{"id":62545,"date":"2018-11-09T21:25:07","date_gmt":"2018-11-09T20:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62545"},"modified":"2018-11-10T20:48:52","modified_gmt":"2018-11-10T19:48:52","slug":"arte-a-milano-mudec-the-art-of-banksy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62545","title":{"rendered":"Arte a Milano &#8211; MUDEC &#8211; THE ART OF BANKSY"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=62561\" rel=\"attachment wp-att-62561\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-62561\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-BANKSY_savethedate_stampa_20_11.2018_ore12.00.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-BANKSY_savethedate_stampa_20_11.2018_ore12.00.jpg 450w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Arte-BANKSY_savethedate_stampa_20_11.2018_ore12.00-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">THE ART OF BANKSY<\/span><\/strong><br \/>\nA Visual Protest<br \/>\na cura di Gianni Mercurio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MUDEC<\/strong> &#8211; Museo delle Culture di Milano<br \/>\n<strong>21 novembre 2018 \u2013 14 aprile 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Banksy, artista e writer inglese la cui identit\u00e0 rimane tuttora <span style=\"color: #ff00ff;\">nascosta<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff00ff;\">,<\/span> \u00e8 considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue opere sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l&#8217;etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">L\u2019alone di mistero che, per scelta e per necessit\u00e0, si autoalimenta<\/span><\/strong> quando si parla della figura di Banksy lo fa diventare un vero e proprio mito dei nostri tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti pi\u00f9 amati dalle giovani generazioni.<br \/>\nSono gi\u00e0 state organizzate diverse mostre su Banksy presso gallerie d\u2019arte e spazi espositivi, ma mai un museo pubblico italiano ha ospitato finora una sua monografica (se si eccettua quella organizzata dall\u2019artista stesso, come al Bristol Museum nel 2009). Il MUDEC-Museo delle Culture di Milano per la prima volta ospita all\u2019interno delle sue sale una retrospettiva sull\u2019artista inglese.<br \/>\nSar\u00e0 una mostra non autorizzata dall\u2019artista, come tutte quelle a lui dedicate prima d\u2019ora, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cThe Art of Banksy. A visual protest\u201d, in mostra al MUDEC dal 21 novembre 2018, \u00e8 un progetto espositivo curato da Gianni Mercurio, che raccoglier\u00e0 circa 80 lavori tra dipinti, sculture, prints dell\u2019artista inglese, corredati di oggetti, fotografie e video, che racconteranno attraverso uno sguardo retrospettivo l\u2019opera e il pensiero di Banksy. Un percorso a suo modo accademico e insolito, ma coerente con la mission di un museo come il MUDEC, ovvero quella di fornire a ogni fascia di pubblico le chiavi di lettura per comprendere (e apprezzare) le culture del mondo e i grandi temi della contemporaneit\u00e0 attraverso tutte le arti visive, performative e sonore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne \u00e8 anche il produttore, la mostra The Art of Banksy. A Visual Protest, ideata da Madeinart, si articoler\u00e0 attraverso sezioni, che porteranno a una riflessione critica su quale sia (e quale potr\u00e0 essere) la collocazione di Banksy in un contesto pi\u00f9 generale della storia dell\u2019arte contemporanea.<br \/>\nLa mostra rientra inoltre nel pi\u00f9 ampio progetto scientifico concepito dal MUDEC \u201cGeografie del futuro\u201d, un racconto sul \u201csapere geografico\u201d inteso come rilevamento di territori e di culture e superamento dei confini, letto attraverso la lente di diverse discipline di studio.<br \/>\nIl Museo delle Culture rifletter\u00e0 insieme ai visitatori sul tema della disciplina geografia, cercando di capire quali tipi di \u201cgeografie\u201d definiranno i confini della nostra conoscenza del mondo nel futuro, in un mondo che riduce sempre pi\u00f9 gli spazi grazie alla tecnologia, e dove i luoghi e i non-luoghi da esplorare diventano sempre pi\u00f9 complessi e elusivi. In particolare, con Banksy la relazione con la geografia e il paesaggio si connotano di tratti assolutamente \u201csociali\u201d: la relazione con il paesaggio umano nel quale Banksy si esprime, spesso in zone di conflitto, dove anche la politica e le istituzioni faticano ad arrivare, l\u2019attitudine sperimentale, la teoria della \u201cpsicogeografia\u201d di matrice situazionista, secondo cui lo spazio di azione dell\u2019artista \u00e8 il territorio.<br \/>\nEcco perch\u00e9 The Art of Banksy. A Visual Protest, rientra come terza mostra \u2013 e nuova frontiera della geografia &#8211; nel progetto di \u201cGeografie del futuro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA MOSTRA<br \/>\nIn linea con i principi di fruizione delle opere dell\u2019artista non sono presenti in mostra suoi lavori sottratti illegittimamente da spazi pubblici, ma solo opere di collezionisti privati di provenienza certificata.<br \/>\nSi illustrano i \u201cmovimenti\u201d che hanno utilizzato una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un\u2019attitudine all\u2019azione, a cui Banksy fa riferimento esplicitamente per modalit\u00e0 espressive: dal movimento situazionista degli anni \u201950 e \u201960, con il quale Banksy condivide l\u2019attitudine sperimentale e l\u2019attenzione sulle realt\u00e0 urbane, alle forme di comunicazione ideate e praticate dall\u2019Atelier Populaire, il collettivo di studenti che nel maggio del 1968 diffuse attraverso centinaia di manifesti i temi della protesta sui muri di Parigi; fino ad arrivare ai lavori dei writers e dei graffitisti di New York degli anni \u201970 e \u201980, multiculturali e illegali per vocazione e dal forte senso di appartenenza comunitaria. Come gli street artists della sua generazione Banksy accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, spostando il messaggio dalla forma al contenuto.<br \/>\nQuesti aspetti emergeranno come fondanti dell\u2019arte di Banksy nel corpus di opere presentate in mostra, che saranno suddivise per generi e temi, come ad esempio l\u2019idea e la pratica della serialit\u00e0 e della riproducibilit\u00e0 dei lavori riferiti a Warhol (tra i quali i ritratti di Kate Moss o le serie \u201cTesco\u201d, in cui utilizza il marchio della grande catena di distribuzione britannica alla maniera di Campbell\u2019s Soup) o del d\u00e9tournement, in cui Banksy interviene su copie di opere esistenti e spesso universalmente conosciute, con l\u2019inserimento per\u00f2 di alcuni elementi stranianti che ne modificano il significato.<br \/>\nAttraverso la lettura dei lavori saranno quindi illustrate le strategie, il senso e gli obiettivi dei suoi messaggi e la sua cifra stilistica, data dalla tecnica dello stencil, affinata da Banksy con il duplice scopo di poter eseguire i lavori illegali con una notevole velocit\u00e0 e allo stesso tempo renderli pi\u00f9 elaborati.<br \/>\nUna speciale sezione video racconter\u00e0 al pubblico i murales che Banksy ha realizzato in diversi luoghi del mondo, tuttora esistenti o scomparsi, evidenziando cos\u00ec quanto il Genius loci sia un aspetto fondamentale nel suo lavoro: molti lavori nascono infatti anche semplicemente in funzione dei e per i luoghi in cui sono realizzati.<br \/>\nIl messaggio di Banksy e la sua arte si manifestano come un\u2019esplicita e mordace provocazione nei confronti dell\u2019arroganza dell\u2019establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo.<br \/>\nCome ha spiegato Shepard Fairey, famoso street artist americano: \u201cle sue opere sono piene di immagini metaforiche che trascendono le barriere linguistiche. Le immagini sono divertenti e brillanti, eppure talmente semplici e accessibili: anche se i bambini di sei anni non hanno la minima idea di che cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra quando vedono la Monna Lisa che impugna un lanciafiamme.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u201cThe Art of Banksy. A Visual Protest\u201d sar\u00e0 visitabile fino al 14 aprile 2019.<\/p>\n<p>INFO UTILI:<br \/>\nSEDE ESPOSITIVA e DATE MUDEC \u2013 Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)<br \/>\n21\/11\/2018 \u2013 14\/04\/2019<br \/>\nINFORMAZIONI 02\/88.46.37.24<br \/>\nwww.mudec.it<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"><span style=\"color: #000000;\">BIGLIETTI Intero<\/span> \u20ac 14,00<\/span><\/strong> | Ridotto \u20ac 12,00<br \/>\nINFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>THE ART OF BANKSY A Visual Protest a cura di Gianni Mercurio MUDEC &#8211; Museo delle Culture di Milano 21 novembre 2018 \u2013 14 aprile<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":62558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1916,15],"tags":[16106],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62545"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62545"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62563,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62545\/revisions\/62563"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}