{"id":62687,"date":"2018-11-13T21:15:10","date_gmt":"2018-11-13T20:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62687"},"modified":"2018-11-14T19:57:11","modified_gmt":"2018-11-14T18:57:11","slug":"arte-a-mantova-palazzo-te-tiziano-e-gherhard-richter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?p=62687","title":{"rendered":"Arte a Mantova &#8211; Palazzo Te &#8211; Tiziano e Gherhard Richter"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<figure id=\"attachment_62697\" aria-describedby=\"caption-attachment-62697\" style=\"width: 672px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=62697\" rel=\"attachment wp-att-62697\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-62697\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-672-Tiziano-Vecellio_Annunciazione_1540ca_Venezia-Scuola-Grande-Arciconfraternita-di-San-Rocco.jpg\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-672-Tiziano-Vecellio_Annunciazione_1540ca_Venezia-Scuola-Grande-Arciconfraternita-di-San-Rocco.jpg 672w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-672-Tiziano-Vecellio_Annunciazione_1540ca_Venezia-Scuola-Grande-Arciconfraternita-di-San-Rocco-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-672-Tiziano-Vecellio_Annunciazione_1540ca_Venezia-Scuola-Grande-Arciconfraternita-di-San-Rocco-542x300.jpg 542w\" sizes=\"(max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-62697\" class=\"wp-caption-text\">Tiziano Vecellio_Annunciazione_1540ca_Venezia-Scuola-Grande-Arciconfraternita-di-San-Rocco particolare\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_62695\" aria-describedby=\"caption-attachment-62695\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=62695\" rel=\"attachment wp-att-62695\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-62695\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/arte-500-Gerhard-Richter_Opera-astratta_2015_.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/arte-500-Gerhard-Richter_Opera-astratta_2015_.jpg 500w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/arte-500-Gerhard-Richter_Opera-astratta_2015_-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/arte-500-Gerhard-Richter_Opera-astratta_2015_-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-62695\" class=\"wp-caption-text\">Gerhard-Richter_Opera-astratta_2015<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_62694\" aria-describedby=\"caption-attachment-62694\" style=\"width: 400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/?attachment_id=62694\" rel=\"attachment wp-att-62694\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-62694\" src=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-400-Tiziano_Annunciazione_1557ca_Capodimonte_ph.L.Romano.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-400-Tiziano_Annunciazione_1557ca_Capodimonte_ph.L.Romano.jpg 400w, https:\/\/www.donnecultura.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/ARTE-400-Tiziano_Annunciazione_1557ca_Capodimonte_ph.L.Romano-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-62694\" class=\"wp-caption-text\">Tiziano_Annunciazione_1557ca_Capodimonte_ph.L.Romano<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">\u201cTiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Palazzo Te a Mantova <\/strong><\/p>\n<p><strong>dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gerhard Richter risponde, ancora una volta, all\u2019Annunciazione di Tiziano<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Due capolavori di Tiziano: l\u2019Annunciazione di S. Rocco e quella conservata al Museo Nazionale di Capodimonte<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Una mostra capace di pi\u00f9 voci, in cui Richter si racconta, in cui due Annunciazioni di Tiziano sono presentate con alcuni lavori preparatori &#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il grande pittore tedesco, uno dei pi\u00f9 rilevanti protagonisti della scena contemporanea,<\/strong> ha deciso di <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">offrire una rielaborazione<\/span> del suo rapporto con la pittura di Tiziano e con il tema dell\u2019Annunciazione i<\/strong>n una mostra concisa e preziosa \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cTiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra\u201d<\/strong>, a cura di <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Helmut Friedel, Marsel Grosso e Giovanni Iovane<\/strong> <\/span>\u2013 allestita a <strong>Palazzo Te a Mantova dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Era il 1972 quando<\/span><\/strong>, durante una visita alla <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Scuola Grande di San Rocco a Venezia<\/span>, Richter riconosce in Tiziano una qualit\u00e0 \u201cche rende arte un\u2019opera d\u2019arte\u201d, e decide di copiare il quadro veneziano<\/strong>. Da allora il dialogo con l\u2019antico maestro cadorino resta come un\u2019ispirazione e un\u2019intonazione di fondo del lavoro di Richter, che periodicamente sente il bisogno di tornare su questa segreta fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Palazzo Te, grazie al lavoro dei curatori, ha proposto al grande artista tedesco di raccontare questo dialogo intimo e di lungo corso, proprio a partire da <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>due capolavori di Tiziano: l\u2019Annunciazione di S. Rocco e quella conservata al Museo Nazionale di Capodimonte.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gerhard Richter ha risposto con generosit\u00e0 e personalmente a questa proposta, elaborando un percorso di <strong>17 opere, direttamente uscite dal suo studio,<\/strong> con le quali, con delicatezza e per allusioni, racconta una storia, tutta giocata sul segreto della visione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Palazzo Te ha cos\u00ec il privilegio di ospitare <strong>una mostra capace di pi\u00f9 voci, in cui Richter si racconta, in cui due Annunciazioni di Tiziano sono presentate con alcuni lavori preparatori,<\/strong> in cui l\u2019architetto Piero Lissoni, con Lissoni Associati e Graphx, ha curato l\u2019allestimento e il progetto grafico per accompagnare questo incontro tra due artisti simbolo del proprio momento storico e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema stesso dell\u2019annunciazione e del femminile viene ripensato nella sua capacit\u00e0 di mediare \u201cil cielo e la terra\u201d nel lavoro di artisti cos\u00ec importanti e cos\u00ec distanti nel tempo; l\u2019arte, la grande arte, \u00e8 sempre contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">La mostra \u201cTiziano\/Gerhard Richter. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Cielo sulla Terra\u201d racconta l\u2019incontro con il tema misterioso dell\u2019annuncio,<\/strong> che si riverbera sia <strong>in un ciclo di dipinti ad esso dedicati, sia nei modi in cui Richter rappresenta la presenza femminile nella sua vita d\u2019artista<\/strong> (Betty, 2013, ed Ella, 2007\/2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una storia che illustra<strong> il pensiero e la pratica del colore, la reciproca trascendenza, le connessioni tra i colori nella loro diversit\u00e0 e, forse, anche la trasparenza della visione nel rapporto con un \u201coltre\u201d misterioso<\/strong>; una riflessione sul senso della pittura che accomuna Tiziano e Richter. A questa istanza \u00e8 dedicata l\u2019ultima sala, nella quale Richter ha voluto presentare un suo specchio rosso, del colore della veste della vergine di Tiziano, a testimonianza di un riverbero che attraversa il tempo e custodisce segreti.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Questo evento, unico e prezioso, ha mosso anche altre istituzioni della citt\u00e0 di Mantova e cos\u00ec il Museo Diocesano \u201cFrancesco Gonzaga\u201d <\/span><strong style=\"font-size: 1.0625rem;\">ha deciso di presentare una raccolta delle Annunciazioni in prestito dalle collezioni della citt\u00e0<\/strong><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">, mentre la Diocesi di Mantova propone un percorso cittadino per ammirare le Annunciazioni delle principali chiese.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Importanti intellettuali hanno poi risposto a questa occasione:<\/p>\n<p>Giulio Busi, Annarosa Buttarelli, Claudia Cieri Via <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">hanno accettato di scrivere per il catalogo edito da Corraini.<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 36\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>SCHEDA INFORMATIVA<\/strong><\/p>\n<p>TITOLO<br \/>\nTiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra<\/p>\n<p>SEDE<br \/>\nPalazzo Te<br \/>\nViale Te 13, Mantova<\/p>\n<p>DATE<br \/>\n7 ottobre 2018 &#8211; 6 gennaio 2019<\/p>\n<p>INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI T + 39 041 2719013 www.fondazionepalazzote.it www.vivaticket.it<\/p>\n<p>ORARI<br \/>\nFino a sabato 27 ottobre 2018:<br \/>\nluned\u00ec h 13.00 &#8211; 19.30<br \/>\nda marted\u00ec a domenica h 9.00 &#8211; 19.30 (chiusura biglietteria h 18.30)<br \/>\nA partire da domenica 28 ottobre 2018: luned\u00ec h 13.00 &#8211; 18.30<br \/>\nda marted\u00ec a domenica h 9.00 &#8211; 18.30 (chiusura biglietteria h 17.30)<\/p>\n<p>INGRESSO<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">INTERO 12,00<\/span><\/strong><br \/>\nRIDOTTO 8,00<br \/>\n(visitatori oltre i 65 anni, gruppi di minimo 20 persone, soci TCI, soci FAI, cittadini residenti a Mantova, possessori di: biglietto d\u2019ingresso al Vittoriale degli Italiani, biglietto\/abbonamento Torino Piemonte, tessera Legacoop Lombardia, tessera soci ACI, tessera Mantova Outlet Village, biglietto Trenord)<br \/>\nRIDOTTO SPECIALE 4,00<br \/>\n(visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari)<\/p>\n<p>OMAGGIO<br \/>\n(1 accompagnatore per gruppo, 2 insegnanti per scolaresca, giornalisti, possessori tessera ICOM, membri: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco)<br \/>\nBIGLIETTO FAMIGLIA 25,00<br \/>\n(minimo 3 massimo 5 componenti di cui massimo 2 paganti tariffa intera)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 37\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PRENOTAZIONI<br \/>\nda luned\u00ec a venerd\u00ec h 9.00 &#8211; 19.00; sabato h 9.00 &#8211; 14.00<br \/>\nCALL CENTER T + 39 041 2719013<br \/>\nONLINE www.vivaticket.it<br \/>\nPAGAMENTI con<br \/>\n&#8211; carta di credito (Visa e Mastercard) fino 24 h prima della visita<br \/>\n&#8211; bonifico o vaglia a livello nazionale, con pagamento 15 gg prima della data di visita<br \/>\nPER L\u2019ESTERO: T +39 041 27 19013 &#8211; PAGAMENTI con carta di credito (Visa e Mastercard) fino 24 h prima della visita<\/p>\n<p>DIRITTO DI PRENOTAZIONE ADULTI 1,50<br \/>\nSTUDENTI 0,50<\/p>\n<p>Con il biglietto della mostra si ha diritto all\u2019ingresso ridotto alle esposizioni:<\/p>\n<p>MARC CHAGALL. Come nella pittura cos\u00ec nella poesia Palazzo della Ragione (Piazza Erbe, Mantova)<\/p>\n<p>RIDOTTO SPECIALE 10,00 www.chagallmantova.it<\/p>\n<p>PIENA DI GRAZIA. Annunciazioni dal IX al XIX secolo<br \/>\nMuseo Diocesano Francesco Gonzaga (Piazza Virgiliana 55, Mantova) RIDOTTO SPECIALE 6,00 (visita della mostra)<br \/>\nRIDOTTO 8,00 (visitare mostra e collezioni del museo) www.museofrancescogonzaga.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 29\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>PROGRAMMAZIONE NOVEMBRE<\/strong><\/p>\n<p>17 novembre ore 15.00 | Museo Diocesano (Sala Paolo Pozzo), Mantova STEFANO L\u2019OCCASO<br \/>\nConversazione<br \/>\n\u201cL\u2019Annunciazione nell\u2019arte mantovana\u201d<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<p>29 novembre ore 18.00 | Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea, Roma ANNAROSA BUTTARELLI<br \/>\nConversazione<br \/>\n\u201cAnnunciazione e la filosofia della differenza\u201d<\/p>\n<p>In collaborazione con La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma Ingresso libero<\/p>\n<p>30 novembre ore 18.00 \u20d2Palazzo Te, Mantova MARCO BUSCA Vescovo di Mantova Conversazione<br \/>\n\u201cL\u2019Annunciazione\u201d<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 30\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>DICEMBRE<\/p>\n<p>8 dicembre ore 15.00 | partenza dal Museo Diocesano, Mantova ROBERTO BRUNELLI<br \/>\nVisita guidata<br \/>\nalle Annunciazioni nelle principali chiese di Mantova Partecipazione 10<\/p>\n<p>13 dicembre ore 18.00 | Palazzo Te, Mantova<br \/>\nCLAUDIA CIERI VIA<br \/>\nConversazione<br \/>\n\u201cDipingere l\u2019invisibile: luce, colore, materia fra Tiziano e Gerhard Richter\u201d Ingresso libero<\/p>\n<p>29 dicembre ore 15.00 | Museo Diocesano (Sala Paolo Pozzo), Mantova MARCO BUSCA, Vescovo di Mantova<br \/>\nConversazione<br \/>\n\u201cL\u2019Annunciazione nelle icone orientali\u201d<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<p>GENNAIO<\/p>\n<p>6 gennaio ore 15.00 | Museo Diocesano, Mantova AUGUSTO MORARI<br \/>\nVisita guidata della mostra<br \/>\n\u201cPIENA DI GRAZIA. Annunciazioni dal IX al XIX secolo\u201d Ingresso libero<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>INFORMAZIONI<\/p>\n<p>Fondazione Palazzo Te<br \/>\nT +39 0376 369198<br \/>\nM segreteria@fondazionepalazzote.it www.fondazionepalazzote.it<\/p>\n<p>Museo Diocesano \u201cFrancesco Gonzaga\u201d T +39 0376 320602<br \/>\nM info@museodiocesanomantova.it www.museofrancescogonzaga.it<\/p>\n<p>Per partecipare alle visite guidate a Palazzo Te \u00e8 necessaria la prenotazione: Agenzia OK VIAGGI: T +39 0376 288044<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 31\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>La mostra \u201cTiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra\u201d \u00e8 prodotta e realizzata dal Comune di Mantova, dalla Fondazione Palazzo Te e dal Museo Civico di Palazzo Te, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali, con la collaborazione della Diocesi di Mantova e del Museo Diocesano \u201cFrancesco Gonzaga\u201d, con il contributo della Fondazione Banca Agricola Mantovana e di Banca Monte dei Paschi di Siena, con il supporto degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani e con il sostegno degli sponsor tecnici Manerba, Pilkington Italia \u2013 NSG Group, Glas Italia \u2013 Industria Vetraria Emar.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Un cospicuo gruppo di opere di grande valore, una collezione di scritti di alto interesse. La Fondazione Palazzo Te, ben viva nel nostro orizzonte culturale, inaugura una mostra dal titolo significativo e maestoso che espone due capolavori di Tiziano diversi per stile ma di persistente fascino, quindi li confronta con la contemporaneit\u00e0 dell&#8217;ingegno di Gerhard Richter, Maestro fra i massimi. Egli ha voluto scegliere dal proprio studio creazioni che documentano un\u2019incessante volont\u00e0 di dialogo con la tradizione artistica, una qualit\u00e0 forse ineguagliata di svelare le antiche radici del contemporaneo. Tra Angelo e Vergine, appunto.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Il tema viene poi arricchito dalle pagine in cui si svolge una riflessione quanto mai attuale sul mistero dell&#8217;Annunciazione, raccontando come tale evento parli alle donne e agli uomini d\u2019oggi. La capacit\u00e0 di elaborare nuove proposte \u00e8 il dato fondamentale del progetto culturale della Fondazione, che investe l&#8217;intera citt\u00e0 di esiti dal grande significato teorico e dal forte impatto visivo. Tanto pi\u00f9 rara e preziosa \u00e8 questa particolare occasione, se pensiamo che essa si pone in diretta collaborazione con il Maestro, allineando lavori che egli ha voluto destinare esattamente a questo tempo e a questo luogo. Cos\u00ec, il genio ispiratore di Tiziano sa situare fra Terra e Cielo un volo che ci interroga costantemente. Un&#8217;accoglienza che svolge la sua azione nell&#8217;intero arco del nostro immaginario, legando la musica dell\u2019intimit\u00e0 al prepotente sentimento dell\u2019assoluto.<\/p>\n<p>Un\u2019esperienza capace di coinvolgere in sintesi feconda altre istituzioni, quali il Museo Diocesano e la Diocesi di Mantova, che tracciano nella citt\u00e0 un percorso di altre meraviglie, unendo il piacere della scoperta al cammino della devozione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">INTERVISTA DI HELMUT FRIEDEL A GERHARD RICHTER<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali opere hai scelto per l\u2019esposizione TIZIANO\/GERHARD RICHTER. IL CIELO SULLA TERRA?<\/strong><\/p>\n<p>Ho scelto le opere che ci rendano consapevoli dell\u2019immensa cultura pittorica di Tiziano, e del fatto che per noi sia impossibile eguagliarla. Si tratta di una cultura inequivocabilmente perduta, ma a cui attribuiamo ancora oggi un immenso valore. Questa consapevolezza \u00e8 s\u00ec dolorosa, ma d\u2019altro canto stimola la nostra ambizione di creare &#8220;arte&#8221; con i mezzi a disposizione ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Quali opere di Tiziano ti hanno colpito maggiormente e perch\u00e9?<\/p>\n<p>\u00c8 difficile scegliere singole opere di Tiziano che mi abbiano colpito pi\u00f9 di altre. Ai tempi mi ha colpito l\u2019Annunciazione, pi\u00f9 tardi mi sono emozionato alla vista della Punizione di Marsia. Ma in realt\u00e0 mi hanno affascinato anche tante altre sue opere.<\/p>\n<p>Secondo te la rappresentazione realistica e l\u2019arte astratta sono da considerare come opposte tra loro?<\/p>\n<p>La pittura realistica ci mostra qualcosa a cui sappiamo dare una definizione, invece la pittura astratta ci mostra qualcosa che non possiamo confrontare con la nostra esperienza della realt\u00e0, \u00e8 la riproduzione di una realt\u00e0 sconosciuta. Ma in entrambi i casi si tratta di pittura. Vale lo stesso principio anche in musica: una canzone racconta una storia, mentre un pezzo strumentale funziona con l\u2018astrazione, ma entrambe devono avere le stesse qualit\u00e0 musicali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>NOTE SULL\u2019ANNUNCIAZIONE, SU TIZIANO E SU GERHARD RICHTER Stefano Baia Curioni, direttore Fondazione Palazzo Te<\/strong><\/p>\n<p>Nel sesto mese, l&#8217;angelo Gabriele fu mandato da Dio in una citt\u00e0 della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: \u201cTi saluto, o piena di grazia, il Signore \u00e8 con te\u201d. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L\u2019angelo le disse: \u201cNon temere, Maria, perch\u00e9 hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges\u00f9. Sar\u00e0 grande e chiamato Figlio dell&#8217;Altissimo; il Signore Dio gli dar\u00e0 il trono di Davide suo padre e regner\u00e0 per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avr\u00e0 fine\u201d.<\/p>\n<p>Allora Maria disse all&#8217;angelo: \u201cCome \u00e8 possibile? Non conosco uomo\u201d.. Le rispose l&#8217;angelo: \u201cLo Spirito Santo scender\u00e0 su di te, su te stender\u00e0 la sua ombra la potenza dell&#8217;Altissimo. Colui che nascer\u00e0 sar\u00e0 dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo \u00e8 il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla \u00e8 impossibile a Dio\u201d. Allora Maria disse: \u201cEccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto\u201d. E l&#8217;angelo part\u00ec da lei.\u00a0(Lc, 1, 26-38)<\/p>\n<p>Due anni fa &#8211; il lavoro a Palazzo Te era cominciato da pochi mesi &#8211; ho incontrato il direttore del Museo di Capodimonte Sylvan Bellenger per proporgli di esporre periodicamente alcune opere della sua collezione a Mantova. Qualche mese dopo questo incontro mi sono trovato a Napoli con il privilegio di percorrere le sale dello splendido museo provando a suggerire l\u2019ipotesi di un prestito da portare a Palazzo Te. Verso la fine della visita, al primo piano, a destra, subito dietro lo stipite di un ingresso, sono letteralmente caduto su un quadro di Tiziano: una grande Annunciazione del 1558, dipinta dal maestro cadorino per il convento di San Domenico Maggiore e poi, pi\u00f9 recentemente, depositata a Capodimonte per problemi di sicurezza. Non essendo un quadro della celebre collezione farnesiana del museo il dipinto era esposto, ma come un po\u2019 in disparte. Oggi invece \u00e8 valorizzato molto accuratamente nel nuovo allestimento.<\/p>\n<p>Quel quadro mi ha immediatamente catturato: la dolcezza segreta del viso di Maria, l\u2019azzurro di un cielo illimitato&#8230; Ma quel che mi ha convinto di pi\u00f9 sono state le ali dell\u2019Angelo. Nella pittura sapiente e disfatta del tardo Tiziano si stagliavano con precisione due ali vere, come di aquila. Non ali stilizzate, ideali, disincarnate e dettagliate come ad esempio nell\u2019Annunciazione del Beato Angelico, che avevo passato ore a guardare a Cortona: ore&#8230; perch\u00e9 mi pareva evidente che in quel quadro il pittore stesse dipingendo una visione che meritava di essere interrogata e perch\u00e9 in essa risuonava una fede tanto concreta e incorrotta da far quasi male. Nel quadro di Tiziano le ali erano reali, naturali, le vere ali animali di un grande predatore arrivato silenziosamente dalle montagne. Ali appena trattenute, ma piene di potenza, quasi costrette a fermarsi l\u00ec per un momento, da quella fanciulla, ad annunciare un rapimento. Quelle ali mi hanno obbligato ad una sosta. Cosa vuol dire dipingere, a Cinquecento avanzato, le ali di un angelo annunziante come quelle di un\u2019aquila o comunque di un grande predatore celeste? Vuol dire forse che a un anno da Cateau-Cambr\u00e9sis, alla vigilia della gigantesca trasformazione che avrebbe condotto alla creazione della ragion di stato e alla possibile laicizzazione delle pratiche politiche, persino la rappresentazione del sacro in Tiziano veniva attratta e catturata da una dimensione naturalistica?<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Quelle ali imponevano la presenza di una natura dirompente, giustapposta all\u2019immagine sacra e un po\u2019 manierata di Maria? Sono \u201cmoderne\u201d nel senso, tragico, di \u201csecolari\u201d quelle ali? La loro presenza \u201cnaturale\u201d introduce degli elementi interpretativi nuovi riguardo all\u2019Angelo e al mistero dell\u2019Annunciazione? Senza immaginare che quelle ali fossero un elemento specifico del Tiziano o piuttosto un tratto diffuso delle Annunciazioni di quegli anni, mi \u00e8 parso che queste domande fossero in qualche modo inadeguate. Mi sembrava che la presenza della natura non fosse l\u00ec a introdurre una sorta di secolarizzazione del mistero, al contrario, avevo piuttosto l\u2019impressione che anche la sensualit\u00e0 di quelle ali diventasse, in quel punto e in quel momento, vibrante di sacro: natura sacralizzata. Mi sono cos\u00ec ritornati in mente i suggerimenti di Lucien Febvre nel suo libro sul \u201cproblema\u201d dell\u2019incredulit\u00e0 nel Cinquecento francese: un saggio dedicato a contestare, come anacronistiche, le ipotesi che il Cinquecento potesse ospitare forme di libertinismo1. Il Cinquecento era per Febvre un secolo di fede densa, in cui la politica, il pane quotidiano, il sapere e la religione erano impastati insieme e inseparabili. Un secolo in cui la laicit\u00e0 si andava preparando forse, ma certo non si manifestava come valore autonomo.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Mi \u00e8 parso insomma che Tiziano, pur conoscendo bene la \u201cforma naturale\u201d delle ali d\u2019aquila, nel dipingerle le rendesse splendenti e sacre; come se la predazione diventasse al predatore celeste improvvisamente salvifica nella santit\u00e0 di quel momento. E questa risalita del sacro nella forma, solo apparentemente laica e quotidiana, della natura mi ha convinto della scelta di quel quadro. Il fatto che essa fosse custodita in una Annunciazione mi \u00e8 parso ancora pi\u00f9 ragionevole e attraente. Mi \u00e8 sembrato poi che quella sacralizzazione latente e seria della natura lanciasse una sfida interessante alla rielaborazione roboante e giocosa dell\u2019antico fatta da Giulio Romano, questa s\u00ec, invece, sottilmente predisposta ad un laicismo protetto dalla potenza del committente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho chiesto al direttore del Museo di Capodimonte se fosse possibile avere il quadro. La sua risposta \u00e8 stata possibilista, ma in essa vi era anche la richiesta di sviluppare un progetto. Ho portato la questione al Comitato scientifico del Centro Internazionale d\u2019Arte e Cultura di Palazzo Te e da Giovanni Agosti \u00e8 giunto il suggerimento di guardare al ciclo di Annunciazioni dipinte da Gerhard Richter proprio a partire dal quadro della Scuola Grande di San Rocco, dipinto da Tiziano prima di quello di Capodimonte. Successivi incontri con Vittoria Romani e Marsel Grosso hanno confermato sia l\u2019importanza del tema per Tiziano, che ha dipinto in realt\u00e0 cinque Annunciazioni, sia la suggestione del rapporto tra Tiziano e il grande pittore tedesco dei nostri giorni. Si \u00e8 cos\u00ec delineato il progetto di una mostra concisa, dedicata alle Annunciazioni di Tiziano, che potesse anche servire per annotare il riverbero del maestro cadorino nella contemporaneit\u00e0, qualificandolo attraverso la risposta data da Gerhard Richter. Il Museo di Capodimonte ha quindi accettato di inviare a Mantova il suo quadro, seguito poco dopo dalla Scuola Grande di San Rocco e da altri prestatori tra cui gli Uffizi.<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2017, avendo in cantiere questa mostra, si \u00e8 convocato un seminario sul tema dell\u2019Annunciazione con un gruppo di giovani ricercatori. Da questi lavori sono emerse delle riflessioni attorno a questo tema, che avevo frequentato fino ad allora in modo molto\u00a0<span style=\"font-size: 1.0625rem;\">sporadico, ma che si \u00e8 stagliato nella sua straordinariet\u00e0, al di l\u00e0 del rapporto tra i due grandi pittori.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La prima evidenza consiste nel suo straordinario riverbero iconografico, singolare se si pensa al riferimento tutto narrativo, succinto, quasi scabro, che i Vangeli fanno a questo episodio (Lc, 1, 26-38). L\u2019Annunciazione di Maria \u00e8 fatta di una presenza angelica e di poche potenti parole, ma ispira molti pittori e infinite immagini.<\/p>\n<p>Dal graffito appena riconoscibile nel Battistero di Dura Europos (240 d.C.) fino al dipinto potente e surreale di Savinio del 1932, per citarne uno pi\u00f9 recente, o all\u2019interpretazione di Gerhard Richter, lungo un arco di oltre millesettecento anni, l\u2019Annunciazione si ripete come un tema pittorico costante e riconoscibile, ma non ripetitivo. Anzi, la variet\u00e0 di rappresentazioni, di riferimenti iconografici, di tagli &#8211; basti pensare alla rivoluzionaria Annunciata palermitana di Antonello che trasforma in angelo lo stesso spettatore &#8211; sembra indicare, forse proprio in risposta alla sintesi del testo evangelico, una sorta di indeterminatezza, che chiede ad ogni tempo, forse ad ogni artista, una azione interpretativa, cui partecipano sentimento, fede e filosofia.<\/p>\n<p>La seconda evidenza \u00e8 invece testuale e consiste nella formidabile innovativit\u00e0 dell\u2019Annunciazione a Maria rispetto a tutte le altre Annunciazioni veterotestamentarie (la nascita di Ismaele, figlio di Abramo e Agar \u2013 Gn, 16, 7-16; la nascita di Isacco da Abramo e Sara \u2013 Gn, 18, 9-15; la nascita di Sansone narrata nel Libro dei Giudici, 13, 1-25) e anche neotestamentarie (Giovanni Battista dalla sterile Elisabetta \u2013 Lc, 1, 5-25). La novit\u00e0 non \u00e8 soltanto il fatto che l\u2019Angelo si rivolge direttamente e solo a Maria (similmente a come fa con Agar che si reca alla fonte, forse non casualmente le due figure sono talvolta sovrapponibili iconograficamente), ma soprattutto il \u201cfiat\u201d che suggerisce il congiungersi dell\u2019assenso consapevole della giovane donna all\u2019annuncio dell\u2019Incarnazione. Un assenso su cui negli ultimi decenni del XX secolo si \u00e8 innestata la ricerca della filosofia della differenza (Annarosa Buttarelli, Luce Irigaray, Luisa Muraro) aprendo ad una riflessione sull\u2019accoglimento dell\u2019alterit\u00e0 come atto di rifondazione dell\u2019umano.<\/p>\n<p>Un terzo elemento \u00e8 offerto dal richiamo fondamentale che l\u2019Annunciazione opera in relazione alla figura salvifica di Maria, donna, dea e mediatrice del rapporto visivo, mistico, con il divino. Un richiamo rilanciato poeticamente &#8211; al di l\u00e0 degli innumerevoli contributi della teologia &#8211; dalla preghiera di San Bernardo nel XXXIII canto del Paradiso di Dante (\u201c[&#8230;] tutti miei prieghi ti porgo [&#8230;] \/ perch\u00e9 tu ogne nube li disleghi \/ di sua mortalit\u00e0 [&#8230;] \/ s\u00ec che \u2019l sommo piacer li si dispieghi. \/ Ancor ti priego, regina, che puoi \/ ci\u00f2 che tu vuoli, che conservi sani, \/ dopo tanto veder, li affetti suoi\u201d) e modernamente, in modo pi\u00f9 laico, ma altrettanto devoto, dalla poesia che Rilke dedica all\u2019Annunciazione, nella quale la potenza dell\u2019Angelo si stempera nel riconoscimento della natura divina di Maria (\u201ctu sei la pianta\u201d). La presenza mediatrice e rassicurante di Maria, nel riconfermare e completare la genesi &#8211; parola che produce la forma, parola fecondatrice &#8211; segna la possibilit\u00e0 per l\u2019umano di accedere con la vista al divino, di reggerne l\u2019immagine, luce e colore originari, senza perdere la ragione e la misura.<\/p>\n<p>La quarta evidenza \u00e8 stata offerta dalla dimensione completamente terrena, umana, umile, di questa vicenda, la cui domesticit\u00e0 non \u00e8 alterata nemmeno dall\u2019irrompere dell\u2019Angelo e resta, nel suo consueto atto di cucire o leggere il libro, ancorata ad un gesto di cura quotidiana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Si \u00e8 trattato in quel momento di semplici intuizioni, preziose soprattutto perch\u00e9, nella loro incompletezza, alludevano all\u2019immensit\u00e0 del tema e aprivano al progetto una molteplicit\u00e0 di livelli di lettura: l\u2019Annunciazione, Tiziano, Gerhard Richter, il rapporto tra Gerhard Richter e Tiziano&#8230; Il progetto \u00e8 andato quindi ampliandosi, con il coinvolgimento di studiosi come Giulio Busi, per una riflessione sulle Annunciazioni nella cultura ebraica, e Annarosa Buttarelli, per un contributo sulla lettura proposta dalla filosofia della differenza, mentre la riflessione su Tiziano era affidata a Marsel Grosso e Claudia Cieri Via, contattata per riflettere sugli echi dell\u2019Annunciazione nella storia della pittura dopo Tiziano, e l\u2019approfondimento su Richter era proposto a Helmut Friedel e Giovanni Iovane.<\/p>\n<p>Ma restava una domanda di fondo irrisolta, posta proprio dalla compresenza di questi possibili livelli di lettura: qual \u00e8 il rapporto tra queste diverse dimensioni? Perch\u00e9 l\u2019annuncio, pura parola, si \u00e8 cos\u00ec fortemente riverberato in immagini e nella storia dell\u2019arte? Per la potenza evocativa della figura domestica di una fanciulla al cospetto con il rapimento divino? Per la sua centralit\u00e0 teologica? Per il suo rivelare e velare il mistero dell\u2019Incarnazione cos\u00ec centrale per il cristianesimo?<\/p>\n<p>La risposta credo spetti ad altri livelli di specialismo. Nel ragionare per\u00f2 mi \u00e8 rimasto il dubbio che esista un piano di lettura che definisce un rapporto quasi diretto tra il racconto dell\u2019Annunciazione e la questione della \u201cvisione\u201d e in particolare della visione-limite, asintotica, del divino. Abbiamo gi\u00e0 fatto cenno alle parole di Dante, a come esse indichino la presenza di Maria come garante della \u201cpossibilit\u00e0\u201d per l\u2019uomo di vedere il divino, senza paura, senza perdere la ragione. Una presenza che non \u201cmedia\u201d, nel senso di intermediare, ma \u201capre\u201d, induce e rende possibile, umanamente attingibile, domestica, l\u2019esperienza estrema del misticismo: vedere il divino come luce e come colore capace di dare forma al mondo. Simone Weil 2 nella sua vertiginosa ricerca interreligiosa suggerisce la presenza di una eco tra la venerazione di Maria e la ritualit\u00e0 di Eleusi, rito mistico iscritto nella figura femminile e misterica di Kore\/Demetra, che si completa nell\u2019esperienza di una indeterminata visione del divino (epopteia) che si costituisce come un passaggio superindividuale, necessario per tutti e di sostegno al fondamento dello stato ateniese3. La dea (madre e figlia) che transita dalla natura all\u2019Ade e ne fa ritorno, la dea della generativit\u00e0, si disegna insomma come il garante rituale della visione del divino che fonda misticamente la cittadinanza ateniese. E questa possibilit\u00e0, tutta visiva, non indica forse la relazione al luogo e al tempo in cui la forma, ogni forma, prende atto? Non detta essa, forse, una istruzione preziosa per intendere il luogo limite dell\u2019arte visiva, quello che Paul Klee chiamava \u201cgenesi eterna\u201d e compito fondamentale, quotidiano, quieto e politico, dell\u2019artista? Non \u00e8 forse questa la possibilit\u00e0 che si apre nel \u201cfiat\u201d divinizzante della fanciulla di Nazareth?<\/p>\n<p>Queste domande, destinate in buona parte a rimanere tali, rendevano la mostra sempre pi\u00f9 cara, delicata e preziosa, e la sua struttura andava quindi ricomponendosi. Augusto Morari, valoroso e generoso come sempre, proponeva di elaborare una mostra capace di presentare i modi in cui il tema dell\u2019Annunciazione \u00e8 stato presente nell\u2019arte e nell\u2019artigianato mantovano tra il XVI e il XVII secolo, raccogliendo elementi della collezione del Museo Diocesano e di collezioni private. \u00c8 sembrata una bellissima occasione per riflettere sulla capillare diffusione\u00a0<span style=\"font-size: 1.0625rem;\">di questo racconto anche negli oggetti quotidiani, e si \u00e8 deciso di avviare una collaborazione con il museo e la Diocesi mantovana. Un colloquio con il Vescovo di Mantova Monsignor Marco Busca ha poi consentito di avere un suo intervento e un percorso aperto e dedicato alle Annunciazioni presenti nelle chiese della citt\u00e0: nella basilica palatina di Santa Barbara le celebri ante d\u2019organo di Fermo Ghisoni; nella cattedrale della citt\u00e0 gli affreschi attribuiti a Francesco Morone nella volta della sacrestia e quelli riferiti a Orazio Lamberti da Asola nella volta del transetto destro; nella basilica di Sant\u2019Andrea l\u2019ancona di Antonio Maria Viani nella cappella dell\u2019Immacolata e il paliotto attribuito a Giambattista Giacarelli della cappella Cattanea; le vetrate con l\u2019Annunciazione nella chiesa di Ognissanti e infine, per ricordare un vero capolavoro, la miniatura con lo stesso soggetto di Belbello da Pavia nel Messale di Barbara di Brandeburgo (c. 269 v.) conservato nell\u2019Archivio Diocesano.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Mancava ancora, a quel punto del percorso, la verifica della disponibilit\u00e0 dei quadri dipinti da Richter sull\u2019Annunciazione ed eventualmente quella dello stesso artista ad una rielaborazione del proprio rapporto con il grande maestro cadorino.<br \/>\nL\u2019incontro tra Richter e Tiziano appartiene ormai alla biografia del pittore tedesco, che nel 1973, a partire da una cartolina dell\u2019Annunciazione di San Rocco, ha sviluppato una serie di cinque tele che sono oggi conservate all\u2019Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington e al Kunstmuseum di Basilea.<\/p>\n<p>Durante un\u2019intervista rilasciata nel 1974, l\u2019artista ha dichiarato che i dipinti di Tiziano sottintendono una qualit\u00e0 \u201cche rende un\u2019opera d\u2019arte un\u2019opera d\u2019arte\u201d: questi cinque dipinti segnano infatti un sentiero che si allontana dall\u2019istanza di \u201ccopiare\u201d soltanto un capolavoro e si muovono invece verso l\u2019idea di sviluppare una \u201cserie di variazioni astratte, lavorando sul margine di un pensiero visivo di trasformazione\u201d4.<\/p>\n<p>Escludendo per ragioni economiche la possibilit\u00e0 di portare dagli Stati Uniti la tela dell\u2019Hirshhorn, si \u00e8 proceduto alla richiesta dei quadri del Kunstmuseum di Basilea, che ha espresso un primo parere favorevole alla mostra. Nei primi mesi del 2018 sono per\u00f2 emersi problemi di conservazione e di fragilit\u00e0 dei quadri e i conservatori del museo svizzero hanno dichiarato inamovibili i quadri del maestro tedesco, ponendo una seria ipoteca sulla realizzazione dell\u2019intero progetto.<\/p>\n<p>La soluzione dell\u2019impasse \u00e8 per\u00f2 apparsa immediatamente dopo, quando Gerhard Richter stesso, informato del progetto della Fondazione Te da Helmut Friedel e Giovanni Iovane, dopo aver pi\u00f9 volte insistito con il museo svizzero per favorire il prestito delle opere, ha deciso di proporre una riedizione del suo rapporto con Tiziano con una sequenza di ben 17 opere che ripercorrono il legame personale e pittorico con il maestro rinascimentale. Opere scelte da Richter stesso e pensate personalmente proprio come racconto e testimonianza storica di una tensione che \u00e8 andata ben oltre la sequenza originaria, per trovare un riferimento e una eco permanente non solo nel suo lavoro, ma anche nella visione e nella rappresentazione delle figure femminili a lui pi\u00f9 care.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>\u00c8 cos\u00ec sbocciata, per una sorta di piccolo miracolo, la mostra che si presenta oggi a Palazzo Te, una mostra che &#8211; a partire dall\u2019incontro con l\u2019Annunciazione di Tiziano vista a Capodimonte &#8211; \u00e8 arrivata a coinvolgere attivamente uno dei pi\u00f9 grandi artisti del nostro tempo.<br \/>\nRichter ha lavorato su questa mostra in modo del tutto autonomo e indipendente rispetto agli approfondimenti che si erano compiuti in fase realizzativa. Ma alla fine il progetto che ha proposto si \u00e8 rivelato intimamente connesso alle domande e alle riflessioni coltivate fino a quel momento. Richter ha risolto infatti la narrazione in quattro semplici passaggi:<\/p>\n<p>&#8211; Il primo ricorda in modo semplice e diretto il suo incontro con la tela di San Rocco e il suo primo tentativo di riprodurla.<br \/>\n&#8211; Il secondo rivela come il rapporto con l\u2019Annunciazione si sia segretamente riverberato nella rappresentazione visiva delle donne che Richter ha avuto pi\u00f9 vicine nella sua vita: le figlie e la compagna, nella loro presenza quotidiana, affettiva, domestica.<\/p>\n<p>&#8211; Il terzo mostra come il rapporto con la pittura tarda di Tiziano, rappresentata proprio dall\u2019Annunciazione di Capodimonte, pur nella sua ineguagliabilit\u00e0, sia stato sorgente del lavoro di scomposizione ed esplorazione del colore come base e fonte del visibile.<br \/>\n&#8211; Il quarto \u00e8 offerto da uno specchio rosso e leggermente patinato, opacizzato, che chiude la mostra e in definitiva riconduce il rapporto con Tiziano nel contesto di una riflessione al tempo stesso interiore e mai per\u00f2 completamente personale (lo specchio riflette la figura di chi guarda, ma anche tutto il resto).<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo Richter non ha solo consentito che questa mostra potesse esistere, ma ha anche offerto una possibile risposta, tutta visiva, alle domande sollevate dall\u2019Annunciazione: l\u2019incontro, la domesticit\u00e0, il femminile, la visione che si protende in ricerca al limite estremo del visibile, la riflessione su tutto questo percorso durato una vita.<\/p>\n<p>In questa mostra, pur nella sua concisione, egli non ha quindi solo proposto un percorso di meditazione sul colore e sulla pittura; ha piuttosto indicato, seppur in modo delicato e implicito, la connessione \u201corfica\u201d tra l\u2019annuncio e la visione, ovvero tra la parola generativa, genetica, del \u201cdivino\u201d e la pittura.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo egli ha combinato questa indicazione con i volti e i corpi delle donne che ha avute pi\u00f9 care nella sua vita, la compagna e le figlie, ponendo questa frequentazione del limite in un contesto perfettamente semplice e quotidiano, umano.<br \/>\nIn questo modo, con un gesto semplice e generoso, ci ha ricordato come il femminile, e l\u2019alterit\u00e0 segreta che custodisce, sia la casa non conquistabile (ma ospitale) che ci consente di custodire e perseguire la ricerca del molto che non conosciamo della nostra possibile umanit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><span style=\"font-size: 1.0625rem;\">ELENCO OPERE<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Tiziano Vecellio<\/p>\n<p>Annunciazione, 1539 ca.<br \/>\nOlio su tela, 166&#215;266 cm<br \/>\nVenezia, Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Verk\u00fcndigung nach Tizian (343-1), 2015<br \/>\nAnnunciazione da Tiziano (343-1)<br \/>\nP-12<br \/>\nStampa gicl\u00e9e diasec montata su pannello in alluminio, 125&#215;200 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Tiziano Vecellio<\/p>\n<p>Annunciazione, 1558-1559<br \/>\nOlio su tela, 274&#215;190 cm<br \/>\nNapoli, Museo di Capodimonte<br \/>\nIn sottoconsegna dalla chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli, patrimonio del Fondo Edifici di Culto, amministrato dal Ministero dell\u2019Interno &#8211; Dipartimento per le Libert\u00e0 civili e l\u2019Immigrazione &#8211; Direzione Centrale per l\u2019Amministrazione del Fondo Edifici<\/p>\n<p>ph. L.Romano<\/p>\n<p>Jacopo Caraglio<\/p>\n<p>Annunciazione da Tiziano, 1537 ca.<br \/>\nBulino, 453&#215;344 mm<br \/>\nFirenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi<br \/>\nSu concessione del Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali \/ Galleria degli Uffizi Firenze, inv. 1090 st. sc.<\/p>\n<p>Tiziano Vecellio<\/p>\n<p>Studio per Angelo annunciante, 1559 ca.<br \/>\nGessetto nero e carboncino con rialzi di gessetto bianco su carta azzurra<br \/>\n422&#215;279 mm<br \/>\nFirenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi<br \/>\nSu concessione del Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali \/ Galleria degli Uffizi Firenze, inv. 12903 F recto<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Cornelis Cort<\/p>\n<p>Annunciazione da Tiziano<br \/>\nBulino, 415&#215;280 mm<br \/>\nBassano del Grappa (Vicenza), Museo di Bassano del Grappa, inv. XLIV.1179.4706<\/p>\n<p>De le lettere di m. Pietro Aretino.<br \/>\nLibro primo (Impresso in Vinetia, per Francesco Marcolini da Forl\u00ec, apresso a la chiesa de la Terneta nel anno del Signore 1538 il mese di genaro), 1538<br \/>\nLibro a stampa, 30&#215;21,5&#215;1,8 cm<br \/>\nFirenze, Biblioteca Nazionale Centrale, collocazione RARI.B.R.120<br \/>\nSu concessione del Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali\/Biblioteca Nazionale Centrale Firenze<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Kl. Badende, 1996<br \/>\nPiccola bagnante<br \/>\nEdizioni CR 87<br \/>\nProva 1\/4<br \/>\nFotografia cibachrome montata su cartoncino, 52,7&#215;37,5 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Betty (Exhibition copy after 425-4), 2013 Stampa digitale montata su legno, 30&#215;40 cm Collezione privata<br \/>\n\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Ella, 2014<br \/>\nEdizioni CR 163<br \/>\nProva 1\/4<br \/>\nStampa digitale su carta, 40,5&#215;31 cm Collezione privata<br \/>\n\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2015 Quadro astratto<br \/>\nCR 939-7<br \/>\nOlio su tela, 71,5&#215;71,5 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 13\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016<br \/>\nQuadro astratto<br \/>\nCR 947-2<br \/>\nOlio su alluminio, 27&#215;35,5 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 946-5<br \/>\nOlio su tavola, 40&#215;50 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2017 Quadro astratto<br \/>\nCR 949-1<br \/>\nOlio su tela, 120&#215;85 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2017 Quadro astratto<br \/>\nCR 949-2<br \/>\nOlio su tela, 120&#215;85 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2017 Quadro astratto<br \/>\nCR 949-3<br \/>\nOlio su tela, 120&#215;85 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 14\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2017 Quadro astratto<br \/>\nCR 949-4<br \/>\nOlio su tela, 120&#215;85 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 947-5<br \/>\nOlio su tela, 70&#215;70 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 947-6<br \/>\nOlio su tela, 70&#215;70 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 946-2<br \/>\nOlio su tela, 200&#215;250 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 944-10<br \/>\nOlio su tavola, 40&#215;32 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 15\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Abstraktes Bild, 2016 Quadro astratto<br \/>\nCR 947-8<br \/>\nOlio su tela, 70&#215;60 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<p>Gerhard Richter<\/p>\n<p>Spiegel, blutrot, 1991 Specchio, rosso sangue<br \/>\nCR 736-4<br \/>\nPigmento su vetro, 89&#215;92 cm Collezione privata<\/p>\n<p>\u00a9 Gerhard Richter 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 16\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>TIZIANO VECELLIO (Pieve di Cadore, 1488-90 &#8211; Venezia, 1576)<\/strong><\/p>\n<p>Per via della discordanza delle fonti la data di nascita di Tiziano \u00e8 una questione tuttora non concordemente risolta.<\/p>\n<p><strong>Dopo un apprendistato con Sebastiano Zuccato, pittore e mosaicista veneziano, Tiziano fu nella bottega di Gentile Bellini e quindi presso Giovanni Bellini.<\/strong><\/p>\n<p>I suoi riferimenti (<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">Bellini, Giorgione, D\u00fcrer, ma anche Raffaello e Michelangelo<\/span><\/strong>) si configurano come strumento di aggiornamento e di arricchimento espressivo da parte di una personalit\u00e0 moderna e gi\u00e0 pienamente indipendente.<\/p>\n<p>Tra le prime opere veneziane, accanto alla Paletta del Mus\u00e9e Royal des Beaux-Arts di Anversa, Jacopo Pesaro presentato a san Pietro da papa Alessandro VI (1506 c.), compendio della tradizione belliniana e delle novit\u00e0 tedesche, al giorgionesco Concerto (1510-1512, Firenze, Galleria Palatina), al Cristo portacroce (Venezia, Scuola Grande di San Rocco), si collocano gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi (1508-1509) dove nel 1508 era all\u2019opera anche Giorgione. Di quest\u2019ultima impresa non restano che pochi frammenti oggi conservati alla Ca\u2019 d\u2019Oro di Venezia, e il ricordo tramandato dalle stampe antiche, da cui \u00e8 tuttavia possibile rilevare i punti di contatto e le distanze insite tra i due artisti. Molte delle opere giovanili di Tiziano, infatti, hanno indotto dubbi e incertezze attributive, come nel caso del Concerto campestre (1509) del Louvre, o ipotesi di collaborazione tra i due pittori nel caso della Venere dormiente (1510 c.) di Dresda, Gem\u00e4ldegalerie. L\u2019impostazione monumentale, l\u2019ampia gestualit\u00e0 delle figure e i luminosi accordi cromatici dei vasti piani di colore, sono gli elementi principali che caratterizzano gli affreschi della Scuola del Santo a Padova (1510-1511), la prima impresa pubblica realizzata dal cadorino in completa autonomia.<\/p>\n<p><strong>Nel 1513 Tiziano rifiut\u00f2 l\u2019invito di Pietro Bembo a trasferirsi a Roma e contestualmente offr\u00ec i propri servigi alla Serenissima, impegnandosi a dipingere una Battaglia per la Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale<\/strong> (terminata nel 1538 e andata distrutta nell\u2019incendio del 1577). Artista colto, tratt\u00f2 per committenze ufficiali e private le tematiche pi\u00f9 diverse: dall\u2019allegoria delle Tre et\u00e0 (1512-13, Edimburgo, National Gallery of Scotland), alla complessa metafora matrimoniale dell\u2019Amor sacro e Amor profano (1514 c.) della Galleria Borghese di Roma. Tra i dipinti religiosi pi\u00f9 celebri sono l\u2019Assunta (1516-18) per Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, grandiosa macchina di luce e colore che si impone come punto focale nell\u2019amplissimo interno della chiesa gotica, la pala Pesaro (1519-26, per la stessa chiesa), dalla nuova e suggestiva impaginazione spaziale in diagonale, la pala Gozzi (1520, Ancona, Pinacoteca Comunale), il polittico Averoldi (1520-1522, Brescia, Santi Nazaro e Celso), in cui Tiziano rinnova la tradizionale forma a scomparti separati attraverso la luce che unifica lo spazio.<\/p>\n<p>Al successo raggiunto in questi anni fa riscontro il favore incontrato presso le corti italiane e europee: per il camerino del Duca di Ferrara, Alfonso d\u2019Este, tra il 1518 e il 1524, dipinse tre grandi tele mitologiche: l\u2019Offerta a Venere (Madrid, Museo del Prado), Bacco e Arianna (Londra, National Gallery) e Gli Andri (Madrid, Museo del Prado). Numerosi furono i ritratti realizzati per le grandi famiglie italiane ed europee, nei quali alla idealizzazione del carattere o alla rappresentazione del ruolo sociale fa riscontro una straordinaria intensit\u00e0 psicologica ed emozionale, si vedano i ritratti di Federico II Gonzaga (1523), di Carlo V col cane (1532-1533, entrambi al Prado), di Isabella d\u2019Este (1534-1536, Vienna, Kunsthistorisches Museum), o ancora quelli di Francesco Maria della Rovere ed Eleonora Gonzaga (1536-1538, Firenze, Galleria degli\u00a0<span style=\"font-size: 1.0625rem;\">Uffizi). Per Guidobaldo della Rovere, nel 1538, esegu\u00ec la sensuale Venere di Urbino (Firenze, Galleria degli Uffizi).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 17\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il confronto con le esperienze manieriste provenienti dall\u2019Italia centrale, culminato con il viaggio a Roma del 1545-1546,<\/strong> <\/span><strong><span style=\"color: #ff00ff;\">determin\u00f2 una nuova fase di sperimentazione stilistica,<\/span><\/strong> passata alla storia come \u201ccrisi manieristica\u201d: dalla classica dignit\u00e0 formale delle prime opere Tiziano giunse a nuove soluzioni, dove i contrasti chiaroscurali, il plasticismo e il dinamismo compositivo tendono a risolversi nella preziosit\u00e0 di un colore antinaturalistico, quasi astratto, e nel libero e accentuato luminismo. A questa fase appartengono capolavori come l\u2019Incoronazione di spine (1540-1542, Parigi, Mus\u00e9e du Louvre), la Danae per Alessandro Farnese (1544-1545, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, il Ritratto di Paolo III con i nipoti (1545- 1546, conservato nello stesso Museo).<\/p>\n<p>Alla risposta risolutamente veneziana data dal cadorino alla cultura romana seguir\u00e0 un impegno crescente per la committenza di Carlo V e di Filippo II di Spagna.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il potente Ritratto di Carlo V a cavallo (1548, Madrid, Museo del Prado) \u00e8 uno degli esempi pi\u00f9 alti del modo originalissimo con cui Tiziano seppe portare alle estreme conseguenze il tema del \u201critratto di Stato\u201d;<\/strong> <\/span>con questo modello si confronteranno intere generazioni di pittori, da Rubens a Van Dyck, da Vel\u00e1zquez a Goya.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u00c8 questo l\u2019inizio di una lunga stagione creativa caratterizzata dalla realizzazione di quadri \u201cdevotissimi\u201d<\/strong> <\/span>e <strong><span style=\"color: #ff00ff;\">di grande impatto emotivo, destinati alla Spagna e all\u2019Italia<\/span><\/strong> tra cui baster\u00e0 ricordare la Gloria per Carlo V (1551-1554, Madrid, Museo del Prado)<strong> la Deposizione di Cristo nel sepolcro<\/strong> (1559) e <strong>la Santa Margherita per Filippo II<\/strong> (1560-1565, entrambi al Prado) e<strong> l\u2019Annunciazione per Giovan Vincenzo Pinelli<\/strong> (1558-1559, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte).<\/p>\n<p>Per Filippo II esegu\u00ec anche una serie di dipinti mitologici ispirati alle Metamorfosi di Ovidio, le cosiddette \u201cpoesie\u201d, attraverso cui Tiziano svilupper\u00e0 una nuova concezione della pittura intesa in senso pi\u00f9 drammatico: Danae (1552-1553, Londra, Apsley House), Venere e Adone (1554, Madrid, Museo del Prado), Perseo e Andromeda (1554-1556, Londra, Wallace Collection), Diana e Atteone e Diana e Callisto (1556-1559, Londra, National Gallery e Edimburgo, National Gallery of Scotland), Ratto d\u2019Europa (1559-1562, Boston, Isabella Steward Gardner Museum). Alla sofferta meditazione sul destino dell\u2019uomo delle opere estreme (1570-1576), fa riscontro una graduale dissoluzione della forma messa in atto attraverso tocchi di luce e colore puro spesso dato sulla tela direttamente con le dita, come \u00e8 possibile vedere nella tormentata Incoronazione di spine (Monaco, Alte Pinakothek), nel Supplizio di Marsia (Krom\u00ca\u00ca\u00ed\u00ca, Pinacoteca del Castello), o nella Piet\u00e0 delle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia, dipinta per la propria tomba e rimasta incompiuta nel suo studio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 18\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>GERHARD RICHTER (Dresda, 9 febbraio 1932)<\/p>\n<p>Nel 1951 si iscrive all&#8217;Accademia di Belle Arti di Dresda, in quell\u2019epoca distrutta dai bombardamenti, dove conosce Marianne Eufinger, studentessa di moda e tessuti, divenuta sua moglie nel 1957. Sebbene di stampo tradizionalista e per certi versi conservatrice, l&#8217;Accademia appariva liberale rispetto ai programmi stabiliti dalle autorit\u00e0 sovietiche nella Germania Orientale.<\/p>\n<p>Frequenta il dipartimento di pittura murale diretto da Heinz Lohmar, artista cosmopolita, e si documenta attraverso la rivista fotografica Magnum, ricevendo molti libri e cataloghi. Grazie al sostegno del suo professore gli \u00e8 concesso viaggiare in Germania dell\u2019Ovest e in altri paesi dove ha modo di vedere film, visitare musei e partecipare a lavori teatrali. Allo stesso tempo approfondisce quanto aveva a disposizione nella Germania dell&#8217;Est e studia in particolare l&#8217;opera di Caspar David Friedrich e di altri illustri pittori del XIX secolo.<\/p>\n<p>Nel 1961 decide di stabilirsi nella Germania dell\u2019Ovest, poco prima la costruzione del Muro di Berlino. Frequenta l\u2019Accademia di D\u00fcsseldorf dove entra a far parte immediatamente di una cerchia di giovani artisti emergenti. Sebbene influenzato dalle tendenze principali degli anni Sessanta, come l\u2019Arte Concettuale, la Performance e la Pop Art, Gerhard Richter concentrer\u00e0 sin dagli esordi la sua speciale e originale attenzione al medium pittorico.<\/p>\n<p>Da allora sino a oggi Richter sperimenta una sistematica esplorazione del processo pittorico, che varia dal realismo fotografico all\u2019astrazione, dal particolare uso del monocromo sino alla trasformazione random dei colori. Probabilmente Richter \u00e8 l\u2019artista contemporaneo che pi\u00f9 di ogni altro ha sottomesso \u201cla pratica quotidiana della pittura\u201d a una costante riflessione sull\u2019atto della pittura. Un atto determinato dall\u2019idea che l\u2019arte sia una realt\u00e0 differente: \u201cNell\u2019arte pensare \u00e8 pittura\u201d (Gerhard Richter).<\/p>\n<p>L\u2019artista, per Richter, non deve uniformarsi a un linguaggio unico internazionale ma sperimentare differenti procedimenti sotto il segno di quella \u201cuniversalit\u00e0\u201d che, per filosofi come Hegel e Adorno, rivela le capacit\u00e0 e la specificit\u00e0 propria del fare arte.<br \/>\nMolti lavori di Richter, dagli anni Sessanta ai primi anni Settanta, sono figurativi e basati su fotografie che l\u2019artista selezionava da giornali o libri. Le sue caratteristiche foto-pitture sono trattate sempre attraverso la tecnica dello sfocato. E sempre nel 1962 Richter inizia la sua monumentale opera in progress, Atlas; un\u2019immensa opera-archivio che contiene e presenta immagini legate sia alla realt\u00e0 che ai suoi progetti artistici.<\/p>\n<p>Dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta, Richter, introduce nella sua pratica artistica gli \u201cAbstract Paintings\u201d pur continuando in parallelo la produzione di foto pitture.<br \/>\nLa serie dedicate all\u2019Annunciazione After Tiziano del 1973 \u00e8 una significativa testimonianza di questo procedimento \u201cparallelo\u201d. Come scriveva Jean Paul Sartre, a proposito del quadro di Tintoretto, Golgota (conservato nella Scuola Grande di San Rocco a Venezia, la stessa dove Richter aveva ammirato nel 1972 l\u2019Annunciazione di Tiziano), \u201cl\u2019artista non vuole tracciare segni sulla tela ma vuole creare un oggetto\u201d.<\/p>\n<p>E sulla base di questa \u201coggettivit\u00e0\u201d della pittura, oltre ai quadri astratti e ai lavori in stile realista, Richter realizza opere usando specchi o pannelli di vetro.<br \/>\nGeneralmente Richter \u201cmanipola\u201d i suoi quadri utilizzando una grande spatola sia per raschiare il colore dalla superficie che per spalmarlo e mescolarlo. L\u2019utilizzo di questa spatola \u00e8<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 19\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>oggettivamente legato al processo pittorico dell\u2019artista che decostruisce l\u2019immagine per poi \u201cripresentarla\u201d in forme possibili. Il movimento duplice (sottrazione e ricomposizione del colore) della spatola \u00e8 chiaramente visibile nelle bande che determinano la composizione da sinistra a destra. Il risultato finale \u00e8 una stupefacente e brillante composizione, frutto di differenti passaggi che ne lasciano intravedere la \u201ccronologia\u201d, la storia del processo di realizzazione del quadro.<\/p>\n<p>Creazione e distruzione (o parziale cancellazione) sono le caratteristiche distintive delle opere di Gerhard Richter.<br \/>\nNel 2010-2011, Richter sperimenta nei suoi Strips ci\u00f2 che Benjamin Buchloch ha definito la \u201cde-pittorializzazione della pittura\u201d.<\/p>\n<p>La serie Strips \u00e8 realizzata su stampe digitali montate su Alu-Dibond attraverso una selezione random di 4096 possibili \u201cstrisce\u201d di colore.<br \/>\nIl temporaneo abbandono della pittura a olio si ricollegava alla Vetrata realizzata per il transetto sud della Cattedrale di Colonia, un\u2019opera composta da 11.500 tasselli di vetro di 72 colori, inaugurata nel 2007 (e la combinazione dei colori \u00e8 basata sull\u2019opera 4096 Colori, 1974). Il ritorno alla pittura a olio di Richter \u00e8 segnato dalla serie Birkenau del 2014 sino alle produzioni contemporanee segnate da una anacronistica analogia con \u201cl\u2019ultimo\u201d Tiziano.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 espositiva di Gerhard Richter \u00e8 cos\u00ec vasta che ci si limita a segnalare alcuni eventi espositivi del nostro millennio:<br \/>\n1999 &#8211; Black, Red, Gold, installazione permanente nel foyer del Reichstag a Berlino<br \/>\n2002 &#8211; Gerhard Richter: Forty Years of Painting, Museum of Modern Art, New York (e poi Chicago, San Francisco e Washington)<\/p>\n<p>2008 &#8211; Gerhard Richter: Retrospettiva, Museo Nazionale d\u2019Arte della Cina, Pechino<br \/>\n2011 &#8211; Gerhard Richter: Panorama, Tate Modern, Londra; Neue Nationalgalerie, Berlino; Centre Pompidou, Parigi<br \/>\n2012 &#8211; Gerhard Richter: Mostra di disegni e acquarelli, Louvre, Parigi<br \/>\n2014 &#8211; Gerhard Richter: Pictures\/Series, Fondation Beyeler, Basilea<br \/>\n2017 &#8211; Gerhard Richter: New Paintings, Museum Ludwig, Colonia; Albertinum, Dresda<br \/>\n2018 &#8211; Gerhard Richter: Abstraction, Museum Barberini, Potsdam<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 20\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Penso che Richter per alcuni versi sia il Tiziano del XX secolo: la qualit\u00e0 maggiore dell\u2019arte di entrambi sta nella potenza del colore e in quella della pennellata. Nel mettere in scena questo dialogo a distanza in un luogo altrettanto potente come Palazzo Te, non mi \u00e8 rimasta che un\u2019unica soluzione: la semplicit\u00e0 e il silenzio. \u2014 Piero Lissoni<\/p>\n<p>\u00c8 con questa consapevolezza che sono state operate sia le scelte di Lissoni Associati nell\u2019allestimento, del proprio momento storico e culturale.<\/p>\n<p>Il codice contemporaneo adottato nel progetto espositivo \u2013 molto semplice, ma curato nei dettagli e a veicolare un messaggio che \u00e8 capace di emozionarci indipendentemente dal fatto che sia stato scritto 500 anni fa o ieri.<br \/>\nQuesta scelta cede cos\u00ec il passo al valore estetico delle opere senza lasciarsi tentare dall\u2019impulso<br \/>\ndi un\u2019interpretazione, limitandosi a costruire la narrazione del dialogo tra le opere stesse in una cornice attenta alle proporzioni e rispettosa del contesto della messa in scena. progettuale.<\/p>\n<p>mostra, sintesi delle due opere che aprono e chiudono questo singolare dialogo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 21\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>TIZIANO \/ GERHARD RICHTER Il cielo sulla terra<\/p>\n<p>A cura di Stefano Baia Curioni, Helmut Friedel e Giovanni Iovane<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>TIZIANO \/ GERHARD RICHTER<br \/>\nIl cielo sulla terra A CURA DI STEFANO BAIA CURIONI, HELMUT FRIEDEL E GIOVANNI IOVANE cm 19 x 24 | brossura | 252 pagine | testi in italiano e inglese<br \/>\n<strong><span style=\"color: #ff00ff;\">28,00 euro<\/span> <\/strong>| ISBN 978-88-7570-739-2<\/p>\n<p>Il volume Tiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra , pubblicato in occasione dell\u2019omonima mostra a Palazzo Te a Manto- va, raccoglie saggi inediti che esplorano il rapporto tra i due autori e i diversi livelli di lettura del tema, fondamentale per l\u2019arte occidentale, dell\u2019Annunciazione. Giulio Busi propone una riflessione sulle Annunciazioni nella cultura ebraica e Annarosa Buttarelli un contributo sull\u2019interpretazione della filosofia della di erenza; gli approfondimenti su Tiziano sono a dati a Mar- sel Grosso e Claudia Cieri Via, che riflette in particolare sugli echi dell\u2019Annunciazione nella storia della pittura dopo Tiziano, mentre Helmut Friedel e Giovanni Iovane si so ermano sull\u2019opera di Gerhard Richter.<\/p>\n<p>\u00c8 il 1972 quando, durante una visita alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, Richter riconosce nell\u2019Annunciazione di Tiziano una qualit\u00e0 \u201cche rende arte un\u2019opera d\u2019arte\u201d, e decide di copiare il quadro veneziano. Da allora il dialogo con l\u2019antico maestro cadorino resta come un\u2019ispirazione e un\u2019intonazione di fondo del lavoro di Richter. La Fondazione Palazzo Te, grazie ai curatori Helmut Friedel, Giovanni Iovane e Marsel Grosso, ha proposto al grande artista tedesco di raccontare questo dialogo, proprio a partire da due capolavori di Tiziano: l\u2019Annunciazione di San Rocco e quella conservata al Museo Nazionale di Capodimonte. Gerhard Richter ha risposto elaborando un percorso di 17 opere nelle quali, con delicatezza e per allusio- ni, racconta una storia, tutta giocata sul segreto della visione, che diventa anche una riflessione sul senso della pittura che accomuna Tiziano e Richter.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Corraini Edizioni<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>www.corraini.com sales@corraini.com<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Via Ippolito Nievo, 7\/a \u00b7 46100 Mantova T +39 0376 322753 \u00b7 F +39 0376 365566<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 22\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>BIOGRAFIE CURATORI E AUTORI<\/p>\n<p>STEFANO BAIA CURIONI \u00e8 Direttore della Fondazione Palazzo Te dal giugno 2018, dopo aver ricoperto la carica di Presidente del Centro Internazionale d\u2019Arte e di Cultura di Palazzo Te dal febbraio 2016 fino al momento della trasformazione in Fondazione; professore associato presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell&#8217;Universit\u00e0 Bocconi. \u00c8 stato uno dei fondatori del corso di laurea di Economia per le arti e la cultura aperto dall\u2019Universit\u00e0 Bocconi, dal 2004 al 2012 direttore della laurea biennale e del centro di ricerca ASK per lo sviluppo dei temi connessi al rapporto tra cultura, economia e societ\u00e0 di cui \u00e8 vicepresidente. Dal 2012 \u00e8 visiting professor all\u2019IMT di Lucca presso il phd Heritage Management and Development. \u00c8 nel management commitee del Global Consortium for Heritage Conservation fondato dall\u2019universit\u00e0 di Yale. Dopo aver servito in diverse commissioni ministeriali presso il MiBAC, nel 2014 \u00e8 stato consigliere del ministro Franceschini, nel 2015 e 2016 membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, nel 2017 e 2018 Presidente della commissione per la nomina di Capitale Italiana della Cultura, dal 2017 membro della commissione di valutazione dell\u2019Italian Council per l\u2019arte contemporanea del MiBAC. Svolge, inoltre, servizio come consigliere di amministrazione del Museo Nazionale Pinacoteca Braidense, del Piccolo Teatro di Milano, della Fondazione Ratti. Dopo aver studiato la storia del mercato finanziario in Italia, si \u00e8 concentrato dai primi anni Duemila sullo studio delle trasformazioni dei sistemi di produzione e scambio culturale in et\u00e0 moderna e contemporanea. Tra le sue principali pubblicazioni \u201cStorie di Casa Ricordi\u201d edito dal Saggiatore nel 2011 e \u201cCosmopolitan Canvases\u201d con Olav Velthuis, pubblicato nel 2015 per Oxford University press.<\/p>\n<p>GIULIO BUSI dopo gli insegnamenti di Lingua e letteratura ebraica all&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari di Venezia e all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, \u00e8 professore ordinario alla Freie Universit\u00e4t di Berlino, dove dirige l&#8217;Istituto di Giudaistica. Si \u00e8 occupato in particolare di studi medievali e cultura ebraica; in seguito ha focalizzato la sua attenzione sul simbolismo ebraico e la Kabbalah, di cui analizza la storia, i valori letterari e le implicazioni estetiche. Ha dedicato diverse ricerche ai rapporti tra ebraismo e cristianesimo nel Medioevo e nel Rinascimento. Collabora con riviste specialistiche e quotidiani, tra i quali &#8220;Tagesspiegel&#8221; e &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221; dove cura una rubrica settimanale dedicata al patrimonio storico e letterario del giudaismo; \u00e8 general editor di &#8220;The Kabbalistic Library of Giovanni Pico della Mirandola&#8221;. Tra i suoi libri: &#8220;Influssi italiani nella letteratura ebraica dell&#8217;et\u00e0 del Rinascimento&#8221;, &#8220;La gabbalah&#8221;, &#8220;Mantova e la qabbalah&#8221;, &#8220;Qabbalah visiva&#8221;, &#8220;Giovanni Pico della Mirandola. Mito, magia, Qabbalah&#8221; (con Raphael Ebgi). Nella collana di storia Le Scie dell&#8217;editore Mondadori sono uscite o di prossima uscita le biografie: &#8220;Lorenzo de&#8217; Medici. Una vita da Magnifico&#8221; (2016), &#8220;Michelangelo. Mito e solitudine del Rinascimento&#8221; (2017), &#8220;Marco Polo&#8221; (2018, in libreria a settembre).<\/p>\n<p>ANNAROSA BUTTARELLI ha insegnato Filosofia della Storia e Ermeneutica Filosofica all\u2019Universit\u00e0 di Verona, dove ha ideato e coordinato scientificamente il master di II livello \u201cConsulenza filosofica di trasformazione\u201d. Fa parte dall\u2019inizio del Comitato<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 23\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Organizzatore di Festivaletteratura di Mantova. Dal 1988 fa parte della Comunit\u00e0 filosofica Diotima che ha elaborato in Italia il pensiero della differenza sessuale. Dirige due collane editoriali di cui una, presso Moretti&amp;Vitali, si intitola \u201cPensiero e pratiche di trasformazione\u201d. Collabora per la formazione avanzata e per la progettazione culturale con il MIBACT e con la Galleria d\u2019arte moderna e contemporanea di Roma. \u00c8 titolare di un seminario integrativo a tutte le discipline dell\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha scritto numerosi saggi e alcune monografie, oltre che aver curato numerosi libri collettivi e traduzioni di opere di Maria Zambrano, di cui \u00e8 una delle maggiori studiose. La sua ultima monografia \u00e8 Sovrane. L\u2019autorit\u00e0 femminile al governo, il Saggiatore, Milano 2013, tre ristampe e la riedizione aggiornata e accresciuta nel 2017.<\/p>\n<p>CLAUDIA CIERI VIA \u00e8 professore ordinario di Storia della Critica d&#8217;Arte e di Iconografia e Iconologia alla Sapienza Universit\u00e0 di Roma; Senior Research Fellows della Scuola di Studi Avanzati della \u2018Sapienza\u2019 (SSAS) e coordinatore dell\u2019Area di Studi Umanistici. \u00c8 stata Visiting scholar all\u2019Institute for Advanced Studies di Princeton (USA) (1995), Visiting professor all\u2019Universit\u00e0 La Sorbonne a Parigi (2002-2014); all\u2019Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi (2010); Fulbright Professor a Northwestern University (Evanston &#8211; Chicago) 2009-10; Senior Alina Mellon Fellow al Center for Advanced Study in the Visual Arts (CASVA), Washington, National Gallery of Art, (2010); Visiting professor al Sterling and Francine Clarck Art Institute, Williamstown, Massachussetts (2011). Membro del Comitato Scientifico dell\u2019ENEA; delle Gallerie dell\u2019arte moderna Barberini, Corsini a Roma dell\u2019European Council. Ha fondato il sito ICONOS dedicato alle Metamorfosi di Ovidio fra immagini e testi, on line dal 2004 all\u2019indirizzo www.iconos.it. I suoi studi sull\u2019arte del XV e XVI secolo in Italia (Tiziano, 1995; Piero della Francesca, 1996; Tintoretto, 2008; Mantegna, 2010; Sebastiano del Piombo, 2012; Leonardo, 2016; Antonello da Messina, 2016), sulla pittura mitologica (Immagini degli dei. Mito e collezionismo a Roma fra \u2018500 e \u2018600, Electa, 1996; L\u2019arte delle Metamorfosi, 2003; Il Sistema decorativo delle dimore storiche nel territorio romano, Roma 2007; Unit\u00e0 e frammenti di modernit\u00e0. Arte e scienza nella Roma di Gregorio XIII, Boncompagni 1572-1585, Pisa, 2012) si affiancano a quelli teorici e storiografici con interessi per la ricerca artistica contemporanea.<\/p>\n<p>HELMUT FRIEDEL ha svolto gli studi universitari tra Monaco e Firenze, dopo la laurea vince una borsa di studio alla Biblioteca Hertziana a Roma. Insegna presso l\u2019Universit\u00e0 e l\u2019Accademia di belle arti di Monaco. Dal 1977 \u00e8 curatore d\u2019arte contemporanea del Lenbachhaus, Monaco e dal 1990 al 2013 ne \u00e8 il direttore. Dal 2014 al 2017 \u00e8 direttore del Museum Frieder Burda, Baden-Baden. \u00c8 socio al Akademie der Sch\u00f6nen K\u00fcnste, Monaco e dell\u2019Accademia di San Luca, Roma.<\/p>\n<p>MARSEL GROSSO si \u00e8 laureato in DAMS nel 2002 presso l\u2019Universit\u00e0 della Calabria e ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia dell\u2019arte nel 2008 presso l\u2019Universit\u00e0 di Udine. Tra il 2011 e il 2017 \u00e8 stato assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Beni Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, prima per lo svolgimento di un progetto di ricerca dedicato a Giorgio Vasari pittore e storiografo. I rapporti con la cultura artistica veneta del Rinascimento, poi nell\u2019ambito del progetto strategico EVERE \u201cVenetian<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 24\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Renaissance Painting and Europe\u201d, 2013\/2017. Attualmente \u00e8 assegnista di ricerca presso lo stesso Ateneo per lo svolgimento di un progetto di ricerca biennale dedicato a Francesco Sansovino e le arti. Tra le sue pubblicazioni: M. Grosso, Per la fama di Tiziano nella cultura artistica dell\u2019Italia spagnola. Da Milano al viceregno, Udine, Forum, 2010; in corso di stampa: M. Grosso-G. Guidarelli, Tintoretto e l\u2019architettura, Venezia, Marsilio, 2018.<\/p>\n<p>GIOVANNI IOVANE \u00e8 professore di Storia dell\u2019arte contemporanea presso l\u2019Accademia di Brera, Milano. Ricopre attualmente la carica di Vice Direttore. Critico d\u2019arte e curatore indipendente. \u00c8 stato guest curator alla Lenbachhaus di Monaco; Museo Cantonale d\u2019Arte di Lugano; Fondation de l\u2019Hermitage, Lausanne; Fondazione Brodbeck, Centro per l\u2019Arte Contemporanea, Catania; Riso, Museo d\u2019arte contemporanea della Sicilia, Palermo; Chiostri di Sant\u2019Eustorgio, Museo Diocesano\/Basilica Sant\u2019Eustorgio, Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni, Giovanni Iovane, Negative Capability-Paintings, Saggi di critica d\u2019arte, Silvana ed., 2013. In uscita: Giovanni Iovane, Sergio Risaliti, Gustav Klimt, Bompiani, 2018.<\/p>\n<p>AUGUSTO MORARI si \u00e8 diplomato al Liceo Artistico e nel 1958 all\u2019Accademia di Brera di Milano. Dal 1961 al 1984 \u00e8 docente di ruolo nelle discipline di educazione artistica e disegno presso le scuole statali inferiori e superiori. Collabora con l\u2019istituto Centrale del Restauro di Roma per il restauro di opere d\u2019arte in occasione della mostra di Andrea Mantegna a Palazzo Ducale a Mantova nel \u201861. Numerosi i restauri eseguiti su affreschi e intonaci antichi presenti nelle abitazioni e nei palazzi pi\u00f9 prestigiosi di Mantova e su dipinti antichi tra cui un Domenico Fetti e un di P.P. Rubens custoditi a Palazzo Ducale. Dal 1990 collabora in attivit\u00e0 didattiche offrendo contributi sulla tecnica dell\u2019affresco e degli stucchi. Collabora contestualmente alla realizzazione di varie mostre, seminari e pubblicazioni, e come tecnico di restauro nella conservazione delle opere d\u2019arte negli allestimenti di svariate rassegne a Palazzo Te e Casa del Mantegna a Mantova e Palazzo Reale a Milano. \u00c8 curatore delle mostra \u201cGiorgio Morandi eTacita Dean\u201d, a Palazzo Te nel 2017 e \u201cI Pesenti\u201d al Museo Diocesano di Mantova nel 2018. Nel 21 dicembre 2015 riceve la nomina di componente del Comitato Scientifico di Palazzo Ducale di Mantova.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 25\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>OFFERTA DIDATTICA<\/p>\n<p>Il progetto didattico della mostra TIZIANO\/GERHARD RICHTER. IL CIELO SULLA TERRA \u00e8 rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e si articola in due fasi distinte, per una durata complessiva di circa 2 ore.<\/p>\n<p>VISITA ALLA MOSTRA: un esercizio di ascolto e osservazione, dove un primo racconto introduttivo sugli artisti e la storia delle opere esposte conduce poi all\u2019analisi delle superfici pittoriche. Il percorso in mostra \u00e8 interattivo, lo studente sar\u00e0 tenuto ad ascoltare e a ragionare sulle nozioni trasmesse ma anche ad intervenire liberamente esprimendo le proprie curiosit\u00e0, dubbi e riflessioni. Attraverso la libert\u00e0 espressiva verbale si creano cos\u00ec occasioni di dibattito e di confronto, funzionale a un processo di apprendimento facile e divertente.<\/p>\n<p>ATTIVITA\u2019 LABORATORIALE: gli elementi teorici assimilati nel corso della visita ritornano come temi principali da ripercorrere nelle attivit\u00e0 pratiche &#8211; disegno, pittura, ritaglio, collage &#8211; naturalmente differenziate in base al grado scolastico. Un\u2019esperienza di apprendimento stimolante che combina momenti di riflessione ad attivit\u00e0 pratiche e di gioco, con l\u2019obiettivo di scoprire e valorizzare la manualit\u00e0 di ciascun bambino, imparare nuove tecniche, stimolare fantasia e creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Il progetto didattico si articola sui seguenti concetti-chiave:<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 una mostra esibisce due artisti tanto lontani e diversi?<br \/>\n&#8211; Pensare al formato del quadro: orizzontale \/ verticale<br \/>\n&#8211; Le diverse tecniche pittoriche<br \/>\n&#8211; Arte astratta \/ arte figurativa<br \/>\n&#8211; Il rapporto tra fotografia e pittura<br \/>\n&#8211; Il potere comunicativo del colore<br \/>\n&#8211; Alla ricerca del valore simbolico tra elementi raffigurati e colori<br \/>\n&#8211; I protagonisti dell\u2019Annunciazione: L\u2019Angelo e la Vergine, il Cielo e la Terra<\/p>\n<p>Nel corso dei laboratori questi concetti guideranno e ispireranno le varie attivit\u00e0 manuali focalizzate su 4 tematiche:<br \/>\n&#8211; colore<br \/>\n&#8211; gesto<\/p>\n<p>&#8211; composizione &#8211; punto di vista<\/p>\n<p>Per le scuole l\u2019attivit\u00e0 didattica \u00e8 gratuita e si svolge il marted\u00ec e il gioved\u00ec mattina, previo accordo orario e prenotazione da parte delle insegnanti, dal 23 ottobre al 20 dicembre.<\/p>\n<p>Per le famiglie il costo dell\u2019attivit\u00e0 didattica \u00e8 di 5 a bambino fino agli 11 anni, dai 12 si aggiunge il costo del biglietto ridotto speciale di 4 ; accompagnatori adulti 12 per ingresso mostra e palazzo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 26\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>I sabati in calendario alle ore 16.30 e le domeniche alle ore 11.00 nei giorni: 21 ottobre 2018<br \/>\n10, 11, 24, 25 novembre 2018<br \/>\n8, 9, 22 dicembre 2018<\/p>\n<p>5 gennaio 2019<\/p>\n<p>La prenotazione obbligatoria:<br \/>\nT + 39 0376 369198 il mattino da luned\u00ec a venerd\u00ec dalle 9.00 alle 13.00 M fvischi@fondazionepalazzote.it<br \/>\nC + 39 349 6908697<\/p>\n<p>Ideazione e sviluppo del progetto:<br \/>\nFrancesca Vischi, Didattica e Assistente di progetto Fondazione Palazzo Te Arianna Maiocchi, Operatrice didattica<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 27\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PUBLIC PROGRAM<br \/>\nIL CIELO SULLA TERRA<br \/>\n7 ottobre 2018 \/ 6 gennaio 2019<\/p>\n<p>In occasione delle mostre allestite a Mantova, TIZIANO\/GERHARD RICHTER. IL CIELO SULLA TERRA a Palazzo Te e PIENA DI GRAZIA. ANNUNCIAZIONI DAL IX AL XIX SECOLO al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019, \u00e8 in programma un ciclo di appuntamenti e approfondimenti sui protagonisti e sui temi presentati negli eventi espositivi.<\/p>\n<p>La Fondazione Palazzo Te e il Museo Diocesano presentano 10 conversazioni, 2 reading, 1 proiezione, 1 concerto, 4 visite guidate tra Mantova, Milano e Roma, coinvolgendo studiosi, critici, musicisti, attori e artisti che hanno contribuito a creare una serie di incontri aperti al pubblico.<\/p>\n<p>Il Public Program \u00e8 organizzato dal Comune di Mantova, dalla Fondazione Palazzo Te, dalla Diocesi di Mantova e dal Museo Diocesano Francesco Gonzaga, in collaborazione con Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, Ars Creazione e Spettacolo, Diabolus in musica &#8211; Eterotopie Piano Festival | Mantova Musica &#8211; Accademia pianistica di Mantova, La Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Mignon Cinema d&#8217;Essai.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 29\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 31\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PALAZZO TE<\/p>\n<p>Anticamente situato su un&#8217;isola posta al centro del quarto lago di Mantova ora prosciugato, Palazzo Te \u00e8 uno dei pi\u00f9 straordinari esempi di villa rinascimentale suburbana manierista. L\u2019intero complesso, decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano (1499 \u2013 1546) per Federico II Gonzaga (1500 \u2013 1540) come luogo destinato all&#8217;ozio del principe e ai fastosi ricevimenti. Sin dall\u2019origine il Palazzo si apriva, attraverso ampie logge, su vasti giardini destinati a rendere gradevole il soggiorno nel palazzo pensato su imitazione delle antiche ville romane.<\/p>\n<p>La struttura architettonica delle facciate esterne dell\u2019edificio \u00e8 caratterizzata dalla lavorazione a bugnato delle superfici murarie e dalla presenza dell\u2019ordine gigante di paraste lisce doriche che ne scandiscono il ritmo. All\u2019interno il palazzo appare organizzato attorno ad un grande cortile quadrato chiuso sui quattro lati da paramenti murari a bugnato liscio scanditi dall\u2019ordine unico di semicolonne doriche che sorreggono una trabeazione classica a metope e triglifi.<\/p>\n<p>Sebbene anche esternamente si conservino tracce di zone decorate ad affresco, \u00e8 soprattutto negli interni che il visitatore pu\u00f2 apprezzare la preziosa decorazione ad affresco e i raffinatissimi stucchi che ornano la villa. L\u2019intera decorazione degli ambienti fu realizzata su progetto di Giulio Romano che ide\u00f2 non solo la struttura architettonica dell\u2019edificio, ma anche gli splendidi cicli decorativi ad affresco, i camini, i soffitti, i pavimenti di tutti gli ambienti, curandone ogni dettaglio, per poi affidarne l\u2019esecuzione a una serie di qualificati collaboratori.<\/p>\n<p>Le sale del pianterreno, destinate ad accogliere gli appartamenti di Federico Gonzaga e dei suoi ospiti, conservano ancora oggi quasi integralmente le preziose decorazioni ad affresco e a stucco originali. Veri gioielli dell\u2019arte manierista sono in particolare la Camera di Amore e Psiche e la Camera dei Giganti.<\/p>\n<p>Nelle sale del piano superiore sono attualmente esposte al pubblico le diverse collezioni del Museo: la collezione Gonzaghesca di coni, monete, sigilli, medaglie, pesi e misure; la collezione Mondadori con i dipinti di Federico Zandomeneghi e Armando Spadini e due preziose collezioni archeologiche: la collezione egizia &#8220;Giuseppe Acerbi&#8221; e quella mesopotamica &#8220;Ugo Sissa&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 32\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>SCHEDA TECNICA<\/p>\n<p>PRODOTTO E REALIZZATO DA Comune di Mantova Fondazione Palazzo Te Museo Civico di Palazzo Te<\/p>\n<p>CON IL PATROCINIO DI<br \/>\nMinistero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali<\/p>\n<p>CON LA COLLABORAZIONE DI<br \/>\nDiocesi di Mantova<br \/>\nMuseo Diocesano Francesco Gonzaga<\/p>\n<p>CON IL CONTRIBUTO DI<br \/>\nFondazione Banca Agricola Mantovana Banca Monte dei Paschi di Siena<\/p>\n<p>CON IL SUPPORTO DI<br \/>\nAmici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani<\/p>\n<p>SPONSOR TECNICI<br \/>\nManerba S.p.A.<br \/>\nPilkington Italia S.p.A. \u2013 NSG Group Glas Italia \u2013 Industria Vetraria Emar s.r.l.<\/p>\n<p>MOSTRA A CURA DI Helmut Friedel Marsel Grosso Giovanni Iovane<\/p>\n<p>PROGETTO ESPOSITIVO Lissoni Associati<br \/>\nPiero Lissoni<br \/>\nGianni Fiore<\/p>\n<p>PROGETTO GRAFICO Graph.X<br \/>\nSonia Mion<\/p>\n<p>ESECUZIONE GRAFICA Matteo Scarduelli<\/p>\n<p>ALLESTIMENTO Krea<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 33\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PROGETTO ILLUMINOTECNICO Erco Illuminazione s.r.l.<\/p>\n<p>TRASPORTI<br \/>\nApice Milano Interlinea srl Venezia<\/p>\n<p>ASSICURAZIONI<br \/>\nArt Defender Insurance &#8211; Axa-Art Quality Service<\/p>\n<p>UFFICIO STAMPA Lara Facco P&amp;C<\/p>\n<p>CATALOGO Corraini Edizioni<\/p>\n<p>Per i prestiti si desidera ringraziare:<br \/>\nBiblioteca Nazionale Centrale, Firenze Galleria degli Uffizi, Firenze<br \/>\nMuseo Civico di Bassano del Grappa (Vicenza) Museo di Capodimonte, Napoli<\/p>\n<p>Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco, Venezia<br \/>\nUn ringraziamento particolare a Gerhard Richter e ai funzionari dell\u2019Atelier Richter.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 34\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>FONDAZIONE PALAZZO TE<\/p>\n<p>FONDATORE PROMOTORE Comune di Mantova<\/p>\n<p>PARTECIPANTI FONDATORI Cartiera Mantovana Ies-italiana energia e servizi Levoni<\/p>\n<p>Lubiam<br \/>\nSaviola Holding Tea<\/p>\n<p>SOSTENITORI<br \/>\nCamera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Mantova Marcegaglia Holding<br \/>\nPrima Services<br \/>\nVerona 83<\/p>\n<p>PRESIDENTE Enrico Voceri<\/p>\n<p>DIRETTORE Stefano Baia Curioni<\/p>\n<p>CONSIGLIO DIRETTIVO Alberto Marenghi, Elda Mengazzoli, Luca Nicolini<\/p>\n<p>COLLEGIO SINDACALE Gino Bardini, Roberto Lombardelli, Cristiano Frigo<\/p>\n<p>COMITATO SCIENTIFICO Stefano Benetti, Francesca Cappelletti, Daniela Ferrari, Augusto Morari, Italo Scaietta<\/p>\n<p>AMMINISTRAZIONE Stefano Ongari<br \/>\nRESPONSABILE MOSTRE E PROGETTI DI RICERCA Daniela Sogliani RESPONSABILE TECNICO ADDETTO ALLA SICUREZZA Pierpaolo Consoli ASSISTENTE DIREZIONE, RELAZIONI ISTITUZIONALI E PRODUZIONI Micaela Rossi ASSISTENTE DI PROGETTO E DIDATTICA Francesca Vischi<br \/>\nUFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE Federica Leoni<br \/>\nCOLLABORATRICI AL PROGETTO Ilaria Nodari, Giulia Toscani<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 35\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>MUSEO CIVICO DI PALAZZO TE<\/p>\n<p>DIRETTORE Stefano Benetti CONSERVATORE Roberta Piccinelli<\/p>\n<p>AMMINISTRAZIONE Catia Bianchi, Stefano d\u2019Aprile<br \/>\nCENTRO STUDI COLLEZIONI CIVICHE E BIBLIOTECA Monica Benini UFFICIO MOSTRE Carlo Micheli<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 36\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 37\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 38\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>LA FONDAZIONE BANCA AGRICOLA MANTOVANA<\/p>\n<p>E\u2019 stata costituita nel 2000 da Banca Monte dei Paschi di Siena e Banca Agricola Mantovana, con un patrimonio di 5 milioni di euro e ha iniziato la propria attivit\u00e0 nel 2001.<\/p>\n<p>Fino a oggi, la Fondazione BAM ha valorizzato oltre 1.050 progetti della comunit\u00e0 mantovana nei settori della cultura e del patrimonio artistico, del campo sociale e dell\u2019istruzione e della ricerca scientifica, erogando a Enti e Associazioni del territorio circa 22.6 milioni di euro.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito degli interventi nel settore culturale, la Fondazione BAM ha riservato un\u2019attenzione particolare al Centro Internazionale d\u2019Arte e di Cultura di Palazzo Te, che ha sempre considerato il principale attore per l\u2019internazionalizzazione della citt\u00e0, sostenendo importanti mostre, sia sul piano qualitativo che su quello scientifico, che hanno portato all\u2019attenzione del grande pubblico il capoluogo di Mantova.<\/p>\n<p>Dal 2002 fino ai giorni nostri, la Fondazione BAM ha sostenuto finanziariamente 19 eventi espositivi, con contributi pari a 2.150 milioni di euro.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si devono aggiungere le risorse erogate per i restauri di Palazzo Te (Giardino Segreto, Sala dei Giganti, Camera delle Imprese, Collezione Egizia, ecc. &#8230;) e di Palazzo Ducale (manutenzione straordinaria \u201cGalleria della Mostra\u201d e \u201cGalleria dei Mesi\u201d), pari a circa 1.1 milione di euro.<\/p>\n<p>Mantova, 18 settembre 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 39\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PRINCIPALI MOSTRE D\u2019ARTE SOSTENUTE DALLA FONDAZIONE BAM<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>2002<\/p>\n<p>2002Y2003<\/p>\n<ol start=\"2003\">\n<li>2003<\/li>\n<li>2004<\/li>\n<li>2005<\/li>\n<li>2006<\/li>\n<\/ol>\n<p>2007<\/p>\n<p>2008<\/p>\n<ul>\n<li><\/li>\n<li><\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"2009\">\n<li>2009<\/li>\n<li>2010<\/li>\n<li>2011<\/li>\n<li>2012<\/li>\n<\/ol>\n<p>2017<\/p>\n<p>2018<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>\u201cPom Aria\u201d (Vanni Viviani)<\/p>\n<p>\u201cGonzaga. La Celeste Galeria. Il Museo dei Duchi di Mantova\u201d<\/p>\n<p>\u201cTra la terra e il cielo\u201d (Tazio Nuvolari)<\/p>\n<p>\u201cLe Ceneri Violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio\u201d<\/p>\n<p>\u201cPannini \u2013 Ritratto di una collezione\u201d<\/p>\n<p>\u201cMantegna a Mantova 1460Y1506\u201d \u201cSemeghini e il chiarismo fra Milano e Mantova\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa Nazione dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi\u201d \u201cJean Prouv\u00e9\u201d<\/p>\n<p>\u201cLa forza del Bello. L\u2019arte greca conquista l\u2019Italia\u201d \u201cIl Cammeo Gonzaga. Arti preziose alla Corte di Mantova\u201d \u201cIl sarcofago di Aukhekonsu\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u201dQuando scatta Nuvolari. Storia, velocit\u00e0, passioni\u201d<\/p>\n<p>\u201cGli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento\u201d<\/p>\n<p>\u201cVirgilio. Volti e immagini del Poeta\u201d<\/p>\n<p>\u201cDipinti, sculture e disegni del Novecento\u201d<\/p>\n<p>\u201cGiorgio Morandi e Tacita Dean. Semplice come tutta la mia vita\u201d \u201cIl tessuto come arte. Antonio Ratti imprenditore e mecenate\u201d<\/p>\n<p>\u201cMarc Chagall. Come nella pittura cos\u00ec nella poesia\u201d \u201cTiziano\/Gerard Richter. Il cielo sulla terra\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 40\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Manerba per l\u2019arte.<br \/>\nL\u2019azienda mantovana di uffici contemporanei sostiene la mostra TIZIANO \/ GERARD RICHTER Il cielo sulla terra.<br \/>\nPalazzo Te, Mantova, 7.10.2018 \/ 6.1.2019<\/p>\n<p>Manerba \u2013 da tempo sensibile al mondo dell\u2019arte e impegnata nella promozione di iniziative culturali \u2013 \u00e8 sponsor tecnico della mostra Tiziano \/ Gerhard Richter Il cielo sulla terra, in programma dal 7 ottobre nella splendida cornice di Palazzo Te a Mantova, in un allestimento firmato dallo studio di Piero Lissoni, confermando cos\u00ec anche il profondo legame con il proprio territorio.<\/p>\n<p>Ma cosa c\u2019entra l&#8217;arte con gli uffici, la routine lavorativa, le riunioni aziendali?<br \/>\nLe aziende sempre pi\u00f9 frequentemente si avvicinano al mondo dell\u2019arte, traendone ispirazione, inaugurando partnership, sostenendolo. Uscire dagli uffici (e dagli schemi consueti) ci aiuta ad essere pi\u00f9 creativi, produttivi, a pensare \u201clateralmente\u201d, per ritrovare capacit\u00e0 decisionale e visione.<\/p>\n<p>Manerba \u2013 da 50 anni \u00e8 impegnata a immaginare, disegnare e produrre arredi per uffici che siano versatili, ergonomici, flessibili, belli e funzionali \u2013 non poteva mancare in questo contesto, per dare evidenza e concretezza al suo concetto di Evolving Office, un ufficio che sempre meno si trova tra le pareti tradizionali e sempre pi\u00f9 si contamina e si arricchisce in nuove, altre, stimolanti situazioni. Palazzo Ducale, La Triennale di Milano, e oggi Palazzo Te sono alcuni dei partner che hanno selezionato e scelto i prodotti Manerba, ideali per l\u2019ufficio contemporaneo cos\u00ec come per arredare e ispirare spazi pubblici di connessione e condivisione.<\/p>\n<p>Allora perch\u00e9 non ammirare un quadro di Tiziano piacevolmente accomodati su un pouf Cup di Manerba, disegnato da Raffaella Mangiarotti? I pouf Manerba \u2013 collocati in alcune delle sale espositive &#8211; invitano a una convivialit\u00e0 nuova e informale, e a condividere \u201cil segreto della visione\u201d; l\u2019esperienza artistica diventa di stimolo alla vita lavorativa, restituendole creativit\u00e0 e offrendo nuovi punti di vista. Per tornare in ufficio carichi di nuove energie, spunti, idee.<\/p>\n<p>Fondata a Mantova alla fine degli anni \u201960, per operare nel settore degli arredi per ufficio, Manerba \u00e8 oggi un\u2019azienda al femminile capitanata da tre donne &#8211; Federica, Elisa e Grazia Manerba &#8211; che nel corso degli ultimi 10 anni hanno rivoluzionato in modo soft l\u2019estetica dell\u2019ufficio, intervenendo su colori e finiture; un punto di vista che si respira e trova riscontro nella concezione di spazi di lavoro pi\u00f9 umani, caldi, domestici. Gli uffici secondo Manerba non sono solo e semplicemente luoghi di lavoro. Sono architetture d\u2019interni, spazi abitati, luoghi di riunione e condivisione, dove eleganza e sobriet\u00e0 incontrano femminilit\u00e0, colore, calore e intuito creativo. Manerba da anni declina il suo sostegno all\u2019arte e al territorio con progetti eterogenei, tra arte, architettura, fotografia, creativit\u00e0 giovanile.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PRESS OFFICE ROBERTA EUSEBIO _ PIAZZA MARIA ADELAIDE DI SAVOIA,5 _ 20129 MILANO Tel_+39 02 20404989 &#8211; Email_ info@robertaeusebio.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 41\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>MANERBA<br \/>\nA little more human A little more woman!<\/p>\n<p>Ci sono milioni di uffici nel mondo.<br \/>\nMa quanti sono quelli progettati e pensati dalle donne?<br \/>\nL\u2019uno per cento? Il 2%?<br \/>\nEppure le donne sono oltre la met\u00e0 del genere umano e anche una bella met\u00e0 delle persone che abitano gli uffici delle societ\u00e0 contemporanee evolute.<br \/>\nGli uffici non sono soltanto dei posti di lavoro. Sono le architetture di interni, gli spazi abitati, i luoghi di riunione e condivisione, nei quali passiamo la maggior parte del nostro tempo da svegli!<br \/>\nQuindi l\u2019ufficio non pu\u00f2 essere solo &#8211; lavoro &#8211; maschile &#8211; produzione, ma deve essere anche &#8211; vita &#8211; femminile &#8211; comunicazione.<br \/>\nManerba agisce per favorire un incontro armonico e complementare fra i componenti maschile e femminile, neutro e colorato, pratico ed emozionante, veloce e accurato.<\/p>\n<p>Da 10 anni Manerba \u00e8 guidata da due donne coraggiose e competenti. Due sorelle che hanno preso in mano l\u2019azienda di famiglia, fondata a Mantova dai genitori negli anni \u201970.<br \/>\nElisa Manerba, \u00e8 Amministratore Delegato e Direttore Commerciale Italia- Estero e Grazia Manerba, Amministratore Delegato, Direttore Produzione e Ufficio Progetti.<\/p>\n<p>I prodotti, disegnati e aggiornati con la collaborazione di noti progettisti, sono stati riletti nel corso degli ultimi quattro anni dal punto di vista dei materiali, colori e finiture.<br \/>\nUn progetto soft, nato dall&#8217;idea di rinnovare l&#8217;estetica dell\u2019ufficio intervenendo su colori e finiture, muovendosi dal rigorosamente Office ad un ufficio pi\u00f9 umano, domestico e con una punta di femminilit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>PRESS OFFICE ROBERTA EUSEBIO PIAZZA MARIA ADELAIDE DI SAVOIA,5 20129 MILANO<br \/>\nTel_+39 02 20404989<br \/>\nEmail_ info@robertaeusebio.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 42\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Comunicato Stampa Ottobre 2018<\/p>\n<p>Perch\u00e8 Pilkington Italia \u00e8 presente alla mostra Tiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra<\/p>\n<p>Noi tutti vogliamo che le preziose opere d\u2019arte qui esposte siano immortali.<\/p>\n<p>Per rendere ci\u00f2 possibile, le dobbiamo proteggere dagli atti vandalici, ma anche da attacchi a lungo andare insidiosi: i raggi UVA e UVB che con il tempo, alterandone i colori, le rendono diverse da come gli artisti le hanno volute realizzare.<\/p>\n<p>Per\u00f2 al contempo vorremmo poterle esporre ed ammirare il pi\u00f9 a lungo possibile, osservandole nel modo migliore possibile.<\/p>\n<p>Queste due volont\u00e0, non sono necessariamente antitetiche, se l\u2019opera \u00e8 esposta e conservata con vetri Pilkington OptiViewTM Protect OW.<\/p>\n<p>Si tratta di un vetro con caratteristiche speciali, ideale per adempiere a queste esigenze.<\/p>\n<p>Benefici per la visibilit\u00e0 dell\u2019opera d\u2019arte:<br \/>\nGrazie al suo colore assolutamente neutro, alla sua purezza (bassissimo contenuto di ferro) e allo speciale rivestimento depositato su entrambi le facce della lastra, Pilkington OptiViewTM Protect OW riduce il riflesso della luce sul vetro a solo 2%, lasciando praticamente intatto il piacere della visione dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Benefici per la protezione dal rischio di danneggiamento:<br \/>\n\u00c8 un vetro stratificato di sicurezza, certificato per resistere ai principali casi di vandalismo secondo le norme UNI.<\/p>\n<p>Benefici per la protezione dai raggi ultravioletti:<br \/>\nPilkington OptiViewTM Protect OW blocca il passaggio di oltre il 99% dei raggi UV.<\/p>\n<p>Per poter provare direttamente quanto scriviamo, l\u2019opera di Tiziano, Annunciazione di San Rocco, \u00e8 protetta con il suddetto vetro Pilkington.<\/p>\n<p>Pilkington Italia S.p.A.<\/p>\n<p>Via delle Industrie 46 30175 Porto Marghera (VE) Tel: +39 041 5334911 Fax: +39 041 5317687 Sede Legale 66050 San Salvo (CH) Capitale Sociale Euro 112.996.000,00 int. Versato Codice Fiscale e Partita IVA 00091380691 Reg. Soc. 117 Cancelleria Tribunale di Vasto C.C.I.A.A. Chieti 41685 www.pilkington.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 43\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p>NSG Group \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi produttori mondiali di vetro e di sistemi di vetro in tre principali aree di business: Automobile, Edilizia e Vetro Tecnico. L\u2019attivit\u00e0 \u201cAutomotive\u201d comprende il vetro per il primo equipaggiamento auto e i pezzi di ricambio originali nonch\u00e9 i mercati dei vetri per il trasporto specializzato. L\u2019attivit\u00e0 \u201cArchitectural\u201d fornisce vetro per l\u2019edilizia e per le applicazioni dell\u2019energia solare. L\u2019attivit\u00e0 \u201cTechnical Glass\u201d comprende il vetro ultra sottile per schermi digitali, lenti e guide di luce per stampanti nonch\u00e9 fibre di vetro utilizzate nei separatori di batterie e nelle cinghie dentate di motori. NSG Group ha importanti quote di mercato nella maggior parte delle attivit\u00e0 mondiali dell\u2019Edilizia e dell\u2019Industria Automobilistica, con un ampia portata geografica, che permette di rispondere a clienti le cui operazioni, in particolare nel caso di pezzi originali per l\u2019automobile, sono sempre pi\u00f9 globali.<\/p>\n<p>Oggi il gruppo NSG ha attivit\u00e0 produttive in circa 30 paesi su quattro continenti e vendite in circa 105 paesi. Nell&#8217;esercizio chiuso al 31 marzo 2018, il Gruppo ha registrato un fatturato di 603,9 miliardi di JPY (circa 4,65 miliardi di Euro). Di cui, il 38 per cento \u00e8 stato generato in Europa, il 27 per cento in Giappone, il 13 per cento in Nord America e il 22 per cento nel resto del mondo.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni, visitate il sito www.pilkington.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Pilkington Italia S.p.A.<\/p>\n<p>Via delle Industrie 46 30175 Porto Marghera (VE) Tel: +39 041 5334911 Fax: +39 041 5317687 Sede Legale 66050 San Salvo (CH) Capitale Sociale Euro 112.996.000,00 int. Versato Codice Fiscale e Partita IVA 00091380691 Reg. Soc. 117 Cancelleria Tribunale di Vasto C.C.I.A.A. Chieti 41685 www.pilkington.it<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 44\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><\/div>\n<div class=\"column\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Glas Italia, fondata in Brianza all\u2019inizio degli anni Settanta, produce moderni mobili, porte:pareti divisorie, ed accessori in cristallo, facendo leva sull\u2019esperienza e le conoscenze tecniche, patrimonio della centenaria vetreria di famiglia, nonch\u00e9 sull&#8217;inesauribile passione nella lavorazione del cristallo.<\/p>\n<p>Glas Italia ha intrapreso da anni un deciso processo evolutivo che \u2013 attraverso un\u2019attenta programmazione e un preciso sviluppo della propria collezione \u2013 risulta evidente sia in termini di immagine che di diffusione nei mercati italiano ed estero. Ad oggi l\u2019azienda \u00e8 infatti presente in tutti i cinque continenti e in pi\u00f9 di 100 nazioni.<\/p>\n<p>Lo studio e la progettazione del materiale cristallo si avvalgono della pi\u00f9 avanzata tecnologia, in grado di vincere le sfide concrete che lavorazioni sempre pi\u00f9 complesse comportano, e della collaborazione con prestigiosi designer internazionali che vedono compiersi idee e intuizioni frutto del loro talento creativo.<\/p>\n<p>La raffinatezza e l\u2019originalit\u00e0 delle proposte, la loro qualit\u00e0 intrinseca e formale, rappresentano i tratti salienti e riconoscibili dei prodotti Glas Italia che trovano egualmente applicazione nel settore casa, ufficio e contract.<\/p>\n<p>La collezione Glas Italia include modelli disegnati \u2013 tra gli altri \u2013 da: Piero Lissoni (art director a partire dal 2004), Edward Barber &amp; Jay Osgerby, Mario Bellini, Ronan &amp; Erwan Bouroullec, Michele De Lucchi, Naoto Fukasawa, Nendo, Johanna Grawunder, Shiro Kuramata, Tokujin Yoshioka, Jean:Marie Massaud, Alessandro Mendini, Jasper Morrison, Patrick Norguet, Jean Nouvel, Claudio Silvestrin, Ettore Sottsass, Philippe Starck, Patricia Urquiola, Nanda Vigo.<\/p>\n<p>GLAS ITALIA<br \/>\nVia Cavour, 29 I:20846 Macherio MB Ph 0039 039 2323202 www.glasitalia.com glas@glasitalia.com<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 45\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Comunicato stampa<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>ERCO Illuminazione S.r.l. Viale Sarca 336\/F<br \/>\n20126 Milano<br \/>\nItalia<\/p>\n<p>Tel.: +39 (0) 02 3658 7284 Fax: +39 (0) 02 643 7831 www.erco.com<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>A Palazzo Te le opere di Gerhard Richter in una mostra che racconta il suo rapporto con la pittura di Tiziano.<\/p>\n<p>Mantova, 06 ottobre 2018.<br \/>\nIl \u201cdialogo\u201d tra l\u2019artista contemporaneo tedesco ed il grande maestro veneto nella mostra \u201cTiziano\/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra\u201d allestita a Palazzo Te dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio 2019.<br \/>\nUn percorso di 17 opere legato al tema dell\u2019Annunciazione di Tiziano a cui l\u2019artista tedesco si \u00e8 ispirato. L\u2019illuminazione curata dallo Studio Lissoni \u00e8 stata realizzata attraverso proiettori ERCO Pollux a LED di ultima generazione.<br \/>\nLa famiglia di prodotto Pollux rappresenta lo stato dell\u2019arte nelle applicazioni museali in quanto in un design moderno e compatto garantisce la massima versatilit\u00e0 possibile per spazi espositivi offrendo ben 8 sistemi ottici intercambiabili per adattarsi alle opere esposte, un dimmer a bordo per regolare l\u2019intensit\u00e0 della luce e accessori specifici, tutti volti alla massima valorizzazione delle opere.<\/p>\n<p>L\u2019illuminazione museale impone un\u2019elevata sensibilit\u00e0 e competenza ed i progettisti illuminotecnici, nell\u2019affrontare spazi espositivi, necessitano di strumenti tecnici di illuminazione in grado di coniugare prestazioni qualitative uniche ed elevata affidabilit\u00e0 nel tempo.<\/p>\n<p>ERCO, nel connubio tra un sistema ottico brevettato di proiezione e l\u2019utilizzo delle migliori sorgenti attualmente disponibili, offre un\u2019illuminazione d\u2019accento incentrata sulla percezione in grado di valorizzare in modo unico le opere d\u2019arte presenti.<\/p>\n<p>Grazie alla luce sostanzialmente priva di componenti dannose per le opere d\u2019arte (come raggi UV ed IR) e ad alimentatori dimmerabili con un livello di precisione elevatissimo, \u00e8 possibile tenere sotto controllo l\u2019illuminamento (grazie alla possibilit\u00e0 di agire \u201con board\u201d dimmerando l\u2019intensit\u00e0 della luce dall\u2019 1% al 100% ) e la fruizione e la conservazioni dei capolavori non rappresenta pi\u00f9 un problema, garantendo al contempo un comfort visivo eccellente.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 46\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Comunicato stampa<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019elevata resa cromatica su tutto lo spettro garantisce una illuminazione di elevata qualit\u00e0 in grado di restituire colori naturali su tutte le tonalit\u00e0. Una luce che esalta le trame e fa \u201cvibrare\u201d le opere esaltando la tridimensionalit\u00e0 della tecnica pittorica e mettendo cos\u00ec in mostra anche i pi\u00f9 piccoli dettagli.<\/p>\n<p>Due livelli di potenza e diverse distribuzioni ottiche<\/p>\n<p>I proiettori Pollux, con una potenza di soli 2W o 6W ed una distribuzione della luce da Narrow Spot (6\u00b0) a Flood (29\u00b0), sono in grado di illuminare con un precisione notevole le opere esposte, focalizzando la luce dove effettivamente \u00e8 necessaria, senza inutili e fastidiose dispersioni nell\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<p>Il sistema brevettato di lenti spherolit intercambiabili permettono di scegliere l\u2019apertura del fascio luminoso ottimale fino a 8 distribuzioni per garantire una flessibilit\u00e0 unica sulle opere esposte, anche in caso di modifica dell\u2019allestimento<\/p>\n<p>Tutti i proiettori a tecnologia LED sono equipaggiati con diodi di potenza, selezionati in modo da annullare qualsiasi problema correlato a eventuale differenza nella tonalit\u00e0 percepita della luce e mantenere quindi la consistenza e la stabilit\u00e0 cromatica nel tempo, senza variazioni percepibili.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>ERCO Illuminazione S.r.l. Viale Sarca 336\/F<br \/>\n20126 Milano<br \/>\nItalia<\/p>\n<p>Tel.: +39 (0) 02 3658 7284 Fax: +39 (0) 02 643 7831 www.erco.com<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Caratteristiche tecniche<\/p>\n<p>Sistema di lenti ERCO:<\/p>\n<p>Modulo LED di ERCO:<\/p>\n<p>Corpo: Montaggio: Componentistica:<\/p>\n<p>Potenza:<br \/>\nTolleranza cromatica: Resa cromatica: Mantenimento flusso: Tasso di guasto: Intervallo dimmerazione: Classe energetica: Peso:<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Sistema di lenti in polimero ottico, collimatore in polimero ottico, distribuzioni della luce: Narrow Spot, Spot, Flood<br \/>\nLED ad alta potenza su circuito stampato a nucleo metallico, tonalit\u00e0 di luce: bianco caldo 3000K. Fusione di alluminio, materiale sintetico.<\/p>\n<p>Su binario o basetta elettrificata. Dimmerabile sulla fase elettrificata + potenziometro 1%-100% on board. 2W (Narrow spot) 6W (Spot e Flood) 2 SDCM<\/p>\n<p>&gt;90<br \/>\nL90\/B10 &lt; 50.000 ore 0,1% &lt; 50.000 ore 1%-100% in PWM EEI A++<br \/>\n0,37Kg<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 47\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Comunicato stampa Immagini<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Faretto Pollux Narrow Spot<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>ERCO Illuminazione S.r.l. Viale Sarca 336\/F<br \/>\n20126 Milano<br \/>\nItalia<\/p>\n<p>Tel.: +39 (0) 02 3658 7284 Fax: +39 (0) 02 643 7831 www.erco.com<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Faretto Pollux Spot e Flood<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 48\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunicato stampa Su ERCO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ERCO, la fabbrica della luce con sede a L\u00fcdenscheid in Germania, \u00e8 l&#8217;azienda di riferimento nell\u2019illuminazione architetturale. Fondata nel 1934 da Arnold Reininghaus opera a livello globale in 55 paesi tramite un network di oltre mille dipendenti e pi\u00f9 di 40 tra showroom ed uffici rappresentativi e dal 2015 produce esclusivamente corpi illuminanti con tecnologia LED.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ERCO sviluppa, progetta e produce integralmente in Germania tutti i suoi strumenti di illuminazione, focalizzando l&#8217;attenzione sulle performance dei suoi sistemi ottici (brevettati), sull\u2019elettronica, sul design e sulla qualit\u00e0 costruttiva\/durata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I corpi illuminanti ERCO sono creati per soddisfare le esigenze di architetti, lighting designer e progettisti nei seguenti ambiti di applicazione: Culture &amp; Community, Work &amp; Shop, Hospitality &amp; Living, Public &amp; Contemplation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla collaborazione con i pi\u00f9 importanti studi sono nati progetti importanti in diversi ambiti applicativi divenuti famosi a livello mondiale. In Italia ERCO ha illuminato con i suoi apparecchi gli interni ed esterni del Duomo di Milano, la Pinacoteca di Brera e Fondazione Prada a Milano, la Galleria degli Uffizi e il Museo del Duomo a Firenze, i Fori Imperiali e la Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, Officine Grandi Riparazioni \u201cOGR\u201de la Galleria Sabauda a Torino, Palazzo Fortuny e Punta della Dogana a Venezia, l&#8217;Accademia Carrara, Santa Maria Maggiore e l&#8217;Orio Center a Bergamo.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FOTO DI COPERTINA\u00a0<\/strong>Gerhard-Richter-672-Annunciazione-da-Tiziano-2015_particolare<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTiziano\/Gerhard Richter. 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