{"id":62372,"date":"2018-11-04T19:56:31","date_gmt":"2018-11-04T18:56:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62372"},"modified":"2018-11-04T19:56:31","modified_gmt":"2018-11-04T18:56:31","slug":"iran-sanzioni-sul-petrolio-quali-conseguenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62372","title":{"rendered":"Iran &#8211; sanzioni sul petrolio &#8211; quali conseguenze ?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DA &#8211; <span style=\"color: #0000ff;\">ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 5 novembre entrer\u00e0 in vigore il secondo round di sanzioni USA<\/strong> verso l\u2019Iran, conseguenza della decisione dell\u2019amministrazione Trump di uscire dall\u2019accordo sul nucleare (Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA) che era stato raggiunto nel luglio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le sanzioni reintrodotte lo scorso agosto,<strong><span style=\"color: #0000ff;\"> \u00e8 ora la volta del round pi\u00f9 stringente,<\/span><\/strong> che riguarda soprattutto settore finanziario e dell\u2019energia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Quali ripercussioni sulle economie europee? <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Quali implicazioni per l\u2019Iran e per la regione?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VERSO L\u2019AUMENTO DEL PREZZO DEL PETROLIO ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 approccio statunitense rischia di avere implicazioni per il mercato globale dell\u2019energia, con un probabile aumento del prezzo del petrolio dovuto alla diminuzione dell\u2019offerta di greggio, a fronte di una domanda crescente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo l\u2019amministrazione Trump sembra intenzionata a concedere almeno nel breve termine alcune esenzioni (\u201cwaivers\u201d) ad alcuni paesi, che potranno dunque continuare a importare petrolio iraniano in quantit\u00e0 via via minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Lo shock petrolifero e il conseguente aumento del prezzo del petrolio sembrano dunque rimandati,<\/span><\/strong> cos\u00ec come l\u2019obiettivo di \u201cportare a zero\u201d le esportazioni di petrolio iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli otto paesi che godrebbero dei waivers \u2013 ma<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\"> la cui lista definitiva verr\u00e0 ufficializzata solo luned\u00ec<\/span> <\/strong><\/span>\u2013 ci sarebbero il Giappone, l\u2019India, la Corea del Sud, mentre la Cina sarebbe ancora in trattativa con il Tesoro USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A guidare la scelta di Trump sembra essere stato il timore di causare un innalzamento dei prezzi del petrolio<\/strong> proprio alla vigilia dell\u2019importante appuntamento elettorale di midterm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel medio-lungo termine, per\u00f2, <strong><span style=\"color: #0000ff;\">l\u2019obiettivo dell\u2019amministrazione USA rimane quello di bloccare il settore energetico iraniano e privare Teheran della maggiore entrata di bilancio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso del precedente embargo sul settore petrolifero iraniano (2012-2015), l\u2019amministrazione Obama aveva deciso di imporre una riduzione \u201csignificativa\u201d delle importazioni petrolifere dall\u2019Iran, non, come deciso dall\u2019amministrazione Trump, la riduzione \u201ctotale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Ci\u00f2 aveva permesso all\u2019Iran di continuare a esportare, seppur in misura minore<\/span><\/strong> rispetto al periodo pre-sanzioni: le esportazioni di greggio iraniano avevano subito un calo di circa il 40%, passando da 2,5 milioni di barili al giorno nel 2011 a 1,5 milioni di barili al giorno nel 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ulteriore elemento caratterizzante l\u2019embargo del periodo 2012-2015 \u00e8 che esso avvenne in un periodo di recessione o di bassa crescita per l\u2019Europa,<\/strong> segnato dunque da un calo della domanda europea di petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine, tale embargo fu caratterizzato da una sostanziale continuit\u00e0 delle esportazioni di petrolio iraniane verso i principali acquirenti, Cina e India.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Da parte dell\u2019amministrazione Trump vi \u00e8 invece un atteggiamento molto pi\u00f9 intransigente, che lascia presagire che gli Usa utilizzeranno tutti i mezzi a propria disposizione per raggiungere questo obiettivo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>A differenza che con Obama, dunque, le sanzioni non sembrano rappresentare pi\u00f9 uno strumento atto al raggiungimento di un obiettivo politico preciso<\/strong> <\/span>\u2013 Teheran si \u00e8 gi\u00e0 seduta al tavolo negoziale, l\u2019accordo \u00e8 gi\u00e0 stato concluso \u2013 ma semmai la componente principale di una strategia tesa a punire e isolare Teheran. L\u2019embargo, cos\u00ec come le altre sanzioni, rischia cos\u00ec di essere a tempo indeterminato, proprio perch\u00e9 non legato a un obiettivo politico preciso e misurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di questi elementi,<strong> \u00e8 possibile stimare una diminuzione delle esportazioni di petrolio iraniane pi\u00f9 significativa rispetto a quella del periodo 2012\u20132015.<\/strong> Recenti stime parlano di una contrazione di quasi 2 milioni di barili al giorno, ben superiore rispetto alla diminuzione di 1,2 milioni di barili al giorno provocata dalle sanzioni nel 2012\u20132015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto, si tratta di una <strong><span style=\"color: #0000ff;\">diminuzione che rischia di essere maggiormente percepita anche dal mercato internazionale, perch\u00e9 avviene in un periodo di crescita economica generalizzata e non pi\u00f9 con una recessione e un periodo di bassa crescita in Europa,<\/span><\/strong> dunque con una domanda di petrolio greggio superiore rispetto a quella del 2012\u20132015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene i principali paesi produttori, OPEC e non OPEC (Arabia Saudita, EAU, ma anche Russia) abbiano segnalato l\u2019intenzione di colmare le quote di mercato lasciate scoperte dall\u2019uscita dell\u2019Iran, e <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>in alcuni casi abbiano gi\u00e0 firmato contratti per i prossimi mesi, rimane in dubbio la reale capacit\u00e0 di questi paesi di aumentare la produzione per soddisfare l\u2019intera domanda globale,<\/strong> <\/span>e la sostenibilit\u00e0 nel tempo di questa opzione. In questo contesto, un aumento del prezzo del petrolio nei prossimi mesi appare un\u2019ipotesi sempre pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">L\u2019EUROPA PROVA A DIFENDERSI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova strategia statunitense di pressione su Teheran, che ha nelle sanzioni il proprio principale strumento, ha suscitato la condanna da parte dell\u2019Unione europea, cos\u00ec come di alcuni tra i principali stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Dallo scorso maggio l\u2019UE \u00e8 impegnata nella ricerca di soluzioni<\/span> <\/strong>che permettano alle proprie aziende di mantenere in essere i rapporti economici e commerciali con Teheran senza incorrere nelle misure punitive statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In agosto sono stati approvati l\u2019aggiornamento del Regolamento di blocco (Regolamento 2271\/96), che impedisce ai soggetti europei di adeguarsi alle sanzioni secondarie statunitensi, e l\u2019estensione del mandato della Banca europea per gli investimenti (BEI), alla quale \u00e8 stato accordato il potere di fornire garanzie sulle attivit\u00e0 finanziarie con l\u2019Iran, <strong><span style=\"color: #0000ff;\">in modo da sostenere gli investimenti europei \u2013<\/span><\/strong> soprattutto di piccole e medie imprese \u2013 nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si evidenzia in questo commentary, per\u00f2, in entrambi i casi <strong>si tratta di strumenti dall\u2019alto valore politico ma dalla scarsa utilit\u00e0 all\u2019atto pratico:<\/strong><span style=\"color: #0000ff;\"> essi rischiano di essere delle armi spuntate di fronte all\u2019intransigenza statunitense<\/span> nel non voler concedere agli alleati alcuno spazio di azione per continuare a fare affari con l\u2019Iran.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso settembre, a margine dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l\u2019Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza<strong> Federica Mogherini ha annunciato la creazione di uno \u201cSpecial Purpose Vehicle\u201d (SPV), ovvero un meccanismo legale in grado di supportare e processare i pagamenti da e verso l\u2019Iran, senza esporre le aziende europee al rischio delle ripercussioni statunitensi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019SPV dovrebbe rendere possibile processare i pagamenti relativi tanto alle importazioni quanto alle esportazioni iraniane, petrolio compreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meccanismo di funzionamento sarebbe quello della permuta:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>per esempio, l\u2019invio di petrolio iraniano a societ\u00e0 francesi, che permetterebbe a Teheran di accumulare credito da impiegare poi per pagare altre societ\u00e0 europee per beni importati in Iran<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">In questo modo, non vi sarebbe transito fisico di moneta n\u00e9 nel sistema finanziario SWIFT (che da novembre sar\u00e0 esposto al rischio di ripercussioni Usa) n\u00e9 in banche iraniane colpite da sanzioni.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completare la realizzazione dello strumento <strong>sono necessari ulteriori passaggi di carattere tecnico, che l\u2019Unione spera di concludere entro la fine dell\u2019anno,<\/strong> allo scopo di renderlo presto pienamente operativo. L\u2019utilizzo di tale strumento dovrebbe essere esteso anche a Russia e Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dei dubbi sull\u2019esatto funzionamento \u2013 che potranno essere fugati solamente una volta divenuto operativo \u2013<span style=\"color: #0000ff;\"> esistono dubbi circa il fatto che l\u2019SPV possa effettivamente essere al riparo dalla longa manus del Tesoro USA.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>esso sembra destinato a poter essere utilizzato solamente dalle piccole e medie imprese che non hanno esposizione verso il mercato statunitense.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso rappresenta dunque<span style=\"color: #0000ff;\"> uno strumento in grado potenzialmente di aggirare il nodo dei pagamenti da e verso Teheran, ma non sufficiente a tutelare le grandi compagnie<\/span> con esposizione verso il mercato statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, lo scenario che appare al momento pi\u00f9 probabile \u00e8 quello di una continuazione delle attivit\u00e0 delle piccole-medie imprese, ma di uno stop delle grandi compagnie, ovvero quegli attori che avrebbero potuto dare nuova linfa alla stremata economia iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">LE CONSEGUENZE PER L\u2019IRAN<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente la nuova strategia statunitense avr\u00e0 delle conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non \u00e8 altrettanto sicuro per\u00f2 che esse saranno quelle desiderate dall\u2019amministrazione Trump. Dietro alle dodici richieste che il dipartimento di Stato ha rivolto a Teheran \u2013 e che <strong>secondo Trump dovrebbero portare a un \u201ccambiamento nel comportamento\u201d iraniano<\/strong> \u2013 <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\">sembra esserci in realt\u00e0 l\u2019obiettivo di arrivare a un cambio di regime.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019amministrazione <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Trump sembra scommettere sulla pressione dal basso sul regime, che aumenter\u00e0 quando si intensificheranno le conseguenze negative sull\u2019economia iraniana<\/strong><\/span> della reintroduzione delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La situazione economica \u00e8 gi\u00e0 in netto peggioramento, e per i prossimi due anni le stime prevedono una recessione, accompagnata da un aumento dell\u2019inflazione e un\u2019ulteriore svalutazione del valore del rial.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, esistono molti dubbi circa il fatto che le sanzioni colpiscano il loro vero target, ovvero le Guardie della rivoluzione (IRGC) e le entit\u00e0 economiche ad esse legate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2017, il budget totale per difesa e sicurezza \u00e8 stato di 16 miliardi di dollari, di cui circa 8 miliardi per l\u2019IRGC, che pu\u00f2 contare anche sulle rendite derivanti da attivit\u00e0 economiche in diversi settori dell\u2019economia iraniana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di numeri molto elevati, e occorre ricordare che anche nel precedente periodo di sanzioni internazionali<strong> l\u2019IRGC \u00e8 stata in grado di sostenere le proprie attivit\u00e0 sui diversi scenari di guerra della regione: dal sostegno ad Assad in Siria al finanziamento delle milizie in Iraq, dal sostegno agli Houthi in Yemen (di cui non si conosce per\u00f2 la reale portata) a quello a Hezbollah in Libano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Colin H. Kahl su Foreign Affairs, <span style=\"color: #0000ff;\">l\u2019amministrazione Trump sembra ignorare il fatto che il successo delle operazioni iraniane all\u2019estero negli ultimi anni \u00e8 dovuto pi\u00f9 alle opportunit\u00e0 apertesi in seguito al dilagare del caos e dell\u2019instabilit\u00e0 regionale che non a ingenti risorse finanziarie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza contare il fatto che <strong>il ripristino delle sanzioni porter\u00e0 \u2013 come nel precedente periodo \u2013 allo sviluppo di forme di economia illegale, alimentando quel mercato nero di cui a beneficiare \u00e8 proprio l\u2019IRGC.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong><span style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\">Piuttosto, a subire le conseguenze delle sanzioni sar\u00e0 \u00a0soprattutto la popolazione. <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre agli evidenti effetti <strong>penalizzanti dell\u2019imminente aumento del costo della vita,<\/strong> si segnalano gi\u00e0 in questi mesi <strong>alcune difficolt\u00e0 nel mantenere aperti i canali per il commercio di beni umanitari.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene esistano delle esenzioni per i beni del settore medicale e altre categorie afferenti al commercio umanitario, si registra una riluttanza da parte delle banche europee a finanziare tali transazioni, soprattutto dopo che lo scorso 16 ottobre il dipartimento del Tesoro USA ha annunciato nuove sanzioni contro 20 aziende e istituzioni finanziarie iraniane tra cui la Parsian Bank, attraverso la quale transitava finora la maggior parte degli scambi con l\u2019UE, inclusi quelli in ambito umanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il netto peggioramento della situazione economica che si prepara nei prossimi mesi, unito allo svuotamento di significato dell\u2019accordo sul nucleare che potrebbe portare a un suo collasso, produrranno effetti anche sull\u2019amministrazione Rouhani.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 estremamente indebolito, il presidente difficilmente godr\u00e0 in questi rimanenti tre anni di mandato del capitale politico necessario a implementare quell\u2019agenda di cauta apertura e riforme per la quale era stato eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alle prossime elezioni presidenziali, nel 2021, a essere eletto potrebbe dunque essere un esponente della fazione ultraradicale,<\/strong> che gi\u00e0 in questi mesi <span style=\"color: #0000ff;\">sta incolpando l\u2019amministrazione Rouhani del peggioramento della situazione economica<\/span>, cercando dunque di sfruttare le azioni USA a proprio favore. Al contempo, per\u00f2, si segnala un inasprirsi della retorica, con un invito al rafforzamento delle forze di sicurezza e della propria proiezione regionale: tradotto, un maggiore sostegno alle attivit\u00e0 all\u2019estero dell\u2019IRGC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze della nuova politica USA di massima pressione sull\u2019Iran, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #0000ff; text-decoration: underline;\">dunque, rischiano di essere il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione<\/span> <\/span><\/strong>\u2013 nei confronti della quale tuttavia Trump continua a esprimere ostentatamente i propri sentimenti di vicinanza \u2013, l\u2019emarginazione della fazione politica dei \u201cmoderati\u201d riconducibile al presidente Rouhani e la riascesa degli ultraradicali, e il rafforzamento degli apparati di sicurezza, con l\u2019intensificazione delle operazioni militari all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Approfondimento ISPI per Parlamento e MAECI<br \/>\nL&#8217;uscita degli Usa dall\u2019accordo sul nucleare iraniano: implicazioni per l\u2019Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di<br \/>\nAnnalisa Perteghella, ISPI Research Fellow &#8211; Iran Desk<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\">ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milan<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA &#8211; ISPI \u2013 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Il 5 novembre entrer\u00e0 in vigore il secondo round di sanzioni USA verso l\u2019Iran,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":62375,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14,25,9411],"tags":[16061],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62372"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62376,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62372\/revisions\/62376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}