{"id":61059,"date":"2018-10-07T17:50:49","date_gmt":"2018-10-07T15:50:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=61059"},"modified":"2018-10-07T19:46:48","modified_gmt":"2018-10-07T17:46:48","slug":"arte-a-roma-gagosian-presenta-sarah-sze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=61059","title":{"rendered":"Arte a Roma &#8211; Gagosian presenta SARAH SZE"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n<div><strong>SARAH SZE<br \/>\n<\/strong><br \/>\n13 ottobre 2018 \u2013 12 gennaio 2019<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"center\"><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Gagosian presenta una mostra di nuove opere dell\u2019<span style=\"color: #ff00ff;\">artista americana Sarah Sz<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"center\"><\/div>\n<div align=\"center\"><strong>Inaugurazione<\/strong>: sabato 13 ottobre, 18:00 \u2013 20:00<br \/>\nGagosian, via Francesco Crispi 16, Roma<\/div>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"center\"><strong>Talk Sarah Sze\/Okwui Enwezor<\/strong> venerd\u00ec 12 ottobre, 19:00<br \/>\n<strong>Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<br \/>\n<\/strong>viale delle Belle Arti 131, Roma<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/paolamanfredi-mail.net\/imgz\/tubm_UntitledRome2018PressImageLR01--1.jpg\" width=\"500\" height=\"748\" \/><br \/>\nSarah Sze, <i>Untitled<\/i> , 2018 (Dettaglio). Olio, acrilico, carta d&#8217;archivio, stabilizzatori UV, adesivo, scotch, inchiostro e polimeri acrilici, gommalacca, vernice ad acqua su legno. Courtesy Sarah Sze e Gagosian<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><i>Nell\u2019era dell\u2019immagine, un dipinto \u00e8 una scultura. Una scultura \u00e8 un segno nel tempo<\/i>.<br \/>\n\u2014 Sarah Sze<\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>Gagosian \u00e8 lieta di presentare una mostra di nuove opere dell\u2019artista americana Sarah Sze<\/strong>, la prima in Italia dopo le sue partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 2013 come rappresentante degli Stati Uniti e nel 2015 nella mostra principale.<\/p>\n<p>L\u2019arte di Sze utilizza vere e proprie strutture generative, nelle quali intricati sistemi di elementi uniscono costellazioni di immagini attraverso molteplici dimensioni e medium, dalla scultura alla pittura, al disegno, all\u2019incisione e alla video-installazione.<\/p>\n<p><strong>Operando su un\u2019inesauribile scorta di materiale tratto dalla vita quotidiana<\/strong>, Sze, nota per aver trasformato radicalmente le possibilit\u00e0 della scultura, <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">analizza l\u2019aspetto e la natura di tutto ci\u00f2 con cui viene a contatto e lavora per proteggerli, alterarli o ampli\ufb01carli.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>Allo stesso modo le sue immagini, selezionate tra innumerevoli fonti primarie e secondarie, <strong>mutano nel passaggio dallo schermo adattandosi ad ogni altra forma di supporto \ufb01sico, o semplicemente manifestandosi come luce.<\/strong><\/p>\n<p>Con una video installazione, l\u2019ultima della serie <i>Timekeeper<\/i> iniziata nel 2015, Sze <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">trasformer\u00e0 l\u2019ovale della galleria in una grande \u201clanterna magica\u201d,<\/span> un ambiente immersivo sospeso tra i mondi della scultura e del cinema<\/strong>.<\/p>\n<p>In queste indagini sull\u2019immagine in movimento, allo stesso tempo comunicative ed intime, Sze esplora <strong>tempo, spazio, distanza e costruzione del ricordo tramite un \ufb02usso ipnotico di immagini proiettate<\/strong>, sia personali che trovate.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Come una sorta di \u201cCaverna di Platone\u201d<\/span><\/strong> il nuovo lavoro<strong> confronta il visitatore da diversi punti di vista simultaneamente: immagini in movimento di persone, animali, scene e azioni accadono,<\/strong> baluginando ed orbitando casualmente, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>come avviene nel pensiero o nella vita stessa<\/strong><\/span>.<\/p>\n<p>La luce si materializzer\u00e0 anche<strong> tramite macchie di colore applicate direttamente dall\u2019artista sul pavimento<\/strong> come opera in situ: <strong>un trait d\u2019union tra l\u2019ovale oscurato trasformato in video gallery e lo spazio attiguo destinato ai dipinti realizzati di recente<\/strong>.<\/p>\n<p>In questa nuova serie di dipinti Sze ha adattato la sensibilit\u00e0 del suo linguaggio scultoreo alle caratteristiche del supporto piano del collage. Con delicati ma corposi strati di pittura, inchiostro, carta, stampe e oggetti, le tre dimensioni della scultura aderiscono alla bidimensionalit\u00e0 del collage.<\/p>\n<p>Qui il colore trae le sue energie sostanziali tanto dall\u2019essenza stessa delle immagini trovate quanto dalla pittura e dall\u2019inchiostro. <strong>Super\ufb01ci statiche, macchie e vortici cosmici emergono dal materiale d\u2019archivio e dal lavoro quotidiano dell\u2019artista<\/strong> nel suo studio in in\ufb01nite mutazioni visive che collidono e si sovrappongono in un\u2019abbondanza di dettagli.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">A novembre Sze presenter\u00e0 in galleria la sua prima scultura da esterno<\/span><\/strong>, un grande masso di pietra diviso a met\u00e0 come un geode. Su ciascuna super\ufb01cie un cielo al tramonto evoca le immagini presenti in alcune pietre cinesi gongshi e nei soggetti spirituali del Rinascimento.<\/p>\n<p><strong>Sarah Sze <span style=\"color: #ff00ff;\">\u00e8 nata a Boston nel 1969 e vive e lavora a New York<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Il suo lavoro \u00e8 incluso nelle seguenti collezioni: Museum of Modern Art, New York; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; San Francisco Museum of Modern Art; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; e Fondation Cartier pour l\u2019art contemporain, Parigi. Tra le recenti mostre personali si annoverano <i>Triple Point<\/i> , Padiglione USA, 55a Biennale di Venezia (2013, poi esposta al Bronx Museum of the Arts, New York, nel 2014); Fabric Workshop and Museum, Philadelphia (2013\u201314); 56a Biennale di Venezia (2015); 5a Triennale di Guangzhou, Cina (2015); <i>Sarah Sze<\/i> : <i>Timekeeper<\/i> , Rose Art Museum, Brandeis University, Waltham, MA (2016, poi in mostra al Copenhagen Contemporary, Danimarca, nel 2017); Triennale ARoS, Aarhus, Danimarca (2017); e <i>Centrifuge<\/i> , Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2017).<br \/>\nSze \u00e8 stata insignita del MacArthur Fellowship nel 2003 e del Radcliffe Fellowship nel 2005, e da quest\u2019anno \u00e8 membro dell\u2019American Academy of Arts and Letters. Le sue commissioni pubbliche includono <i>Still Life with Landscape (Model for a Habitat)<\/i> , Ekebergparken, Oslo (2011); e <i>Blueprint for a Landscape<\/i> , Metropolitan Transportation Authority, commissione per la metropolitana di New York (2016). Il 19 novembre 2018 un\u2019importante installazione, <i>Seamless<\/i>(1999), sar\u00e0 inaugurata alla Tate Modern, Londra.<\/p>\n<p><strong>In occasione della mostra di Sze da Gagosian Roma, la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospiter\u00e0 venerd\u00ec 12 ottobre alle ore 19:00 Sze in conversazione con il noto curatore e scrittore Okwui Enwezor.<\/strong><\/p>\n<p><strong> La conversazione si terr\u00e0 in inglese.<\/strong><\/p>\n<p>#SarahSze<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Foto di copertina<\/span><\/strong>: Occhio &#8211; lavoro d&#8217;arte di Grazia Seregni<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SARAH SZE 13 ottobre 2018 \u2013 12 gennaio 2019 Gagosian presenta una mostra di nuove opere dell\u2019artista americana Sarah Sz Inaugurazione: sabato 13 ottobre, 18:00<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":38264,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[15764],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61059"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61059"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61059\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61063,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61059\/revisions\/61063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}