{"id":60268,"date":"2018-09-20T17:48:16","date_gmt":"2018-09-20T15:48:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=60268"},"modified":"2018-09-21T21:05:21","modified_gmt":"2018-09-21T19:05:21","slug":"arte-a-milano-pac-daniel-buren-dal-colore-allarchitettura-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=60268","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; PAC &#8211; Daniel Buren &#8211; Dal colore all\u2019architettura e &#8230;"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: center;\">Il PAC riaprir\u00e0 al pubblico il 18 dicembre 2018 con la <strong>personale dell\u2019artista Eva Marisaldi<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">Nel frattempo<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> il PAC non si ferma e sposta la sua attivit\u00e0 sul digitale tra sito web e canali social<\/span> <\/strong>dove ha iniziato a pubblicare con hashtag <strong>#PACmemories<\/strong><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Dopo la mostra <\/span><i style=\"font-size: 1.0625rem;\">Brasile. Il coltello nella carne<\/i><span style=\"font-size: 1.0625rem;\"> il PAC <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>riaprir\u00e0 al pubblico il 18 dicembre 2018<\/strong> <\/span>con la <\/span><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">personale dell\u2019artista Eva Marisaldi<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">, dopo un breve periodo di ristrutturazione e manutenzione straordinaria programmata dall\u2019Amministrazione comunale in collaborazione con lo Studio Gardella, che restituir\u00e0 lo spazio espositivo alla citt\u00e0 per una nuova stagione di mostre ed eventi.<\/span><\/div>\n<div>\n<div class=\"datemostra\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>\n<p>Nel frattempo il PAC non si ferma e sposta la sua attivit\u00e0 sul digitale tra sito web e canali social dove ha iniziato a pubblicare con hashtag <strong>#PACmemories <span style=\"color: #ff0000;\">immagini dall\u2019archivio delle mostre realizzate dal 1979 in avanti,<\/span><\/strong> raccontando la storia di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>un luogo che ha portato l\u2019arte contemporanea a Milano, prima Kunsthalle europea in Italia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Quarant\u2019anni di mostre che hanno raccontato la storia dell\u2019arte italiana del Novecento<\/strong> attraverso le prime monografiche di artisti come Francesco Lo Savio, Luciano Fabro, Fausto Melotti, Pino Pascali e che hanno\u00a0 presentato &#8211; spesso per la prima volta in Italia &#8211; \u00a0artisti internazionali come Daniel Buren, David Tremlet, Cindy Sherman, Duane Hanson, Hermann Nitch, Gina Pane, Vito Acconci, Laurie Anderson, Yayoi\u00a0 Kusama, Kimsooja, Marina Abramovic. Senza dimenticare le mostre collettive che hanno aiutato il pubblico a guardare, conoscere e capire la realt\u00e0 attraverso l\u2019arte contemporanea come <i>Rosso Vivo<\/i> , <i>il Cangiante<\/i> , <i>Utopie Quotidiane<\/i> , <i>Arte Religione e Politica<\/i> , <i>The Rise and Fall of Apartheid<\/i> e molte altre.<\/p>\n<p><strong>Un passo verso un progetto pi\u00f9 ampio per lavorare sulla definizione del PAC come spazio pubblico, custode di una memoria collettiva dell\u2019arte contemporanea.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Un processo iniziato gi\u00e0 all\u2019inizio del 2018 con <i>Performing PAC<\/i> che, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, ha esposto parte del materiale d\u2019archivio del PAC fino a quel momento utilizzato solo da studenti e addetti ai lavori.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Obiettivo per il futuro \u00e8 rendere fruibile questo materiale riordinandolo,<\/span><\/strong> <strong>colmando le lacune dei periodi pi\u00f9 discontinui, <span style=\"color: #ff0000;\">immaginando nuove chiavi di lettura e<\/span><\/strong> creando linee guida per conservare testimonianza delle mostre realizzate nel tempo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"datemostra\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>\n<p>Segui@pacmilano \u00a0#PACmemories \u00a0su <a href=\"https:\/\/instagram.com\/pacmilano\">INSTAGRAM<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pacmilano\/\">FACEBOOK<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.twitter.com\/pacmilano\/\">TWITTER<\/a><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>MOSTRA FUTURA:<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>DAL COLORE ALL\u2019ARCHITETTURA E RITORNO<\/b><br \/>\n<b>Mostra a cura di Germano Celant<\/b><br \/>\n<b>maggio \u2013\u00a0giugno 1979<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">5 colori, centinaia di metri di carta da parati, migliaia di righe verticali larghe 8,7 cm.<br \/>\nNel maggio del 1979 il PAC diventa un\u2019opera d\u2019arte grazie all\u2019intervento di Daniel Buren, uno dei pi\u00f9 grandi rappresentanti dell\u2019arte concettuale.<br \/>\nBlu, giallo, marrone, rosso e verde sono i colori scelti a priori dal curatore Germano Celant, ignaro di come sarebbero poi stati utilizzati all\u2019interno dello spazio espositivo.<br \/>\nBuren decide che i colori si sarebbero succeduti in ordine alfabetico. Vedi al link:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.pacmilano.it\/blog\/daniel-buren-1979\/\">http:\/\/www.pacmilano.it\/blog\/daniel-buren-1979\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"datemostra\" style=\"text-align: justify;\">\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Foto di copertina, particolare: Daniel Buren, DAL COLORE ALL\u2019ARCHITETTURA E RITORNO a cura di Germano Celant, 1979.<br \/>\n\u00a9 PAC Padiglione d\u2019Arte Contemporanea<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il PAC riaprir\u00e0 al pubblico il 18 dicembre 2018 con la personale dell\u2019artista Eva Marisaldi Nel frattempo il PAC non si ferma e sposta la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":60271,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[15617],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60268"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60268"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60270,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60268\/revisions\/60270"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}