzanti video,<\/span><\/strong> le immagini fin troppo note di vari blockbuster ci mostrano il razzismo, tacitamente accettato, insito nelle rappresentazioni della cultura pop: le \u201cmami\u201d dei kolossal, ad esempio, acquisiscono consapevolezza della loro subalternit\u00e0 per iniziare una rivoluzione (<em>Lip<\/em>), o, ancora, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">donne<\/span> <span style=\"color: #000000;\">in relazioni complicate si emancipano da quello che sembrava essere un amore idilliaco<\/span>,<\/span><\/strong> e che si rivela essere una relazione di abuso (<em>Love<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le animazioni CGI che popolano i video di <strong>Jacolby Satterwhite<\/strong> nascono dalla sua rielaborazione dei disegni della madre e dal suo coinvolgimento nella scena underground di New York:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>unendo il \u201cvoguing\u201d alle visioni della madre, l\u2019artista crea un mondo con regole proprie e pieno di stimoli visivi<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">, un giardino delle delizie in stile Bo<\/span><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">sc<\/span><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">h<\/span><\/span>,<\/strong> riempito di immagini tratte dalla cultura afro-americana e degli immaginari queer, trattando in maniera unica e visionaria temi quali l\u2019identit\u00e0, la memoria e il desiderio (<em>Reifying Desire<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il racconto in forma di documentario (<em>Wildness<\/em>) di <strong>Wu Tsang<\/strong> \u00e8 la storia del Silver Platter<span style=\"color: #000000;\">, <\/span><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"color: #000000;\">un bar prevalentemente frequentato da<\/span> donne trans di origine messicana, in Californi<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">a. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il film \u00e8 un delicato ritratto di una comunit\u00e0 spesso dimenticata e vittima di stereotipi e violenza,<\/strong><\/span> capace di ritrovarsi e formare vincoli di solidariet\u00e0 e amicizia diversi, alternativi a quelli delle famiglie patriarcali che hanno ripudiato e allontanato le <strong>protagoniste<\/strong> del video. Da sempre interessata a dare voce a chi non pu\u00f2 raccontare la propria storia, Tsang in questo caso d\u00e0 voce al bar stesso, riattivandone le memorie, dall\u2019origine fino all\u2019arrivo della scena artistica, e la conseguente morte del posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le atmosfere sospese che caratterizzano i video di <strong>Loretta Fahrenholz<\/strong>, ci trasportano in <strong>scenari stranianti, gettando uno sguardo a mondi vicini ma completamente contrappost<\/strong>i: in <em>Ditch Plains<\/em> il <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">ritratto di una New York post uragano Sand<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">y<\/span> \u2013 <strong>abitata solo da corpi apparentemente senza vita<\/strong>, in una periferia urbana \u201cinfestata\u201d da una street-crew di ballerini di hip-hop simil-zombie \u2013 fa da contraltare alle <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>scintillanti architetture in vetro e cemento<\/strong><\/span> che ospitano la boh\u00e8me contemporanea, protagonista dell\u2019altro video <em>Implosion<\/em>. Rispetto al gruppo di punk protagonista dell\u2019omonimo romanzo di Kathy Acker, il video della regista tedesca mette in scena giovani corpi perfetti e annoiati di un gruppo di artisti, attori e influencer che vivono nella city, pianificando la rivoluzione dai cellulari nelle loro claustrofobiche torri d\u2019avorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il video <em>Dust Channel<\/em>, <strong>Roee Rosen<\/strong> mette in scena un\u2019<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">operetta musicale contemporanea che narra le vicende di una coppia<\/span><\/strong> \u2013<strong> stereotipo di un modello di vita imborghesito<\/strong> \u2013 e la loro paura per lo sporco, estrema ai limiti del paradosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un piglio surreale viene raccontata<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\"> la fissazione<span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\"> patologica<\/span> per la pulizia<\/span><\/strong><\/span>, che si riversa nell\u2019ossessione anche erotica dei protagonisti <strong>nei confronti dell\u2019aspirapolvere di casa, oggetto attorno a cui ruota l\u2019intero libretto:<\/strong> dalla creazione dell\u2019elettrodomestico l\u2019intreccio si spinge fino a inaspettate implicazioni con la politica contemporanea, dove la polvere di casa diventa la polvere del centro di detenzione per rifugiati noto come Holot (Sabbia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Operando sullo stesso straniamento ironico, nel video di <strong>Goldschmied &amp; Chiari<\/strong> <strong>una ballerina vestita da Carmen Miranda danza un motivetto orecchiabile tra la spazzatura della discarica di Guidonia, apparentemente <span style=\"color: #ff00ff;\">ignara delle montagne di rifiuti<\/span><\/strong> che la circondano. Incosciente del degrado che la circonda, Carmen \u2013 volto di un esotismo coloniale spensierato e consumista \u2013 mette <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">in scena una danza folle e allegra, cantando \u201cChica, chica, boom, chic<\/span><\/strong>\u201d, in un contesto di decadenza, rovina e abiezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prima volta in Italia, in mostra vengono proiettati i video di <strong>Hardeep Pandhal<\/strong>, <strong>artista inglese di origine indiana. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>The Rebirth of Sacred Cow Mixtape Trailer<\/em> \u00e8 la <strong>parodia di un video rap, popolato da <span style=\"color: #ff00ff;\">rappresentazioni ironiche dei valori vittoriani,<\/span> in cui la fantasia dell\u2019artista reinterpreta simboli e immagini con piglio dissacrante<\/strong>. La vacuit\u00e0 di tante rappresentazioni di potere e una forma di mascolinit\u00e0 tossica sono lo sfondo di uno scontro di culture: da una parte la famiglia di origine Sikh e dall\u2019altra la societ\u00e0 Britannica e il suo machismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il video di <strong>Sonia Boyce<\/strong>, <em>Oh Adelaide<\/em>, \u00e8 nato dalla collaborazione con il musicista Ain Bailey ed \u00e8 la manipolazione di un video di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Adelaide Hall \u2013 <span style=\"color: #000000;\">cantante Jazz<\/span> afroamericana<\/span> <\/strong>\u2013 trovato su internet. L\u2019immagine di una performance di <em>Creole Love Call<\/em> viene modificata per indagare questioni di identit\u00e0, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>memoria e uso del corpo delle donne afroamericane.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni appuntamento sar\u00e0 aperto da una serata inaugurale durante la quale, come contraltare delle proiezioni, si susseguiranno <strong>interventi performativi<\/strong> pensati per il Binario 2 delle OGR da alcuni artisti della scena emergente italiana (<strong>Enrico Boccioletti, Dafne Boggeri, Benni Bosetto, Drifters, Ramona Ponzini &amp; Rpm Watts<\/strong>), che si alterneranno a interventi di curatori, attivisti, e ricercatori (<strong>Lucrezia Calabr\u00f2 Visconti, Ilenia Caleo, Irene Dionisio<\/strong> e <strong>Nicoletta Vallorani<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come parte integrante del programma della mostra, il <strong>30 settembre<\/strong>, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">le OGR ospiteranno <em>Minor Matter<\/em> della danzatrice e coreografa<\/span> Ligia Lewis<\/strong>. All\u2019interno della programmazione sar\u00e0 inoltre inserita una serata in collaborazione con <strong>Zell Revlon &amp; Matteo Mizrahi<\/strong> per la realizzazione del loro secondo <em>Ball<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante ognuna di queste serata saranno inoltre realizzati, in collaborazione con <strong>Kabul Magazine<\/strong>, un podcast e una fanzine dedicata, contenente la traduzione di un saggio, inedito in italiano, che serva da materiale di ricerca e offra un\u2019ulteriore chiave di lettura dei video proiettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff; text-decoration: underline;\">Tutte le serate sono a ingresso gratuito<\/span><\/strong><\/span> <strong>con prenotazione obbligatoria<\/strong> su eventbrite al link www.eventbrite.it\/o\/ogr-torino-16429537310<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dancing is what we make of falling<\/em><\/strong> \u00e8 una mostra <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">prodotta e realizzata dalle OG<\/span><\/strong>R \u2013 Officine Grandi Riparazioni &#8211; sotto l<strong>a Presidenza di Fulvio Gianaria, la Direzione Generale di Massimo Lapucci e la Direzione Artistica di Nicola Ricciardi,<\/strong> con il fondamentale supporto di Fondazione CRT.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ringraziano per la collaborazione Apalazzo Gallery (Brescia), Electronic Arts Intermix (New York), Galleria Riccardo Crespi (Milano), Lundgren Gallery (Palma de Mallorca), Renata Fabbri Arte Contemporanea (Milano), Tyler Rollins Fine Art (New York).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>\n<div>\n<p><strong>PROGRAMMA<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Dancing is what we make of falling<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>a cura di Samuele Piazza e Valentina Lacinio<\/strong><\/p>\n<p><strong>13 settembre \u2013 20 ottobre 2018<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per le serate, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su eventbrite al link www.eventbrite.it\/o\/ogr-torino-16429537310<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>gioved\u00ec 13 settembre, dalle 20.30<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Tracey Moffatt<\/strong><\/p>\n<p>performance &gt; <strong>Drifters<\/strong><em>You are just there like my skin<\/em><\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-tracey-moffatt-49547753665<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 21 settembre, dalle 18.00<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Jacolby Satterwhite<\/strong><\/p>\n<p>a seguire &gt; <em>The Dark Side Ball<\/em> by <strong>Zell Revlon &amp; Matteo Mizrahi<\/strong><\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-jacolby-satterwhite-49548004415<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 28 settembre, dalle 19.00<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Wu Tsang<\/strong><\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-wu-tsang-49548122769<\/p>\n<p><strong>domenica 30 settembre, dalle 18.00<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ligia Lewis<\/strong><em>Minor Matter<\/em><\/p>\n<p>in occasione del compleanno OGR<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 5 ottobre, dalle 19.00<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Roee Rosen + Golschmied &amp; Chiari<\/strong><\/p>\n<p>performance &gt; <strong>Benni Bosetto<\/strong><em>Scaramazzi<\/em><\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-roee-rosen-goldschmied-chiari-49548248144<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 12 ottobre, dalle 19.00<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Loretta Fahrenholz<\/strong><\/p>\n<p>performance &gt; <strong>Dafne Boggeri<\/strong> con TISANA (Adele H, Isamit Morales)<\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-loretta-farenholz-49548344432<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 19 ottobre, dalle 19.00<\/strong><\/p>\n<p>talk e screening &gt; <strong>Hardeep Pandhal + Sonia Boyce<\/strong><\/p>\n<p>performance &gt; <strong>Ramona Ponzini &amp; RPM Watts + Enrico Boccioletti<\/strong><\/p>\n<p>per prenotazioni &gt; www.eventbrite.it\/e\/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-hardeep-pandhal-sonya-boyce-49548374522<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"\">\n<div>\n<div>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff00ff;\"><strong>INFORMAZIONI PRATICHE<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dancing is what we make of falling<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di Samuele Piazza e Valentina Lacinio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 settembre \u2013 20 ottobre 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">OGR \u2013 Officine Grandi Riparazioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corso Castelfidardo 22, Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">gioved\u00ec dalle 11.00 alle 19.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">venerd\u00ec dalle 11.00 alle 20.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Ingresso gratuito<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OGR &#8211; 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