{"id":62556,"date":"2018-11-09T21:29:59","date_gmt":"2018-11-09T20:29:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62556"},"modified":"2018-11-10T20:48:56","modified_gmt":"2018-11-10T19:48:56","slug":"investire-in-cybersecurity-una-priorita-di-sicurezza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62556","title":{"rendered":"Investire in cybersecurity &#8211; una priorit\u00e0 di sicurezza nazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internet \u00e8 oggi un&#8217;arena in cui gli Stati perseguono i loro interessi &#8211; proiettano la loro potenza e <span style=\"color: #ff0000;\">si preparano ai futuri conflitti<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Da:\u00a0<strong>ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un Paese come l\u2019Italia, che fa dell\u2019innovazione la pietra angolare della propria crescita, e per la quale il furto del know-how scientifico, tecnologico ed aziendale comporta un danno diretto e grave alla capacit\u00e0 di rimanere competitivi nei mercati internazionali, anche<strong><span style=\"color: #ff0000;\"> il danno che pu\u00f2 derivare da attori non-statali e criminali informatici \u00e8 incalcolabile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Paese nel suo complesso \u2013 e ciascuno per la sua parte \u2013 \u00e8 chiamato a concorrere alla messa in opera di un piano straordinario di investimenti strategici per la sicurezza cibernetica, non solo economici, ma anche sociali e progettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con questo quinto dossier dell\u2019Osservatorio di ISPI sulla cybersecurity proviamo a darne conto, cercando, come di consueto, di presentare il tema da diverse angolature.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Investire in cybersecurity<br \/>\nFabio Rugge<br \/>\nISPI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i vincoli di bilancio della nostra<strong>\u00a0manovra economica\u00a0<\/strong>occupano le prime pagine dei media nazionali ed europei, attirare l\u2019attenzione sul tema degli\u00a0<strong>i<span style=\"color: #ff00ff;\">nvestimenti pubblici e privati nel settore della cybersecurity\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">pu\u00f2 forse apparire un esercizio di stile<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema \u00e8 invece di<strong><span style=\"color: #ff00ff;\"> drammatica attualit\u00e0<\/span><\/strong>, e va affrontato con urgenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Magari scoprendo, alla fine, che adottare oggi un lungimirante piano d\u2019investimenti pu\u00f2\u00a0<strong>metterci al riparo da danni ben pi\u00f9 significativi\u00a0<\/strong>nel medio-lungo periodo, e che abbiamo tutte le capacit\u00e0 e le energie per fare della sicurezza cibernetica una straordinaria opportunit\u00e0 di crescita per l\u2019Italia nel mondo. A patto, certamente, di saper e voler cogliere la complessit\u00e0 della sfida che abbiamo dinnanzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spazio cibernetico \u00e8 divenuto troppo<strong>\u00a0rilevante per la sicurezza nazionale\u00a0<\/strong>per non essere anche l\u2019arena nella quale questi interessi collidono tra loro. Su internet prosegue l\u2019eterna\u00a0<strong>competizione tra gli stati<\/strong>, con la particolarit\u00e0 che il dominio cibernetico \u00e8 caratterizzato da un conflitto guerreggiato senza sosta e da una rilevante ambiguit\u00e0 quanto alla reale natura degli attori (che spesso possono anche essere non-statali), alle loro motivazioni ed alle reali finalit\u00e0 perseguite con gli attacchi \u2013 e dunque il<strong>\u00a0rischio che la situazione \u201csfugga di mano\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 concreto<\/strong>. La natura asimmetrica dello spazio cibernetico, in cui l\u2019attacco pu\u00f2 essere fatto anonimamente e costa molto meno che difendere, assieme all\u2019efficacia operativa delle campagne cibernetiche resa possibile dalla pervasivit\u00e0 dei sistemi ICT, fanno ritenere che internet si confermer\u00e0, nei prossimi anni,\u00a0<strong>un dominio in cui gli stati sono chiamati a proteggersi<\/strong>, anche militarmente, da sempre pi\u00f9 rilevanti potenziali minacce alla propria sicurezza nazionale. Il che, a sua volta, implicher\u00e0 in misura crescente la necessit\u00e0 di potenziare le difese a protezione delle reti pi\u00f9 sensibili, quali ad esempio quelle che sostengono le\u00a0<strong>infrastrutture critiche<\/strong>, che sono per la pi\u00f9 gran parte in mano ai privati. Si tratta dunque di una sfida organizzativa enorme, specie considerando il fatto che le\u00a0<strong>opinioni pubbliche occidentali sono oramai poco inclini a considerare la sicurezza internazionale una priorit\u00e0<\/strong>, ritenendola questione lontana. E ci\u00f2 nonostante gli impegni internazionali che pure abbiamo sottoscritto nelle sedi che pi\u00f9 ci sono care, come, ad esempio, durante il Vertice NATO di Varsavia del luglio 2016, dove, con il\u00a0<em>Cyber Defence Pledge<\/em>, abbiamo assicurato che renderemo la sicurezza cibernetica nazionale una priorit\u00e0, anche in termini di investimenti. Sono impegni che vanno oltre l\u2019usuale enfasi dei Vertici, rispondendo piuttosto a un imperativo di ordine operativo:<strong>\u00a0la sicurezza cibernetica<\/strong>, data la natura interconnessa delle reti e dei sistemi,\u00a0<strong>\u00e8 una catena forte tanto quanto i suoi anelli pi\u00f9 deboli\u00a0<\/strong>(che, peraltro, sono di norma i primi ad essere attaccati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 recentemente, al vertice NATO dello scorso luglio, il\u00a0<strong>Ministro della Difesa Elisabetta Trenta\u00a0<\/strong>ha proposto\u00a0che <strong>gli\u00a0investimenti per assicurare la resilienza cibernetica\u00a0<\/strong>a livello nazionale siano ricompresi nel 2% del PIL che gli Alleati hanno deciso di riservare alle spese per la difesa. Nell\u2019audizione alle Commissioni congiunte di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo Dicastero, poi, il Ministro Trenta ha confermato che la resilienza rappresenta una delle due priorit\u00e0 che informeranno l\u2019azione del suo Dicastero, l\u2019altra essendo il perseguimento di capacit\u00e0 duali, ossia di soluzioni che, pur ancorate alle competenze istituzionali e alle capacit\u00e0 operative proprie della Difesa, consentono<strong>\u00a0ricadute positive sul Paese da un punto di vista tecnologico, industriale\u00a0<\/strong>e, pi\u00f9 in generale, di <strong>sicurezza\u00a0nazionale<\/strong>. La proposta italiana parte da una constatazione incontrovertibile: cos\u00ec come evolve la minaccia alla nostra sicurezza nazionale ed evolvono le nostre dottrine e capacit\u00e0 per farvi fronte, nello stesso senso \u00e8 ragionevole riflettere su come sia opportuno\u00a0<strong>valorizzare meglio il ruolo che gli investimenti pubblici<\/strong>, magari assieme ad oculate politiche di sostegno agli investimenti privati, nella misura in cui essi contribuiscono ad innalzare la resilienza del Paese e, di riflesso, la nostra capacit\u00e0 di essere membri attivi (piuttosto che\u00a0<em>weakest links)<\/em>dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la sicurezza cibernetica non \u00e8 solo un\u2019essenziale dimensione dei futuri conflitti internazionali ed una delle componenti principali della supremazia tecnologica \u2013 che pure rappresenta forse uno dei fattori che pi\u00f9 abilitano la sovranit\u00e0 nel XXI secolo.\u00a0<strong>La minaccia cibernetica agisce anche al di l\u00e0 del classico scontro di potenza internazionale\u00a0<\/strong>e ha lo stesso effetto, osservava il Presidente dell\u2019ISPI, Amb. Giampiero Massolo, del monossido di carbonio:\u00a0<strong>non la si percepisce ma esiste, e porta ad inesorabile asfissia.<\/strong> Lo si comprende bene se si osserva quanto tempo \u00e8 necessario perch\u00e9 le aziende rilevino (magari grazie al supporto delle preposte autorit\u00e0) un attacco ai loro sistemi ICT. Sebbene essi si siano significativamente accorciati negli ultimi anni<sup><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/investire-cybersecurity-21604#nota\">1<\/a><\/sup>, rimane il fatto che virtualmente tutti questi incidenti informatici hanno offerto all\u2019attaccante il tempo necessario per esfiltrare dalle reti aziendali ogni dato potenzialmente sensibile. Anche senza dover attendere una \u201cCaporetto 2.0\u201d o un \u201c11 settembre cibernetico\u201d, occorre quindi, da subito,<strong>\u00a0porre attenzione a quanto gi\u00e0 accade nel tessuto produttivo italiano.<\/strong> Ne fa stato da anni, del resto, la Relazione annuale al Parlamento del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, come pure non mancano le continue azioni di sensibilizzazione che provengo dalla Polizia Postale, dal mondo dell\u2019associazionismo e da quello della ricerca. Per un Paese come<strong>\u00a0l\u2019Italia,\u00a0che fa dell\u2019innovazione la pietra angolare della propria crescita<\/strong>,\u00a0e per la quale il furto del\u00a0<em>know-how\u00a0<\/em>scientifico, tecnologico ed aziendale comporta un danno diretto e grave alla capacit\u00e0 di rimanere competitivi nei mercati internazionali, il danno potenziale \u00e8 incalcolabile. Specie se si considera che le\u00a0<strong>piccole-medie imprese,<\/strong> vera spina dorsale della nostra economia e dove pure risiede il 30% circa degli investimenti nazionali in ricerca e sviluppo<sup><a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/investire-cybersecurity-21604#nota2\">2<\/a><\/sup>, sono troppo spesso\u00a0<strong>poco consapevoli dell\u2019effettivo valore dei dati da esse gestiti e della reale minaccia\u00a0<\/strong>spionistica che incombe su di loro da oltre frontiera (sebbene, magari, al soldo del\u00a0<em>competitor<\/em>\u00a0che ha gli stabilimenti produttivi di rimpetto), oppure ritengono troppo caro l\u2019accedere a servizi di cybersecurity affidabili. Lo spiega bene Alberto Tripi nel suo contributo, quando ricorda che ben l\u201980% degli investimenti privati in Italia nel settore della sicurezza cibernetica avviene in seno alle grandi aziende. Le previsioni in materia di sicurezza cibernetica introdotte con la direttiva<strong>\u00a0NIS e con il regolamento GDPR rappresentano importanti stimoli\u00a0<\/strong>per indurre anche le medio-piccole aziende a porre attenzione alla protezione delle loro reti e dei dati che esse custodiscono, ma certamente non possiamo attenderci che la semplice istituzione di quadri regolamentari e l\u2019associato rischio di sanzioni siano da soli sufficienti a proporzionare le difese del sistema Paese alla gravit\u00e0 della minaccia. N\u00e9 \u00e8 verosimile auspicare che le PMI italiane possano essere capillarmente protette in modo permanente da un \u201cperimetro nazionale\u201d che nello spazio cibernetico, semplicemente, non pu\u00f2 esistere, nonostante i migliori sforzi dei nostri Servizi d\u2019intelligence e l\u2019azione repressiva della pur efficientissima Polizia Postale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche dall\u2019angolo visuale degli<strong> interessi privati<\/strong> in gioco, dunque, la sfida dinnanzi a noi \u00e8 enorme. Ed \u00e8 innanzitutto culturale, perch\u00e9 a mutare deve essere, in primo luogo, il modo in cui in azienda si pensa alla protezione delle reti e dei sistemi ICT, dimostrandosi all\u2019altezza della rivoluzione organizzativa in atto: non possono esservi scuse per il management che fallisca <strong>nel\u00a0promuovere,<em> top-down<\/em>, il necessario cambiamento su questi temi.\u00a0<\/strong>Il vertice aziendale deve attestarsi quale centro di comando e controllo delle reti aziendali e delle informazioni strategiche, oltre che il primario custode della riservatezza delle comunicazioni ed il responsabile dell\u2019integrit\u00e0 dei sistemi ICT. Una nuova sensibilit\u00e0 \u00e8\u00a0<strong>necessaria anche nelle politiche del personale,<\/strong> e non solo nel senso che \u00e8 necessario diffondere, a tutti i livelli, consapevolezza circa la minaccia cibernetica, oltre che a promuovere la scrupolosa aderenza alle\u00a0<em>policies<\/em> di sicurezza aziendali (<em>cyber hygiene &amp; compliancy<\/em>). Pi\u00f9 critico \u2013 e difficile \u2013 appare infatti far s\u00ec che\u00a0alle figure pi\u00f9 direttamente coinvolte con la sicurezza cibernetica venga riconosciuto un ruolo adeguatoal rilievo che esse assumono, nel nuovo contesto di sicurezza, per la vita dell\u2019azienda, e venga riservato un canale di comunicazione diretto con il vertice aziendale, rendendo cos\u00ec possibile anche un sostanziale<em>\u00a0reverse-mentoring<\/em>, che non pu\u00f2 prescindere dall\u2019avvio di un diverso approccio, in azienda, alla gestione dei\u00a0<strong>rapporti inter-generazionali<\/strong>. Si tratta di un aspetto critico, perch\u00e9 il<em>\u00a0brain drain<\/em> nel settore della cybersecurity ha raggiunto una soglia allarmante, visto che,\u00a0<strong>a fronte di una domanda di esperti in cybersecurity in assoluta esplosione, i brillantissimi giovani che riusciamo a formare lasciano troppo spesso il Paese<\/strong> perch\u00e9 attratti da salari certamente pi\u00f9 alti, oltre che da responsabilit\u00e0 e status decisamente pi\u00f9 rilevanti.\u00a0Ed \u00e8 infine imperativo fare squadra, perch\u00e9 questa \u00e8 l\u2019unica strategia sensata in uno scenario strategico asimmetrico quale quello cibernetico, dove diventa fondamentale ragionare in una logica di sistema, e dove occorre quindi imparare che il mio\u00a0<em>competitor<\/em> sul mercato pu\u00f2 e deve anche essere il mio alleato nell\u2019<em>early warning<\/em>, nell\u2019<em>info-sharing\u00a0<\/em>e nella gestione delle emergenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far tutto questo, il Paese nel suo complesso \u2013 e ciascuno per la sua parte \u2013 \u00e8 chiamato a concorrere alla messa in opera di un<strong>\u00a0piano straordinario di investimenti strategici\u00a0<\/strong>per la sicurezza cibernetica, non solo economici, ma anche \u2013 e, forse, primariamente \u2013 sociali e progettuali. Con questo\u00a0<strong>quinto dossier\u00a0<\/strong>dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/ricerca\/cybersecurity\">Osservatorio sulla Cybersecurity dell\u2019ISPI<\/a>\u00a0proviamo a darne conto,\u00a0cercando, come di consueto, di presentare il tema da diverse prospettive, quali quelle relative agli investimenti sia pubblici (nel settore della difesa e della sicurezza nazionale, ma anche a sostegno della\u00a0<em>digital economy<\/em>\u00a0e degli investimenti privati) sia di aziende grandi e medio-piccole, di quelli a specifica protezione delle infrastrutture critiche nazionali o piuttosto a beneficio (magari secondo una logica di\u00a0<em>dual-use<\/em>) dell\u2019intero sistema Paese, degli investimenti (ancora: non solo economici) nella formazione e nelle politiche nazionali di\u00a0<em>retention<\/em>\u00a0dei talenti. Il tema della\u00a0<strong>sicurezza cibernetica interseca trasversalmente praticamente tutti gli ambiti\u00a0<\/strong>della vita civile, politica, strategico-militare ed economica, e va affrontato dunque secondo una logica olistica e centripeta. Riuscire ad imprimere questa logica rappresenta una sfida il cui esito definir\u00e0 nel profondo il futuro del nostro sistema Paese.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><span lang=\"en-US\" xml:lang=\"en-US\"><a id=\"nota\" name=\"nota\"><\/a>1. Secondo uno studio di PWC,<\/span>circa l\u201989%\u00a0delle aziende ritiene che i propri team di sicurezza interna siano riusciti a rilevare le violazioni nel giro di\u00a0un mese, mentre lo scorso anno questa tempistica \u00e8 stata raggiunta solo dal\u00a032%. Quest\u2019anno, il\u00a055%\u00a0delle aziende ha impiegato una settimana o addirittura meno per individuare una violazione, rispetto al\u00a010%\u00a0del 2017.<\/p>\n<p><a id=\"nota2\" name=\"nota2\"><\/a>2. Dati Istat 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">:::::::::::::::::::::::<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difesa, investimenti \u2028e cyber-resilienza<br \/>\nPietro Batacchi<br \/>\nRivista Italiana Difesa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VEDI AL LINK:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/difesa-investimenti-e-cyber-resilienza-21592\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/difesa-investimenti-e-cyber-resilienza-21592<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dual use: un concetto chiave per la difesa<br \/>\nCristina Leone e Annamaria Raviola<br \/>\nLeonardo<\/p>\n<p>VEDI AL LINK:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/il-dual-use-un-concetto-chiave-la-difesa-nel-sistema-paese-21593\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/il-dual-use-un-concetto-chiave-la-difesa-nel-sistema-paese-21593<\/a><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cyber readiness e investimenti: cosa fanno gli altri?<br \/>\nFrancesca Spidalieri, Salve Regina University<br \/>\nFrancesca Voce, Universit\u00e0 di Firenze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VEDI AL LINK\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/cyber-readiness-come-e-quanto-investono-gli-altri-21595\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/cyber-readiness-come-e-quanto-investono-gli-altri-21595<\/a><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblica amministrazione e cyber: il piano AgID<br \/>\nCorrado Giustozzi<br \/>\nAgenzia per l\u2019Italia Digitale<\/p>\n<p>VEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/il-piano-triennale-dellagid-la-pubblica-amministrazione-21596\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/il-piano-triennale-dellagid-la-pubblica-amministrazione-21596<\/a><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cyber e defiscalizzazioni: cosa si pu\u00f2 fare?<br \/>\nAlberto Tripi<br \/>\nConfindustria Digitale e Almaviva<\/p>\n<p>VEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/investimenti-cybersecurity-e-defiscalizzazioni-cosa-si-puo-fare-21597\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/investimenti-cybersecurity-e-defiscalizzazioni-cosa-si-puo-fare-21597<\/a><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza cibernetica nelle aziende private<br \/>\nFabio Guasconi e Luciano Quartarone<br \/>\nEuropean Digital SME Association<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/la-sicurezza-delle-informazioni-nelle-aziende-private-21598\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/la-sicurezza-delle-informazioni-nelle-aziende-private-21598<\/a><\/p>\n<p>::::::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infrastrutture critiche: ecco come proteggerle<br \/>\nLuisa Franchina<br \/>\nAIIC<\/p>\n<p>VEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/infrastrutture-critiche-cosa-serve-proteggerle-21599\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/infrastrutture-critiche-cosa-serve-proteggerle-21599<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Investimenti in cyber: \u2028il ruolo dell\u2019UE<br \/>\nSamuele Dominioni<br \/>\nISPI<br \/>\nVEDI AL LINK:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/lunione-europea-e-gli-investimenti-cybersecurity-le-aziende-21600\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/lunione-europea-e-gli-investimenti-cybersecurity-le-aziende-21600<\/a><\/p>\n<p>:::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cybersecurity e \u2028spese NATO<br \/>\nAgnese Sollero<br \/>\nNATO<br \/>\nVEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/nato-e-spese-ambito-cibernetico-tra-resilienza-e-difesa-21602\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/nato-e-spese-ambito-cibernetico-tra-resilienza-e-difesa-21602<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">::::::::::::::::::::::::::::<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 investire nel capitale umano<br \/>\nMichele Colajanni<br \/>\nUNIMORE<\/p>\n<p>VEDI AL LINK :\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/perche-e-come-investire-nel-capitale-umano-ambito-cyber-21603\">https:\/\/www.ispionline.it\/it\/pubblicazione\/perche-e-come-investire-nel-capitale-umano-ambito-cyber-21603<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di:<br \/>\nFabio Rugge, Head &#8211; ISPI Centre on Cybersecurity<br \/>\nSamuele Dominioni, Research Fellow &#8211; ISPI Centre on Cybersecurity<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ISPI &#8211; Istituto per gli Studi di Politica Internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Via Clerici, 5 &#8211; 20121 Milano<br \/>\nTel.: +39 (0)2 86 33 13 1<br \/>\nFax: +39 (0)2 86 92 055<br \/>\nispi.segreteria@ispionline.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Internet \u00e8 oggi un&#8217;arena in cui gli Stati perseguono i loro interessi &#8211; proiettano la loro potenza e si preparano ai futuri conflitti Da:\u00a0ISPI &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":62562,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9411],"tags":[16107],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62556"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62556"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62556\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62560,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62556\/revisions\/62560"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/62562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}