{"id":59828,"date":"2018-09-10T22:19:27","date_gmt":"2018-09-10T20:19:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59828"},"modified":"2018-09-13T21:18:24","modified_gmt":"2018-09-13T19:18:24","slug":"artico-il-grande-gioco-del-secolo-capire-il-futuro-da-istituto-per-gli-studi-di-politica-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=59828","title":{"rendered":"Artico Il Grande Gioco del secolo &#8211; Capire il futuro da  Istituto per gli Studi di Politica Internazionale"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il valore di petrolio e gas nell&#8217;Artico <span style=\"color: #000000;\">che si sta sgelando, corrisponde<\/span> \u00a0al 40 per cento delle riserve mondiali;<span style=\"color: #000000;\"> ovvero \u00a0intorno ai<\/span> 20 trilioni di dollari,<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"> l\u2019equivalente del Pil annuale degli Stati Uniti<\/span><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Ma, oltre all\u2019uranio e alle terre rare, in Groenlandia si trovano giacimenti di rubini, diamanti, oro, zinco&#8230;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">hanno<span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\"> annunciato da poco lo sviluppo di una<\/span> Via polare della Seta&#8230;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>USA &#8211; CINA e altri paesi in contesa nucleare con l\u2019URSS in cima al mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La differenza tra i tempi della Guerra Fredda e i nostri, \u00e8 che allora, negli anni Settanta, l\u2019Artico era il luogo della contesa, oggi \u00e8 l\u2019oggetto del contendere, <span style=\"color: #ff0000;\">quindi pi\u00f9 pericoloso&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Entro il 2100 il cambiamento climatico potrebbe influire negativamente sulla maggior parte dei paesi del mondo&#8230;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span class=\"et_pb_fullwidth_header_subhead\" style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">&#8220;Una parte del mondo ci vorrebbe chiudere in un museo<\/span>, l\u2019altra parte ci vede come l\u2019affare del secolo&#8221;<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<div class=\"et_pb_header_content_wrapper\">\n<p style=\"text-align: center;\">Vittus Qujaukitsoq, ministro delle Miniere di Nuuk, Groenlandia<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cTutto ha un prezzo, soprattutto la libert\u00e0\u201d<\/strong>, dice Vittus Qujaukitsoq, ministro delle Miniere del nuovo governo Inuit di Nuuk, la lillipuziana capitale della Groenlandia, la pi\u00f9 grande isola del mondo abitata da 56 mila persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Il prezzo di cui parla Vittus \u00e8 molto alto,<\/span><\/strong> e sar\u00e0 il tipping point della <strong><span style=\"color: #ff0000;\">r<\/span><span style=\"color: #ff0000;\">apida trasformazione dell\u2019Artico:<\/span> si tratta del via libera allo sfruttamento delle miniere per fare cassa e finanziare la totale indipendenza<\/strong>, cio\u00e8 uscire definitivamente e presto dal Regno di Danimarca, di cui la Groenlandia, nonostante i molti passi fatti sulla via dell\u2019autodeterminazione, tuttora rappresenta il 98 per cento del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la decisione, prioritaria per il nuovo esecutivo, ha un\u2019enorme componente simbolica nel momento in cui nella regione \u2013 dove <strong><span style=\"color: #ff0000;\">la Groenlandia occupa un ruolo strategico<\/span> centrale sia per la posizione geografia che per le sue immense risorse<\/strong> \u2013 \u00e8 in atto una corsa tra potenze (e tra corporation) per la conquista delle ricchezze e degli spazi ora sempre pi\u00f9 accessibili a causa delle conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 noto, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>l\u2019Oceano Polare si sta rapidamente e ineluttabilmente sciogliendo perch\u00e9 il riscaldamento \u00e8 doppio rispetto al resto del Pianeta.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Nuovo Artico sta nascendo, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">si svela un\u2019inedita, vasta area di globo piena d\u2019opportunit\u00e0<\/span><\/strong> cui la globalizzazione e gli uomini, da sempre pronti a inseguire nuove vie di sviluppo, non rinunciano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019US Geological Survey soltanto il <strong><span style=\"color: #ff0000;\">valore di petrolio e gas \u2013 il 40 per cento delle riserve mondiali \u2013 si aggirerebbe intorno ai 20 trilioni di dollari,<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"> l\u2019equivalente del Pil annuale degli Stati Uniti<\/span><\/strong>, mentre la regione conterrebbe il 30 per cento di tutte le risorse naturali globali.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>E la Groenlandia si trova nel vortice di questo Grande Gioco del Ventunesimo secolo.<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>40%<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;Artico detiene il 40%<\/strong> delle riserve mondiali di petrolio e gas<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>30%<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>e il 30% delle riserve naturali globali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0-La coalizione di centrosinistra che reggeva il precedente governo condivideva l\u2019idea di \u201cGreenxit\u201d, anche se divergeva sulla tempistica, ma era <strong><span style=\"color: #ff0000;\">spaccata sulla questione dello sfruttamento minerario<\/span><\/strong>, in particolare sull\u2019apertura del bacino di Kvanefjeld, nel Sud dell\u2019isola, <strong><span style=\"color: #ff0000;\">forse il pi\u00f9 grande giacimento di terre rare e uranio al mondo<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un tema cruciale, perch\u00e9 una miniera di uranio a cielo aperto<\/strong> in quelle condizioni climatiche, secondo molti esperti, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">potrebbe inquinare con polveri radioattive l\u2019intera Groenlandia meridionale<\/span><\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019uranio \u00e8 materia politicamente sensibile<\/strong><\/span>, rientra nella sfera dell\u2019<strong><span style=\"color: #ff0000;\">interesse strategico in ogni parte del mondo<\/span> <\/strong>\u2013 senza trascurare il fatto che <strong>la Danimarca dal 1985 \u00e8 un Paese addirittura \u201canti nucleare\u201d e oggi \u00e8 il primo al mondo per la produzione d\u2019energia eolic<\/strong>a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vittus, che occupava il ruolo di ministro degli Esteri e delle Risorse spingeva per rompere gli indugi e concedere il nulla osta definitivo alla societ\u00e0 australiana Greenland Minerals and Energy (poi scalata dalla cinese Shenghe Resources Holding Ltd di Shanghai):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>unicamente con le tasse ricavate da quella concessione il governo potrebbe, infatti, coprire gran parte dei circa 500 milioni di euro stanziati ogni anno da Copenaghen per garantire un welfare non certo di standard scandinavo a una popolazione che soffre un degrado sociale senza precedenti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Ma, oltre all\u2019uranio e alle terre rare, in Groenlandia si trovano giacimenti di rubini, diamanti, oro, zinc<\/span><\/strong><\/span>o, mentre offshore quelli di gas e petrolio, trentadue miliardi di barili quelli disponibili nel mare a Nord Est dell\u2019isola. Nuova Australia, Nuovo Congo\u2026 si sprecano tra i nemici della Polar Rush le metafore neo\u2013colonialiste per descrivere l\u2019irruzione di questa terra sulla scena politica globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quattro mappe dell\u2019Artico pubblicate tra il 1999 e il 2014 da National Geographic.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Personaggio shakespeariano e spregiudicato, Vittus ha fatto saltare la coalizione con le sue dichiarazioni pro-uranio e secessioniste;<\/span><\/strong> ma soprattutto con le polemiche suscitate dai <strong>suoi sempre pi\u00f9 stretti rapporti con Pechino e dall\u2019ostilit\u00e0 dichiarata nei confronti del Regno danese<\/strong> <strong>cos\u00ec come di Washington e della Nato, accusati di non aver bonificato strutture missilistiche nucleari abbandonate e di godere di privilegi anacronistici con l\u2019uso della base di Thule<\/strong> , la pi\u00f9 importante \u201cgaritta\u201d del Pentagono nell\u2019emisfero settentrionale dai tempi della Guerra Fredda, collocata a 800 chilometri dal Polo Nord, dotata di un sistema radar per la difesa antimissile in grado di proteggere Stati Uniti ed Europa e di un centro d\u2019ascolto globale (la cattura di Saddam Hussein nel deserto mesopotamico fu gestita lass\u00f9, tra i ghiacci).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">C\u2019\u00e8 del marcio in Groenlandia?<\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le elezioni dello <strong>scorso 24 aprile si \u00e8 formata una nuova coalizione di quattro partiti che potremmo inquadrare come sovranista o secessionista,<\/strong> guidata dal precedente premier Kim Kielsen, ma ispirata dall\u2019implacabile ministro delle Miniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se il <strong>primo provvedimento \u00e8 stato quello di sostituire l\u2019inglese al danese come seconda lingua,<\/strong> l\u2019obiettivo \u00e8 di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">aprire la porta della cassaforte agli investitori stranieri<\/span><\/strong><\/span> e avviare nuovi rapporti internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Prima di tutto <span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">con i<\/span> cinesi. <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 gli atti del governo della minuscola Nuuk, di cui fino a qualche anno fa le cancellerie non consideravano nemmeno l\u2019esistenza, cos\u00ec come l\u2019Artico era materia per diplomatici di terza fila, improvvisamente assumono<strong> una valenza che \u00e8 emblematica del ruolo acquisito dalla regione negli equilibri e per la sicurezza mondiali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Copenaghen non pu\u00f2 permettersi di perdere Kalaallit Nunaat,<\/span><\/strong> <strong>la terra dell\u2019uomo del Nord, come gli Inuit chiamano l\u2019isola che li ospita da cinquemila anni:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u201c\u00c8 diventata la pi\u00f9 grande opportunit\u00e0 della sua storia\u201d<\/span><\/strong>, dice Ulrik Pram Gad, giovane politologo dell\u2019Universit\u00e0 di Aalborg, nello Jutland danese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il condottiero e navigatore normanno Erik Thorvaldsson, noto come Erik il Rosso arriv\u00f2 in Groenlandia nell\u2019anno 985. Trovandola coperta di prati la chiam\u00f2 \u201cTerra verde\u201d, questo il significato di Groenlandia. Kalaallit Nunaat \u00e8 il nome dell\u2019isola in lingua Inuit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u201cAbbiamo bisogno dei capitali cinesi. E loro hanno bisogno del nostro pesce e dei nostri minerali\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tutto da costruire, pianificare, spartire, perch\u00e9 si aprono nuovi immensi territori di pesca, nuove rotte mercantili, un nuovo mercato per milioni di turisti sempre pi\u00f9 attratti dal Grande Nord<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">last chance tourism lo chiamano<\/span><\/strong>, ultima occasione per vedere quel mondo puro, bianco e selvaggio come ce l\u2019eravamo immaginato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Groenlandia usc\u00ec trent\u2019anni fa dall\u2019Unione Europea<\/strong>, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">unico precedente alla Brexit;<\/span><\/strong><\/span> l\u2019ultima speranza di Bruxelles \u00e8 che decida di aderirvi da Stato indipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le aperture commerciali degli ultimi anni da parte europea, a partire dall\u2019impegno di Antonio Tajani da commissario all\u2019Industria per far restare l\u2019Europa nella partita mineraria, e ai miliardi spesi in compensazione per le quote acquisite sulla pesca (addirittura la riapertura all\u2019importazione delle pelli di foca nel mercato europeo)<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> lo sguardo dei sovranisti eschimesi \u00e8 volto alla Cina<\/span><\/strong><\/span>, potenza che si definisce \u201cquasi artica\u201d\u00a0e che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">ha annunciato da poco lo sviluppo di una Via polare della Seta.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La Groenlandia sta diventando il<span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> quartier generale di Pechino nel Grande Nord.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Cina ha in previsione di investire nell\u2019isola circa 15 miliardi di euro in cinque anni,<\/strong> aprendo miniere di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">zinco e ferro, impegnandosi nella costruzione di tre aeroporti e una grande base \u201cscientifica\u201d.<\/span><\/strong><\/span> I cinesi nel 2017 sono stati a un passo dall\u2019acquisizione di una base militare danese dismessa, se non fosse intervenuta direttamente Washington con un minaccioso comunicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"> I ministri Inuit sono ricevuti regolarmente al pi\u00f9 alto livello dal governo cinese, a Pechino<\/span><\/strong> la Groenlandia ha gi\u00e0 aperto un\u2019ufficio di rappresentanza, indifferente all\u2019irritazione di Washington e all\u2019indignazione di Copenaghen: <strong>sappiamo come l\u2019Occidente sia bene attento a non interferire in Tibet,<\/strong> addirittura a evitare incontri ad alto livello con il Dalai Lama, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">ma la Cina opera in Groenlandia come ha fatto in mezz\u2019Africa<\/span> <\/strong><\/span>\u2013 <strong>sfruttamento in cambio d\u2019infrastrutture \u2013 ignorando lo status di un\u2019isola ancora territorio danese e prima base militare strategica americana nell\u2019High North.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La missione ICESCAPE (Impacts of Climate on Ecosystems and Chemistry of the Arctic Pacific Environment) \u00e8 un progetto della NASA, per studiare come la mutazione dell\u2019Artico sta influenzando la chimica e gli ecosistemi dell\u2019oceano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buona parte dell ricerca si \u00e8 svolta nei mari di Beaufort e Chukchi <strong><span style=\"color: #ff0000;\">nelle estati 2010 e 2011.<\/span><\/strong> Foto: NASA\/ Kathryn Hansen<br \/>\n<strong>Un tavolo con pochi commensali, diffidenti, ambiziosi e piuttosto agguerriti. La Cina appariva come il convitato di pietra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u201cAbbiamo bisogno dei capitali cinesi\u201d, dice Vittus<\/span><\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSenza di loro non possiamo diventare uno Stato nazione, aprire finalmente ambasciate e avere il pieno controllo di ci\u00f2 che accade dentro e intorno alla nostra amata isola. <strong><span style=\"color: #ff0000;\">E loro hanno bisogno del nostro pesce e dei nostri minerali. Indubbiamente ambiscono a un ruolo importante nell\u2019Artico<\/span><\/strong>, e <strong>questo fa andare in bestia tutti, Danimarca, Unione Europea, Nato e soprattutto gli Stati Uniti\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finora la narrazione della cosiddetta Polar Rush \u2013 in tema di sfere d\u2019influenza, di sviluppo tecnologico e delle infrastrutture, nella sicurezza marittima e militare cos\u00ec come sul fronte della regolamentazione di un <strong><span style=\"color: #ff0000;\">nuovo spazio marino grande quanto il Mediterraneo, 2,8 milioni di chilometri quadrati<\/span> <\/strong>\u2013 ha riguardato perlopi\u00f9 le potenze artiche, quei paesi che s\u2019affacciano sull\u2019Oceano Polare e sono determinati a sfruttare la trasformazione economica e geopolitica innescata dal progressivo assottigliarsi del ghiaccio pluriannuale, fenomeno che, secondo la stragrande maggioranza degli scienziati, \u00e8 \u201cirreversibile\u201d, anche perch\u00e9 prodotto da una serie di fattori (compresi quelli derivati dalle attivit\u00e0 umane nel Pianeta) collegati e concomitanti chiamati \u201cspirale mortale artica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1984<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2012<br \/>\nJuxtaposeJS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo gi\u00e0 detto della Danimarca e del suo dramma amletico postcoloniale in Groenlandia<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">C\u2019\u00e8 la Russia<\/span>, nazione storicamente e tradizionalmente legata al suo Grande Nord sin dall\u2019epoca zarista e poi staliniana<\/strong> (anche con l\u2019impiego industriale dei gulag), <strong>seimila chilometri di costa lungo il passaggio a Nord Est, l\u2019attuale Northern Sea Route; <span style=\"color: #ff0000;\">la Norvegia, terra d\u2019esploratori, avamposto Nato<\/span> <\/strong>dai tempi della Guerra fredda, oggi \u201cEmirato del Nord\u201d grazie allo sfruttamento e all\u2019esportazione del petrolio del Mare di Barents;<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> il Canada, <span style=\"color: #000000;\">che ha fondato la sua identit\u00e0 nella mistica dell\u2019High North e del Passaggio a Nord Ovest<\/span><\/span> <\/strong>che attraversa un arcipelago artico di novemila isole; <strong>ci sono<span style=\"color: #ff0000;\"> gli Stati Uniti, nazione artica<\/span> (e petrolifera) <span style=\"color: #ff0000;\">quasi per caso dopo l\u2019acquisto rocambolesco dell\u2019Alaska dalla Russia zarista 151 anni fa<\/span><\/strong> (ad un prezzo da rapina, l\u2019equivalente di 125 milioni di dollari attuali) e poi diventata potenza leader nella <strong>contesa nucleare con l\u2019URSS in cima al mondo,<\/strong> quell\u2019estenuante e per certi versi epica caccia del gatto con il topo tra i ghiacci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assegno di 7,2 milioni di dollari utilizzato dal Governo degli Stati Uniti per l\u2019acquisto dell\u2019Alaska dall\u2019Impero Russo nel 1867, il cosiddetto \u201cAlaska Purchase\u201c. La cifra equivarrebbe oggi a circa 125 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un tavolo con pochi commensali, diffidenti, ambiziosi e piuttosto agguerriti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La Cina appariva come il convitato di pietra.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aveva ottenuto nel 2013 lo status di Paese osservatore permanente al Consiglio Artico<\/strong>, forum politico e consultivo trasformatosi in un decennio in un club esclusivo, al quale \u00e8 molto difficile accedervi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pechino ce l\u2019ha fatta, l\u2019Unione Europea non ancora, <span style=\"color: #ff0000;\">ma l\u2019Italia s\u00ec, grazie a un dossier presentato nel 2011 dall\u2019allora ministro degli Esteri, Franco Frattini,<\/span> che ha fatto valere <span style=\"color: #ff0000;\">la consuetudine polare del nostro paese, con esploratori, scienziati<\/span> e un\u2019industria petrolifera d\u2019avanguardia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni scorsi la Cina ha poi investito nella ricerca scientifica polare, consapevole pi\u00f9 di altri paesi che le manifestazioni climatiche nella fascia temperata del Pianeta (desertificazione e alluvioni) derivano dal riscaldamento e scioglimento dell\u2019Artico. Sono state impiantate diverse basi scientifiche, alle Svalbard, nel Nord dell\u2019Islanda, in Canada: tutte iniziative che hanno sollevato dubbi e teorie complottistiche sui veri obiettivi di quelle stazioni off limit, anche sull\u2019onda di dichiarazioni sempre pi\u00f9 esplicite da parte dei vertici del regime, i quali non fanno mistero del fatto che la Cina intenda ottenere il diritto allo sfruttamento dei nuovi territori marittimi, soprattutto in tema di trasporto commerciale e pesca, giudicando l\u2019Artico il proprio \u201cfrigorifero del futuro\u201d o \u201cbanca delle proteine\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Le acque del Mare di Bering e del Mare di Beaufort si trasformeranno in zone altamente pescose e quindi a forte rischio di contese internazionali.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ora Pechino ha annunciato ufficialmente di ritenersi una \u201cpotenza quasi-artica\u201d,<\/strong><\/span> e lo ha fatto con grande enfasi diffondendo un libro bianco dedicato alle ambizioni cinesi nell\u2019Artico, parte integrante della Belt and Road Initiative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La Via polare della Seta, altrimenti detta \u201cOperazione Dragone Bianco\u201d si gioca su pi\u00f9 piani<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello scientifico,<\/strong> come si \u00e8 detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello diplomatico,<\/strong> con intese bilaterali come l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019Islanda, l\u2019unico esistente tra la potenza asiatica e un paese europeo (la Cina ha anche costruito a Reykjav\u00edk una grande ambasciata che ospita quasi trecento persone, contro le 50 della residenza Usa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Sul piano regionale Pechino \u00e8 coinvolta in tutti i contesti multilaterali<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha siglato il cosiddetto \u201c5+5 agreement\u201d tra i paesi artici e quelli asiatici per una moratoria sulla pesca nelle acque internazionali artiche in attesa di capire le dinamiche biomarine di un ecosistema in piena evoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Molte specie ittiche, anche pregiate come il <span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">merluzzo artico e il pollock, stanno migrando<\/span> verso l\u2019Oceano Polare centrale in cerca di condizioni pi\u00f9 fredde<\/strong><\/span>, ma pare <strong>anche meno adatte<\/strong> al nutrimento e alla riproduzione (un recente studio russo\u2013norvegese del centro studi Bellona di Murmansk <strong><span style=\"color: #ff0000;\">ipotizza l\u2019estinzione di alcune specie<\/span><\/strong>), mentre l\u2019aumento della biomassa marina generata dal riscaldamento fa prevedere che \u201cle acque del Mare di Bering e del Mare di Beaufort si trasformeranno in zone altamente pescose e quindi a forte rischio di contese internazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni occasione in cui <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>si prendono decisioni riguardanti il Nuovo Artico, cio\u00e8 dove si corre ai ripari, quasi in emergenza,<\/strong><\/span> rispetto alle molte situazioni inedite \u2013 come la sicurezza sulle rotte marine, la digitalizzazione della cartografia marittima, oppure gli standard della cantieristica navale polare (il Polar Code varato nel 2017) \u2013 <strong>ecco che la Cina \u00e8 l\u00ec a sottolineare che \u00e8 pronta a cooperare, pretendendo per\u00f2 di vedersi riconosciuto il diritto a esplorare e sfruttare come gli altri paesi prettamente artici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Ma a offrire una formidabile sponda all\u2019attivismo cinese nella regione \u00e8 stata la \u201cdottrina polare\u201d di Vladimir Putin<\/span><\/strong>, il quale nel momento in cui avviava lo sviluppo di alcuni mega\u2013progetti nella regione, soprattutto quello gigantesco della penisola di Yamal, <strong>si \u00e8 visto tagliare i finanziamenti occidentali<\/strong> a causa delle sanzioni seguite all\u2019annessione della Crimea nel 2014, decidendo quindi di guardare a Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Yamal, che nella lingua dei Nenets, i mandriani di renne, significa \u201cconfine del mondo\u201d, \u00e8 oggi considerata come \u201cl\u2019Arabia saudita del Nord\u201d. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Qui si estraggono dal permafrost e offshore 675 miliardi di metri cubi di gas naturale liquido<\/span><\/strong> (LNG) e Putin ha promesso che <strong>entro cinque anni saranno il doppio<\/strong>. Il progetto Yamal\u2013LNG vale circa 27 miliardi di dollari, compresa la costruzione del porto di Sabeta. Attraverso due banche, la Export\u2013Import Bank e la China Development Bank, oltre che con il China Silk Road Fund e la China National Petroleum Corporation, Pechino ha investito oltre 12 miliardi di dollari nell\u2019operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u00e8 di diventare stakeholder nelle infrastrutture lungo la Northern Sea Route e di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>garantirsi il rifornimento del gas liquido naturale artico<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo quello russo: proprio mentre si consumava lo scontro tra Washington e Pechino sui dazi, ad Anchorage, in Alaska,<strong> si firmava un\u2019intesa da 43 miliardi di dollari per lo sfruttamento e l\u2019esportazione in Cina di tutto il gas liquido naturale ricavato dai giacimenti petroliferi nell\u2019Artico statunitense.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">L\u2019obiettivo primario per Pechino sono le nuove rotte marittime commerciali alternative a Suez<\/span><\/strong><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u201980 per cento del commercio marittimo mondiale \u00e8 in mano alla Cina<\/strong><\/span>, e di questo <strong><span style=\"color: #ff0000;\">il 90 per cento si svolge sull\u2019asse Asia-Europa-Nord America:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">la via pi\u00f9 breve \u00e8 l\u2019Artico<\/span><\/span><\/strong>, sempre pi\u00f9 navigabile ed economico (il costo delle assicurazioni si \u00e8 dimezzato in tre anni).<br \/>\n80%<br \/>\nL&#8217;80% del commercio marittimo mondiale \u00e8 in mano alla Cina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">90%<br \/>\ne il 90% si svolge sull&#8217;asse Asia-Europa-Nord America<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ora la rotta pi\u00f9 praticata \u00e8 la Northern Sea Route, lungo la costa russa, ma in prospettiva la Cina pensa alla via transpolare, che sar\u00e0 di due terzi pi\u00f9 breve rispetto a quella tradizionale meridionale: 4.200 miglia marittime contro le 11.500 via Suez.<br \/>\nLa Cina inoltre sta siglando accordi con la Finlandia (in tre anni l\u2019export di Helsinki verso la Cina \u00e8 passato dal settimo al primo posto) per la costruzione di 500 chilometri di ferrovia da Rovaniemi in Lapponia, a Kirkenes (chiamata la \u201cnuova Rotterdam\u201d, porto norvegese al confine russo e terminale polare europeo dei portacontainer asiatici): il progetto prevede il trasferimento delle merci su rotaia da Kirkenes fino al centro Europa attraverso il tunnel baltico, grande opera in via d\u2019approvazione a Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>La differenza tra i tempi della Guerra Fredda e i nostri, \u00e8 che allora, negli anni Settanta, l\u2019Artico era il luogo della contesa, oggi \u00e8 l\u2019oggetto del contendere, <span style=\"color: #ff0000;\">quindi pi\u00f9 pericoloso.<\/span><\/strong> La militarizzazione russa non \u00e8 solo in chiave anti-Nato, ma \u00e8 a difesa della ricchezza. L\u2019Artico per la Russia \u00e8 una polizza sulla vita\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>In partnership con la societ\u00e0 finlandese Chinia, il governo cinese sta per avviare la cablatura dell\u2019Artico, 10,500 chilometri di fibra ottica<\/strong> <\/span>per il collegamento sottomarino digitale Asia-Occidente in grado di accelerare i tempi nelle transazioni internazionali e gli investimenti infrastrutturali nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poich\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 in fase di conclusione da parte dell\u2019americana Quintillion l\u2019installazione dei cavi sottomarini dalla Gran Bretagna al Giappone, lungo Canada e Alaska, si prevede che<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\"> entro il 2023 <span style=\"color: #000000; text-decoration: underline;\">l\u2019Artico sar\u00e0<\/span> l\u2019area con la connessione digitale pi\u00f9 veloce del Pianeta<\/span><\/span><\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ma sar\u00e0 ancora un luogo di pace e cooperazione<\/strong><\/span>, di piliriqatigiingiq, come gli Inuit chiamano \u201cla capacit\u00e0 di lavorare insieme per una causa comune\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa differenza tra i tempi della Guerra Fredda e i nostri\u201d, dice Rune Rafaelsen, sindaco di Kirkenes, \u201c\u00e8 che allora, negli anni Settanta, l\u2019Artico era il luogo della contesa, oggi \u00e8 l\u2019oggetto del contendere, quindi pi\u00f9 pericoloso. La militarizzazione russa non \u00e8 solo in chiave anti-Nato, ma \u00e8 a difesa della ricchezza. L\u2019Artico per la Russia \u00e8 una polizza sulla vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rune Rafaelsen, sindaco di Kirkenes, Norvegia. La \u201cnuova Rotterdam\u201d al confine con la Russia \u00e8 il terminale europeo dei portacontainer asiatici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00c8 l\u2019altra faccia del cambiamento climatico,<\/span><\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>quella che determiner\u00e0 gli equilibri mondiali.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio combinato tra Stanford e l\u2019Universit\u00e0 di Berkeley stima che, mentre il Pil pro capite mondiale entro la fine del secolo caler\u00e0 in media del 23 per cento, quello russo (cos\u00ec come quello finlandese, islandese e mongolo) aumenter\u00e0 del 400 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante <strong>l\u2019incubo del permafrost che nell\u2019Artico russo si scioglie in modo drammatico, mettendo a rischio la tenuta delle pipeline e <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">liberando emissioni di metano che potrebbero sconvolgere qualsiasi previsione sull\u2019accumulo dei gas serra<\/span><\/span><\/strong> <strong>e quindi sull\u2019accelerazione del global warming<\/strong>, la Russia \u00e8 determinata a cavalcare l\u2019onda della Polar Rush.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vladimir Putin punta ad ancorare il suo potere neo-imperiale nel Grande Nord, e fare del Nuovo Artico il mare nostrum della Russia nel Ventunesimo secolo.<br \/>\n-23%<br \/>\nPIL PRO CAPITE MONDIALE<br \/>\nPIL PRO CAPITE MONDIALE<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Entro il 2100 il cambiamento climatico potrebbe influire negativamente sulla maggior parte dei paesi del mondo.<\/strong><\/span><br \/>\nPIL PRO CAPITE RUSSO<br \/>\n+400%<br \/>\nCRESCITA PIL PRO CAPITE RUSSO<br \/>\nNarsaq,<strong> Groenlandia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolazione (1503 nel 2013) \u00e8 diminuita del 17% rispetto agli anni Novanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019economia del luogo si basa sulla pesca e sul turismo, ma negli ultimi anni la citt\u00e0 ha dovuto affrontare la crescente disoccupazione e i suicidi giovanili, sempre pi\u00f9 frequenti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono piani per l\u2019avvio di una miniera d\u2019uranio a cielo aperto sulle vicine montagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qualcuno spera che la ricchezza degli scavi possa salvare la citt\u00e0 e tutta la Groenlandia nell\u2019epoca del cambiamento climatico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Molti, per\u00f2, si chiedono se valga davvero la pena correre questo rischio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u201cSiamo tornati\u201d, ha detto Putin, \u201ccon certezza possiamo affermare che il nostro potere e le nostre opportunit\u00e0 cresceranno con l\u2019espansione russa nell\u2019Artico\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Un terzo dell\u2019Artico \u00e8 di propriet\u00e0 russa,<\/span> <\/strong>rappresenta il 60 per cento del Pil nazionale con l\u201980 per cento delle riserve di gas gi\u00e0 esplorate e il 90 per cento di idrocarburi offshore, valore stimato due trilioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019arcipelago russo di Novaya Zemlya, a causa dello scioglimento dei ghiacci pluriannuali <strong>sono emerse nuove isole per un totale di 290 mila chilometri quadrati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le rivendicazioni di Mosca, <strong>avviate in base alla convenzione Onu della Legge del Mare arrivano a inglobare altri 1,2 milioni di chilometri quadrati di fondale (pari all\u2019estensione di Spagna e Francia messe insieme) che, secondo Putin, porterebbero il valore stimato della ricchezza oil&amp;gas artica russa a 30 trilioni di dollari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Lungo i loro seimila chilometri di costa artica i russi hanno costruito dieci porti, di cui quello di Sabeta \u00e8 il pi\u00f9 importante.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prevede che entro il 2025 lungo la Northern Sea Route transiteranno 80 milioni di tonnellate di merci l\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Russia ha appena varato la Akademik Lomonosov, <span style=\"color: #ff0000;\">centrale atomica galleggiante da 21 mila tonnellate<\/span> destinata ad alimentare le stazioni estrattive e soprattutto quelle militari nella regione, dove Mosca ha attivato circa venti nuove basi<\/strong> (alcune abbandonate con il crollo dell\u2019Urss), mentre a Occidente, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>a ridosso dei confini Nato nella penisola di Kola, ha ammassato 200 navi da guerra, 20 sommergibili atomici e 1830 testate nucleari.<\/strong><\/span><br \/>\n200<br \/>\nNAVI DA GUERRA<br \/>\n20<br \/>\nSOMMERGIBILI ATOMICI<br \/>\n1830<br \/>\nTESTATE NUCLEARI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Russia Arctic military base: Arctic Trefoil military base strengthens strategic ambitions- TomoNews<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel marzo del 2017 Putin e il ministro della Difesa Sergej \u0160ojgu hanno inaugurato la base Arkticheskiy Trilistnik,\u00a0Trifoglio Artico, nella Terra di Francesco Giuseppe, latitudine 80 gradi Nord<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>un complesso di 14 mila metri quadrati, dipinto con il tricolore russo, dotato di una pista riscaldata e articolato come i moduli della stazione spaziale internazionale e composto da tre gigantesche \u201castronavi\u201d che ospitano 150 uomini addestrati alla guerra bianca, in grado di sopravvivere per diciotto mesi senza rifornimenti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo tornati\u201d, ha detto Putin, \u201ccon certezza possiamo affermare che il nostro potere e le nostre opportunit\u00e0 cresceranno con l\u2019espansione russa nell\u2019Artico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">La pi\u00f9 preoccupata \u00e8 la Norvegia.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non viene meno alla tradizionale politica di <strong>buon vicinato con la Russia che ha permesso nel 2010 di firmare uno storico trattato a Murmansk<\/strong> (nel nuovo clima geopolitico artico sembra un secolo fa); tuttavia Oslo fa sentire forte la propria voce in sede Nato per un maggiore presidio dell\u2019Artico scandinavo e manifesta inquietudine rispetto all\u2019atteggiamento di Mosca, e a quello della stampa russa, rispetto allo <strong><span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">status dell\u2019arcipelago delle Svalbard,<\/span> l\u2019area pi\u00f9 critica <span style=\"color: #000000;\">della regione dal punto di vista della sicurezza.<\/span><\/span> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il trattato del 1928 stabilisce che le Svalbard sono territorio norvegese, ma le nazioni firmatarie, compresa la Russia (e l\u2019Italia) hanno il diritto all\u2019uso delle isole a fini esclusivamente scientifici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora <strong><span style=\"color: #ff0000;\">Mosca mette in dubbio l\u2019autorit\u00e0 dei norvegesi nello sfruttamento dei giacimenti offshore<\/span><\/strong>, ritenendo quei fondali in continuit\u00e0 con il territorio delle Svalbard.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019attivit\u00e0 Nato nel mare di Barents \u00e8 intensa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incrocia ininterrottamente la Marjata IV, la pi\u00f9 grande e sofisticata nave-spia in dotazione dal 2016 all\u2019Alleanza, costruita apposta per fare da sentinella ai sommergibili russi davanti alla penisola di Kola, la fortezza nucleare della Flotta del Nord (dove avvenne la tragedia del Kursk il 12 agosto del 2000). Marjata guarda, ascolta e archivia tutto quel che accade e si dice nell\u2019intero bacino artico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Marjata IV della Nato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Poi c\u2019\u00e8 l\u2019isola di Vard\u00f8:<\/span><\/strong> sul plateau <strong>gli americani hanno installato un sistema radar in grado di dominare il mare di Barents, a 70 chilometri dalle basi russe<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiama Globus 3, <strong>un sistema d\u2019allarme antimissile, ma secondo i russi si tratta addirittura del pi\u00f9 avanzato sistema di difesa antimissile del Pentagono, capace di sgonfiare la capacit\u00e0 di \u201csecond strike\u201d dei loro sommergibili nucleari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Putin sa<\/span><\/strong> che le forze armate convenzionali russe sono decisamente inferiori a quelle americane; l\u2019attivazione di uno scudo antimissile sull\u2019uscio di casa <strong>viene visto come una minaccia diretta a un settore nel quale ritiene di essere ancora temibile: la deterrenza nucleare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma la Norvegia, di fronte alla crescente attivit\u00e0 delle navi da guerra russe, intensifica le manovre anche sulla terraferma,<\/strong> ospitando contingenti di marines che si alternano ogni sei mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il coinvolgimento militare americano nell\u2019Artico non appare tuttavia sostenuto da una visione strategica di Washington<\/strong><\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">riluttante a confrontarsi con l\u2019intraprendenza di Pechino e Mosca<\/span><\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gi\u00e0 con Barack Obama<\/strong> \u2013 che pure fu il primo presidente americano ad aver visitato territori dell\u2019Alaska oltre il circolo polare artico con l\u2019intento di lanciare un messaggio al mondo \u2013 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>si era creato all\u2019interno del Dipartimento di Stato un \u201cpartito polare\u201d allarmato della disparit\u00e0 d\u2019investimento geopolitico<\/strong><\/span>: se l\u2019unit\u00e0 di misura di potenza artica \u00e8 quella dei rompighiaccio a propulsione nucleare, la dotazione Usa \u00e8 di tre contro i 40 russi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna cosa sappiamo per certo. Che questa fetta di mondo \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta per una sola delle forze in campo: la Russia\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle voci pi\u00f9 autorevoli nel richiamare maggiori investimenti degli Stati Uniti nella partita artica \u00e8 quella dell\u2019ammiraglio J<strong>ames Stravridis , gi\u00e0 comandante supremo delle forze alleate in Europa e il pi\u00f9 autorevole analista americano di sicurezza globale (<\/strong>oltre che esperto di High North, avendo vissuto la Guerra Fredda da protagonista sul campo di battaglia come i personaggi di Caccia a Ottobre Rosso di Tom Clancy):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><span style=\"color: #ff0000;\">In tutti i mari del mondo si sono combattuti scontri epici,<\/span> <\/strong>alcuni hanno conosciuto terribili massacri. <strong>L\u2019unica eccezione, per ora, \u00e8 l\u2019Oceano Artico\u201d,<\/strong> dice l\u2019ammiraglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna cosa sappiamo per certo: che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>questa fetta di mondo \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta per una sola delle forze in campo: la Russia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha un piano geopolitico chiaro e far\u00e0 di tutto,<strong> sta facendo di tutto, <span style=\"color: #ff0000;\">per essere l\u2019unica superpotenza artica\u201d.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma anche l\u2019Amministrazione Trump sembra rinviare una decisione<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per ora il piano \u00e8 quello di sfruttare al massimo le risorse petrolifere in Alaska<\/strong> per ripianare il budget federale e consolidare l\u2019autosufficienza energetica nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donald Trump ha autorizzato permessi di trivellazione, a partire dal 2019, su un\u2019area di 162 mila ettari <span style=\"color: #ff0000;\">nel pi\u00f9 grande parco naturale del Paese, l\u2019Arctic National Wildlife Refuge, santuario per molte specie protette come il carib\u00f9<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il presidente ha poi cancellato il piano di tutela ambientale marina dell\u2019Artico dell\u2019era Obama<\/strong> <\/span><span style=\"color: #ff0000;\">concedendo nuove estrazioni offshore nella North Slope,<\/span> dove, con nuove tecnologie, si pensa di ricavare in sicurezza 40 miliardi di tonnellate di petrolio da due formazioni mai esplorate. Sappiamo che Trump sta privilegiando lo scacchiere asiatico-pacifico, ma sappiamo anche che \u00e8 capace di improvvisi scarti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti si aspettano che rompa il ghiaccio e decida di avventurarsi nell\u2019ultima delle ultime frontiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">SEGUICI E RICEVI LE NOSTRE NEWS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Designed by Elegant Themes | Powered by WordPress<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artico, il Grande Gioco del Secolo \u00e8 il primo longread di ISPI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo prodotto per esplorare temi e aree emergenti della geopolitica mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autore di questa p<strong>rima pubblicazione \u00e8 Marzio Mian,<\/strong> fondatore di The Arctic Times Project e giornalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il valore di petrolio e gas nell&#8217;Artico che si sta sgelando, corrisponde \u00a0al 40 per cento delle riserve mondiali; ovvero \u00a0intorno ai 20 trilioni di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":59835,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411],"tags":[15567],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59828"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59828"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59828\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59842,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59828\/revisions\/59842"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}